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Guadagnare con Spotify con una Playlist: Come Funziona Davvero

Guadagnare con Spotify con una playlist: cosa paga davvero Spotify, come guadagna un curatore, come creare una playlist e far crescere i follower.

Tobia Borrata
Tobia Borrata
Aggiornato il 4 ottobre 2026 6 min 7 letture

Sei un amante della musica e ti sei chiesto se si può guadagnare con Spotify senza essere un musicista? La risposta è sì, ma non nel modo in cui lo raccontano molti video: Spotify non paga chi crea una playlist. Paga chi detiene i diritti dei brani che vengono ascoltati, cioè artisti, etichette e distributori. Un curatore di playlist guadagna in modo indiretto, e questa guida spiega quali sono le strade reali, cosa serve per percorrerle e dove stanno le trappole.

Il mercato dei curatori di playlist è cresciuto insieme allo streaming e rappresenta un'opportunità per etichette, aziende, giovani artisti e appassionati. Qui vediamo come guadagnare con Spotify partendo da una playlist: se sei un musicista o un'etichetta, se sei un semplice utente, come si crea una playlist e come si fa crescere il suo seguito.

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Guadagnare con Spotify se sei un musicista o un'etichetta

Se sei un musicista, il modo diretto di guadagnare tramite Spotify è pubblicare le tue tracce e farle ascoltare. Le royalty vengono calcolate sugli ascolti di ogni brano, quindi una playlist che raccoglie tutti i tuoi pezzi, o che li mescola con brani affini, serve a far ascoltare più tracce tue a ogni sessione. Più brani tuoi finiscono nelle sessioni di ascolto, più sale la quota che ti spetta.

Spotify dichiara di distribuire ai detentori dei diritti circa il 70% dei ricavi da abbonamenti e pubblicità; la cifra per singolo ascolto varia da paese a paese e da mese a mese, e le stime che circolano, fra 0,004 e 0,007 euro per ascolto, vanno prese come ordine di grandezza, non come tariffa. Il funzionamento ufficiale è spiegato nella pagina di Spotify for Artists sulle royalty. Se vuoi pubblicare la tua musica in autonomia, leggi anche la guida su come distribuire online musica sui principali negozi digitali.

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Sei un utente e vuoi guadagnare con una playlist Spotify?

Se sei un appassionato senza brani tuoi, Spotify non ti verserà niente per la tua playlist, per quanti follower abbia. Il guadagno di un curatore arriva da fuori: artisti emergenti ed etichette che vogliono comparire in una playlist seguita, aziende che pagano per una collaborazione, o la pubblicazione di brani propri o di amici dentro una playlist che hai fatto crescere. Il requisito per tutte queste strade è lo stesso: una playlist con un pubblico vero, un tema riconoscibile e un aggiornamento costante, in modo che le persone la salvino e la riaprano.

Per completezza, è bene sapere che Spotify paga sugli ascolti dei brani, non sui follower della playlist: contano gli ascolti da account premium più di quelli da account gratuiti, e contano i brani che vengono ascoltati per più di trenta secondi.

Esiste anche un caso che ha fatto il giro dei giornali, nel 2018 in Bulgaria: un creatore anonimo di playlist ha guadagnato circa 200 mila euro attivando 1200 account Spotify Premium e facendo loro ascoltare in continuazione una playlist con 467 brani di artisti semisconosciuti, tutti di circa 40 secondi, perché 30 secondi è la durata minima perché un ascolto venga pagato. È un escamotage che falsa le statistiche di ascolto e viola le condizioni d'uso: Spotify oggi individua gli ascolti artificiali, rimuove i brani e trattiene le royalty. Non è una strada da percorrere.

Come creare una playlist su Spotify

Creare una playlist Spotify è facile e veloce. Una playlist non è altro che una raccolta di brani che puoi condividere con chiunque usi Spotify, da app o da computer.

Per creare una playlist Spotify da smartphone:

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  1. Tocca La tua libreria.
  2. Tocca il simbolo più in alto a destra e scegli Playlist.
  3. Dai un nome alla playlist e tocca Crea.
  4. Aggiungi i brani cercandoli o dal menu di ogni traccia con Aggiungi alla playlist.

Per creare una playlist Spotify da computer:

  1. Nella colonna di sinistra, La tua libreria, clicca sul simbolo più e scegli Crea una nuova playlist.
  2. Clicca sul nome provvisorio per rinominarla, aggiungere una descrizione e una copertina.
  3. Trascina i brani nella playlist, oppure usa il menu a tre puntini di ogni traccia e scegli Aggiungi alla playlist.

Per farla trovare, il nome deve dire cosa contiene e per quale momento è pensata: una playlist chiamata con il titolo di un genere o di un'attività viene cercata, una con un nome di fantasia no. La descrizione e la copertina fanno il resto.

Aumentare i follower della playlist

Perché è importante avere tanti follower su una playlist, se Spotify non li paga? Perché sono il numero che guardano tutti quelli che potrebbero pagarti. Ecco perché un seguito alto conta:

  • Maggiori guadagni indiretti. Più follower ha la playlist, più ascolti genera ogni brano inserito, e più vale un posto in quella playlist per chi ha un brano da far conoscere.
  • Aumento della visibilità. Acquistando i plays Spotify si dà una spinta iniziale alla diffusione di un brano, che così può raggiungere persone che non lo conoscevano. Vale come avvio, non come strategia.
  • Notorietà. Molte etichette fanno scouting su Spotify come su YouTube e Soundcloud: se un brano funziona dentro una playlist seguita, può succedere che un'etichetta si faccia avanti e proponga una collaborazione.

Acquistare follower per la playlist

Aumentare i follower di una playlist non è semplice: ci vuole tempo e un lavoro di cura che va fatto comunque, anche se decidi di acquistare i plays Spotify per partire. Un numero di partenza più alto rende la playlist più credibile a chi la trova, ma i follower acquistati non ascoltano: se poi la playlist non viene aggiornata, il seguito resta un numero e basta.

È possibile acquistare da 100 a un massimo di 20.000 follower Spotify per la playlist. Il vantaggio è nella credibilità iniziale e nella visibilità verso artisti ed etichette, non in un pagamento da parte di Spotify.

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Domande frequenti su come guadagnare con Spotify

Spotify paga chi crea una playlist?

No. Spotify paga le royalty ai detentori dei diritti dei brani ascoltati, cioè artisti, etichette e distributori. Chi cura una playlist senza avere brani propri al suo interno non riceve niente da Spotify; può guadagnare solo in modo indiretto, con collaborazioni, inserimenti richiesti da artisti ed etichette o promuovendo musica propria.

Quanto paga Spotify per ascolto?

Non esiste una tariffa fissa: Spotify distribuisce ai detentori dei diritti circa il 70% dei ricavi, e la quota per ogni ascolto dipende dal paese, dal mese e dal tipo di account che ascolta. Le stime parlano di pochi millesimi di euro per ascolto, quindi servono molte decine di migliaia di ascolti per cifre significative.

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Comprare follower per la playlist è rischioso?

Comprare follower non viola le regole nello stesso modo degli ascolti artificiali, che Spotify individua e punisce trattenendo le royalty e rimuovendo i brani. Resta però un numero senza ascolti dietro: serve come credibilità iniziale, non sostituisce la cura della playlist. Il rischio concreto è spendere per un seguito che non riapre mai la playlist.

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