Una pinza crimpatrice è un attrezzo che unisce un cavo elettrico al suo terminale schiacciandolo a freddo, senza saldatura e senza viti. La deformazione meccanica crea un contatto elettrico paragonabile a quello di una saldatura, e soprattutto è irreversibile: una volta chiusa la matrice, il capocorda non si stacca più.
Prima di usarla servono tre informazioni:
- La sezione del cavo in millimetri quadrati, che decide il terminale e la sede della pinza.
- Il tipo di terminale, cioè capocorda isolato, non isolato, puntalino o connettore RJ45.
- La matrice giusta sulla pinza, perché una sede sbagliata rovina la crimpatura anche con l'attrezzo giusto.
Secondo il codice colore della norma DIN 46237 la sezione si legge direttamente sulla guaina del capocorda, e questo rende la scelta rapida anche senza calibro. Qui sotto trovi la procedura passo per passo, i tipi di pinza e la prova che dice se il lavoro ha tenuto.
Che cosa vuol dire crimpare?
Crimpare è l'operazione che collega fisicamente ed elettricamente un cavo al suo connettore mediante una deformazione permanente del metallo. La pinza esercita una pressione elevata su una matrice sagomata, il bossolo del terminale si chiude sui fili di rame e il contatto che ne risulta è stabile nel tempo.

Rispetto alla saldatura a stagno la crimpatura ha due vantaggi pratici:
- Non richiede calore, quindi non danneggia isolanti e componenti vicini.
- È ripetibile, perché la pressione la impone l'attrezzo e non la mano.
L'aspetto da conoscere prima di iniziare è che la crimpatura è irreversibile. Un terminale sbagliato non si recupera: si taglia, si rispela il cavo e si ricomincia, perdendo qualche centimetro di conduttore. Ad esempio su un cablaggio già a misura questo significa rifare l'intera tratta, quindi conviene verificare la sezione prima di schiacciare.
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Come si usa una pinza crimpatrice passo per passo?
L'uso corretto è una sequenza di cinque passaggi, e l'errore più comune sta nel primo, cioè spelare il cavo per una lunghezza sbagliata. Il rame deve riempire il bossolo del terminale senza sporgere e senza restare corto.
I passaggi sono questi:
- Si taglia il cavo netto e si spela per la lunghezza del bossolo del terminale.
- Si sceglie il terminale della sezione giusta, seguendo il codice colore.
- Si inserisce il terminale nella sede della pinza corrispondente a quella sezione.
- Si infila il cavo fino a battuta e si chiude la pinza completando l'intera corsa.
- Si estrae il pezzo e si esegue la prova di trazione.
Secondo i produttori di utensileria le pinze professionali montano un cricchetto che impedisce l'apertura prima del completamento della corsa. È il motivo per cui una pinza economica senza cricchetto produce crimpature incostanti. Serve anche un buon spelafili: una spelatura fatta con il taglierino incide i trefoli di rame e riduce la sezione utile del conduttore, che con un capocorda rosso o blu significa perdere proprio quello che la DIN 46237 dà per garantito.
Quali tipi di pinza crimpatrice esistono?
Le pinze crimpatrici sono attrezzi specializzati per famiglia di terminale, non per settore di lavoro. Una pinza per capicorda isolati non chiude bene un puntalino. Una crimpatrice per RJ45 non serve a nulla su un capocorda a occhiello. Secondo i cataloghi dei produttori le famiglie principali sono cinque.
| Tipo di pinza | Per quali terminali | Uso tipico |
|---|---|---|
| Per capicorda preisolati | Occhielli, forcelle e faston con guaina colorata | Quadri elettrici, impianti auto e nautici |
| Per capicorda non isolati | Terminali nudi in rame o ottone | Sezioni maggiori, batterie, impianti industriali |
| Per puntalini o tubetti terminali | Boccole a compressione esagonale o quadrata | Morsettiere e quadri di automazione |
| Per connettori RJ45 e RJ11 | Plug di rete e telefonia | Cavi LAN, patch e prese dati |
| Idraulica a compressione | Raccordi a pressare su tubi multistrato | Impianti idrotermosanitari |
La pinza per RJ45 merita una nota a parte, perché è quella che quasi tutti comprano per errore pensando che sia universale. Ha una matrice unica, dedicata al plug di rete, e in genere integra la lama per spelare e tagliare la guaina del cavo.
Come si legge il codice colore dei capicorda?
Il colore della guaina di un capocorda preisolato indica la sezione del cavo che può accogliere, secondo la norma DIN 46237. È l'informazione più utile del banco di lavoro, perché permette di scegliere terminale e sede della pinza senza misurare nulla.
La corrispondenza standard è questa:
- Rosso per le sezioni da 0,5 a 1,5 millimetri quadrati.
- Blu per le sezioni da 1,5 a 2,5 millimetri quadrati.
- Giallo per le sezioni superiori, indicate dai produttori come 4-6 millimetri quadrati.
Le pinze di qualità riportano gli stessi colori o le stesse sezioni stampigliate accanto a ogni sede, e la regola è accoppiarli. Ad esempio un capocorda blu schiacciato nella sede rossa viene deformato troppo e taglia i trefoli, mentre nella sede gialla resta lasco e si sfila alla prima trazione.
Come si capisce se la crimpatura ha tenuto?
La verifica è la prova di trazione: si tiene il terminale e si tira il cavo con decisione. Se il conduttore si sfila, la crimpatura non è valida e va rifatta, punto. Nessun controllo visivo sostituisce questa prova, perché una crimpatura lasca può sembrare perfetta.
I segnali di un lavoro fatto male sono tre:
- Il rame che sporge oltre il bossolo, segno di una spelatura troppo lunga.
- L'isolante del cavo schiacciato dentro il bossolo, che impedisce il contatto elettrico.
- Il terminale ovalizzato o inciso, segno della sede sbagliata sulla pinza.
Una crimpatura difettosa non si manifesta subito. Regge il collaudo e cede mesi dopo, con una resistenza di contatto che cresce, scalda e in qualche caso brucia il morsetto. Secondo i manutentori è la ragione per cui nei quadri elettrici i punti caldi rilevati con la termocamera stanno quasi sempre su terminazioni fatte in fretta, non sui componenti.
Quale pinza crimpatrice comprare?
Il criterio di scelta è il terminale che si userà di più, e in secondo luogo la presenza del cricchetto. Per l'uso occasionale in casa basta una pinza multiuso con poche sedi, mentre per il lavoro quotidiano conviene una pinza dedicata a una sola famiglia di terminali, per esempio i puntalini di un quadro di automazione.
Tre criteri contano più del prezzo:
- Il cricchetto con sblocco di emergenza, che garantisce la corsa completa a ogni chiusura.
- La possibilità di cambiare matrice, utile a chi passa da puntalini a capicorda.
- L'impugnatura, perché su cento crimpature al giorno la fatica diventa il problema principale.
L'assortimento di pinze, capicorda e puntalini si trova sui negozi specializzati in utensileria: ManoMano e BricoBravo coprono il fai da te e l'attrezzatura generica, mentre Lineonline è più orientato a chi lavora, con la parte di antinfortunistica accanto agli utensili. Sui dispositivi di protezione da usare in cantiere resta valida la guida su quali scarpe antinfortunistiche scegliere.
Domande frequenti
Si può crimpare senza pinza crimpatrice?
La crimpatura fatta con una pinza normale o con un martello è una crimpatura non conforme: la pressione non è controllata e il contatto elettrico non è garantito nel tempo. Su un impianto fisso è un rischio concreto di surriscaldamento del morsetto. Per un lavoro provvisorio è preferibile un morsetto a vite, che almeno si può controllare e serrare di nuovo.
Qual è la differenza fra crimpare e saldare?
Crimpare è una deformazione meccanica a freddo, saldare è un'unione con apporto di stagno e calore. La crimpatura è più rapida, ripetibile e non danneggia gli isolanti vicini. La saldatura resta preferibile in ambienti umidi o soggetti a vibrazioni forti, e in quei casi si usano insieme, cioè si crimpa e poi si stagna il terminale.
La pinza per RJ45 va bene per i capicorda?
La crimpatrice per RJ45 è un attrezzo con matrice unica, dedicata al plug di rete, e non chiude correttamente capicorda o puntalini. Usarla su un terminale elettrico produce una deformazione parziale che non passa la prova di trazione. Sono due attrezzi diversi, anche quando il prezzo è simile.
Che sezione di cavo regge un capocorda blu?
Il capocorda con guaina blu è previsto per cavi da 1,5 a 2,5 millimetri quadrati, secondo il codice colore della norma DIN 46237. Il rosso copre le sezioni da 0,5 a 1,5 e il giallo quelle superiori. Se il cavo sta fra due misure, si sceglie il terminale della sezione effettiva del conduttore e non quella del suo isolante, che è più spesso.
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