da Bici
a partire da
80€
La soluzione si chiama spurgo ed è un'operazione che puoi fare da solo in pochi minuti, con l'attrezzo giusto. In questa guida ti spieghiamo come riconoscere il problema, farlo sparire nel modo corretto e capire quando invece lo spurgo non basta.
A ottobre accendi i termosifoni e scopri che non scaldano: qualcuno resta freddo in alto, qualcuno fa rumore di gorgoglio, altri si scaldano solo in basso. Nella maggior parte dei casi la colpa è dell'aria rimasta dentro l'impianto durante i mesi in cui è stato spento. La soluzione si chiama spurgo ed è un'operazione che puoi fare da solo in pochi minuti, con l'attrezzo giusto. In questa guida ti spieghiamo come riconoscere il problema, farlo sparire nel modo corretto e capire quando invece lo spurgo non basta.
Quando un termosifone non scalda, la causa più frequente è l'aria nell'impianto. Durante i mesi estivi l'acqua resta ferma, l'aria si accumula nella parte alta dei radiatori e quando riaccendi la caldaia il calore non riesce a circolare come dovrebbe. Il risultato è un radiatore freddo nella parte alta e caldo in basso, oppure un termosifone che non scalda affatto.
Ma non è l'unica causa possibile. Ecco le più comuni in ordine di frequenza:
Ci sono tre segnali chiari che indicano presenza d'aria nell'impianto:
Se noti questi segnali, prima di chiamare un tecnico vale la pena provare lo spurgo: nella maggior parte dei casi risolve da solo.
Lo spurgo è semplice, ma va fatto nell'ordine giusto per non sporcare e non sbagliare. Ecco la procedura corretta.
Per aprire la valvola di sfiato del radiatore serve una chiave per spurgo, detta anche chiave a quattro spigoli o sfiatatoio. Costa pochi euro e si trova in ferramenta o online (per esempio su ManoMano, Leroy Merlin o Amazon). In alternativa, se la valvola ha una vite a testa piatta, basta un cacciavite.
Puoi spurgare sia a caldo che a freddo, ma a impianto spento o appena tiepido è più semplice e sicuro perché l'acqua non è in pressione e non rischi di scottarti.
Si inizia dal radiatore più vicino alla caldaia e si prosegue verso i più lontani. In questo modo l'aria viene spinta in avanti e si evita di dover ripetere l'operazione.
Posiziona una vaschetta o un panno sotto la valvola di sfiato, perché uscirà un po' d'acqua insieme all'aria.
Inserisci la chiave nella valvola e ruota lentamente in senso antiorario. Sentirai un sibilo: è l'aria che esce. Tieni aperta la valvola finché non esce un flusso costante di acqua senza più aria, poi richiudi. Ripeti su tutti i termosifoni, sempre dal più vicino al più lontano dalla caldaia.
Dopo lo spurgo la pressione dell'impianto scende perché hai fatto uscire acqua. Rimetti a pressione attorno a 1-1,5 bar usando il rubinetto di carico della caldaia se è sotto il minimo.
Questa è la domanda che tutti si fanno. La risposta pratica: meglio a freddo, o comunque con l'impianto spento da un po'. A caldo l'acqua è in pressione e più calda: lo spurgo funziona ugualmente, ma aumenti il rischio di scottature. Se l'impianto è centralizzato e non puoi spegnerlo, spruga quando i termosifoni sono tiepidi.
Alcuni radiatori, soprattutto quelli vecchi in ghisa, non hanno la classica valvola sulla sommità. In questi casi lo sfiato si fa dal tappo laterale o dall'apposito sfiato sul collettore: se non ti senti sicuro, è uno dei casi in cui conviene un tecnico.
Negli edifici con riscaldamento centralizzato puoi comunque spurgare i termosifoni del tuo appartamento, ma non puoi regolare la pressione della caldaia condominiale. Se dopo lo spurgo i termosifoni continuano a non scaldare, il problema è dell'impianto centrale e va segnalato all'amministratore.
I termosifoni in ghisa trattengono più facilmente sia aria che fango. Se spurghi e l'acqua esce scura o con particelle, dentro il radiatore c'è del fango: in quel caso serve una pulizia dell'impianto, non un semplice spurgo.
Hai spurgato tutto correttamente ma il termosifone continua a non scaldare? Ecco la scaletta da seguire.
Se il radiatore ha una valvola termostatica, assicurati che sia aperta al massimo e funzioni: se è bloccata o difettosa, il radiatore non riceve acqua calda anche senza aria.
Anche dopo il rabbocco, se la pressione resta troppo bassa (sotto 1 bar) l'acqua non raggiunge i termosifoni lontani.
Se il problema dell'aria si ripresenta ogni inverno, la soluzione comoda è sostituire la valvola di sfiato manuale con una valvola di sfiato automatica: sfoga l'aria da sola. È un accessorio economico da trovare in ferramenta o nei negozi di bricolage.
Se fai da te, la spesa è minima: ti serve una chiave per spurgo che costa pochi euro. Se invece l'acqua esce sporca o il problema è più serio, può servire un detergente per pulire l'impianto o la sostituzione della valvola di sfiato.
Ci sono casi in cui il fai da te non basta e la scelta giusta è chiamare un idraulico o termotecnico:
Meglio a freddo o con l'impianto tiepido. A impianto freddo l'acqua non è in pressione, quindi è più sicuro e più pulito.
Di norma basta una volta all'anno, all'inizio della stagione di riscaldamento (settembre-ottobre). Se l'aria torna spesso, potrebbe esserci una perdita.
Si parte da quello più vicino alla caldaia e si prosegue verso i più lontani.
Deve uscire un flusso costante di acqua senza aria per qualche istante. La quantità dipende da quanta aria c'era.
Se non esce né aria né acqua, probabilmente la valvola è ostruita o la pressione dell'impianto è troppo bassa. Controlla la pressione (1-1,5 bar) e rabbocca se serve.
Se continua a non scaldare, il problema non è l'aria: può essere fango, una valvola termostatica bloccata o un problema di caldaia.
Indicazioni tecniche di carattere generale per la manutenzione ordinaria di un impianto di riscaldamento. Per interventi complessi, su impianti centralizzati o in caso di perdite, affidati sempre a un tecnico abilitato. La pressione di riferimento di un impianto domestico chiuso si aggira in genere attorno a 1-1,5 bar.
Fasce di prezzo reali dei deumidificatori per la casa, come scegliere la capacità in litri giusta per metratura, il co
Tobia Borrata6 settembre 20266 min
Tobia Borrata24 agosto 20268 min
I litri dichiarati sono misurati a 30°C e 80% di umidità: in casa la resa è più bassa. Come si sceglie, quanto costa t
Tobia Borrata2 agosto 20269 min