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Quanto Costa il Passaggio di Proprietà: 85,20 Euro Fissi più l'IPT

Il passaggio di proprietà costa 85,20 euro di spese fisse più l'IPT, che dipende dai kW dell'auto e dalla provincia di chi compra. Da 236 a oltre 650 euro.

Tobia Borrata
Tobia Borrata
18 agosto 2026 8 min 9 letture

Il passaggio di proprietà di un'auto costa 85,20 euro di spese fisse, uguali per tutti in tutta Italia, più l'Imposta Provinciale di Trascrizione, che invece cambia da provincia a provincia e in base alla potenza del veicolo.

Il totale realistico va da circa 236 euro per un'utilitaria fino a 53 kW in una provincia senza maggiorazione a oltre 650 euro per una vettura oltre 130 kW dove la maggiorazione è applicata per intero.

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Il dettaglio che sposta il conto e che quasi nessuno mette in evidenza è questo: l'IPT si calcola sulla provincia di residenza di chi compra, non di chi vende. Due acquirenti che comprano la stessa auto dallo stesso venditore pagano cifre diverse.

Secondo il tariffario ACI le spese fisse sono uguali in tutta Italia. È la sola imposta provinciale a muoversi, e si muove parecchio: fino al 30 per cento in più a seconda della Provincia.

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Qui trovi la scomposizione voce per voce, come si calcola l'IPT, dove conviene fare la pratica fra Sportello Telematico dell'Automobilista, delegazione ACI e Comune, e cosa si rischia a non registrarla.

Quali sono le spese fisse del passaggio di proprietà?

Le spese fisse del passaggio di proprietà ammontano a 85,20 euro. Non cambiano mai. Non dipendono dalla provincia, né dalla potenza del veicolo, né dal valore dell'auto.

Sono quattro voci, e secondo il tariffario ACI vanno a tre destinatari diversi. Conviene conoscerle: sono il metro con cui si legge qualunque preventivo.

Voce Importo A chi va
Emolumenti ACI 27,00 € ACI
Imposta di bollo per l'istanza unificata 32,00 € Erario
Imposta di bollo per il Documento Unico 16,00 € Erario
Diritti della Motorizzazione 10,20 € Motorizzazione
Totale fisso 85,20 €

A queste può aggiungersi un'ulteriore imposta di bollo da 16,00 euro per l'autentica dell'atto, quando l'atto viene redatto in forma digitale presso uno Sportello Telematico dell'Automobilista.

Tutto ciò che compare in un preventivo di agenzia oltre queste voci e oltre l'IPT è il compenso dell'agenzia. È perfettamente legittimo, ma è bene sapere dove passa il confine fra tributo e servizio, perché il compenso si può confrontare e il tributo no.

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Come si calcola l'IPT sul passaggio di proprietà?

L'IPT è la voce variabile, ed è quella che decide se spenderai 236 euro o 650. Si muove su due assi che vanno considerati insieme.

Il primo asse è la potenza del veicolo in kW. Esiste un importo base che copre i veicoli fino a 53 kW, e sopra quella soglia l'imposta cresce in proporzione ai kW eccedenti. È il motivo per cui il passaggio di una Panda e quello di una berlina diesel non sono paragonabili nemmeno alla lontana.

Il secondo asse è la provincia di residenza dell'acquirente. Ogni Provincia può applicare una maggiorazione fino al 30% sull'importo base stabilito a livello nazionale. Alcune la applicano per intero, altre in parte, altre non la applicano affatto.

Da qui nasce la forbice: la stessa identica auto può costare oltre duecento euro di differenza solo cambiando la provincia in cui risiede chi la compra. Se stai comprando e hai la residenza in una provincia con maggiorazione piena, quel dato pesa sul prezzo finale quanto il chilometraggio. Va chiesto prima di trattare, non scoperto allo sportello.

Dove conviene fare il passaggio di proprietà?

Le strade praticabili sono due, e la differenza è quanto tempo vuoi dedicarci.

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Sportello Telematico dell'Automobilista, agenzia di pratiche auto o delegazione ACI. Fanno tutto in un passaggio solo: autentica della firma, versamenti, aggiornamento dell'archivio nazionale e rilascio del Documento Unico. Costano le spese fisse più l'IPT più il loro compenso, e in cambio la pratica si chiude in giornata.

Comune. Il Comune può autenticare la firma del venditore sull'atto di vendita, in genere a costo molto contenuto o con la sola imposta di bollo. Attenzione però a un punto che genera parecchi guai: l'autentica non è il passaggio di proprietà. Dopo l'autentica la pratica va comunque registrata, e la registrazione ha i suoi versamenti e i suoi termini.

In pratica, il fai da te fa risparmiare il compenso dell'agenzia e costa due passaggi in più e qualche ora. Su un'auto da mille euro la differenza si sente; su una vettura da diecimila incide meno del prezzo di uno pneumatico.

Cosa succede se il passaggio di proprietà non viene fatto?

Questa è la parte che costa molto più degli 85,20 euro, ed è la ragione per cui la pratica non va rimandata.

Finché il passaggio non è registrato, davanti alla legge il proprietario del veicolo resta chi ha venduto. Le conseguenze sono tre e sono tutte concrete:

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  • Le multe arrivano a chi ha venduto, e vanno contestate a posteriori con l'atto di vendita alla mano. Nel frattempo i punti della patente rischiano di essere decurtati a lui.
  • Il bollo resta dovuto da chi risulta proprietario nell'archivio, con sanzioni e interessi che maturano in silenzio per anni.
  • In caso di sinistro la posizione di chi ha venduto è tutt'altro che comoda, anche se l'auto era stata consegnata mesi prima.

Per chi vende la regola è una sola: non si consegna l'auto prima che l'atto sia autenticato. Secondo il Codice della Strada la responsabilità segue l'intestazione al PRA, non la disponibilità materiale del mezzo, ed è il motivo per cui una stretta di mano non protegge nessuno.

La sequenza corretta è in tre passi. Primo, si firma l'atto di vendita davanti al pubblico ufficiale, che sia un funzionario del Comune, una delegazione ACI o uno Sportello Telematico dell'Automobilista. Secondo, si consegnano le chiavi. Terzo, si conserva copia dell'atto autenticato, perché è il documento con cui si contestano eventuali multe arrivate nel frattempo.

Cosa serve per fare il passaggio di proprietà?

Serve una manciata di documenti, e sono sempre gli stessi. Ecco l'elenco completo:

  • Certificato di proprietà o Documento Unico del veicolo.
  • Carta di circolazione.
  • Documento d'identità e codice fiscale di venditore e acquirente.
  • Atto di vendita con la firma del venditore autenticata.
  • Per l'acquirente, la residenza aggiornata, perché è quella che determina l'IPT.

Due verifiche vanno fatte prima di versare una caparra, non dopo. Primo: se l'auto è intestata a più persone servono le firme di tutte, e basta un cointestatario irreperibile per bloccare tutto. Secondo: se il veicolo è oggetto di leasing o ha un'ipoteca iscritta al PRA, il passaggio non si può fare finché quella posizione non è chiusa.

La visura al PRA costa poche decine di euro e chiarisce entrambi i punti in una volta. Su un usato comprato da privato è il controllo che evita il problema più antipatico di tutti.

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Quali sono le altre spese di un'auto usata?

Il passaggio di proprietà è la prima spesa di un usato, non l'unica. Le altre arrivano tutte nei primi mesi, e conviene averle in mente mentre si tratta il prezzo invece che scoprirle dopo:

Chi mette mano da sé alla manutenzione del primo periodo può abbattere una parte di quel conto comprando i ricambi online invece che dal meccanico: su Autodoc si cerca per targa e si confrontano le marche. Un usato con la cinghia da fare e la revisione in scadenza vale, in spese immediate, diverse centinaia di euro in meno di quanto chiede il venditore. Per esempio: cinghia più revisione più passaggio su una berlina superano facilmente gli ottocento euro. È una leva di trattativa, non un imprevisto, e va usata prima di stringere la mano.

Quali sono le domande frequenti sul passaggio di proprietà?

Quanto costa il passaggio di proprietà di un'auto?

Le spese fisse sono 85,20 euro: 27,00 di emolumenti ACI, 32,00 di imposta di bollo per l'istanza unificata, 16,00 di imposta di bollo per il Documento Unico e 10,20 di diritti della Motorizzazione. A queste si aggiunge l'IPT, variabile. Il totale indicativo va da circa 236 a oltre 650 euro.

Da cosa dipende l'importo dell'IPT?

Dalla potenza del veicolo in kW e dalla provincia di residenza dell'acquirente, che può applicare una maggiorazione fino al 30% sull'importo base.

L'IPT si calcola sulla provincia di chi vende o di chi compra?

Di chi compra. È la residenza dell'acquirente a determinare l'importo dovuto.

Chi paga il passaggio di proprietà?

Per prassi lo paga l'acquirente, ma non è un obbligo di legge: è una voce negoziabile nel prezzo, e sulle auto di basso valore capita che venga divisa fra le parti.

Cosa succede se il passaggio di proprietà non viene fatto?

Davanti alla legge il proprietario resta chi ha venduto: multe e bollo continuano ad arrivare a lui, con sanzioni e interessi che maturano nel tempo.

Si può fare il passaggio di proprietà al Comune?

Il Comune può autenticare la firma del venditore sull'atto di vendita, di norma a costo contenuto. L'autentica però non coincide con il passaggio: la pratica va poi registrata, con i suoi versamenti e i suoi termini.

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