Danni fino all'80% ai raccolti per la siccità, Plantvoice scommette sul monitoraggio idrico di precisione
Coldiretti conta oltre 3 miliardi di danni e raccolti giù fino all'80% per la siccità del 2026. Plantvoice, startup di Bolzano, misura la linfa delle piante con un biosensore e taglia l'acqua fino al 40%.
L'estate 2026 lascia in eredità all'agricoltura italiana un conto salatissimo. Secondo i dati diffusi da Coldiretti il 9 settembre, le ondate di calore, la siccità prolungata e il maltempo abbattutosi nelle settimane successive hanno provocato danni per oltre 3 miliardi di euro, con perdite di raccolto che in alcune aree toccano l'80%. Nelle Baraggie tra Vercelli e Biella il riso non irrigato ha perso fino all'80% della resa, il mais è sceso tra il 50 e il 60%, mentre in Trentino le mele hanno segnato un calo del 9-10% e i foraggi di montagna sono stati colpiti duramente. Il quadro si ripete lungo la Penisola: in Umbria mais e girasole arrivano a perdere metà del raccolto, in Puglia soffrono pomodori e angurie, in Calabria gli agrumi registrano cali tra il 30 e il 40%. In Lombardia il mais perde fino al 30%, la soia arretra nella stessa misura in alcune zone e la produzione di latte scende tra il 10 e il 15%.
Un Paese tra siccità e alluvioni
I numeri di Coldiretti si inseriscono in un quadro più ampio, fotografato in questi giorni anche dall'Osservatorio ANBI: dall'inizio del 2026 sono già 184 le località italiane colpite da eventi meteo estremi, tra cicloni mediterranei, bombe d'acqua e grandinate, con punte di oltre 300 millimetri di pioggia in 48 ore in alcune zone della Calabria. È un paradosso solo apparente quello di un Paese che vede contemporaneamente dighe piene all'80-95% in Sardegna e Sicilia e territori del Nord ancora in sofferenza idrica. La vera partita, spiega il presidente ANBI Francesco Vincenzi, si gioca su una strategia urgente di adattamento per aumentare la resilienza delle comunità, mentre il direttore generale Massimo Gargano insiste sulla necessità di infrastrutture capaci di trasformare l'acqua in eccesso, quando arriva, in una risorsa per l'irrigazione e per la produzione di energia, attraverso il cosiddetto Piano Invasi. Coldiretti, dal canto suo, chiede interventi analoghi: una rete nazionale di bacini capaci anche di produrre energia idroelettrica.
Un sensore per ascoltare le piante
Accanto alle grandi opere, dai campi emerge un'urgenza più immediata e quotidiana: sapere, pianta per pianta, quanta acqua serve davvero, prima che lo stress idrico diventi irreversibile. È su questo terreno che lavora Plantvoice, startup italiana fondata nel 2023 dai fratelli Matteo e Tommaso Beccatelli, con sede al NOI Techpark di Bolzano, che ha sviluppato una tecnologia proprietaria e brevettata di analisi della linfa. Si tratta di un biosensore delle dimensioni di uno stuzzicadenti realizzato in una fibra di legno biocompatibile, da inserire direttamente nel fusto della pianta tramite un piccolo foro. Da giugno 2026 questa tecnologia si inserisce in una piattaforma software vera e propria, che integra i dati fisiologici raccolti dalla sonda con le informazioni di stazioni meteo, sensori di suolo e analisi NPK in tempo reale, restituendo agli agricoltori una visione completa dello stato di salute della coltura, utile per calibrare irrigazione, nutrizione e protezione. «È come fare l'elettrocardiogramma della pianta: ogni aritmia ha un segnale specifico», sintetizza il co-fondatore e CEO Matteo Beccatelli.
Fino al 40% di acqua in meno
Su colture legnose, Plantvoice è in grado di individuare un'interruzione dell'irrigazione già nelle prime ore, molto prima che la pianta mostri i primi segni di sofferenza visibili a occhio nudo. Le applicazioni sul campo hanno documentato risparmi idrici fino al 40% in alcune aziende frutticole, tra cui il Gruppo Salvi, e fino al 30% in un progetto specifico sul kiwi giallo G3 in Agro Pontino, senza compromettere resa né qualità del frutto; a questo si affianca una riduzione fino al 20% nell'uso di fertilizzanti e fitofarmaci, con un aumento di produttività e qualità intorno al 10%. La tecnologia, protetta da brevetto internazionale, è oggi validata in oltre 70 Paesi che coprono circa l'83-85% della superficie agricola mondiale, un riconoscimento che nel 2026 ha portato Plantvoice tra i 33 finalisti dei WIPO Global Awards, unica realtà italiana su oltre 1.300 candidature arrivate da 126 Paesi.
Il sostegno del PNRR
Il tema della gestione digitale dell'acqua, del resto, è già al centro delle politiche pubbliche: la misura 2.3 del PNRR dedicata a innovazione e meccanizzazione in agricoltura include l'agricoltura di precisione tra le tecnologie incentivate, con contributi che in alcune regioni coprono fino all'80% della spesa per sensori e macchinari di ultima generazione. Anche per questo sempre più aziende agricole stanno passando dai sensori generici a soluzioni verticali come Plantvoice Irrigation, il modulo che incrocia i dati della sonda con le previsioni meteo per calibrare l'irrigazione coltura per coltura.


