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Quando arriva la tredicesima 2026: il 1° dicembre ai pensionati con la rata INPS, a metà dicembre agli statali con l'emissione speciale NoiPA, entro il 20 o il 24 dicembre ai privati secondo il CCNL. Come si calcola con i ratei, perché il netto è più basso dello stipendio, la detassazione rimasta fuori dalla manovra 2027, colf e badanti, e le domande su maternità, NASpI e pignoramento.
La tredicesima è l'unica mensilità dell'anno che arriva con una data diversa a seconda di chi te la paga: l'INPS la mette sulla pensione di dicembre, NoiPA la manda agli statali a metà mese, le aziende private la devono versare entro la data scritta nel contratto collettivo, che per quasi tutti è la vigilia di Natale. Quindi alla domanda quando arriva la tredicesima non c'è una risposta sola, ma ce ne sono tre, e stanno tutte nella tabella qui sotto.
In questa guida trovi le date del 2026 per pensionati, dipendenti pubblici e privati, come si calcola la tredicesima con due esempi fatti a mano, perché il netto è sempre più basso dello stipendio di un mese, cosa è successo alla tredicesima detassata promessa per il 2027 e le risposte alle domande che tornano ogni anno: maternità, NASpI, pignoramento, colf e badanti. I numeri sono quelli in vigore al 31 ottobre 2026: se la legge di bilancio 2027 cambierà la tassazione, questa pagina verrà aggiornata.

La tabella mette in fila le tre categorie. Per i privati la data è un termine massimo: il datore di lavoro può sempre anticipare, e molte aziende la mettono nel cedolino di dicembre insieme allo stipendio.
| Chi | Quando arriva | Chi la paga |
|---|---|---|
| Pensionati | Martedì 1° dicembre 2026, con la rata di dicembre | INPS |
| Dipendenti pubblici (scuola, ministeri, sanità) | Metà dicembre, con l'emissione speciale di NoiPA: negli ultimi anni fra il 14 e il 16 dicembre | NoiPA |
| Dipendenti di Comuni, Regioni e altri enti locali | Qualche giorno dopo gli statali, in genere fra il 16 e il 20 dicembre | L'ente, con il proprio cedolino |
| Dipendenti privati | Entro la data fissata dal CCNL: 24 dicembre per commercio e metalmeccanici industria, 20 dicembre per edilizia e metalmeccanici artigiani | Il datore di lavoro |
| Colf e badanti | In occasione del Natale, quindi entro dicembre | La famiglia che le assume |
Nessuna di queste date è una scadenza di legge: la tredicesima mensilità è obbligatoria per tutti i lavoratori dipendenti, ma il giorno in cui va pagata lo decide il contratto collettivo o, per le pensioni, il calendario dei pagamenti INPS. Se nel tuo CCNL non c'è una data, vale la prassi aziendale degli anni precedenti.
La tredicesima pensione non ha una data a parte: arriva dentro la rata di dicembre, che l'INPS paga il primo giorno bancabile del mese. Nel 2026 il 1° dicembre è un martedì, quindi l'accredito è martedì 1° dicembre per chi riceve la pensione in banca o alla posta. Chi la ritira in contanti allo sportello segue il calendario alfabetico di Poste Italiane, che parte lo stesso giorno.
L'importo è pari a una mensilità di pensione, calcolata in dodicesimi sui mesi di pensione dell'anno. Chi è andato in pensione a luglio 2026 ne prende sei dodicesimi; chi è in pensione da anni la prende intera. Anche sulla pensione la tredicesima è tassata senza detrazioni, quindi il netto è un po' più basso della rata ordinaria.
Insieme alla tredicesima, a dicembre l'INPS paga anche l'importo aggiuntivo da 154,94 euro, che i giornali chiamano bonus Natale. Non è per tutti: spetta a chi ha una pensione fino al trattamento minimo, cioè circa 7.954 euro lordi l'anno nel 2026, e un reddito personale entro 11.931,08 euro (23.862,15 euro per i coniugati). Chi ha una pensione di poco superiore al minimo lo prende ridotto, fino a un tetto di 8.108,99 euro annui. Non va chiesto: l'INPS lo riconosce in automatico sulla base dei redditi che ha in archivio, e lo si vede sul cedolino di dicembre. Se pensi di averne diritto e non lo trovi, il posto dove controllare è il fascicolo previdenziale del cittadino, oppure puoi parlare con un operatore INPS.
Per insegnanti, personale ATA, ministeriali, forze dell'ordine e sanità la tredicesima NoiPA viaggia su un cedolino separato, l'emissione speciale di dicembre, che non coincide con lo stipendio del 23. Negli ultimi anni la data di valuta è caduta fra il 14 e il 16 dicembre: il 14 per docenti di infanzia e primaria, il 15 o 16 per gli altri comparti. Il calendario ufficiale lo pubblica NoiPA a fine novembre, e il cedolino compare nell'area personale qualche giorno prima dell'accredito.
Per i dipendenti degli enti locali la data la decide ciascun ente, perché il cedolino non passa da NoiPA. Un decreto del 2001 fissa il periodo fra il 16 e il 20 dicembre, e la maggior parte dei Comuni paga in quella finestra.
Per chi lavora in un'azienda privata la domanda entro quando va pagata la tredicesima ha la risposta nel contratto collettivo. I contratti più diffusi dicono questo:
Se la tua azienda la paga con lo stipendio di dicembre, che spesso arriva nei primi giorni di gennaio, non è un'irregolarità: lo è solo se la data del contratto viene superata. In quel caso il primo passo è una lettera di sollecito, il secondo il sindacato o l'Ispettorato del lavoro. Chi ha intenzione di spendere la tredicesima nei saldi dovrebbe sapere che i saldi invernali iniziano nella prima settimana di gennaio in quasi tutte le regioni.
Il meccanismo è lo stesso per tutti i contratti. La tredicesima è pari a una mensilità di retribuzione lorda e si costruisce in dodici parti, una per ogni mese lavorato nell'anno: ogni mese il lavoratore matura un rateo di tredicesima uguale a un dodicesimo dello stipendio lordo. Chi ha lavorato tutto l'anno ha dodici ratei e prende una mensilità intera; chi è stato assunto a marzo ne ha dieci e prende dieci dodicesimi.
Le regole che fanno la differenza sono tre:
Stipendio lordo mensile di 1.800 euro, assunto da anni. Rateo mensile: 1.800 diviso 12, cioè 150 euro. Ratei maturati: 12. Tredicesima lorda: 150 per 12, uguale a 1.800 euro. Il netto lo vediamo nel paragrafo sulla tassazione.
Stesso stipendio, assunzione il 7 aprile 2026. Aprile conta intero perché i giorni lavorati sono più di 15, quindi i mesi utili sono nove, da aprile a dicembre. Tredicesima lorda: 150 per 9, uguale a 1.350 euro. Se l'assunzione fosse stata il 20 aprile, i mesi sarebbero otto e la tredicesima 1.200 euro.
Il rateo matura nei mesi in cui il rapporto è attivo e retribuito, anche se non hai lavorato davvero. Matura quindi durante ferie, malattia entro il periodo di comporto, infortunio, maternità obbligatoria, congedo matrimoniale e permessi retribuiti. Non matura durante il congedo parentale facoltativo, l'aspettativa non retribuita, i permessi non retribuiti, lo sciopero e la malattia oltre il comporto, salvo che il contratto collettivo non sia più generoso della legge.
È la domanda che tutti si fanno quando aprono il cedolino di dicembre: lordo identico allo stipendio, netto più basso di 100 o 200 euro. La ragione è la tassazione della tredicesima, che segue regole diverse da quelle delle dodici mensilità ordinarie.
Sulla tredicesima si pagano i contributi INPS a carico del lavoratore (9,19% nella maggior parte delle aziende) e l'IRPEF con gli scaglioni del 2026: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.000 a 50.000, 43% oltre. Fin qui niente di diverso da un mese normale. La differenza è che sulla tredicesima non spettano le detrazioni da lavoro dipendente e per familiari a carico, né il trattamento integrativo: la legge le ripartisce sulle dodici mensilità ordinarie e sulla tredicesima si applica la ritenuta piena. Lo stesso vale per i pensionati.
Riprendiamo l'esempio da 1.800 euro lordi. Contributi INPS al 9,19%: 165,42 euro. Imponibile fiscale: 1.634,58 euro. IRPEF al 23%: 375,95 euro. Tredicesima netta: circa 1.258 euro. Lo stipendio dello stesso lavoratore, con una retribuzione annua di 23.400 euro, ha la stessa ritenuta ma recupera la detrazione da lavoro dipendente, che a quel reddito vale circa 190 euro al mese: per questo il netto mensile sta intorno ai 1.420 euro e la tredicesima intorno ai 1.260. Sono cifre indicative, perché addizionali regionali e comunali e detrazioni per i figli cambiano il risultato da persona a persona, ma la differenza di 150-200 euro è quella che trovi nella maggior parte delle buste paga.
Per tutto l'autunno 2026 si è parlato di tredicesima detassata: una imposta sostitutiva al 15% proposta da Fratelli d'Italia, una al 10% circolata in altre bozze, l'esenzione totale chiesta da Forza Italia, tutte con un tetto di reddito da definire. Il punto fermo, al 31 ottobre 2026, è che la misura non è entrata nella legge di bilancio 2027 approvata dal Consiglio dei ministri a metà ottobre: la presidente del Consiglio ha confermato che è rimasta fuori per mancanza di coperture.
Che cosa significa in pratica: la tredicesima di dicembre 2026 è tassata con le regole ordinarie descritte sopra, senza sconti. Se la detassazione dovesse rientrare durante l'iter parlamentare della manovra, che si chiude a fine dicembre, il primo effetto sarebbe sulla tredicesima del 2027. Aggiorneremo questa sezione appena il testo definitivo sarà in Gazzetta Ufficiale.
Per il lavoro domestico il contratto collettivo prevede tredici mensilità, senza quattordicesima, e il calcolo della tredicesima per colf e badanti segue le stesse regole dei ratei: una mensilità di retribuzione lorda, più l'indennità sostitutiva di vitto e alloggio per chi convive, in dodicesimi per i mesi di lavoro. Va pagata in occasione del Natale, quindi entro dicembre.
Il caso che crea più dubbi è la colf a ore. Il calcolo è questo: paga oraria per ore settimanali per 52 settimane, diviso 12. Una colf pagata 9 euro l'ora per 10 ore a settimana matura 9 per 10 per 52 diviso 12, cioè 390 euro di tredicesima per un anno intero. La famiglia non fa da sostituto d'imposta, quindi la cifra è lorda e netta insieme: le tasse, se dovute, le dichiara la lavoratrice con il 730 o il modello Redditi, mentre i contributi INPS si versano a parte con i bollettini trimestrali.
La tredicesima e quattordicesima si confondono spesso, ma hanno due nature diverse. La tredicesima spetta a tutti i lavoratori dipendenti e ai pensionati, per legge. La quattordicesima la prevedono solo alcuni contratti collettivi, tra cui commercio, alimentare, turismo, chimici e trasporti, e si paga a giugno o luglio sui mesi da luglio dell'anno prima a giugno. I metalmeccanici, per esempio, non ce l'hanno. Per i pensionati la quattordicesima è una somma aggiuntiva per chi ha più di 64 anni e redditi bassi, pagata con la rata di luglio.
La tredicesima mensilità nasce come gratifica natalizia per gli impiegati dell'industria, nel contratto collettivo del 1937. Agli operai è stata estesa con l'accordo interconfederale del 27 ottobre 1946, e nel 1960 un decreto del Presidente della Repubblica l'ha resa obbligatoria per tutte le categorie, con efficacia generale. È per questo che oggi è un diritto e non una concessione del datore di lavoro: può essere pagata a rate o mese per mese se un accordo lo prevede, ma non può essere tolta.
Non è un consiglio finanziario, è un calendario. Chi aspetta la tredicesima per un acquisto grosso ha due finestre davanti: il Black Friday, che nel 2026 cade il 27 novembre, prima che la tredicesima arrivi a quasi tutti, e i saldi di gennaio, dopo. In mezzo ci sono le offerte di Natale, che sui grandi elettrodomestici e sull'elettronica sono raramente migliori di quelle di fine novembre. Chi compra prima e paga dopo può usare le rate senza interessi: abbiamo spiegato come pagare a rate su Amazon e come funziona PayPal Paga in 3 rate, che fa partire la prima rata subito e le altre due a 30 e 60 giorni, cioè dopo la tredicesima. Per i regali, le liste divise per fascia di prezzo sono quelle dei regali di Natale per lei e dei regali di Natale per uomo.
Martedì 1° dicembre 2026, insieme alla pensione di dicembre. Chi ha diritto all'importo aggiuntivo da 154,94 euro lo trova nella stessa rata.
Sì, per tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, compresi apprendisti, part-time, colf e badanti, e per i pensionati. Non spetta a collaboratori a partita IVA, co.co.co. e tirocinanti.
Durante la maternità obbligatoria, i cinque mesi di astensione, i ratei maturano per intero. Durante il congedo parentale facoltativo non maturano, salvo che il contratto collettivo preveda diversamente.
No. L'indennità di disoccupazione è calcolata su una retribuzione media che include già i ratei di tredicesima degli anni precedenti, quindi a dicembre non arriva una mensilità in più.
Sì, con gli stessi limiti dello stipendio: per i crediti ordinari il pignoramento non può superare un quinto della somma netta, e la tredicesima rientra nelle somme pignorabili insieme alla mensilità in cui viene pagata.
Sì, se un accordo scritto o il contratto collettivo lo prevedono: si chiama tredicesima mensilizzata e in quel caso ogni mese il cedolino contiene un dodicesimo in più, e a dicembre non arriva niente a parte. Deve risultare in modo chiaro dalla busta paga.
Gli eredi. Per il lavoratore i ratei maturati entrano nelle competenze di fine rapporto insieme a ferie non godute e TFR; per il pensionato i ratei maturati e non riscossi si chiedono all'INPS con la domanda di ratei maturati e non riscossi.
Perché sulla tredicesima non si applicano le detrazioni da lavoro dipendente, per familiari a carico e il trattamento integrativo, che la legge distribuisce sulle dodici mensilità ordinarie. La ritenuta IRPEF è piena e il netto scende di 150-200 euro rispetto a un mese normale.
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