Un pacco in giacenza è una spedizione che il corriere non è riuscito a consegnare e che resta in un deposito finché il destinatario non la sblocca. Non è perso e non è respinto: è in pausa, con una scadenza oltre la quale torna al mittente.
Tre cose da sapere subito:
- La giacenza nasce quasi sempre da un tentativo di consegna fallito, non da un errore di indirizzo.
- La durata la decide il contratto fra corriere e mittente. Secondo le sue pagine di assistenza Poste Italiane concede 10 giorni lavorativi ed è l’unico grande operatore a pubblicare il termine: BRT non lo indica e su GLS le fonti non ufficiali si contraddicono.
- Finché la giacenza è aperta il pacco si sblocca dal tracking, senza passare dal servizio clienti.
Cosa significa che un pacco è in giacenza?
Un pacco in giacenza è un collo che il corriere ha preso in carico ma non è riuscito a consegnare, e che ha depositato in una sede in attesa di istruzioni. Lo stato compare nel tracking come “in giacenza”, “in giacenza presso filiale” o “spedizione non consegnata”, e sostituisce la voce che indicava la consegna in corso.
Le cause più frequenti sono quattro, e nessuna dipende da un problema del pacco:
- Il destinatario era assente al momento del passaggio del corriere.
- L’indirizzo è incompleto o il campanello non riporta il nome indicato sulla spedizione.
- L’accesso era impedito, per esempio in un condominio chiuso o in un ufficio fuori orario.
- Mancava il pagamento dovuto alla consegna, nel caso del contrassegno.
La differenza rispetto a un pacco smarrito è netta: quello in giacenza ha una posizione nota e un deposito che lo custodisce, quello smarrito non risulta nel sistema del corriere. Poste Italiane tratta i due casi con procedure separate, e solo il secondo apre una richiesta di ricerca. Lo stato di giacenza è quindi una buona notizia, per quanto scomoda.
Quanto tempo resta un pacco in giacenza?
La giacenza dura 10 giorni lavorativi, sabato incluso sui servizi Poste Delivery Standard ed Express, contati dal giorno lavorativo successivo all’avviso di mancata consegna. Lo dichiarano le pagine di assistenza di Poste Italiane, che è l’unico grande operatore a pubblicare il proprio termine.
Sempre secondo Poste Italiane, le spedizioni internazionali seguono regole diverse.
- Poste Delivery International Express: da 3 a 10 giorni di giacenza gratuita.
- Poste Delivery International Standard: da 15 giorni a un mese, prorogabili fino a due mesi secondo la legge del paese di destinazione.
Su BRT e GLS il quadro cambia, ed è il punto in cui quasi tutte le guide in circolazione danno un numero non verificabile. La pagina di assistenza di BRT dedicata alla giacenza spiega cosa fare ma non indica alcun numero di giorni, e le fonti non ufficiali attribuiscono a GLS termini che vanno da 7 a 15 giorni a seconda di chi scrive.
Il motivo è che la durata è una condizione dell’accordo fra il corriere e chi spedisce. Ne segue una regola pratica: il termine valido è quello sull’avviso di giacenza o nel tracking della tua spedizione, non quello di una guida generica. Chi non trova l’avviso lo chiede al mittente. Per parlare con un operatore SDA, che gestisce buona parte delle consegne Amazon, c’è la guida su come contattare SDA.
Come si sblocca un pacco in giacenza?
Lo svincolo è l’operazione con cui si sblocca un pacco in giacenza, e si fa dal tracking della spedizione. È la via più rapida perché non passa da un operatore: sui portali di Poste Italiane, BRT e GLS basta il numero di spedizione riportato sull’avviso.
Le opzioni che di solito vengono proposte sono tre:
- Nuovo tentativo di consegna allo stesso indirizzo, scegliendo se possibile una fascia oraria in cui c’è qualcuno.
- Ritiro in filiale, andando di persona al deposito indicato con un documento e il numero di spedizione.
- Consegna a un indirizzo diverso, per esempio l’ufficio o un punto di ritiro, quando il corriere lo consente.
Se il tracking non offre lo svincolo, la strada corretta non è il servizio clienti del corriere ma il venditore da cui hai comprato. Il contratto di trasporto è fra lui e il corriere, non fra te e il corriere: un negozio può disporre una riconsegna che a te verrebbe rifiutata, e in caso di ritorno al mittente è comunque lui a doverti rimborsare.
Chi paga i costi di una giacenza?
I costi della giacenza li paga il mittente, non chi aspetta il pacco. Il motivo è contrattuale: il trasporto è un accordo fra chi spedisce e il corriere, e il destinatario di un acquisto online non ne è parte.
Le tre situazioni possibili sono queste.
- Poste Delivery Standard ed Express: secondo le pagine di assistenza di Poste Italiane la giacenza non ha costi aggiuntivi, e la restituzione al mittente è gratuita.
- Corrieri come BRT, GLS o DHL su contratti commerciali: può essere previsto un costo di deposito giornaliero oltre una franchigia. L’addebito va a chi ha spedito.
- Spedizione fatta da privato: qui mittente e pagante coincidono, quindi costi di giacenza e di ritorno ricadono su chi ha spedito. Tariffe e formati stanno nella guida su come spedire un pacco alle Poste.
Se un venditore ti chiede il rimborso dei costi di giacenza o di riconsegna, la richiesta va letta nelle sue condizioni di vendita. Devono essere state accettate al momento dell’ordine, e una clausola comparsa dopo non vale.
Cosa succede se il pacco non viene ritirato?
Un pacco non ritirato entro il termine viene restituito al mittente, e il tracking passa a uno stato di reso o di rientro. Poste Italiane indica la restituzione come esito ordinario della giacenza scaduta, gratuita sui servizi Delivery Standard ed Express.
Per chi ha comprato online cambiano tre cose.
- Il collo esce dalla tua disponibilità: per riaverlo serve un accordo con il venditore per una nuova spedizione, di norma a spese di chi la chiede.
- Il diritto di recesso di 14 giorni previsto per i contratti a distanza non si perde. Il venditore che riceve la merce di ritorno deve rimborsare, ma i tempi partono da quando registra il rientro.
- Chi ha pagato in contrassegno non ha anticipato nulla e non subisce esborsi.
Conviene avvisare comunque il negozio. Un ordine risultato non consegnato lascia traccia sull’account, e alcuni venditori negano il contrassegno a chi ha già lasciato scadere una giacenza.
Domande frequenti
Quanto dura la giacenza di un pacco Poste Italiane?
Dura 10 giorni lavorativi, sabato incluso, per Poste Delivery Standard ed Express, contati dal giorno lavorativo successivo all’avviso di mancata consegna. Al termine il pacco torna al mittente senza costi aggiuntivi. Per le spedizioni internazionali i termini cambiano e vanno da 3 giorni a due mesi a seconda del servizio e del paese.
Quanto dura la giacenza con BRT o GLS?
La durata della giacenza su BRT e GLS non è un dato pubblicato. La pagina di assistenza di BRT dedicata alla giacenza spiega la procedura ma non indica giorni, e le durate attribuite a GLS dalle fonti non ufficiali variano da 7 a 15 giorni a seconda di chi scrive. Il termine è fissato dall’accordo commerciale fra corriere e mittente, a differenza di Poste Italiane che pubblica i suoi 10 giorni lavorativi. Il numero da seguire resta quindi quello sull’avviso o nel tracking della singola spedizione.
Un pacco in giacenza è un pacco perso?
Un pacco in giacenza non è un pacco perso: si trova in un deposito noto, tracciato dal corriere e indicato nell’avviso. Un pacco smarrito, al contrario, non risulta localizzabile nel sistema di Poste Italiane, BRT o GLS, e apre una procedura di ricerca a carico del mittente. La giacenza è invece uno stato temporaneo con una scadenza, e finché resta aperta la spedizione si può ancora svincolare dal tracking.
Chi paga i costi della giacenza per un acquisto online?
I costi della giacenza li paga il mittente, non il destinatario, perché il contratto di trasporto è fra il venditore e il corriere. Sui servizi Poste Delivery Standard ed Express, secondo le pagine di assistenza di Poste Italiane, la giacenza è comunque gratuita e la restituzione al mittente non comporta costi. Su BRT, GLS e DHL i contratti commerciali possono prevedere un deposito a pagamento, addebitato sempre a chi ha spedito.
Posso far consegnare il pacco a un altro indirizzo?
La consegna a un indirizzo diverso è possibile su molti servizi. Si richiede al momento dello svincolo, dal tracking della spedizione. La disponibilità però cambia da corriere a corriere: Poste Italiane, BRT e GLS gestiscono la redirezione in modo diverso. Alcuni servizi consentono solo un nuovo tentativo allo stesso indirizzo, oppure il ritiro in filiale. Quando l’opzione non compare, conviene scrivere al venditore. È lui la controparte contrattuale del corriere, e può ottenere modifiche che a te verrebbero rifiutate.
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