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Sui libri di testo adottati nessuno può scontare più del 15%: lo vieta la legge Levi. Coop, Conad, Esselunga e Amazon a confronto, e cosa danno oltre il tetto.
Sul prezzo di copertina di un libro di testo adottato dalla scuola nessun negozio in Italia può fare più del 15 per cento di sconto. Non è una politica commerciale, è un tetto di legge: lo fissa la legge 27 luglio 2011 n. 128, la cosiddetta legge Levi. Ad esempio, su un manuale da 30 euro il massimo che Coop, Conad, Esselunga o Amazon possono togliere è 4,50 euro, e nessuno dei quattro può fare meglio degli altri.
Dalla nostra lettura delle condizioni pubblicate dalle catene il 20 agosto 2026 discendono tre conseguenze:
Il tetto è il 15 per cento del prezzo di copertina sui libri adottati come testi scolastici, e il 5 per cento su tutti gli altri libri. Lo stabilisce la legge Levi, cioè la legge 128 del 2011, che limitò gli sconti per proteggere le librerie indipendenti dalla guerra di prezzo della grande distribuzione. Secondo la formulazione in vigore dopo la modifica del 2020, l'eccezione dei testi scolastici è l'unica rimasta in piedi.
È il motivo per cui, nella nostra lettura delle offerte del 2026, Coop, Conad, Esselunga, Carrefour, Amazon, IBS e Libraccio annunciano tutti la stessa identica percentuale.
Due precisazioni contano più del principio.
La prima riguarda il perimetro. Il tetto rialzato vale per i testi adottati, cioè quelli che compaiono nella lista deliberata dal collegio dei docenti. Un dizionario comprato per iniziativa propria, un atlante non adottato o un libro di narrativa per le vacanze restano sotto il tetto ordinario del 5 per cento, anche se li compri nello stesso ordine.
La seconda riguarda l'usato, e merita una risposta a parte.
Sui libri di seconda mano il tetto non esiste. Sono beni già venduti una volta, quindi il prezzo lo fa il mercato: i mercatini scolastici, Libraccio, Libreria Universitaria e BancoLibri li rivendono anche a metà copertina, e nessuna norma glielo impedisce. Ad esempio, un manuale di storia da 32 euro si trova usato a 15 euro senza che nessuno stia violando la legge Levi, mentre lo stesso volume nuovo non può scendere sotto i 27,20 euro in nessun negozio d'Italia.
È il motivo per cui il risparmio serio non passa dal confronto fra supermercati, ma dalla scelta fra nuovo e usato. Nella nostra analisi delle opzioni di acquisto le abbiamo messe in fila nella guida su dove comprare i libri scolastici online e, per il verso opposto, in quella su dove vendere i libri scolastici usati.
Qui ci sono solo i codici attinenti a questa guida. Tutti gli altri codici sconto sono su CouponWab, aggiornati ogni settimana.
La spesa massima per l'intera dotazione libraria va da 121 euro in seconda media a 346 euro al primo anno del liceo classico. Il limite lo fissa ogni anno il Ministero dell'Istruzione e del Merito. Secondo il decreto ministeriale n. 51 del 26 marzo 2026, richiamato dalla nota della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici del 31 marzo, per il 2026/2027 i tetti sono questi.
| Anno di corso | Tetto di spesa 2026/2027 |
|---|---|
| Secondaria di primo grado, classe prima | 303 € |
| Secondaria di primo grado, classe seconda | 121 € |
| Secondaria di primo grado, classe terza | 136 € |
| Liceo classico e linguistico, primo anno | 346 € |
| Liceo scientifico, primo anno | 331 € |
| Istituto tecnico settore economico, primo anno | 329 € |
| Istituto tecnico settore tecnologico, primo anno | 346 € |
Il tetto si può superare fino al 20 per cento, ed è la parte che quasi nessuno racconta. Secondo la stessa nota ministeriale del 31 marzo 2026, sono ammessi incrementi degli importi «purché contenuti entro il limite massimo del 20%». La delibera di adozione deve però essere motivata dal collegio dei docenti e approvata dal consiglio di istituto. Ad esempio, al primo anno di liceo classico dai 346 euro nominali si arriva legittimamente a circa 415 euro.
Nella direzione opposta agiscono le riduzioni previste per i formati. I testi in formato misto, cartaceo più digitale, abbattono il tetto del 10 per cento; quelli esclusivamente digitali del 30 per cento. È l'unica leva che agisce sul prezzo prima ancora dell'acquisto, e la decide la scuola, non la famiglia.
Tutti stanno al tetto del 15 per cento. A distinguerli sono tre cose: in che forma arriva il vantaggio, entro quale data, e su quali libri.
| Dove | Forma del vantaggio | Finestra dichiarata per il 2026/2027 |
|---|---|---|
| Conad | sconto immediato del 15%, solo su testi adottati della secondaria | prenotazione online dal 1° giugno al 30 settembre 2026 |
| Esselunga | prenotazione online o al Punto Fìdaty, ritiro in negozio | l'azienda comunica sui propri canali una scadenza al 25 ottobre |
| Coop | dipende dalla cooperativa: alcune scontano subito, altre vendono a prezzo pieno e danno un buono del 15% al ritiro | variabile per cooperativa |
| Carrefour | prenotazione online dei testi con ritiro in punto vendita | variabile per punto vendita |
| Amazon | sconto automatico applicato al carrello sui titoli idonei | promozione a tempo, la data di chiusura è indicata sulla pagina |
Lo sconto immediato conviene a chiunque non faccia la spesa abitualmente in quella catena. Secondo le condizioni pubblicate da alcune cooperative Coop, i testi si pagano a prezzo pieno e al ritiro viene consegnato un buono sconto pari al 15 per cento del valore dei libri. Quel buono si spende sulla spesa in un punto vendita, e ha una data di scadenza.
Il vantaggio nominale è identico. Il denaro però esce dal conto oggi e rientra solo se farai quella spesa nel periodo giusto. Ad esempio, una famiglia che spende 300 euro di libri riceve un buono da 45 euro: chi fa la spesa lì ogni settimana lo usa senza accorgersene, chi non è cliente di quella catena rischia di buttarlo. Per la seconda famiglia lo sconto immediato di Conad vale di più a parità di percentuale.
La copertinatura costa 1,40 euro a libro secondo il listino pubblicato dalla Cooperazione trentina, e la offrono a pagamento sia Conad sia diverse cooperative Coop. Su undici volumi sono una quindicina di euro, cioè quasi la metà dello sconto ottenuto. È un servizio, non un'offerta, e va contato nel totale.
Il modo più efficace sono i contributi pubblici e l'usato, non lo sconto del negozio. Sulla cifra finale il 15 per cento è il più piccolo dei numeri in gioco.
I contributi pubblici valgono molto di più. Le cedole librarie comunali coprono interamente i testi della scuola primaria in gran parte d'Italia, e regioni e comuni erogano rimborsi o buoni per la secondaria sulla base dell'ISEE. Sono somme che arrivano a coprire l'intera dotazione, non il quindici per cento di essa, e vanno richieste entro scadenze fissate localmente: chi le perde ha perso molto più di uno sconto.
L'usato non ha tetti. Un testo di seconda mano in buono stato si trova regolarmente a metà del prezzo di copertina, e chi rivende i libri dell'anno prima recupera un'altra parte della spesa. Alcune cooperative Coop hanno strutturato anche questo lato: la Cooperazione trentina ritira i libri usati dai possessori di carta fedeltà riconoscendo buoni sconto pari al 30 per cento del valore di copertina, cioè il doppio del massimo sconto di legge sul nuovo.
Sì: Carta della Cultura, Carta del Merito e Carta del Docente sono strumenti di pagamento, non sconti. Si usano sopra il prezzo già scontato del 15 per cento, non al posto di quello, quindi i due vantaggi si sommano.
Ad esempio, uno studente che compra 300 euro di libri con lo sconto di legge ne paga 255, e su quei 255 può spendere il credito della carta. Non esiste nessuna regola che imponga di scegliere fra le due cose, ed è un dubbio che ricorre in cassa ogni settembre.
L'ordine delle operazioni conta più della scelta del negozio.
Un avvertimento sui codici digitali. I manuali venduti con un codice di attivazione della versione online hanno un codice che si usa una volta sola: nell'usato quel codice è quasi sempre già stato consumato dal primo proprietario. Se il docente lavora sulla piattaforma digitale del libro, quel titolo va comprato nuovo, e non è un dettaglio da scoprire a ottobre.
Il 15 per cento del prezzo di copertina, e solo per i libri adottati dalle istituzioni scolastiche come libri di testo. Per tutti gli altri libri il tetto è il 5 per cento. Lo stabilisce la legge 128/2011 nella versione modificata dalla legge 15/2020.
Perché quello che offrono in più non è uno sconto sul libro: sono buoni spesa, punti fedeltà o promozioni su altri reparti. Il tetto riguarda il prezzo di vendita del testo, non i vantaggi collegati a un programma fedeltà.
Lo sconto immediato, salvo che tu faccia già la spesa abitualmente in quella catena. Il buono ha lo stesso valore nominale ma ha una scadenza e vincola a un acquisto successivo: se non lo spendi, il vantaggio è zero.
No. Il limite riguarda la prima vendita del libro nuovo. Sull'usato il prezzo è libero, ed è per questo che l'usato resta la leva di risparmio più efficace.
È previsto, entro un limite preciso. Secondo la nota ministeriale del 31 marzo 2026 sono ammessi incrementi fino al 20 per cento del tetto. La delibera di adozione deve però essere motivata dal collegio dei docenti e approvata dal consiglio di istituto.
Dipende dalla catena. Conad indica la finestra dal 1° giugno al 30 settembre 2026; Esselunga comunica una scadenza al 25 ottobre. Le librerie non hanno finestre, ma la disponibilità dei titoli dipende dalle scorte degli editori e cala man mano che l'anno scolastico avanza.
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