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Bonus infissi 2027: la detrazione scende al 36% e quanto costa aspettare

Dal 1° gennaio 2027 la detrazione sugli infissi passa dal 50% al 36% sull'abitazione principale e dal 36% al 30% sulle altre, con il tetto fermo a 96.000 euro. Su 15.000 euro di spesa sono 2.100 euro di differenza, e a decidere l'anno è la data di addebito del bonifico. Aliquote, conti, Ecobonus o Bonus Casa e i limiti di trasmittanza per zona climatica.

Tobia Borrata
Tobia Borrata
10 settembre 2026 9 min 8 letture

Dal 1° gennaio 2027 chi sostituisce le finestre di casa recupera meno soldi. La detrazione scende dal 50% al 36% sull'abitazione principale e dal 36% al 30% su tutte le altre. Non è un'ipotesi: è già scritta nella legge in vigore, e per applicarsi non serve che nessuno firmi niente. Basta che passi il capodanno.

Su una spesa da 15.000 euro — il preventivo tipico per otto o dieci finestre di un appartamento — la differenza è di 2.100 euro. Su una villetta da 25.000 euro sono 3.500 euro. Sono soldi che dipendono da una data, e la data non è quella che quasi tutti credono: non conta quando l'infisso viene montato, né quando l'azienda emette fattura. Conta quando la banca addebita il bonifico.

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Finestre in PVC appena installate in un appartamento, viste dall'interno

Qui sotto ci sono le aliquote anno per anno, il conto in euro su tre preventivi reali, la differenza fra Ecobonus e Bonus Casa — che non è un dettaglio da commercialisti, cambia il tetto di spesa — e i requisiti tecnici che fanno perdere la detrazione a chi ordina le finestre sbagliate.

La risposta in quattro righe

Nel 2026 la detrazione è ancora al 50% sull'abitazione principale e al 36% sulle altre unità. Dal 2027 scende rispettivamente a 36% e 30%, con il tetto di spesa che resta a 96.000 euro per unità immobiliare. Dal 2028 al 2033 si scende al 30% per tutti e il tetto si dimezza a 48.000 euro.

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La detrazione si recupera in dieci quote annuali di pari importo, in dichiarazione dei redditi. Non è uno sconto in fattura e non è un bonifico che arriva: è meno IRPEF da pagare, per dieci anni.

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Le aliquote, anno per anno

Questa è la scaletta fissata dalla normativa vigente, come la riporta l'Agenzia delle Entrate.

Anno di spesaAbitazione principaleAltri immobiliTetto di spesa
202650%36%96.000 €
202736%30%96.000 €
2028-203330%30%48.000 €

Il salto vero è quello fra il 2026 e il 2027, e riguarda soprattutto chi ci abita dentro: quattordici punti percentuali in meno. Chi invece ristruttura una seconda casa perde sei punti, che su spese alte pesano comunque.

Una precisazione da fare subito, perché genera equivoci: abitazione principale non vuol dire "casa di proprietà". Vuol dire l'unità in cui il contribuente o un suo familiare dimora abitualmente, e l'aliquota maggiorata spetta a chi ne è proprietario o titolare di un diritto reale di godimento. Un affittuario che paga lui i lavori non accede al 50%: rientra nell'aliquota ordinaria.

Quanto costa aspettare: il conto su tre preventivi

Le percentuali dicono poco finché non diventano euro. Qui sotto tre importi realistici per la sostituzione completa degli infissi, con la detrazione totale recuperabile nei dieci anni.

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SpesaPrima casa 2026Prima casa 2027Differenza
8.000 €4.000 €2.880 €−1.120 €
15.000 €7.500 €5.400 €−2.100 €
25.000 €12.500 €9.000 €−3.500 €

Sulle seconde case il calo è più contenuto ma segue la stessa logica: su 15.000 euro si passa da 5.400 a 4.500 euro, novecento euro di differenza.

C'è però un punto che le aziende di serramenti non scrivono quasi mai, e va detto prima di correre a firmare un preventivo a dicembre. La detrazione serve solo se hai IRPEF sufficiente ad assorbirla. Su 15.000 euro al 50% si recuperano 750 euro l'anno per dieci anni: se l'imposta lorda annua è inferiore a quella cifra, la parte eccedente si perde e non si riporta agli anni successivi. Per un pensionato al minimo o per chi è in no tax area, il 50% sulla carta può valere molto meno del 36% incassato davvero da qualcun altro. È il primo calcolo da fare, prima ancora di scegliere il telaio.

La data che decide è quella dell'addebito

Questo è il punto su cui si perdono più soldi, ed è anche il più facile da sbagliare in buona fede.

Per le persone fisiche vale il criterio di cassa: l'aliquota applicabile dipende dall'anno in cui la spesa è stata effettivamente pagata, non dall'anno della fattura e nemmeno da quello in cui i lavori sono finiti. Un cantiere concluso a novembre 2026, fatturato a dicembre 2026 e pagato il 3 gennaio 2027 finisce nell'aliquota 2027. Vale il 36%, non il 50%.

E la data buona è ancora più stretta di così: conta il momento in cui l'importo viene addebitato sul conto corrente, non la data in cui hai dato l'ordine di bonifico né la valuta applicata dalla banca. Un bonifico disposto il 30 dicembre che la banca addebita il 2 gennaio è una spesa 2027.

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La conseguenza pratica: chi ha un preventivo in mano e vuole il 50% non deve puntare al 31 dicembre 2026. Deve pagare con qualche giorno lavorativo di margine, e controllare l'estratto conto. Le ultime settimane dell'anno sono anche quelle in cui le aziende di serramenti hanno le agende piene e i fornitori chiusi per le feste: chi si muove a metà dicembre spesso non riesce nemmeno a farsi consegnare i telai.

Ecobonus o Bonus Casa: due strade per la stessa finestra

Gli infissi si possono detrarre in due modi diversi, e la scelta cambia il tetto e i requisiti. Non sono cumulabili sullo stesso intervento.

EcobonusBonus Casa
Serve una ristrutturazione più ampia?No, basta la sostituzioneSì, dentro un intervento edilizio
Tetto60.000 € di detrazione massima96.000 € di spesa massima
Requisiti di trasmittanzaObbligatoriNon richiesti
Comunicazione ENEAObbligatoriaSolo se c'è risparmio energetico

La differenza fra i due tetti è meno vantaggiosa di quanto sembri leggendo i numeri di fretta. I 60.000 euro dell'Ecobonus sono il limite della detrazione, non della spesa: al 36% del 2027 corrispondono a oltre 166.000 euro di lavori, una cifra che per i soli infissi non raggiunge praticamente nessuno. I 96.000 euro del Bonus Casa sono invece il limite della spesa, e vanno condivisi con tutti gli altri lavori della stessa pratica.

Per chi cambia solo le finestre senza toccare altro la strada obbligata è l'Ecobonus: il Bonus Casa richiede che la sostituzione sia parte di un intervento edilizio più ampio. Chi invece sta già rifacendo il bagno o l'impianto elettrico può far rientrare gli infissi nella pratica generale ed evitare i vincoli tecnici.

La trasmittanza: il numero che fa perdere la detrazione

Con l'Ecobonus le finestre devono rispettare un valore massimo di trasmittanza termica, diverso per zona climatica. È il requisito che più spesso salta fuori troppo tardi, quando gli infissi sono già montati.

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I limiti sono fissati dalla Tabella 1 dell'Allegato E del DM 6 agosto 2020:

Zona climaticaUw massima (W/m²K)
A e B2,60
C1,75
D1,67
E1,30
F1,00

Due avvertenze che valgono più della tabella. La prima: il valore da rispettare è Uw, la trasmittanza della finestra completa — telaio, vetro e distanziatori insieme — non Ug, che è quella del solo vetro ed è sempre più bassa. Un preventivo che pubblicizza "vetro 1,0" può benissimo montare su un telaio che porta l'Uw complessiva sopra il limite della tua zona. Il numero va chiesto esplicitamente e deve stare sulla scheda tecnica del serramento finito.

La seconda: la zona climatica non si indovina dalla latitudine. Dipende dai gradi giorno del comune, e comuni vicini possono ricadere in zone diverse per via dell'altitudine. Milano, Torino e Bologna sono in zona E; Roma e Bari in zona D; Palermo e Reggio Calabria in zona B. I comuni di montagna sono in zona F, dove il limite di 1,00 W/m²K è severo e taglia fuori parecchi infissi di fascia media.

ENEA e bonifico parlante: i due adempimenti da non sbagliare

Con l'Ecobonus la pratica va trasmessa all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori, con i dati tecnici dell'intervento. È un passaggio obbligatorio, non una formalità.

Il pagamento deve avvenire con bonifico parlante: un bonifico che riporti in causale il riferimento normativo dell'agevolazione, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, la partita IVA o il codice fiscale dell'impresa che ha eseguito i lavori e gli estremi della fattura. Le banche hanno un modulo dedicato: va usato quello, non il bonifico ordinario. Un bonifico ordinario fa perdere la detrazione, e non si sana dopo.

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Per i soli infissi, invece, l'attestato di prestazione energetica di norma non serve.

Cosa può ancora cambiare

Il calo dal 2027 è nella legge vigente, quindi lo scenario base è che si applichi. Ma la legge di bilancio per il 2027 si approva a dicembre 2026 e non è ancora stata scritta — e sulle detrazioni edilizie è già successo due volte di seguito che il taglio programmato venisse rinviato di un anno.

Il viceministro dell'Economia Maurizio Leo ha dichiarato che il governo valuterà nella prossima manovra una conferma delle aliquote al 50% e 36%, subordinandola però alle coperture di finanza pubblica. È una possibilità concreta, non una promessa: chi decide sulla base di una proroga che potrebbe non arrivare sta scommettendo, non pianificando.

La lettura ragionevole è questa: se hai già preventivo e liquidità, pagare entro il 2026 è la scelta a rischio zero. Se stai ancora scegliendo il fornitore, vale la pena vedere cosa esce dalla manovra a fine ottobre, quando il testo diventa pubblico — ma senza contarci.

Domande frequenti

Il bonus infissi 2027 vale anche senza altri lavori?

Sì, passando dall'Ecobonus: la sostituzione delle finestre è agevolabile da sola, purché sia una sostituzione di infissi esistenti e non l'apertura di nuovi vani. Con il Bonus Casa invece serve che rientri in un intervento edilizio più ampio.

Se pago un acconto nel 2026 e il saldo nel 2027, quale aliquota si applica?

Ognuna alla sua data. L'acconto pagato nel 2026 segue le aliquote 2026, il saldo pagato nel 2027 quelle del 2027. Le due quote si calcolano separatamente, ed è la ragione per cui su lavori a cavallo d'anno conviene spostare più spesa possibile sull'anno con l'aliquota migliore.

Posso ancora cedere il credito o fare lo sconto in fattura?

No. Cessione del credito e sconto in fattura sono stati eliminati in via generale: la detrazione si recupera solo in dichiarazione, in dieci quote annuali.

Chi ha diritto all'aliquota più alta se la casa è cointestata?

Ogni comproprietario detrae in base alla spesa che ha effettivamente sostenuto e che risulta dal bonifico e dalla fattura. L'aliquota maggiorata spetta a chi ha l'immobile come abitazione principale ed è proprietario o titolare di un diritto reale.

Le zanzariere e le tapparelle rientrano?

Le schermature solari hanno una loro agevolazione distinta, con regole e tetti propri. Le zanzariere vi rientrano solo se hanno funzione di schermatura e i requisiti richiesti: una zanzariera comune, montata per le zanzare, non è un intervento di risparmio energetico.

In due righe

Dal 1° gennaio 2027 si passa dal 50% al 36% sulla prima casa e dal 36% al 30% sulle altre, con il tetto fermo a 96.000 euro. A decidere l'anno è la data di addebito del bonifico, non quella della fattura. Chi ha preventivo e liquidità pronti guadagna 2.100 euro su una spesa di 15.000 pagando entro dicembre 2026; chi non li ha, controlli l'Uw richiesta dalla propria zona climatica prima di firmare, perché è lì che si perde tutto in una volta.

Foto di copertina: «New-windows-installed» di Rory Connolly QS, CC BY-SA 4.0.

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