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Email Marketing

I Migliori Servizi Gratuiti per Inviare Newsletter

I limiti reali dei piani gratuiti di Brevo, Mailchimp, VoxMail, MailAnt, GetResponse e 4Dem, letti sui listini ufficiali. E TinyLetter non esiste più.

Tobia Borrata
Tobia Borrata
13 maggio 2024 8 min 5 letture
Un servizio di newsletter "gratuito" quasi mai è gratuito nel senso che intendi tu: è gratuito fino a un numero di contatti oppure fino a un numero di invii, e i due limiti si comportano in modo diverso. Se hai 2.000 iscritti e scrivi una volta al mese ti serve un piano che conti i contatti; se hai 200 iscritti e scrivi tre volte a settimana ti serve un piano che conti gli invii. Qui trovi i sei servizi che in Italia hanno ancora un piano gratuito vero, con il limite esatto di ciascuno letto sulla pagina prezzi ufficiale, e la ragione per cui uno conviene all'altro. I numeri che girano nelle guide sono quasi tutti vecchi di anni: quello di Mailchimp, per dirne uno, è cambiato tre volte. Limiti verificati il 18 agosto 2026 sulle pagine ufficiali dei sei servizi. Le tariffe cambiano senza preavviso: la pagina prezzi del servizio resta l'unica fonte aggiornata.

I piani gratuiti a confronto

ServizioLimite del piano gratuitoContaInterfaccia
Brevo300 email al giorno, contatti fino a 100.000inviiitaliano
MailAntnessun limite dichiarato dal servizioitaliano
VoxMail1.000 iscritti e 6.000 email al meseentrambiitaliano
Mailchimp250 contatti e 500 email al mese (max 250 al giorno)entrambiitaliano
GetResponseaccount Free con 14 giorni di funzioni avanzate, poi ridottocontattiitaliano
4Demcrediti in omaggio all'iscrizione, non un piano freeinviiitaliano
La colonna che decide è la terza. Un servizio che conta gli invii ti lascia crescere la lista quanto vuoi e ti frena solo quando scrivi spesso; uno che conta i contatti fa il contrario e si blocca nel momento peggiore, cioè quando la lista sta crescendo.

Brevo: il più generoso se la lista è grande

Brevo email marketing Brevo è l'ex Sendinblue, ed è l'unico della lista che sul piano gratuito non mette un tetto stringente al numero di iscritti: il limite è di 300 email al giorno, mentre i contatti in rubrica arrivano a 100.000. Per una newsletter con 2.000 iscritti significa spedire una campagna in una settimana scarsa, spezzandola in più giorni, senza pagare niente. Il limite giornaliero non si accumula: se oggi non spedisci, domani hai comunque 300 crediti e non 600. È il vincolo da tenere presente se il tuo invio è concentrato in una data precisa, per esempio una promozione che scade. Nel piano gratuito restano fuori l'automazione avanzata, i test A/B e la rimozione del logo Brevo in fondo alle email. L'editor drag and drop, i moduli di iscrizione e i report di base ci sono. Puoi crearlo su Brevo.

MailAnt: italiano e senza limiti dichiarati

inviare newsletter email commerciali MailAnt è un servizio italiano che sulla propria home dichiara nessun limite al numero di invii, di iscritti o di newsletter, gratuitamente per sempre. È la promessa più larga della lista e va presa per quello che è: una dichiarazione del servizio, non un dato che possiamo verificare dall'esterno. Vale la pena provarlo proprio per questo, ma con una precauzione che vale sempre quando un servizio email non ha un modello di ricavo visibile: tieni una copia della lista contatti fuori dalla piattaforma. Un file CSV scaricato ogni tanto costa un minuto e ti mette al riparo dal caso in cui il servizio chiuda — cosa che in questo settore succede, come ha fatto TinyLetter.

VoxMail: il compromesso fra iscritti e invii

VoxMail invio newsletter VoxMail è italiano, erogato da un'azienda italiana, e il suo piano Free tiene insieme i due limiti: 1.000 iscritti e 6.000 email al mese. Sono sei campagne all'anno a lista piena, oppure una a settimana su una lista da 1.400 contatti. Il passaggio a pagamento è il più leggibile del gruppo: il piano Flat parte da 35 euro trimestrali, cioè meno di 12 euro al mese, e porta fino a 100.000 iscritti con email illimitate. Chi invece spedisce meno di una newsletter al mese trova più conveniente il piano Premium a crediti, da 50 euro per 5.000 email, che non scadono con il mese. La pagina è VoxMail.

Mailchimp: il più conosciuto, e ormai il più stretto

Mailchimp invio email gratuite Il piano gratuito di Mailchimp è diventato il più piccolo della lista: 250 contatti e 500 email al mese, con un tetto di 250 al giorno. Se superi uno dei due, gli invii vengono messi in pausa finché non passi a un piano a pagamento. Molte guide in circolazione parlano ancora di 2.000 iscritti e 12.000 invii: sono i limiti di anni fa e non valgono più. Quello che Mailchimp continua a fare meglio degli altri è la parte di lettura dei risultati: chi ha aperto, chi no, quali link hanno ricevuto clic, e il rinvio della stessa campagna ai soli non aprenti con un pulsante. Se la tua lista è sotto i 250 contatti e ti interessa imparare a leggere le statistiche, è il posto giusto per cominciare; sopra quella soglia diventa il più caro del gruppo. Il servizio è su Mailchimp.

GetResponse: gratuito sì, ma con il marchio addosso

Getresponse invio email GetResponse apre l'account gratuito con 14 giorni in cui le funzioni avanzate sono tutte sbloccate — automazioni, segmentazione dinamica, webinar — senza chiedere una carta di credito. Passati i 14 giorni l'account resta attivo ma si restringe: alle email viene aggiunto il marchio GetResponse, le landing page si fermano a 1.000 visitatori unici al mese e i webinar a 10 partecipanti. Una precisazione onesta: il tetto di contatti del piano Free non è scritto sulla pagina prezzi ufficiale. Le guide riportano quasi tutte 500 contatti e 2.500 email al mese, ma è un numero che non siamo riusciti a confermare alla fonte, quindi va controllato al momento dell'iscrizione invece di essere dato per buono. Il primo piano a pagamento è Starter, 16 euro al mese, che scendono a 13,12 con il pagamento annuale, e da lì l'invio di email è illimitato.

4Dem: crediti, non contatti

4 dem 4Dem è una piattaforma italiana di email e SMS marketing, con editor drag and drop, landing page, moduli di raccolta contatti, flussi automatici e integrazioni con WordPress e PrestaShop. In 4Dem il modello di prezzo è diverso da tutti gli altri di questa pagina, ed è il motivo per cui va spiegato invece che elencato. 4Dem non conta i contatti, conta gli invii. I contatti in rubrica sono illimitati a qualunque livello, e quello che si compra sono crediti email. All'iscrizione vengono accreditati dei crediti in omaggio da consumare entro i primi mesi: non è un piano gratuito permanente come Brevo o MailAnt, è un saldo iniziale. Il primo piano a pagamento parte da circa 19 euro al mese con un pacchetto di invii molto ampio. Conviene quando la lista è grande e le spedizioni sono poche: in quel caso pagare per contatto, come fanno Mailchimp e GetResponse, è il modo più rapido per spendere molto senza spedire niente.

TinyLetter non esiste più

TinyLetter servizio chiuso Per anni TinyLetter è stato il consiglio automatico per chi voleva una newsletter senza imparare niente: si scriveva in una casella di testo e si spediva. Mailchimp lo ha chiuso il 29 febbraio 2024 e oggi tinyletter.com rimanda alla pagina prezzi di Mailchimp: gli account e gli archivi non sono più raggiungibili. Lo scriviamo perché quel nome compare ancora in decine di elenchi di "migliori servizi gratuiti", questa pagina compresa fino a oggi. Se stavi cercando quel tipo di semplicità, il sostituto più vicino nella lista qui sopra è MailAnt per l'assenza di limiti, o Brevo se ti serve un editor visuale.

Come si sceglie, in tre domande

  1. Quanti iscritti hai adesso? Sotto 250 vanno bene tutti. Sopra 1.000 restano in piedi Brevo, MailAnt e 4Dem.
  2. Quante volte scrivi al mese? Una volta: conta i contatti, quindi VoxMail o Mailchimp. Più di quattro: conta gli invii, quindi Brevo o 4Dem.
  3. Ti serve automazione? Le sequenze automatiche (benvenuto, carrello abbandonato, promemoria) sono la prima cosa che i piani gratuiti tolgono. Se ti servono davvero, il conto parte da 16-19 euro al mese e nessun piano free ti eviterà quella spesa.

Cosa guardare oltre al prezzo

  1. Recapito. È l'unica cosa che conta davvero: un'email che finisce in spam è come non averla mandata. Un servizio serio ti fa autenticare il dominio con SPF, DKIM e DMARC — se non te lo chiede, è un segnale negativo.
  2. Esportazione della lista. Controlla prima di iscriverti che si possano scaricare i contatti in CSV con un clic. La lista è tua, non della piattaforma.
  3. Statistiche per singolo link. Sapere quante email sono state aperte serve poco; sapere quale link è stato cliccato dice cosa interessa ai tuoi iscritti.
  4. Modelli responsive. La maggior parte delle newsletter viene letta da telefono: un modello che non si adatta dimezza le letture.
  5. Assistenza in italiano. Sulle piattaforme internazionali il supporto gratuito è quasi sempre in inglese e a tempo, quando c'è.
Se vuoi approfondire come si prepara una campagna prima ancora di scegliere la piattaforma, ti consigliamo il corso Corso di Email Marketing - Esempi pratici con Mailchimp, che parte dagli esempi e non dalla teoria. Se ti è piaciuta la guida I Migliori Servizi Gratuiti per Inviare Newsletter potrebbe anche interessarti:
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Tobia BorrataTobia Borrata15 gennaio 20254 min
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