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Grandi Elettrodomestici

Quando e Perché Chiamare l'Assistenza Elettrodomestici

Da un punto di vista generale, saprai sicuramente che gli elettrodomestici ricoprono un ruolo fondamentale nella vita di tutti i giorni

Weareblog
17 marzo 2021 7 min 1 letture

Da un punto di vista generale, saprai sicuramente che gli elettrodomestici ricoprono un ruolo decisamente fondamentale nella vita di tutti i giorni. Grazie ad essi, infatti, molteplici operazioni sono state ampiamente semplificate, come ad esempio il lavaggio dei piatti o del bucato.

Tuttavia, può capitare che talvolta un elettrodomestico possa rompersi, motivo per il quale è doveroso ricorrere all'assistenza elettrodomestici per riparazioni rapide.

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Anche se in giro per il web ci sono molteplici tutorial che ti indicano come procedere alla sostituzione di un pezzo non più funzionante, è comunque fondamentale tenere a mente che la riparazione degli elettrodomestici è una prerogativa delle aziende produttrici o, in caso di garanzia scaduta, di tecnici esperti.

Ciò significa, quindi, che nel caso in cui ti si rompa un elettrodomestico, tu debba necessariamente rivolgerti all'azienda che lo ha prodotto, potendo come detto prima in ogni caso beneficiare della garanzia, a patto che questa sia ancora valida.

Il motivo per il quale è sempre conveniente rivolgersi all'assistenza degli elettrodomestici è semplice, ma merita un approfondimento preciso, affinché tu possa capire bene i pro di questa particolare scelta.

Quando e Perché Chiamare l'Assistenza Elettrodomestici

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Perché Affidarsi a dei Tecnici Specializzati?

Come ti dicevo, anche se ormai su internet hai a tua disposizione tutte le fonti necessarie per poter procedere alla riparazione, è comunque importante affidarsi a dei veri professionisti del settore.

Un tecnico specializzato, infatti, ha alle spalle dei corsi di formazione adeguatamente certificati, grazie ai quali avrà tutte le carte in regola per poter operare sull'elettrodomestico non più funzionante.

Inoltre, tieni a mente che se tu dovessi ''aprire'' l'elettrodomestico, intervenendo sulle parti rotte, non avresti più diritto alla garanzia (nel caso in cui questa sia valida), vanificando così la possibilità di poter avere un elettrodomestico nuovamente funzionante.

Da un punto di vista normativo, invece, è bene che tu sappia che ormai ci sono una serie di leggi che tutelano ancora di più il consumatore dalla cosiddetta obsolescenza programmata, vale a dire quel momento in cui un elettrodomestico si rompe sistematicamente per far sì che l'utente sia costretto a rivolgersi all'azienda produttrice, cosa che spesso comporta una spesa in denaro.

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Come Vengono Tutelati i Consumatori?

Il 2021 ha fatto sì che venisse introdotto per la prima volta il diritto di riparazione. Il motivo per il quale questo diritto è stato introdotto è semplice: se tu ti trovassi con la lavastoviglie rotta in un periodo dell'anno dove molti esercizi commerciali sono chiusi, ti ritroveresti in un mare di guai.

Allo stesso tempo, però, non potresti rivolgerti ad un qualsiasi tecnico specializzato, ma solo ad un tecnico mandato dall'azienda produttrice.

Il diritto di riparazione, invece, tutela maggiormente l'utente: in questo modo, infatti, i tecnici che verranno chiamati useranno degli attrezzi convenzionali da utilizzare per aprire l'elettrodomestico, potendo così ugualmente intervenire. Gli attrezzi originali, infatti, sono sempre in possesso dell'azienda, costringendo così il tecnico chiamato ad arrangiarsi come può.

I produttori dovranno far sì che tu possa chiamare un qualsiasi tecnico specializzato, e non per forza un professionista mandato dall'azienda produttrice dell'elettrodomestico guasto.

Diritto di Riparazione: Perché ha Cambiato le Cose?

Ti sarà capitato sicuramente di buttare in discarica un elettrodomestico seminuovo, magari acquistato solo due anni prima.

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Dato che è impossibile per un tecnico non ufficiale intervenire per riparare il guasto, spesso ci si trova nella condizione di dover gettare via l'elettrodomestico, dovendo quindi comprarne un altro.

Grazie a questa normativa fortemente voluta dall'Unione Europea, si tutela il consumatore da un altro e l'ambiente dall'altro.

Ti basti pensare alle tonnellate e tonnellate di rifiuti che quotidianamente finiscono in discarica, deturpando l'ambiente e causando danni spesso irreparabili.

Fatte queste precisazioni, dunque, va da sé concludere che affidarsi ad all'assistenza si rivela essere sempre la soluzione migliore: spesso, infatti, i tecnici non autorizzati possono installare all'interno degli elettrodomestici dei materiali non compatibili, causando così dei danni a lungo termine.

In questi casi, dunque, avere i pezzi di ricambio originali è una salvezza.

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In definitiva, quindi, qualora il tuo elettrodomestico dovesse rompersi, ti consiglio vivamente di affidarti all'assistenza: dei tecnici autorizzati o convenzionati, infatti, interverranno a tuo favore restituendoti così un elettrodomestico funzionante e senza più problemi.

Sebbene il fai da te possa sembrare la soluzione più adeguata, tieni comunque in considerazione il fatto che spesso installare dei pezzi non originali potrebbe rivelarsi una mossa fatale.

Inoltre, se non sei in possesso di un'adeguata manualità, potresti aggravare ulteriormente la situazione.

Quando la riparazione è coperta dalla garanzia

La garanzia legale di conformità prevista dal Codice del Consumo dura due anni dalla consegna del bene e non può essere ridotta per contratto. È dovuta dal venditore, non dal produttore, ed è a lui che ci si rivolge: è un punto che genera molte telefonate inutili al centro assistenza. Il dettaglio che pesa di più è l'onere della prova. L'articolo 135 del Codice del Consumo, nella versione introdotta dal decreto legislativo 170 del 2021 e in vigore per gli acquisti dal 1° gennaio 2022, stabilisce che un difetto che si manifesta entro un anno dalla consegna si presume esistente già a quella data. Prima la presunzione durava sei mesi. In quel periodo è il venditore a dover dimostrare che il guasto non c'era, non il consumatore a dover provare che c'era. Passato l'anno la presunzione si inverte e il consumatore deve dimostrare l'origine del difetto, pur restando dentro i due anni di garanzia. Restano esclusi in ogni caso i danni da uso improprio, da mancata manutenzione e la normale usura dei componenti di consumo.

Il diritto alla riparazione, in vigore dal 31 luglio 2026

La novità più rilevante degli ultimi anni per chi ha un elettrodomestico guasto è la direttiva europea 2024/1799, che si applica ai contratti conclusi a partire dal 31 luglio 2026 e interviene proprio dove la garanzia legale finisce. La direttiva introduce un obbligo a carico del produttore, non del venditore: riparare i prodotti tecnicamente riparabili anche dopo la scadenza dei due anni, sia per un difetto sia per la normale usura. Riguarda categorie individuate a livello europeo, fra cui lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, aspirapolvere e smartphone, e mira a rendere la riparazione un'alternativa reale alla sostituzione. C'è un secondo effetto che conviene conoscere prima di scegliere fra riparazione e sostituzione. Se durante il periodo di garanzia il consumatore accetta la riparazione invece di pretendere la sostituzione del prodotto, la garanzia si estende di dodici mesi, arrivando a tre anni complessivi. Scegliere di far riparare, in quel caso, non è più la soluzione più comoda per il venditore ma anche quella più conveniente per chi compra.

Quando conviene riparare e quando sostituire

La regola pratica usata dai tecnici è quella del cinquanta per cento: se il preventivo di riparazione supera la metà del prezzo di un apparecchio nuovo equivalente, la riparazione difficilmente si giustifica. Va però corretta con due variabili che la regola secca ignora. La prima è l'età dell'apparecchio rispetto alla sua vita attesa. Su una lavatrice di dodici anni anche una riparazione da un quarto del valore è discutibile, perché il componente successivo che cede è statisticamente vicino. Su una di tre anni conviene riparare quasi sempre. La seconda è il tipo di guasto. La sostituzione di una guarnizione, di una pompa di scarico o di una resistenza è un intervento a basso costo su componenti di consumo. Il cedimento del gruppo cuscinetti su una lavatrice, del compressore su un frigorifero o della scheda elettronica principale sono invece i tre casi in cui il preventivo si avvicina al valore dell'apparecchio e la sostituzione diventa la scelta razionale.

Domande frequenti

Quanto dura la garanzia su un elettrodomestico?

Due anni dalla consegna, per legge, e la garanzia è dovuta dal venditore e non dal produttore. Entro il primo anno il difetto si presume esistente già alla consegna, quindi è il venditore a dover dimostrare il contrario: lo stabilisce l'articolo 135 del Codice del Consumo nella versione in vigore per gli acquisti dal 1° gennaio 2022.

Cosa prevede il diritto alla riparazione europeo?

La direttiva 2024/1799, applicabile ai contratti dal 31 luglio 2026, obbliga i produttori a riparare i prodotti tecnicamente riparabili anche dopo la scadenza della garanzia legale, sia per difetto sia per normale usura. Prevede inoltre che scegliere la riparazione invece della sostituzione durante la garanzia estenda la copertura di altri dodici mesi.

Conviene riparare o comprare un elettrodomestico nuovo?

La regola pratica è che oltre il cinquanta per cento del prezzo di un apparecchio nuovo la riparazione non si giustifica. Vanno però pesate l'età rispetto alla vita attesa e il tipo di guasto: guarnizioni, pompe e resistenze sono interventi economici, mentre cuscinetti, compressore e scheda elettronica principale sono i tre casi in cui conviene sostituire. Se ti è piaciuta la guida Quando e Perché Chiamare l'Assistenza Elettrodomestici potrebbe anche interessarti:
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