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Come lavare un piumino in lavatrice senza rovinarlo: temperatura a 30 gradi, detersivo liquido e niente ammorbidente, centrifuga in due tempi e l'asciugatura con le palline, che è la fase che conta. Con la tabella delle capienze per capire se il piumone entra nella tua lavatrice e le differenze fra piuma, sintetico e giacca.
Un piumino si lava in lavatrice, sia quello da letto sia la giacca, a patto di rispettare tre cose: una temperatura bassa (30 gradi, al massimo 40), un detersivo liquido senza ammorbidente e un'asciugatura completa, che è la fase in cui la maggior parte dei piumini viene rovinata. L'imbottitura in piuma non teme l'acqua: teme di restare umida a lungo, di prendere l'ammorbidente che incolla le piume fra loro e il calore alto che le rende fragili.
Qui sotto c'è la procedura completa, con le differenze fra piuma e sintetico, fra piumone matrimoniale e giacca, e la tabella per capire se il tuo piumino entra nella tua lavatrice o se conviene portarlo in lavanderia. Le indicazioni seguono le etichette di lavaggio dei produttori di piumini e i libretti dei programmi delicati e lana delle lavatrici domestiche.

L'etichetta cucita sul bordo dice se il piumino è lavabile in acqua e a quale temperatura. Il simbolo della vaschetta con il numero 30 o 40 vuol dire lavatrice a quella temperatura; la vaschetta con una o due lineette sotto chiede un programma delicato; il cerchio da solo vuol dire lavaggio a secco e quello va rispettato, perché di solito segnala una fodera in seta o un'imbottitura che non regge l'acqua. La vaschetta barrata è rara sui piumini moderni, ma esiste sui pezzi più vecchi.
Il secondo controllo è la capienza del cestello, che va letta in chili di bucato asciutto. Un piumino deve entrare senza essere schiacciato, con almeno un terzo del cestello libero: se lo devi spingere dentro, l'acqua non attraversa l'imbottitura, il detersivo resta nelle tasche interne e il risciacquo non le raggiunge.
| Piumino | Peso indicativo | Capienza minima della lavatrice |
|---|---|---|
| Giacca piumino | 0,5-1 kg | 5 kg |
| Piumino singolo (155x200 cm) | 1-1,5 kg | 7 kg |
| Piumino a una piazza e mezza (200x200 cm) | 1,5-2 kg | 8 kg |
| Piumino matrimoniale (250x200 cm) | 2-2,5 kg | 9-10 kg |
| Piumino matrimoniale invernale spesso | oltre 2,5 kg | lavanderia self-service (14-18 kg) |
Il peso da confrontare non è quello del piumino asciutto ma quello che raggiunge da bagnato: la piuma trattiene molta acqua e un matrimoniale a fine ciclo può pesare 6-8 chili. Per questo una lavatrice da 7 chili, che è il taglio più diffuso, gestisce un singolo ma fatica con un matrimoniale, e i modelli da 9 e 10 chili come le lavatrici AEG hanno quasi tutti un programma dedicato a piumini e capi imbottiti, con centrifuga limitata e risciacquo aggiuntivo già impostati. Se stai valutando un modello nuovo, in questa guida alle marche di lavatrici ci sono le differenze fra i tagli da 7, 9 e 10 chili.
Quando il piumino non entra, la lavanderia self-service è la scelta giusta e non un ripiego: le lavatrici da 14-18 chili lasciano al piumino lo spazio per aprirsi, e gli essiccatoi a gas di quelle lavanderie asciugano un matrimoniale in un'ora e mezza, cosa che a casa richiede due giorni. Lo stesso vale per il lavaggio a mano nella vasca: si può fare, ma strizzare un piumone matrimoniale bagnato senza rovinare le cuciture è quasi impossibile, e l'asciugatura diventa lunghissima.
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1. Controlla le cuciture e i fori. Una cucitura aperta o un buco anche di un centimetro in lavatrice diventa una fuga di piume, che poi si trovano nel filtro e negli altri capi per settimane. Si ripara prima con due punti a mano, non dopo.
2. Tratta le macchie. Sulle macchie localizzate (sudore sul bordo, una goccia di caffè) metti una goccia di detersivo liquido diluito, lascia agire dieci minuti e tampona con un panno umido. Niente candeggina e niente smacchiatori a base di cloro: ingialliscono la fodera e indeboliscono la piuma.
3. Metti il piumino da solo nel cestello, piegato in tre e arrotolato senza stringere. Nessun altro capo insieme, nemmeno le federe: servono spazio e acqua libera. Le giacche vanno chiuse (cerniera e bottoni), rovesciate e con le tasche svuotate.
4. Scegli il programma. Se c'è «piumini» o «capi imbottiti», usa quello. Altrimenti va bene «delicati» o «lana» a 30 gradi, che sono i due programmi con il movimento del cestello più lento. Non usare il programma «cotone» anche se a bassa temperatura: la rotazione è troppo energica e sposta l'imbottitura dentro le camere.
5. Dosa il detersivo. Serve un detersivo liquido, in metà della dose indicata per il carico, perché un piumino da 2 chili non è un carico da 7 chili e l'eccesso resta nell'imbottitura. Quelli specifici per piuma non contengono enzimi né sbiancanti ottici e lasciano la piuma elastica: costano 10-20 euro e una bottiglia dura anni, visto che si usa due volte l'anno. Il detersivo in polvere non si scioglie bene a 30 gradi e lascia tracce bianche.
6. Niente ammorbidente. È la regola più importante dopo la temperatura. L'ammorbidente deposita sulla piuma una pellicola che la fa aderire, l'imbottitura perde volume e non torna più quella di prima. Vale anche per il sintetico, dove l'effetto è meno grave ma c'è.
7. Aggiungi un risciacquo. Quasi tutte le lavatrici hanno il tasto «extra risciacquo» o «risciacquo plus»: attivalo. Se il detersivo resta dentro, la piuma si impacca e il piumino asciutto ha un odore di chiuso.
8. Centrifuga in due tempi. Imposta la centrifuga del programma a 400-600 giri, poi a ciclo finito lancia una centrifuga separata a 800-1000 giri. La prima evita che il piumino bagnato, che pesa 6-8 chili, sbatta contro il cestello a piena velocità; la seconda toglie l'acqua che altrimenti allunga l'asciugatura di ore. Il piumino uscirà dalla lavatrice compatto, con l'imbottitura a grumi e un odore forte di piuma bagnata: è normale, sparisce con l'asciugatura.
Un piumino lavato bene e asciugato male è un piumino da buttare. Se l'imbottitura resta umida nel cuore, la piuma ammuffisce nel giro di pochi giorni e l'odore non va più via. La regola è una: il piumino è asciutto quando, stringendo un angolo qualsiasi, non si sente nessuna zona fredda e non ci sono più grumi.
In asciugatrice. È il metodo migliore per la piuma, a condizione di usare la temperatura bassa (il programma «delicati» o «piumini», che sta sotto i 60 gradi) e di mettere nel cestello due o tre palline di lana o da tennis. Le palline battono l'imbottitura mentre gira e sciolgono i grumi che si formano da bagnata: senza, il piumino asciuga a chiazze e resta piatto. Un matrimoniale in piuma richiede 2-3 ore in un'asciugatrice domestica, in più cicli: ogni 40-45 minuti si tira fuori, si scuote e si rimette. Il sintetico ci mette la metà.
All'aria. Si stende in piano su uno stendino, mai appeso al filo per un solo lato perché l'acqua scende e concentra l'imbottitura in basso. Serve un posto ventilato, con il sole se c'è, e il piumino va girato e scosso ogni due o tre ore per rompere i grumi. In estate ci vuole un giorno intero, in inverno dentro casa anche due o tre, con il rischio muffa che cresce ogni ora. Se l'asciugatrice non ce l'hai e il piumino è in piuma, la lavanderia self-service per la sola asciugatura è la spesa più utile di tutta la procedura. Qui c'è come scegliere un'asciugatrice, se stai pensando di prenderne una.
Il termosifone e il phon non sono alternative: il calore diretto e concentrato secca la fodera in un punto mentre l'interno resta bagnato, e sulle giacche con fodera in nylon deforma il tessuto.
La procedura è la stessa, con tre attenzioni in più. La prima è la preparazione: cerniera chiusa, bottoni e velcro chiusi, tasche vuote, giacca rovesciata, e se c'è un bordo di pelliccia staccabile va tolto (la pelliccia, vera o sintetica, in lavatrice non ci va). La seconda è il lavaggio da sola: una giacca da 700 grammi nel cestello con altri capi si impregna dei loro colori e le cerniere altrui graffiano il nylon.
La terza riguarda le giacche tecniche, quelle da montagna con il trattamento idrorepellente sul tessuto esterno. Un detersivo normale toglie il trattamento, e la giacca dopo il lavaggio assorbe l'acqua invece di respingerla. Per queste esistono detersivi specifici per piuma tecnica, come Grangers Down Wash o Nikwax Down Wash Direct, che puliscono senza rimuovere l'idrorepellenza; a 20-25 euro la bottiglia sono la spesa che protegge una giacca da 200-400 euro.
Una giacca imbottita va lavata al massimo due volte a stagione: molto più spesso basta arieggiarla una notte e passare un panno umido sul colletto e sui polsi, che sono i punti che si sporcano. Il lavaggio frequente consuma la piuma più dell'uso.
Il piumino sintetico (poliestere, fibra cava, microfibra) è più tollerante su tutto: regge i 40 gradi, non fa grumi permanenti, asciuga in metà tempo e sopporta anche il lavaggio a mano. In compenso si appiattisce prima nel tempo, e un sintetico lavato dieci volte tiene meno caldo di un piuma lavato dieci volte.
Il piumino in piuma d'oca o d'anatra ha più volume a parità di peso e dura 10-15 anni se viene lavato una o due volte l'anno con questa procedura. La piuma è una fibra naturale che contiene un grasso protettivo: la temperatura alta e i detersivi aggressivi lo tolgono, e la piuma diventa secca e fragile. Per questo il limite dei 30 gradi sulla piuma è una regola e non un consiglio.
I piumini in lana o in seta sono un capitolo a parte: molti richiedono il lavaggio a secco e in quel caso l'etichetta comanda. Un piumino in seta lavato in acqua perde la lucentezza della fibra e si infeltrisce.
Un piumino da letto usato con il copripiumino si lava una o due volte l'anno, di solito a fine stagione, prima di riporlo: in questo modo il sudore e la polvere dell'inverno non restano dentro per sei mesi. Il copripiumino invece si lava ogni una o due settimane come le lenzuola, ed è quello che tiene pulito il piumino: senza copripiumino i lavaggi raddoppiano e la durata si dimezza.
Fra un lavaggio e l'altro bastano due gesti. Arieggiare il piumino una volta a settimana, steso sul letto con la finestra aperta o all'aperto lontano dal sole diretto per un'ora, toglie l'umidità del sonno. Scuoterlo ogni mattina prima di rifare il letto ridistribuisce l'imbottitura e la tiene gonfia.
Per riporlo d'estate serve una custodia in cotone o in tessuto traspirante, in un armadio asciutto. I sacchi sottovuoto sono comodi ma sulla piuma vanno usati per poco tempo: la compressione prolungata schiaccia le piume e il piumino a ottobre non recupera tutto il volume. Sul sintetico il problema è più piccolo, ma anche lì meglio la custodia.
Un piumino in piuma è da sostituire quando, dopo un lavaggio fatto bene e una asciugatura completa, resta piatto, ha zone vuote dove l'imbottitura si è spostata e non torna, o continua a perdere piume dalla fodera. A quel punto lavarlo ancora non serve. I produttori specializzati come Daunenstep vendono piumini in piuma e sintetici con l'indicazione del peso di imbottitura per metro quadro e la temperatura di lavaggio già in scheda, che è il dato da guardare per sapere in anticipo se il prossimo piumino entrerà nella tua lavatrice.
Lavarlo a 60 gradi «per igienizzare». La piuma perde il grasso naturale e si spezza; il sintetico si deforma. Per gli acari basta il lavaggio a 30 gradi seguito da un'asciugatura completa, perché quello che li uccide è la mancanza di umidità, non la temperatura dell'acqua.
Usare l'ammorbidente perché «profuma». Le piume si incollano e il volume non torna. Il profumo di pulito viene dal risciacquo completo e dall'aria, non dal flacone.
Riporlo appena tiepido. Il cuore dell'imbottitura è ancora umido anche se la fodera è asciutta: due giorni dopo l'odore di muffa è lì e non va più via. Meglio un'ora di asciugatrice in più che un piumino da buttare.
Stiparlo in una lavatrice troppo piccola. L'acqua non lo attraversa, il detersivo resta dentro e la centrifuga lo sbatte contro il cestello. Se non c'è un terzo di spazio libero, si va in lavanderia.
Lavarlo troppo spesso. Ogni lavaggio, anche perfetto, consuma un po' la piuma. Con il copripiumino e l'arieggiamento settimanale ne bastano uno o due l'anno, e un piumino in piuma dura dieci anni e più.
Il sintetico sì, se l'etichetta lo permette. La piuma d'oca o d'anatra meglio a 30: i 40 gradi non la distruggono in un lavaggio, ma tolgono il grasso naturale che la mantiene elastica e a ogni ciclo il piumino perde un po' di volume.
L'odore di piuma bagnata appena uscito dalla lavatrice è normale e sparisce con l'asciugatura. Se l'odore resta anche da asciutto, l'imbottitura non si è asciugata fino in fondo oppure è rimasto detersivo dentro: si rilava senza detersivo, con doppio risciacquo, e si asciuga in asciugatrice a bassa temperatura con le palline finché non ci sono più zone fredde.
Sì, steso in piano in un posto ventilato e scosso ogni due o tre ore, ma un matrimoniale in piuma ci mette da uno a tre giorni e in inverno dentro casa il rischio di muffa è concreto. Se l'asciugatrice non c'è, la lavanderia self-service per la sola asciugatura è la soluzione: un'ora e mezza e il piumino è asciutto al centro.
Due o tre, pulite e nuove: quelle usate lasciano sulla fodera il colore del feltro. Le palline di lana per asciugatrice fanno lo stesso lavoro senza rischio di tingere e senza il rumore, e costano 5-10 euro per tre pezzi.
Qualche piuma sì, soprattutto dalle cuciture. Se ne escono molte, la fodera si è indebolita o una cucitura si è aperta durante il lavaggio: si controlla il bordo, si chiude la cucitura a mano e al prossimo lavaggio si abbassa la centrifuga a 400 giri.
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