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Condensa sulle finestre: perché si forma e come eliminarla, dai rimedi gratis al deumidificatore

La condensa sulle finestre si forma quando l'aria di casa supera il 60% di umidità e tocca un vetro più freddo del punto di rugiada. La tabella temperatura, umidità e punto di rugiada, da dove arrivano i 10 litri d'acqua al giorno di una famiglia, e i rimedi in ordine di costo: arieggiare, riscaldare, guarnizioni, deumidificatore e VMC.

Tobia Borrata
Tobia Borrata
12 settembre 2026 16 min 2 letture

La condensa sulle finestre compare quando l'aria di casa, calda e carica di vapore, tocca un vetro più freddo del suo punto di rugiada: l'acqua che l'aria non riesce più a trattenere si deposita sulla superficie più fredda della stanza, e in inverno quella superficie è quasi sempre il vetro. Non è un difetto della finestra in sé: è il segnale che dentro casa c'è troppa umidità rispetto a quanto è freddo quel vetro, e si toglie agendo su una delle due cose, o su tutte e due.

Qui sotto trovi il perché con i numeri, i tre tipi di condensa (dentro, fuori, tra i vetri) che vogliono tre risposte diverse, da dove arriva tutta quell'acqua, qual è l'umidità giusta in casa e i rimedi in ordine di costo: da quelli gratuiti, che risolvono la maggior parte dei casi, al deumidificatore e agli infissi. Le indicazioni seguono la fisica dell'aria umida e le istruzioni dei produttori di serramenti e deumidificatori.

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Gocce di condensa sul vetro interno di una finestra in inverno
Foto: Doggo19292, pubblico dominio, via Wikimedia Commons

Perché si forma la condensa sulle finestre

L'aria trattiene una quantità di vapore che dipende dalla sua temperatura: più è calda, più ne può contenere. Quando una massa d'aria si raffredda, arriva a una temperatura in cui è satura e il vapore in eccesso torna liquido. Quella temperatura si chiama punto di rugiada, e dipende da due cose: la temperatura dell'aria e la sua umidità relativa.

In una stanza a 20 gradi con il 50% di umidità relativa il punto di rugiada è intorno ai 9 gradi: si forma condensa solo sulle superfici più fredde di così. Con il 60% sale a circa 12 gradi, con il 70% a 14 e con l'80% a 16. Ecco perché la stessa finestra è asciutta a novembre e gocciola a gennaio: fuori fa più freddo, il vetro scende sotto il punto di rugiada e l'aria di casa, se è umida, ci deposita sopra l'acqua.

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Temperatura in casaUmidità relativaPunto di rugiadaCosa succede al vetro
20 °C40%circa 6 °Casciutto anche con un vetro singolo, salvo gelo
20 °C50%circa 9 °Casciutto con doppio vetro, velato su vetro singolo nelle notti fredde
20 °C60%circa 12 °Ccondensa sui bordi del doppio vetro, gocce sul singolo
20 °C70%circa 14 °Ccondensa anche su un doppio vetro normale
18 °C70%circa 12,5 °Cstanza fredda e umida: condensa e muffa negli angoli

La temperatura del vetro dipende dal tipo di serramento. Un vetro singolo in una notte a zero gradi sta a pochi gradi sopra lo zero sulla faccia interna; un vetrocamera vecchio, senza gas e senza trattamento basso emissivo, sta intorno ai 10 gradi; un doppio vetro moderno con argon e basso emissivo sta sopra i 15, un triplo sopra i 17. Per questo la condensa colpisce prima le case con i vetri vecchi e, in una casa con vetri buoni, prima i bordi del vetro, che sono la parte più fredda per via del distanziatore in alluminio.

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Dentro, fuori o tra i vetri: sono tre problemi diversi

Prima di comprare qualunque cosa, guarda da che parte sta l'acqua. La condensa sulla faccia interna del vetro, quella che tocchi dalla stanza, è il caso di questo articolo: aria troppo umida in casa o vetro troppo freddo, e si risolve con i rimedi qui sotto.

La condensa sulla faccia esterna, che trovi la mattina presto sui vetri buoni e sparisce col sole, è l'opposto di un problema: vuol dire che il vetro isola così bene da restare freddo fuori mentre l'aria esterna si scalda. Succede sui doppi vetri basso emissivi e sui tripli, di solito in autunno e primavera. Non si fa niente.

La condensa tra i due vetri di un vetrocamera, che non si asciuga da nessuna delle due parti, vuol dire che la sigillatura perimetrale ha ceduto e l'aria umida è entrata nell'intercapedine. Non c'è deumidificatore che la tolga: si sostituisce il vetrocamera, un intervento che un vetraio fa senza cambiare il telaio, e che costa una frazione della finestra nuova.

Da dove arriva tutta quell'umidità

Una casa abitata produce vapore acqueo tutto il giorno, e la maggior parte non viene dall'esterno ma da chi ci vive. Gli ordini di grandezza che i produttori di sistemi di ventilazione usano per dimensionare gli impianti sono questi:

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AttivitàVapore prodotto, indicativo
Una persona che respira, in 24 ore1-1,5 litri
Una doccia1-1,5 litri
Cucinare per un giorno, senza cappa aspirante1-2 litri
Un carico di bucato steso in casa2-3 litri
Piante da appartamento, acquari, stufa a gas senza canna fumariada mezzo litro a diversi litri

Una famiglia di quattro persone arriva facilmente a 10 litri d'acqua al giorno immessi nell'aria. In estate escono dalle finestre aperte; in inverno, con le finestre chiuse e gli infissi nuovi che non hanno più spifferi, restano dentro. È il motivo per cui la condensa e la muffa compaiono spesso proprio dopo aver cambiato le finestre: l'aria di casa non si ricambia più da sola, e nessuno ha aggiunto un ricambio al suo posto.

L'umidità ideale in casa e come misurarla

La fascia di comfort per un'abitazione è tra il 40 e il 60% di umidità relativa, con la temperatura tra i 18 e i 21 gradi. Sotto il 40% l'aria secca dà fastidio a gola e occhi e alza la carica elettrostatica; sopra il 60% aumentano acari e muffe, e sopra il 65-70% per più giorni la condensa sui vetri è quasi garantita. In camera da letto, dove di notte due persone producono un litro d'acqua in otto ore con la porta chiusa, il valore che conta è quello della mattina, non quello della sera.

Il numero lo dà un igrometro, e senza igrometro si lavora alla cieca: un modello digitale da tavolo con termometro costa intorno ai 10 euro, ne basta uno per stanza da tenere lontano da finestre e termosifoni, a un metro da terra. Se al mattino in camera segna 65% o più, la condensa non è un caso sfortunato, è la conseguenza, e sai cosa correggere.

La lettura va fatta per qualche giorno, mattina e sera, e confrontata tra le stanze: se solo una stanza sta sopra il 60%, il problema è locale (una parete fredda, un armadio a ridosso di un muro esterno, i panni stesi lì) e non serve trattare tutta la casa.

Come eliminare la condensa sulle finestre: i rimedi in ordine di costo

1. Arieggiare, ma nel modo giusto

Il rimedio gratuito, e quello che da solo risolve la maggior parte dei casi, è cambiare l'aria. Non con la finestra a ribalta per ore, che raffredda il muro intorno e ricambia poco: con la finestra spalancata per 5-10 minuti, due o tre volte al giorno, meglio se con due finestre su lati opposti per fare corrente. In dieci minuti l'aria della stanza viene sostituita da aria esterna che, anche in un giorno di pioggia, una volta scaldata a 20 gradi è molto più secca di quella di casa; i muri e i mobili, che tengono il calore, non fanno in tempo a raffreddarsi.

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I tre momenti che contano sono la mattina appena alzati in camera da letto, dopo la doccia in bagno, e dopo aver cucinato. In bagno e in cucina la ventola o la cappa aspirante vanno lasciate accese per un quarto d'ora dopo aver finito, non spente subito: il vapore è ancora nell'aria.

2. Riscaldare in modo costante e chiudere le tapparelle

Una stanza tenuta a 15 gradi condensa molto più di una a 19, a parità di acqua nell'aria, perché il punto di rugiada è più vicino. Spegnere del tutto il riscaldamento di giorno e riaccenderlo la sera è la ricetta della condensa: i vetri e i muri si raffreddano, poi l'aria calda e umida della sera ci si deposita sopra. Meglio una temperatura moderata e continua, con le stanze poco usate tenute almeno a 16-17 gradi e la porta chiusa. Se i termosifoni scaldano poco o a chiazze, prima di tutto va fatto lo spurgo: nella guida su perché i termosifoni non scaldano ci sono le cause in ordine.

Di notte, tapparelle e persiane chiuse tengono il vetro più caldo di qualche grado, e le tende pesanti accostate al vetro fanno il contrario: intrappolano aria fredda tra tessuto e vetro e lì la condensa aumenta. Le tende vanno tenute scostate dal vetro, e il termosifone sotto la finestra non va coperto dal tendaggio, perché il suo compito è proprio scaldare quel vetro.

3. Non stendere i panni in casa

Un carico di lavatrice steso in soggiorno rilascia due o tre litri d'acqua nell'aria nel giro di una giornata: è la singola causa più frequente di condensa nelle case senza balcone. Se non c'è alternativa, si stende in una stanza sola con la porta chiusa e la finestra a ribalta, oppure con il deumidificatore acceso accanto allo stendino, che in quel caso funziona anche da asciugatrice lenta. L'alternativa vera è l'asciugatrice a pompa di calore, che non scarica vapore nella stanza: nella guida su come scegliere un'asciugatrice ci sono i criteri.

4. Gli assorbiumidità: dove servono davvero

I contenitori con la pastiglia di sali (il tipo più diffuso è l'Ariasana Aero 360, con ricariche da 450 grammi) raccolgono l'acqua dell'aria per via chimica, senza corrente. Funzionano in un ambiente piccolo e chiuso: un armadio a ridosso di un muro esterno, un ripostiglio, una cantina, la cabina armadio, l'auto ferma. In un soggiorno di 25 metri quadri dove una famiglia produce litri d'acqua al giorno, una pastiglia che ne assorbe qualche centinaio di grammi in settimane non sposta il valore dell'igrometro. Sono un rimedio da 10-15 euro per un problema locale, non la soluzione per la condensa di tutta la casa.

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Voto 4,6 su 5. L'igrometro da tenere in camera: se la mattina segna 65% o più, la condensa non è un caso

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Voto 4,4 su 5. Per armadi, ripostigli e cantina: un ambiente piccolo e chiuso, non il soggiorno

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Voto 4,3 su 5. Per le guarnizioni schiacciate del rimedio 6: misura la scanalatura prima di ordinare

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5. Il deumidificatore elettrico

Se dopo aver arieggiato e tolto le fonti di vapore l'igrometro resta sopra il 60%, o se la casa è al piano terra, esposta a nord, con muri spessi e freddi, il passo successivo è un deumidificatore a compressore. Toglie dall'aria da 10 a 20 litri al giorno a seconda del modello, e la cosa che lo rende utile è l'igrostato: si imposta il 50% e si spegne da solo quando lo raggiunge, così non consuma a vuoto. I modelli da 10-12 litri al giorno bastano per un appartamento di 50-60 metri quadri, quelli da 20 litri per 90-100 metri quadri o per stanze molto umide.

La resa dichiarata vale a 30 gradi e 80% di umidità, condizioni da laboratorio: in una stanza a 18 gradi lo stesso apparecchio toglie circa la metà, e sotto i 12-15 gradi i modelli a compressore lavorano male, perché la serpentina gela. Per una cantina fredda serve un deumidificatore a essiccante, che rende anche a 5 gradi ma consuma di più. Il consumo di un compressore domestico sta tra i 200 e i 350 watt: acceso quattro ore al giorno per i mesi freddi costa qualche euro al mese, meno di quello che si spende a scaldare aria umida.

La scelta più ampia per fascia di prezzo sta nel reparto deumidificatori di Leroy Merlin, dove si filtra per litri al giorno e metri quadri; per un apparecchio da tenere in casa per anni i De'Longhi Tasciugo sono la gamma più diffusa in Italia, con il serbatoio estraibile e il tubo per lo scarico continuo. I prezzi e le differenze tra le fasce sono nella guida su quanto costa un deumidificatore, e i modelli portatili nella pagina su dove acquistare i deumidificatori portatili.

Dove metterlo: al centro della stanza più umida, o nel corridoio con le porte aperte se deve servire più stanze, mai in un angolo dietro un mobile. Il serbatoio va svuotato ogni giorno finché i muri non hanno restituito l'acqua accumulata, che nelle prime settimane è molta: è normale che all'inizio si riempia in poche ore e dopo un mese ci metta due giorni.

6. Guarnizioni, telaio e ponti termici

Se la condensa si forma sul bordo del vetro o sul telaio e non al centro, il freddo entra da lì. Le guarnizioni in gomma degli infissi si induriscono e si schiacciano con gli anni: una guarnizione nuova, adesiva o a incastro nella scanalatura, costa pochi euro al metro e riporta la finestra a chiudere davvero. Attenzione però al senso di questo intervento: sigillare una casa che non ha ricambio d'aria peggiora la condensa, non la migliora. Le guarnizioni si cambiano per il comfort e la bolletta, e insieme si organizza il ricambio con il punto 1 o con la ventilazione meccanica del punto 7.

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I telai in alluminio senza taglio termico, tipici delle case degli anni Settanta e Ottanta, sono un ponte termico: il metallo porta il freddo dall'esterno all'interno e il telaio stesso gocciola. Lì una guarnizione non basta; la soluzione è la sostituzione dell'infisso, e nel frattempo tenere quella stanza ventilata e riscaldata. Le guarnizioni per finestre e porte, per tipo di profilo e materiale, si trovano nel catalogo guarnizioni di ManoMano, dove conviene misurare la scanalatura prima di ordinare.

7. La ventilazione meccanica controllata

La VMC è la risposta definitiva nelle case ben isolate: un apparecchio, a parete in ogni stanza o centralizzato, che estrae l'aria umida e immette aria esterna filtrata, recuperando fino al 90% del calore dell'aria che esce. Un'unità puntuale a parete, con un foro da 16 centimetri nel muro esterno, costa da 300 a 700 euro montata e risolve la stanza; un impianto centralizzato è un lavoro da ristrutturazione. È l'unico rimedio che toglie l'umidità senza chiedere a nessuno di ricordarsi di aprire la finestra.

Condensa e muffa: cosa fare subito

La condensa che compare sui vetri è la stessa che si forma, invisibile, sui muri freddi: gli angoli delle pareti esterne, il retro degli armadi, il soffitto sopra la finestra, il perimetro del telaio. Lì l'acqua non cola e non si asciuga, e in due o tre settimane arriva la muffa nera. Se il vetro gocciola ogni mattina, quei punti vanno controllati subito con una torcia e una mano: se l'intonaco è freddo e umido al tatto, l'umidità è già dentro.

La muffa da condensa si toglie con un prodotto specifico o con acqua ossigenata, non con la candeggina che sbianca e basta, e ricompare finché non si toglie la causa: la procedura completa, pareti e silicone della finestra compresi, è nella guida su come togliere la muffa dai muri. Gli armadi addossati ai muri esterni vanno scostati di almeno cinque centimetri, perché l'aria che non circola dietro il mobile è l'aria che condensa.

Gli errori che peggiorano la condensa

Asciugare i vetri con lo straccio ogni mattina e basta: l'acqua torna nell'aria e la sera è di nuovo sul vetro. Va bene farlo per proteggere il legno del telaio, ma non è un rimedio.

Tenere la finestra a ribalta tutto il giorno con il riscaldamento acceso: raffredda il muro e il telaio intorno alla finestra, che diventano i punti freddi dove condensa, e ricambia meno aria di dieci minuti di finestra spalancata.

Chiudere le porte delle stanze non riscaldate senza arieggiarle: l'aria umida della casa ci entra lo stesso da sotto la porta, e su muri a 14 gradi condensa. Le stanze fredde vanno tenute almeno a 16 gradi o arieggiate come le altre.

Usare una stufa a gas o a cherosene senza canna fumaria: ogni chilo di gas bruciato produce più di un chilo d'acqua sotto forma di vapore, e finisce tutto nella stanza.

Sigillare gli infissi vecchi con schiume e nastri senza mettere un ricambio d'aria: la casa diventa stagna e l'umidità che prima usciva dagli spifferi resta dentro. Le case con le finestre nuove e la muffa nuova sono quasi sempre questo.

Dove acquistarlo

I quattro negozi qui sotto hanno un reparto dedicato, con filtri per litri al giorno e metri quadri, e la consegna a casa: per un deumidificatore da 15-20 chili è il modo più comodo di comprarlo. Le guarnizioni e gli assorbiumidità si trovano negli stessi cataloghi, nel reparto ferramenta.

Leroy Merlin: il reparto deumidificatori più ampio per fascia di prezzo, dai modelli da 10 litri sotto i 150 euro ai 20-25 litri per le case grandi, con il ritiro in negozio gratuito e i deumidificatori a essiccante per le cantine. Nello stesso sito ci sono le guarnizioni, le pellicole isolanti per i vetri e i prodotti antimuffa.

De'Longhi: il sito del produttore vende direttamente la gamma Tasciugo, da 8 a 30 litri al giorno, con la funzione asciuga-bucato e lo scarico continuo. Si paga il listino, ma con la garanzia diretta della casa e i ricambi (filtri, serbatoi) disponibili per anni.

Unieuro: le marche da elettrodomestico, Ariston, De'Longhi, Comfee, Philips, con le recensioni dei clienti sotto ogni modello e i prezzi che in autunno scendono spesso sotto quelli del produttore. Consegna gratuita sopra una certa soglia e reso entro 14 giorni.

ManoMano: è il posto per la parte ferramenta del problema, le guarnizioni per finestre e porte divise per profilo e materiale, i paraspifferi e le unità di ventilazione meccanica a parete, che i negozi di elettrodomestici non tengono.

Domande frequenti

La condensa sulle finestre è colpa della finestra?

Nella maggior parte dei casi no: è l'aria di casa troppo umida che condensa sulla superficie più fredda, e la superficie più fredda è il vetro. Un vetro migliore alza la temperatura della superficie e sposta il problema più in là, ma con il 70% di umidità in casa condensa anche un doppio vetro moderno. La finestra è la causa solo quando l'acqua sta tra i due vetri (sigillatura rotta) o quando il telaio è in alluminio senza taglio termico.

Qual è l'umidità giusta in casa per non avere condensa?

Tra il 40 e il 60% di umidità relativa con la stanza a 18-21 gradi. Con un doppio vetro normale la condensa comincia intorno al 60-65%, con un vetro singolo già al 50% nelle notti fredde. Un igrometro digitale da 10 euro dice a che punto sei, e il valore da guardare è quello della mattina in camera da letto.

Il deumidificatore risolve la condensa sulle finestre?

Sì, se il problema è l'umidità dell'aria e non un vetro o un telaio freddissimo: impostato al 50% tiene la casa sotto la soglia di condensa e nelle prime settimane raccoglie anche l'acqua accumulata dai muri. Non risolve la condensa tra i vetri, e in una stanza sotto i 12-15 gradi un modello a compressore rende poco: lì serve prima il riscaldamento o un modello a essiccante.

Perché la condensa si forma solo in camera da letto?

Perché di notte due persone rilasciano circa un litro d'acqua in otto ore con la porta chiusa, in una stanza che di solito è la meno riscaldata della casa. La mattina l'umidità è al massimo e il vetro al minimo della temperatura. Il rimedio è spalancare la finestra per dieci minuti appena alzati, tenere la porta aperta di giorno e non scendere sotto i 17-18 gradi di notte.

Le pellicole anticondensa per i vetri funzionano?

Le pellicole isolanti che si applicano sul vetro creano una piccola intercapedine d'aria e alzano di qualche grado la temperatura della superficie interna: su un vetro singolo riducono la condensa in modo visibile, su un doppio vetro cambiano poco. Sono un rimedio da pochi euro per una stagione, non sostituiscono un vetro nuovo né tolgono l'umidità dall'aria.

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