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Tutti i documenti per l'ISEE 2027: anagrafica, affitto, redditi 2025, saldo e giacenza media dei conti, immobili, mutuo e veicoli. Gli anni di riferimento, le novità della legge di bilancio 2026 e come presentare la DSU precompilata sul portale INPS o al CAF.
Dal 1° gennaio l'ISEE dell'anno prima non vale più, e chi deve chiedere l'assegno unico, il bonus bollette o una retta ridotta deve rifare la DSU. Prima di aprire il portale INPS o di prendere appuntamento al CAF conviene avere in mano tutti i documenti per l'ISEE, perché il pezzo che manca di solito è sempre lo stesso: la giacenza media di un conto o il valore di un titolo al 31 dicembre.
In questa guida trovi l'elenco completo dei documenti ISEE 2027 diviso per tipo, gli anni a cui si riferiscono i redditi e i patrimoni, cosa è cambiato con la legge di bilancio 2026 e come avere l'ISEE precompilato senza passare da nessuno. Le regole sono quelle delle istruzioni ufficiali della DSU in vigore a ottobre 2026: se la legge di bilancio 2027 cambierà qualcosa, questa pagina verrà aggiornata.

La tabella mette in fila tutto quello che serve, con l'anno o la data a cui si riferisce ogni dato. Vale per ogni componente del nucleo familiare, non solo per chi firma la dichiarazione.
| Cosa | Documento | Riferito a |
|---|---|---|
| Anagrafica | Codice fiscale e tessera sanitaria di tutti i componenti | Oggi |
| Casa in affitto | Contratto registrato e canone annuo | Contratto in corso |
| Redditi | 730 o Redditi PF, CU, redditi esenti, assegni di mantenimento | Anno 2025 |
| Conti e risparmi | Saldo e giacenza media di conti, libretti, carte con IBAN; valore di titoli e polizze | 31/12/2025 e media del 2025 |
| Immobili | Valore ai fini IMU, quota di possesso, mutuo residuo | 31/12/2025 |
| Veicoli | Targa di auto, moto da 500 cc in su, barche | Giorno della DSU |
Se in casa c'è una persona con disabilità servono anche il verbale di invalidità o la certificazione di non autosufficienza, e per un figlio con genitori non sposati e non conviventi i dati dell'altro genitore. Sono i casi particolari, spiegati più sotto.
La DSU, la dichiarazione sostitutiva unica da cui l'INPS calcola l'ISEE, vale dal giorno in cui la presenti fino al 31 dicembre dello stesso anno. Una DSU fatta nel 2026 scade quindi il 31 dicembre 2026, e quella per il 2027 si presenta dal 1° gennaio 2027, come spiega la pagina ISEE del Ministero del Lavoro.
Il punto che confonde quasi tutti è che l'ISEE 2027 non guarda il 2027 e nemmeno il 2026. I redditi sono quelli del secondo anno solare precedente, cioè il 2025, presi dalla dichiarazione presentata nel 2026. Conti, titoli, case e mutui si fotografano al 31 dicembre 2025. Solo i veicoli si indicano come sono intestati il giorno in cui presenti la DSU.
Questo vuol dire che a gennaio hai già tutto quello che serve: non devi aspettare la dichiarazione dei redditi del 2027, perché quella che conta è la precompilata che hai inviato nel 2026.
Per ogni componente del nucleo servono il codice fiscale e la tessera sanitaria, con la data di scadenza: è uno dei dati che il portale INPS chiede per abilitare la DSU precompilata. Il nucleo è quello dello stato di famiglia alla data della dichiarazione, con alcune regole speciali per coniugi con residenze diverse e figli a carico che vivono fuori casa.
Chi vive in affitto deve indicare gli estremi di registrazione del contratto (data, serie, numero e codice dell'ufficio dell'Agenzia delle Entrate) e il canone annuo, aggiornato all'ISTAT se il contratto lo prevede. Vale la pena trovarli prima, perché il canone si sottrae dal reddito e alza poco l'ISEE. Chi abita in una casa popolare indica il protocollo dell'assegnazione.
Per i redditi del 2025 servono il 730 o il modello Redditi PF presentato nel 2026 e, per chi non ha fatto la dichiarazione, la Certificazione Unica. Gran parte di questi dati l'INPS li prende già dall'Agenzia delle Entrate, ma nella DSU vanno aggiunte a mano alcune voci che il fisco non vede:
Il patrimonio mobiliare è la sezione in cui si fanno più errori, e un errore qui fa scattare la difformità sull'attestazione. Per ogni conto corrente o postale, intestato o cointestato, servono due numeri del 2025: il saldo al 31 dicembre e la giacenza media annua. Li trovi nell'estratto conto di fine anno o li chiedi alla banca, che di solito li mette a disposizione da gennaio nell'home banking.
Le altre voci da recuperare:
Una regola che fa risparmiare: dal 2025 i titoli di Stato, i buoni fruttiferi e i libretti postali sono esclusi dal calcolo fino a 50.000 euro complessivi. Vanno comunque indicati, ma la parte sotto la soglia non pesa sull'ISEE. Lo prevede il DPCM 13 del 2025, richiamato nelle istruzioni ufficiali della DSU.
Per ogni immobile, in Italia o all'estero, servono il valore ai fini IMU al 31 dicembre 2025, la percentuale di possesso e, se c'è un mutuo, il capitale ancora da restituire alla stessa data. Il valore IMU si ricava dalla rendita catastale della visura; il debito residuo lo trovi nel piano di ammortamento o nella certificazione di fine anno della banca.
Va indicato anche quale immobile è la casa in cui vivete, perché la prima casa ha una franchigia propria, che dal 2026 è più alta per alcune prestazioni (la trovi due paragrafi più giù). Gli immobili distrutti o dichiarati inagibili dopo una calamità naturale non si contano.
Nella DSU vanno gli autoveicoli, i motoveicoli da 500 cc in su e le navi o imbarcazioni da diporto intestati ai componenti del nucleo il giorno della dichiarazione, con la targa o il numero di registrazione. Non serve il valore: basta l'elenco. Lo scooter 125 non si dichiara.
La legge di bilancio 2026 (legge 199 del 30 dicembre 2025) ha introdotto un ISEE con regole più favorevoli, ma solo per alcune prestazioni: assegno unico, assegno di inclusione, supporto per la formazione e il lavoro, bonus asilo nido e bonus nuovi nati. Per le altre agevolazioni il calcolo resta quello di prima. Le novità, operative da marzo 2026 con il messaggio INPS 799 che ha ricalcolato in automatico le DSU già presentate, sono tre:
Per il 2027 non ci sono ancora novità ufficiali: il disegno di legge di bilancio va presentato entro il 20 ottobre 2026. I documenti da raccogliere, comunque, non dipendono da quelle regole: cambiano i calcoli, non i dati da dichiarare.
Le strade sono due. La prima è fare da sé l'ISEE precompilato sul Portale unico ISEE dell'INPS, entrando con SPID, CIE o CNS. Il portale prende dall'Agenzia delle Entrate e dalle banche redditi, saldi e giacenze, e a te resta da controllare, aggiungere quello che manca e accettare. I dati precompilati vanno accettati o modificati entro tre mesi da quando arrivano. Se hai dubbi su una voce puoi chiamare il contact center o parlare con un operatore INPS.
La seconda è delegare un CAF, portando i documenti dell'elenco. Prima di prendere appuntamento conviene chiedere se il servizio ha un costo, e portare già gli estratti con saldo e giacenza media: è la cosa che fa perdere più tempo allo sportello.
Una volta presentata la DSU, l'INPS calcola e rende disponibile l'ISEE entro 10 giorni lavorativi. L'attestazione si scarica dallo stesso portale, e lo storico delle tue dichiarazioni lo trovi anche nel fascicolo previdenziale del cittadino.
L'ISEE corrente serve quando la situazione è cambiata rispetto al 2025: un lavoro perso o ridotto, la fine di un trattamento come la NASpI, un reddito del nucleo calato di oltre il 25% o un patrimonio sceso di oltre il 20%. Si chiede con i redditi degli ultimi dodici mesi e vale sei mesi, oppure fino al 31 dicembre se aggiorni anche il patrimonio.
Oltre all'ISEE ordinario esistono i moduli per l'università (diritto allo studio), per i minorenni con genitori non coniugati e non conviventi e quello sociosanitario per le prestazioni a persone con disabilità. Ognuno chiede qualche dato in più: per l'università, per esempio, i redditi dei genitori se lo studente non è autonomo.
Ecco a cosa serve l'ISEE nella pratica. Le soglie sono quelle del 2026 e di solito vengono rivalutate a inizio anno.
| Prestazione | Soglia ISEE 2026 | Cosa cambia |
|---|---|---|
| Assegno unico | 17.468,51 euro | Sotto la soglia l'importo massimo, circa 203,80 euro al mese per figlio; sopra 46.582,71 euro, o senza ISEE, il minimo di 58,30 euro |
| Bonus bollette | 9.796 euro | 20.000 euro con almeno quattro figli a carico |
| Bonus nuovi nati | 40.000 euro | 1.000 euro per ogni figlio nato o adottato |
Senza un ISEE valido l'assegno unico non si perde, ma si riceve l'importo minimo: è il motivo per cui conviene rifare la DSU già a gennaio.
Codice fiscale e tessera sanitaria di tutti i componenti, il contratto d'affitto registrato, la dichiarazione dei redditi 2025, saldo al 31/12/2025 e giacenza media 2025 di conti e carte con IBAN, il valore di titoli e polizze, il valore IMU degli immobili con il mutuo residuo e le targhe di auto e moto da 500 cc in su.
Il 31 dicembre 2026, qualunque sia il giorno in cui è stata presentata la DSU. Dal 1° gennaio 2027 bisogna presentarne una nuova.
Quella del 2025, insieme al saldo al 31 dicembre 2025. L'ISEE guarda sempre il secondo anno prima di quello della dichiarazione.
Sì, con la DSU precompilata sul Portale unico ISEE dell'INPS, entrando con SPID, CIE o CNS. Il portale recupera da solo redditi e dati bancari, e l'attestazione arriva entro 10 giorni lavorativi.
Vanno dichiarati, ma titoli di Stato, buoni fruttiferi e libretti postali sono esclusi dal calcolo fino a 50.000 euro complessivi.
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