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Da 400 euro per un digitale a 15.900 per un coda, passando per i verticali acustici da 1.590 euro. I prezzi di listino letti oggi, tipo per tipo.
Un pianoforte costa da 399,99 euro se digitale portatile e arriva a 15.900 euro per un mezza coda acustico. In mezzo c'è la fascia che interessa quasi tutti, cioè il verticale acustico, che parte da 1.590 euro e supera i 7.000 per uno strumento d'epoca restaurato.
La forbice è così larga perché sotto lo stesso nome convivono tre oggetti diversi: uno strumento elettronico con altoparlanti, un mobile in legno con 88 martelletti e corde in acciaio, e un pezzo di falegnameria lungo due metri. Qui sotto trovi i prezzi di listino letti oggi per ciascuna categoria, la voce di spesa che quasi nessuno mette a bilancio e il criterio per non pagare due volte lo strumento sbagliato.
Un pianoforte digitale costa fra 400 e 650 euro nella fascia d'ingresso della grande distribuzione, e supera i 2.000 nei modelli console di fascia alta. È la categoria che ha abbassato la barriera d'accesso allo strumento negli ultimi vent'anni.
La differenza di prezzo dentro la categoria dipende da tre voci, non dal marchio:
Ad esempio, secondo i listini letti oggi lo Yamaha P-145BT costa 399,99 euro e lo YDP105B ne costa 640,99: la differenza di 241 euro è quasi tutta mobile e pedaliera, non elettronica.
3 modelli disponibili su MediaWorld, da 399,99 € a 640,99 €. I prezzi arrivano dal catalogo del negozio, letto il 22 agosto 2026.
Prezzi letti dal catalogo dei negozi il 22 agosto 2026 e soggetti a variazione: la pagina del prodotto resta l'unica fonte aggiornata, e la disponibilità va verificata prima dell'acquisto. Se acquisti da questi link riceviamo una commissione, senza nessun costo in più per te.
Un pianoforte verticale acustico costa da 1.590 euro per un modello da studio nuovo di marca cinese a circa 7.000 euro per uno strumento d'epoca restaurato. È la fascia in cui si muove chi ha deciso che lo studio va avanti.
Ecco i prezzi di listino rilevati il 22 agosto 2026 sul catalogo di Longato Pianoforti, uno dei rivenditori italiani con i prezzi esposti:
| Strumento | Prezzo di listino |
|---|---|
| Hero da studio | 1.590 € |
| Pearl River per studenti | 1.690 € |
| Nordiska | 1.990 € |
| Kraus mogano lucido | 2.990 € |
| Yamaha U1 bianco | 3.490 € |
| Kawai BL31 | 3.790 € |
| Blüthner antico restaurato | 7.000 € |
Inoltre due nomi meritano attenzione. Lo Yamaha U1 è lo strumento di riferimento dei conservatori e mantiene valore nel tempo. Pearl River e Hero sono produzione cinese: costano meno della metà e vanno bene per i primi anni, ma sul mercato dell'usato si rivendono a poco.
Un pianoforte a coda costa da circa 6.000 euro per un quarto di coda fino a 15.900 euro per un mezza coda giapponese, secondo i listini rilevati oggi. Sotto quella soglia si trovano solo strumenti elettronici in forma di coda, che sono un'altra cosa.
I prezzi rilevati il 22 agosto 2026 sullo stesso catalogo:
Quindi la variabile che sposta di più il prezzo è la lunghezza della cassa, perché determina la lunghezza delle corde e quindi il suono. Infine va considerato lo spazio: un quarto di coda occupa circa 150 centimetri di profondità, un mezza coda supera i 180 e non entra in molti soggiorni.
Le spese oltre il prezzo di acquisto sono tre, e su un acustico incidono ogni anno. Chi confronta solo il cartellino fra un digitale e un verticale sbaglia il conto di diverse centinaia di euro.
Ad esempio, secondo i rivenditori un verticale tenuto in una stanza con umidità stabile mantiene l'accordatura molto più a lungo di uno stesso modello in un ambiente che passa dal riscaldamento acceso alla finestra aperta. Inoltre il digitale azzera tutte e tre le voci, ed è la ragione per cui conviene a chi si trasferisce spesso.
Un pianoforte acustico usato conviene quando la meccanica è integra, perché il legno e la struttura in ghisa invecchiano molto meglio dell'elettronica. È l'esatto contrario di quello che vale per il digitale.
La differenza fra le due famiglie è netta:
Le tre verifiche su un acustico usato sono la tavola armonica senza crepe, le caviglie che tengono l'accordatura e i martelletti non troppo scavati. Infine conviene farlo vedere a un accordatore prima di comprare: costa poche decine di euro ed è l'unico modo di sapere se il prezzo è quello giusto.
Per iniziare va bene un digitale con 88 tasti e meccanica pesata, che costa fra 400 e 700 euro e non richiede accordature. La meccanica pesata è il requisito che non si può saltare: su una tastiera leggera si prendono abitudini di tocco che poi vanno corrette. Il passaggio all'acustico ha senso quando lo studio è consolidato, di norma dopo due o tre anni.
L'accordatura di un pianoforte acustico si fa una o due volte l'anno ed è una spesa ricorrente da mettere a bilancio insieme all'acquisto. Il costo varia per zona geografica e per stato dello strumento: uno strumento fermo da anni richiede più interventi ravvicinati prima di stabilizzarsi. Il pianoforte digitale non si accorda mai.
Un pianoforte verticale pesa fra 200 e 250 chili e un mezza coda supera i 300. Non è un trasloco normale: servono trasportatori con attrezzatura specifica, e nei palazzi senza ascensore capiente si valuta il montaggio con autoscala. Il costo va chiesto prima di chiudere l'acquisto, perché su uno strumento da 2.000 euro può incidere in modo sensibile.
Gli strumenti acustici di marchi storici come Yamaha, Kawai, Bösendorfer e Steinway mantengono valore se la manutenzione è stata regolare. La produzione entry level di provenienza cinese si rivende invece a una frazione del prezzo di acquisto. Il digitale segue la curva dell'elettronica di consumo e perde valore rapidamente.
Tre domande, in quest'ordine:
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