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I prezzi dei pezzi letti oggi a catalogo, le nove voci che devono stare nel preventivo e la detrazione del 50% che chiude nel 2026.
Rifare il bagno vuol dire pagare due conti che non si assomigliano: i pezzi hanno un prezzo di listino pubblico, la manodopera no. Chiunque può leggere quanto costa un box doccia; quanto costa montarlo dipende da chi lo monta, da dove abiti e da cosa c'è dietro il muro. Confondere i due conti è la ragione per cui due preventivi sullo stesso bagno possono differire del doppio.
Questa pagina fa la parte che si può fare con numeri veri. I prezzi dei componenti qui sotto sono stati letti oggi, 9 settembre 2026, nei cataloghi di tre negozi; le voci del preventivo sono quelle che un'impresa deve elencare separate; la detrazione fiscale è l'unica variabile del conto che ha una scadenza scritta.
Rifare il bagno costa la somma di due parti: i materiali, che oggi si prezzano a catalogo con precisione, e la posa in opera, che è la voce maggiore e che nessun sito può quotarti senza aver visto la stanza. Chi ti dà un prezzo al metro quadro senza sapere dove sono gli scarichi ti sta dando un numero inventato, non un preventivo.
La parte confrontabile da casa, però, esiste ed è precisa. Questi sono i cinque pezzi che compongono un bagno rifatto, ai prezzi letti oggi nei cataloghi:
| Pezzo | Il più economico oggi | Fascia media letta | Negozio |
|---|---|---|---|
| Vaso WC in ceramica | 116,90 € | fino a 159,98 € | BricoBravo |
| Mobile sotto lavabo | 150,00 € | fino a 175,90 € | Leroy Merlin |
| Miscelatore lavabo | 25,05 € | fino a 32,39 € | ManoMano |
| Piatto doccia | 79,00 € | fino a 96,80 € | ManoMano |
| Box doccia angolare | 205,00 € | fino a 304,90 € | ManoMano |
| Totale dei cinque pezzi | 575,95 € | 769,97 € | — |
Sono 576 euro nella versione più economica e 770 in quella media, e non comprendono lavabo, bidet, piastrelle, colla, scarichi e posa. È il numero che serve a capire una cosa sola, ma decisiva: in un preventivo da diverse migliaia di euro, i pezzi che si vedono sono una frazione. Tutto il resto è lavoro.
Ad esempio un box doccia da 205 euro e uno da 305 si montano nello stesso tempo: quei cento euro di differenza restano tuoi, e sono l'unico posto dove il risparmio è sicuro. Sulla giornata dell'idraulico, invece, non si tratta: si toglie una lavorazione, e togliere una lavorazione ha sempre una conseguenza.
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Il prezzo al metro quadro per rifare un bagno è il numero più cercato e il meno affidabile, perché la maggior parte delle voci non scala con la superficie. Un bagno di 5 metri quadri e uno di 10 hanno lo stesso numero di scarichi da spostare, la stessa impermeabilizzazione da stendere sotto la doccia, gli stessi giorni di attesa per l'asciugatura del massetto.
Quello che cambia davvero con i metri quadri sono tre voci soltanto:
Restano identiche demolizione degli impianti, tracce, punti acqua, punti luce, impermeabilizzazione della zona doccia, montaggio dei sanitari e ripristini. Quindi un bagno di 10 metri quadri non costa il doppio di uno da 5: costa quei tre capitoli in più, e sono i meno cari dei nove.
Ad esempio in un bagno cieco da 4 metri quadri la voce che fa saltare il preventivo non è la superficie, è l'aspiratore da mettere a norma e la canna da raggiungere. È il motivo per cui il metro quadro, come unità di misura, dice quasi niente.
I prezzi dei pezzi si controllano da soli, prima del sopralluogo, e cambia il tono di tutta la trattativa: arrivare sapendo che un vaso WC in ceramica sta sotto i 160 euro rende difficile farsene mettere uno da 400 senza spiegazioni. Sono tre cataloghi, uno per famiglia:
La regola per usarli bene è una sola: si confronta a parità di modello. Due preventivi che scrivono entrambi «box doccia» non stanno confrontando niente finché non compaiono marca, misura e spessore del cristallo.
Sotto ci sono i prezzi letti oggi per ciascuna delle cinque famiglie, con la fascia in cui si muovono. Servono a due cose: a farsi un'idea del budget materiali, e a riconoscere quando in un preventivo un pezzo è caricato di due o tre volte il suo listino.
Il vaso WC in ceramica è il pezzo con il prezzo più stabile del bagno, perché la ceramica sanitaria è un prodotto maturo e le differenze stanno nella forma dello scarico più che nella qualità. La scelta vera è fra scarico a terra e scarico a parete, e non la decidi tu: la decide come è fatto lo scarico esistente.
Il modello rimless, cioè senza brida, costa qualche decina di euro in più e si pulisce sensibilmente meglio, perché toglie il bordo interno dove si deposita il calcare. Ad esempio in un bagno usato da una famiglia è la spesa più difendibile dell'intero elenco.
Il mobile sotto lavabo è il pezzo che si vede di più e quello su cui i preventivi caricano più volentieri, perché è l'unico che il cliente valuta a occhio invece che a scheda tecnica. La misura da fissare prima di guardare i prezzi è la profondità: sopra i 48 cm, in un bagno stretto, la porta non si apre più.
Sospeso o a terra è una scelta pratica e non estetica: il sospeso lascia pulire il pavimento sotto e regge meno peso, quello a terra è il contrario. Ad esempio in un bagno con il pavimento non perfettamente in piano, il sospeso evita il gioco che si vede sotto lo zoccolo.
Il miscelatore per lavabo è il pezzo dove la differenza fra il listino e quello che compare nei preventivi è più larga, in proporzione, di qualunque altra voce del bagno. A catalogo si trova sotto i trenta euro; nei capitolati compare regolarmente a cento.
Quello che conta davvero è la cartuccia ceramica e l'altezza della bocca rispetto al lavabo: una bocca troppo bassa su un lavabo da appoggio schizza, e non c'è marca che lo risolva. Ad esempio su un lavabo a bacinella serve un miscelatore alto, che è una categoria a sé e costa di più.
Il piatto doccia in resina o in ceramica si è mangiato il mercato del piatto tradizionale perché si può tagliare su misura, e in una ristrutturazione dove le pareti non sono a squadro è quasi sempre l'unica soluzione che si posa senza fughe di silicone da tre centimetri.
La quota da guardare è lo spessore: un piatto filo pavimento richiede che il massetto sia stato previsto per accoglierlo, quindi va deciso prima che l'impresa faccia il sottofondo, non dopo. È l'errore di sequenza più caro dell'intero cantiere.
Il box doccia è la voce con la forbice più larga del bagno, e la differenza fra un modello in PVC a soffietto e uno in cristallo temperato non è estetica: cambia lo spessore del vetro, il tipo di guarnizione e la tenuta nel tempo. Il cristallo da 6 mm con trattamento anticalcare è la soglia sotto la quale, dopo due anni, si vede tutto.
La misura si prende sul piatto già posato e non sul progetto, perché due centimetri di scarto in un angolare significano un profilo che non chiude. Ad esempio un 80x100 ordinato su misura di progetto e montato su un piatto reale da 78 cm è un box da rispedire indietro.
I prezzi delle schede qui sopra arrivano dai cataloghi dei negozi e sono stati letti il 9 settembre 2026: cambiano, e la pagina del prodotto resta l'unica fonte aggiornata. La disponibilità va verificata prima di ordinare.
Il preventivo di un bagno è composto da nove voci, e la trasparenza di un'impresa si misura da quante ne elenca separate invece di scrivere «ristrutturazione bagno a corpo».
Ad esempio due preventivi che finiscono sulla stessa cifra possono contenere uno l'impermeabilizzazione e l'altro no: la differenza si vede tre anni dopo, sul soffitto del vicino. È la voce numero quattro, ed è quella da cercare per prima quando un preventivo costa meno degli altri senza una ragione visibile.
La manodopera è la voce maggiore di un bagno rifatto e si legge in un modo solo: giorni di cantiere moltiplicati per il costo giornaliero della squadra. Un'impresa che dichiara i giorni ti sta dando lo strumento per confrontarla; una che non li dichiara ti sta chiedendo di fidarti.
Le figure che entrano in un bagno sono tre — idraulico, piastrellista, elettricista — e non lavorano insieme: si alternano, e fra un passaggio e l'altro ci sono tempi di attesa tecnici che nessuno può comprimere. È il motivo per cui un bagno non si fa in una settimana anche quando la superficie è piccola.
Ad esempio l'asciugatura del massetto ha tempi propri e non si accorcia aggiungendo operai: se un preventivo promette tempi che non tornano con questa sequenza, il problema non è il prezzo, è che qualcosa verrà saltato.
La detrazione per rifare il bagno vale il 50% della spesa sull'abitazione principale. Secondo l'Agenzia delle Entrate l'aliquota si applica alle spese sostenute nel 2025 e nel 2026, con un tetto di 96.000 euro per unità immobiliare e il recupero in 10 rate annuali. Sugli immobili che non sono abitazione principale scende al 36%.
È l'unica variabile del conto che ha una data sopra, ed è agganciata alle spese sostenute nell'anno — cioè pagate. Non ai lavori ordinati, non a quelli preventivati, non a quelli finiti: pagati.
Tre condizioni pratiche la fanno perdere più spesso di quanto si creda:
La sostituzione senza demolizione è un intervento diverso e non un bagno rifatto: si toglie la vasca e si mette una doccia nello stesso ingombro, lasciando piastrelle, impianti e scarichi dove sono. Costa una frazione perché elimina le voci 1, 2 e 4 dell'elenco qui sopra — demolizione, impianti e massetto — che sono anche le tre più care.
Ha però due limiti che vanno detti prima e non dopo:
Ad esempio in un appartamento in affitto o in un immobile che si pensa di vendere a breve è la scelta razionale. In una casa in cui si resta vent'anni, rimandare gli impianti è un risparmio che si paga con gli interessi.
Un preventivo confrontabile richiede che sia tu a imporre il formato, invece di aspettare quello che l'impresa manda di solito. Sono quattro richieste, e messe per iscritto in fase di sopralluogo non se le rifiuta nessuno:
Infine chiedi per iscritto cosa succede se dietro il muro c'è una sorpresa. La risposta onesta è che si rifà il conto, e quella scritta nel preventivo vale più di quella detta a voce.
Un bagno di 5 metri quadri è la misura più comune negli appartamenti italiani, e sta nella fascia bassa del mercato per una ragione sola: i metri quadri di piastrelle sono pochi. Tutto il resto — impianti, impermeabilizzazione, giorni di cantiere — pesa quanto su un bagno più grande, quindi il risparmio rispetto a un 8 metri quadri è molto inferiore a quello che la differenza di superficie lascerebbe pensare. I materiali, ai prezzi letti oggi, partono da circa 576 euro per i cinque pezzi principali.
Un bagno di 10 metri quadri non costa il doppio di uno da 5. Raddoppiano solo tre voci: le piastrelle con la loro posa, il massetto e lo smaltimento delle macerie. Le altre sei voci del preventivo restano praticamente identiche, perché il numero di scarichi, di punti acqua e di giorni di attesa tecnica non dipende dalla superficie. In compenso un bagno grande apre scelte che uno piccolo non permette, come il doppio lavabo o la doccia walk-in, e sono quelle a spostare il conto.
Rifare solo la doccia costa i due pezzi più la posa: ai prezzi letti oggi un piatto doccia parte da 79 euro e un box angolare da 205, quindi il materiale sta sotto i 300 euro nella versione base. La variabile è se si tocca il massetto: sostituire il piatto nello stesso ingombro è un intervento di mezza giornata, mentre passare a un piatto filo pavimento significa rifare il sottofondo e l'impermeabilizzazione, cioè entrare in un cantiere vero.
Nella maggior parte dei casi serve una CILA, la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata prevista dall'articolo 6-bis del Testo unico dell'edilizia, il DPR 380 del 2001: la ristrutturazione interna di un bagno rientra di norma nella manutenzione straordinaria quando si spostano i punti acqua o si toccano le tramezze. Sostituire solo sanitari e rivestimenti senza toccare nulla resta manutenzione ordinaria e non la richiede. A decidere è il regolamento edilizio del Comune.
Il bagno resta fuori uso per tutta la durata del cantiere, che va dichiarata in giorni lavorativi dentro il preventivo. La variabile che allunga di più i tempi non è la posa ma l'asciugatura del massetto, che ha tempi tecnici propri e non si accorcia aggiungendo operai. In una casa con un bagno solo, questa è la voce da concordare prima del prezzo.
Comprarli da sé rende il conto trasparente, perché separa il prezzo del pezzo da quello della posa: è anche il modo più rapido per scoprire quanto un'impresa stava caricando. In cambio la responsabilità sul prodotto sbagliato o danneggiato diventa tua, e l'impresa non risponde di misure che non ha preso lei. La via di mezzo che funziona è scegliere marca e modello, farli acquistare a loro e chiedere la fattura del fornitore.
Prima di firmare, questi sono i tre numeri da avere sotto gli occhi:
Se stai sistemando casa a tappe, valgono anche le guide su quanto costa una caldaia a condensazione, su quanto costa imbiancare casa, su come scegliere la pittura per interni e sui migliori siti di ferramenta online.
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