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Una caldaia a condensazione ha due prezzi diversi e confonderli è il motivo per cui i preventivi sembrano gonfiati: quello dell'apparecchio, che si legge a catalogo, e quello dell'impianto finito, che comprende scarico fumi, kit di collegamento, smaltimento della vecchia e messa in servizio.
C'è poi una terza cosa che negli ultimi due anni è cambiata e che quasi tutte le pagine su questo argomento non hanno aggiornato: dal 2025 la caldaia alimentata solo a gas è uscita dall'Ecobonus. Chi fa il conto contando su un incentivo che non c'è più sbaglia di parecchio.
Una caldaia a condensazione costa due cifre da tenere separate: il solo apparecchio e l'impianto messo in funzione. La prima si confronta da casa in cinque minuti, la seconda dipende dallo stato dello scarico fumi e da quanto lavoro serve per adeguarlo.
Il solo apparecchio costa fra 740 e 2.247 euro nei modelli da 18 a 30 kW disponibili oggi a catalogo, marchi come Vaillant e Beretta compresi. È la parte confrontabile del preventivo, ed è quella che quasi tutti guardano.
6 modelli disponibili su BricoBravo, da 740,89 € a 2247,00 €. I prezzi arrivano dal catalogo del negozio, letto il 24 agosto 2026.
Prezzi letti dal catalogo dei negozi il 24 agosto 2026 e soggetti a variazione: la pagina del prodotto resta l'unica fonte aggiornata, e la disponibilità va verificata prima dell'acquisto. Se acquisti da questi link riceviamo una commissione, senza nessun costo in più per te.
L'impianto finito è un altro conto, perché a quella cifra si aggiungono lo scarico fumi, lo scarico della condensa, lo smontaggio della vecchia caldaia e la messa in servizio. Quanto pesino quelle voci lo decide lo stato della canna fumaria, non il modello scelto.
Il salto fra i due numeri non è ricarico: la condensazione produce condensa acida, quindi vuole uno scarico compatibile e un attacco alla rete fognaria che una caldaia tradizionale non aveva. Ad esempio una Vaillant da 18 kW e una Beretta da 30 kW si montano sullo stesso muro, ma se la canna fumaria va intubata il lavoro costa uguale su entrambe. Se la canna fumaria esistente non è idonea va intubata, ed è la voce che sposta di più il preventivo.
Quindi il confronto fra due offerte si fa a parità di tre cose: modello e potenza dell'apparecchio, lavori sullo scarico fumi, e smaltimento della vecchia caldaia.
L'obbligo nasce dal regolamento europeo 813/2013, la cosiddetta direttiva ErP, che dal 26 settembre 2015 fissa requisiti minimi di efficienza per i generatori di calore. Quei requisiti, in pratica, solo la tecnologia a condensazione li rispetta: le caldaie tradizionali di nuova produzione sono di fatto uscite dal mercato.
Resta un'eccezione, ed è quella che riguarda molti condomini: gli impianti collegati a canne fumarie collettive ramificate, dove la sostituzione con una condensazione non è sempre tecnicamente possibile senza intervenire sulla canna comune. In quel caso la norma ammette apparecchi diversi, e la decisione non è del singolo ma dell'assemblea.
Ad esempio in una villetta con scarico a parete la sostituzione è un lavoro di mezza giornata. Nello stesso appartamento con canna collettiva può diventare un intervento condominiale, con tempi e costi di un altro ordine.
La risposta è cambiata nel 2025 e va letta con attenzione, perché è il punto su cui trovi in giro le informazioni più vecchie. Dal 1 gennaio 2025 la sostituzione dell'impianto con una caldaia alimentata unicamente da combustibili fossili non rientra più fra gli interventi incentivabili dall'Ecobonus, per effetto del recepimento della direttiva europea sulle prestazioni energetiche degli edifici.
Resta il Bonus Ristrutturazione, che secondo l'Agenzia delle Entrate per le spese sostenute nel 2025 e nel 2026 vale il 50% sull'abitazione principale e il 36% sugli altri immobili, con tetto di 96.000 euro per unità immobiliare e recupero in 10 rate annuali.
Qui però le fonti divergono, e lo scrivo invece di scegliere quella che fa comodo: se la sola sostituzione della caldaia, senza altri lavori, rientri o no in quel bonus è raccontato in modo diverso da fonti diverse. Prima di contare sulla detrazione nel preventivo, fatti confermare per iscritto dal tecnico che firma o dal CAF che presenta la pratica. Su una spesa da duemila euro la differenza è mille.
Rimangono invece incentivabili le pompe di calore, i sistemi ibridi e le caldaie a biomassa, sia via Ecobonus sia tramite il Conto Termico gestito dal GSE.
Il preventivo di una caldaia è composto da sei voci, e un'offerta che le scrive tutte separate è quasi sempre più onesta di una che dà solo il totale.
Ad esempio due preventivi che scrivono entrambi «caldaia 24 kW» possono montare una Thematek e una Vaillant, che allo stesso prezzo di listino non sono lo stesso apparecchio. Infine chiedi se la potenza proposta è stata calcolata o copiata dalla vecchia caldaia: sovradimensionare è l'errore più comune, e una caldaia troppo grande modula peggio e consuma di più.
La potenza si dimensiona sul fabbisogno della casa e non sul numero di stanze, ed è la voce su cui il fai da te sbaglia più spesso. Su un appartamento medio la potenza per il riscaldamento è quasi sempre inferiore a quella che serve per l'acqua calda sanitaria, quindi è il secondo dato a decidere la taglia.
Tre cose che cambiano il calcolo, e che un preventivo serio chiede prima di proporre un modello:
Ad esempio due appartamenti identici per metratura possono richiedere una 24 kW e una 28 kW solo perché uno ha due bagni e l'altro uno.
Una caldaia a condensazione ben mantenuta lavora per anni, e la variabile che ne accorcia la vita più di tutte è la qualità dell'acqua dell'impianto. Il calcare e i residui di ferro danneggiano lo scambiatore, che è il componente più caro da sostituire: per questo il trattamento dell'acqua e il filtro defangatore non sono accessori opzionali. Il segnale che i fanghi ci sono già si vede senza attrezzi: se durante lo spurgo dei termosifoni esce acqua scura invece che limpida, il circuito va lavato prima che il problema arrivi allo scambiatore.
La periodicità della manutenzione la indica il libretto di uso e manutenzione del costruttore, mentre il controllo di efficienza energetica segue le scadenze fissate dalla normativa e va annotato sul libretto di impianto. Sono due cose diverse che spesso vengono vendute insieme, e nel preventivo dovrebbero comparire separate.
La pompa di calore conviene quando la casa è isolata bene e i terminali lavorano a bassa temperatura, cioè pavimento radiante o ventilconvettori. Ad esempio in una villetta con cappotto e pavimento radiante il conto cambia, in un appartamento anni Sessanta con i radiatori in ghisa no. Su radiatori tradizionali in una casa poco isolata il rendimento cala e il conto in bolletta può peggiorare. È anche l'unica delle due tecnologie che nel 2026 accede agli incentivi per l'efficienza energetica.
Se la canna fumaria non è idonea alla condensazione va intubata, e il costo dell'intubamento si somma a quello della caldaia. In condominio, quando la canna è collettiva, l'intervento riguarda tutti e passa dall'assemblea: è il caso in cui la sostituzione individuale può risultare impossibile.
Se stai mettendo mano alla casa, valgono anche le guide su quanto costa rifare un bagno e su ogni quanto fare la manutenzione della caldaia.
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