Come Spiare WhatsApp: Cosa Funziona Davvero, Come Accorgersene e Cosa Rischi

Spiare WhatsApp da remoto, senza toccare il telefono della persona, non è possibile: i messaggi viaggiano con crittografia end to end e nessun servizio esterno può decifrarli. I metodi che funzionano davvero sono tre e hanno tutti un requisito in comune, cioè l'accesso fisico al telefono, anche solo per pochi secondi.

Sono la scansione del codice QR di WhatsApp Web, l'installazione di un'app di sorveglianza e il semplice sblocco del telefono lasciato incustodito. Tutti e tre configurano un reato punito dal codice penale, anche fra coniugi.

Questa guida spiega come funziona ciascun metodo, come si scopre in trenta secondi se qualcuno è collegato al tuo account e cosa fare per chiuderlo fuori.

Come Spiare Conversazione WhatsApp

Si possono leggere le chat WhatsApp di un'altra persona da remoto?

Le chat di WhatsApp non sono leggibili da remoto, perché la piattaforma cifra i messaggi end to end e li rende accessibili solo sui dispositivi di chi scrive e di chi riceve. Secondo la documentazione tecnica di WhatsApp, nemmeno Meta, che possiede il servizio, può decifrarne il contenuto. Non esiste nessun sito e nessun servizio che, dato un numero di telefono, restituisca le conversazioni di quella persona.

Ogni pagina che promette il contrario chiede una delle tre cose seguenti, e a quel punto sai già che cosa stai leggendo:

  • Un pagamento anticipato per un servizio che poi non esiste.
  • L'installazione di un'app sul telefono da controllare, quindi accesso fisico.
  • Le tue credenziali, perché il bersaglio del sito sei tu.

Il caso più comune resta il terzo. Le pagine che pubblicizzano il monitoraggio a distanza sono spesso raccolte di dati personali travestite da software, e chi ci arriva cercando di controllare qualcun altro finisce per consegnare i propri dati.

Quello che invece funziona sono i metodi che passano dal telefono fisico, e sono esattamente quelli da conoscere per difendersi.

Come funziona la truffa del codice QR di WhatsApp?

Il codice QR di WhatsApp Web è il metodo più usato per leggere le chat altrui, perché richiede pochi secondi e non lascia nessuna app installata. Chi ha il telefono in mano apre WhatsApp Web su un proprio computer, inquadra il codice con la fotocamera del telefono altrui e da quel momento riceve tutte le conversazioni sul proprio schermo.

Il collegamento non scade da solo alla chiusura del browser: resta attivo finché non viene revocato. Secondo la documentazione di WhatsApp si possono collegare fino a quattro dispositivi aggiuntivi oltre al telefono principale, e chat, media, chiamate e notifiche si sincronizzano su tutti.

C'è un solo limite automatico: se il telefono principale resta inutilizzato per più di 14 giorni, tutti i dispositivi collegati vengono disconnessi per sicurezza. Su un telefono usato ogni giorno quel limite non scatta mai.

La variante social della stessa truffa è il messaggio che chiede di inoltrare un codice a sei cifre arrivato via SMS: quel codice è la verifica del tuo account, e chi lo riceve registra WhatsApp con il tuo numero.

Come si controlla se qualcuno legge le tue chat WhatsApp?

Il menu Dispositivi collegati è il posto in cui si scopre chi legge le tue chat: elenca ogni sessione attiva sul tuo account, con la data dell'ultimo utilizzo. Secondo la guida ufficiale di WhatsApp è anche il punto da cui si revoca l'accesso, ed è questione di mezzo minuto.

Su Android si apre WhatsApp, si tocca il menu con i tre puntini in alto a destra e si sceglie Dispositivi collegati. Su iPhone il percorso è Impostazioni, poi Dispositivi collegati. La schermata mostra ogni browser, computer o telefono compagno collegato all'account.

Cosa fare con l'elenco:

  1. Leggi i nomi. Un sistema operativo o un browser che non hai mai usato è un collegamento non tuo.
  2. Guarda l'ultimo accesso. Una sessione attiva quando tu non stavi usando WhatsApp è il segnale più chiaro.
  3. Tocca la voce sospetta e scegli Disconnetti. L'accesso si chiude subito.
  4. Nel dubbio disconnetti tutto e ricollega solo i dispositivi che usi davvero.

Altri segnali che vale la pena notare: messaggi che risultano già letti prima che tu li apra, notifiche che spariscono da sole, batteria che cala molto più in fretta del solito e traffico dati anomalo.

Le app spia per WhatsApp funzionano davvero?

Le app spia per WhatsApp funzionano soltanto se installate a mano sul telefono da controllare. Nessuna di queste opera da remoto: richiedono di sbloccare il dispositivo e spesso di disattivare le protezioni di sistema. Il marketing che promette il contrario descrive un prodotto che non esiste.

Una volta installate registrano quello che accade sullo schermo o leggono le notifiche, e inviano tutto a un pannello a pagamento. È la categoria che i ricercatori di sicurezza chiamano stalkerware. Secondo le norme del programma per sviluppatori di Google Play, le app di sorveglianza sulle persone non sono ammesse sullo store, e gli antivirus per Android le rilevano e le segnalano.

Tre conseguenze pratiche per chi le installa e per chi le subisce:

  • Chi le installa commette un reato, indipendentemente dal rapporto con la persona controllata.
  • Chi le subisce può trovarle con una scansione antivirus e nella lista delle app con accesso alle notifiche o ai servizi di accessibilità.
  • I dati raccolti finiscono su server di terzi, e diverse di queste società sono state a loro volta violate, esponendo tutto il materiale.

Se sospetti un'installazione, una scansione con uno degli antivirus Android gratuiti è il primo passo, seguito dal controllo delle app con permessi di accessibilità.

Spiare WhatsApp è reato?

Spiare le chat WhatsApp di un'altra persona è reato, e non uno solo. Secondo l'articolo 615-ter del codice penale, chi accede abusivamente a un sistema informatico o telematico protetto rischia la reclusione fino a tre anni, e la Corte di Cassazione ha ritenuto integrato il reato anche quando a farlo è il coniuge o il convivente.

Gli altri articoli che entrano in gioco, secondo il testo del codice penale:

ArticoloCondottaPena
615-teraccesso abusivo a un sistema informatico protettoreclusione fino a 3 anni
615-quaterprocurarsi o diffondere codici e password di accessoreclusione fino a 1 anno e multa fino a 5.164 euro
615-bisinterferenze illecite nella vita privatareclusione da 6 mesi a 4 anni
617-bisinstallazione di apparati per intercettare comunicazionireclusione da 1 a 4 anni

Due punti che vengono ignorati di continuo. Il primo: il fatto che il telefono sia in casa, o intestato a chi lo controlla, non rende lecito l'accesso all'account di un'altra persona. Il secondo: il materiale ottenuto così, in un procedimento di separazione, non è una prova utilizzabile e può trasformarsi in una denuncia a carico di chi lo ha raccolto.

Come si protegge WhatsApp da chi vuole leggerlo?

La protezione di WhatsApp si costruisce con quattro impostazioni, tutte gratuite e tutte dentro l'app o dentro il telefono. Nessuna richiede software aggiuntivo.

La verifica in due passaggi aggiunge un PIN di sei cifre richiesto ogni volta che il numero viene registrato su un nuovo telefono: blocca chi si procura il codice SMS. Si attiva da Impostazioni, poi Account, poi Verifica in due passaggi.

Il blocco schermo del telefono con impronta, volto o codice è la difesa contro il metodo più semplice di tutti, che resta il telefono lasciato sul tavolo. Vale la pena ridurre anche il tempo di spegnimento automatico dello schermo.

Il controllo periodico dei Dispositivi collegati chiude le sessioni aperte in passato e mai revocate. Farlo una volta al mese richiede pochi secondi.

Il blocco delle chat con impronta, disponibile sia su Android sia su iPhone, nasconde le conversazioni scelte dietro un secondo sblocco, così nemmeno chi ha il telefono aperto le vede.

Se stai valutando anche altri servizi di messaggistica, sul blog c'è la guida alle migliori alternative a WhatsApp per Android.

Domande frequenti

Si può spiare WhatsApp conoscendo solo il numero di telefono?

Il numero di telefono da solo non è sufficiente per leggere nessuna conversazione, perché la crittografia end to end di WhatsApp lega la lettura dei messaggi ai dispositivi registrati sull'account. I siti che chiedono un numero e promettono le chat in cambio sono truffe o raccolte di dati personali. Secondo la documentazione tecnica di WhatsApp, nemmeno la piattaforma stessa può leggere il contenuto dei messaggi.

Come si scopre se WhatsApp è collegato a un altro dispositivo?

Si apre WhatsApp e si va su Dispositivi collegati, dal menu a tre puntini su Android o da Impostazioni su iPhone. La schermata elenca ogni sessione attiva con l'ultimo accesso. Una voce che non riconosci si chiude toccandola e scegliendo Disconnetti.

Un genitore può controllare WhatsApp di un figlio minorenne?

Il controllo di un minore rientra nella responsabilità genitoriale, ma non è un permesso illimitato: deve essere proporzionato all'età e non trasformarsi in sorveglianza occulta. Gli strumenti corretti sono quelli dichiarati, come Google Family Link su Android e Tempo di utilizzo su iPhone, concordati con il figlio invece che installati di nascosto.

Le chat WhatsApp cancellate si possono recuperare da un altro telefono?

Un backup di WhatsApp è ripristinabile soltanto sul dispositivo su cui viene registrato lo stesso numero, durante l'installazione dell'app, e richiede quindi il controllo di quella SIM. Vale sia per il backup su Google Drive sia per quello su iCloud: non esiste un modo per aprire il backup di qualcun altro.

Che cosa fare se scopro di essere spiato su WhatsApp?

La prima mossa è disconnettere tutte le sessioni dal menu Dispositivi collegati di WhatsApp. Poi si attiva la verifica in due passaggi con un PIN nuovo, si cambia il codice di sblocco del telefono e si esegue una scansione antivirus su Android. Se il controllo è sistematico e proviene da una persona identificabile, i reati previsti dagli articoli 615-ter e 615-bis del codice penale sono perseguibili su denuncia.

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