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Quanto consuma un frigorifero: 137-214 kWh l'anno per un modello recente, 43-68 euro a 31,63 centesimi al kWh; un frigorifero vecchio arriva a 400 kWh. La differenza fra watt e kWh, la tabella al giorno e al mese, come leggere l'etichetta A-G, quando conviene cambiarlo, come misurare il consumo vero con un contatore da presa, 4 frigoriferi economici a basso consumo e i 5 negozi dove comprarli.
Un frigorifero recente, di quelli che si comprano oggi fra 230 e 260 euro, consuma fra 137 e 214 kWh l'anno: sono 0,38-0,59 kWh al giorno, cioè fra 43 e 68 euro l'anno al prezzo di riferimento ARERA del terzo trimestre 2026 (31,63 centesimi al kWh, tasse incluse). Un frigorifero di 15-20 anni può arrivare a 350-400 kWh, e a quel punto la differenza in bolletta ripaga il modello nuovo in 4 anni. Sono i numeri di partenza; il resto della guida dice da dove escono, come si leggono sull'etichetta e come si misura il consumo vero con un contatore da presa.
Il frigorifero è l'unico elettrodomestico acceso 24 ore su 24 per 365 giorni: per questo pesa in bolletta più di quanto dica la sua potenza, che è bassa. La lavatrice ha un ciclo che si sceglie, il forno si accende un'ora; il frigorifero no. Chi ha già letto quanto consuma una lavatrice ritrova qui lo stesso metodo: si parte dal dato dell'etichetta, si passa al giorno e al mese, si chiude col prezzo del kWh.

Sulla targhetta dietro al frigorifero c'è un numero in watt, in genere fra 80 e 150 W. È la potenza che il compressore assorbe mentre gira, non il consumo: dice quanto "tira" l'apparecchio in un istante, non quanta energia usa in un giorno. Per il costo serve l'energia, che si misura in chilowattora (kWh): potenza per tempo di funzionamento. Un compressore da 120 W che lavora 8 ore su 24 consuma 120 × 8 = 960 Wh, cioè 0,96 kWh al giorno.
Il compressore non gira sempre. Parte quando la temperatura interna sale oltre la soglia impostata e si ferma quando è tornata a posto; in un frigorifero sano lavora per una frazione della giornata, di più in estate e ogni volta che si apre la porta o si mette dentro qualcosa di caldo. È la ragione per cui due frigoriferi con la stessa targhetta possono consumare in modo diverso: conta quante ore al giorno il compressore sta acceso, e quello dipende da quanto è isolato il mobile, da dove sta e da come lo si usa.
Da qui l'errore che si legge su molte pagine, comprese alcune di produttori: "un frigorifero consuma 1-2 kW al giorno". Il kW è una potenza, non una quantità di energia, e "al giorno" non ha senso appiccicato a una potenza. Se qualcuno intende 1-2 kWh al giorno, sono 365-730 kWh l'anno: il triplo di un modello recente. Quando un numero non torna con quelli dell'etichetta, l'unità di misura è il primo posto dove guardare.
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Il dato da cui partire è il consumo annuo scritto sull'etichetta energetica, in kWh/annum. Diviso per 365 dà il consumo al giorno, diviso per 12 quello al mese. Per il costo la tabella usa 31,63 centesimi al kWh, il prezzo di riferimento fissato da ARERA per i clienti in maggior tutela nel terzo trimestre 2026, tasse comprese; chi è sul mercato libero legge il proprio prezzo in bolletta e rifà la moltiplicazione, il metodo non cambia.
| Consumo annuo (etichetta) | Al giorno | Al mese | Costo l'anno a 31,63 c€/kWh |
|---|---|---|---|
| 100 kWh | 0,27 kWh | 8,3 kWh | 31,63 € |
| 137 kWh | 0,38 kWh | 11,4 kWh | 43,33 € |
| 172 kWh | 0,47 kWh | 14,3 kWh | 54,40 € |
| 214 kWh | 0,59 kWh | 17,8 kWh | 67,69 € |
| 250 kWh | 0,68 kWh | 20,8 kWh | 79,08 € |
| 300 kWh | 0,82 kWh | 25,0 kWh | 94,89 € |
| 400 kWh | 1,10 kWh | 33,3 kWh | 126,52 € |
Le righe da 137, 172 e 214 kWh non sono inventate: sono i consumi dichiarati di tre frigoriferi in vendita a settembre 2026 fra 229 e 257 euro, che trovi più sotto con la scheda. La riga da 400 è una stima di quello che fa un frigorifero da 300 litri di 15-20 anni, con le guarnizioni indurite e il compressore che non stacca quasi più: non c'è un'etichetta da leggere, si misura con un contatore da presa (ne parliamo fra poco). In un mese un frigorifero recente costa quindi fra 3,60 e 5,60 euro; uno vecchio più di 10.
Dal 1° marzo 2021 l'etichetta dei frigoriferi va dalla A alla G, senza più le classi con il "+": un modello che era A+++ sulla scala vecchia oggi sta in genere in C o D, e un A+ è finito in F. Il numero che conta è quello al centro, i kWh/annum, misurato in laboratorio con la norma EN 62552 a temperature ambiente fissate e con un numero standard di aperture della porta. È un valore di confronto fra modelli, non una promessa: in una cucina a 30 gradi d'estate, o con la porta aperta 40 volte al giorno, il consumo reale sta sopra.
La lettera è relativa al volume, non assoluta. Due frigoriferi in classe E possono consumare 172 e 189 kWh l'anno, e il secondo può essere il più piccolo dei due: succede con i modelli qui sotto, dove un doppia porta da 206 litri in E dichiara 172 kWh e un combinato da 157 litri, sempre in E, ne dichiara 189, perché il congelatore in basso pesa di più. Per questo si confronta il numero, mai la lettera da sola. Nella fascia fra 200 e 300 euro i modelli stanno in classe E o F; la D si trova da 250 euro in su; la A e la B esistono, ma su modelli grandi e in un'altra fascia di prezzo.
Sull'etichetta c'è anche il volume del congelatore con le stelle: 4 stelle vuol dire che scende a -18 °C e può congelare cibo fresco, non solo conservarlo. Se ti interessa quello che succede al cibo lì dentro, la differenza fra congelato e surgelato sta in un altro articolo. Ai fini del consumo basta sapere che ogni litro di congelatore costa più di un litro di frigorifero, perché la differenza di temperatura con la cucina è di 40 gradi invece di 20.
Un frigorifero comprato fra il 2005 e il 2010 in classe A della scala vecchia dichiarava, da nuovo, 300-350 kWh l'anno per 300 litri; uno in classe B o senza etichetta anche di più. Con gli anni il consumo sale: la guarnizione della porta si indurisce e lascia entrare aria calda, il gas del circuito può calare, la brina sulle pareti del congelatore fa da isolante al contrario e il compressore lavora più a lungo. Non c'è un'etichetta che dica quanto consuma oggi: si misura.
Il conto per decidere è corto. Se il vecchio fa 350 kWh e il nuovo ne fa 172, la differenza è 178 kWh, cioè 56,30 euro l'anno a 31,63 centesimi. Un doppia porta nuovo da 229 euro si ripaga in 4 anni e da lì in poi sono soldi che restano in tasca; se il vecchio è arrivato a 400 kWh e il nuovo scelto sta in classe D a 137 kWh, la differenza è 83 euro l'anno e il rientro scende a 3. Il conto non torna solo se il vecchio è già sotto i 250 kWh: a quel punto si tiene, e si lavora sulle 7 cose dell'elenco più sotto.
I segnali che il frigorifero vecchio sta consumando troppo si vedono senza strumenti: il compressore che non si ferma mai (se lo senti girare per ore di seguito, non è normale), la parete posteriore molto calda al tatto, brina spessa più di 3 millimetri nel congelatore dopo poche settimane, la porta che non trattiene un foglio di carta infilato nella guarnizione. Se il compressore non stacca ma il frigorifero non raffredda, prima di comprarne uno nuovo leggi quando conviene chiamare l'assistenza: una guarnizione o un termostato costano una frazione dell'apparecchio.
A parità di classe, consuma di più chi ha più litri e più congelatore. Il doppia porta (congelatore sopra, piccolo) è la tipologia che consuma meno in assoluto: i due modelli da 206 litri più sotto dichiarano 137 e 172 kWh. Il combinato (congelatore sotto, più grande) parte da 189 kWh per 157 litri e sta fra 210 e 250 kWh per i modelli da 260-340 litri in classe E; in classe D scende sotto i 200. Il monoporta senza congelatore è il più sobrio di tutti, ma serve solo a chi ha un congelatore a parte.
Il side by side e il frigorifero americano sono un'altra categoria: 500-600 litri, due compressori o un no frost con ventola che gira spesso, a volte il dispenser dell'acqua e del ghiaccio. In classe E o F superano in genere i 300 kWh l'anno, cioè 95 euro e oltre. Il no frost in sé costa qualcosa in più di un congelatore statico, perché la ventola e la resistenza di sbrinamento consumano; in cambio non si forma la brina che, nel giro di mesi, fa consumare di più uno statico mai sbrinato. Su un combinato di taglia normale la differenza fra le due tecnologie vale meno della differenza fra una classe e l'altra.
L'unico modo di sapere quanto consuma il tuo frigorifero, e non quello del laboratorio, è un misuratore di consumo da presa: si infila fra la presa a muro e la spina, mostra i watt istantanei e accumula i kWh. Costa fra 10 e 25 euro; un modello con 421 recensioni e schermo leggibile è il KETOTEK misuratore di consumi elettrici 16 A, ma qualunque contatore da presa con la funzione kWh va bene. Va lasciato almeno 7 giorni, meglio 14, perché il compressore lavora a cicli e una lettura di poche ore dice solo se in quel momento girava o no.
Il conto finale: kWh letti diviso i giorni di misura, per 365. Se in 7 giorni il contatore segna 3,5 kWh, il frigorifero fa 0,5 kWh al giorno e 182 kWh l'anno, in linea con l'etichetta. Un frigorifero recente da 200-300 litri dovrebbe stare fra 0,35 e 0,7 kWh al giorno; oltre 1 kWh al giorno c'è qualcosa che non va, e in ordine di probabilità sono la guarnizione, la posizione (accanto al forno, contro il muro, al sole) o il termostato regolato troppo freddo. Sopra 1,5 kWh al giorno per un frigorifero di taglia normale conviene la sostituzione, perché è la fascia dei 500 kWh l'anno.
1. La temperatura giusta. Frigorifero a 4 °C e congelatore a -18 °C: sono i valori per cui il cibo si conserva e i produttori tarano il consumo dichiarato. Ogni grado in meno fa lavorare di più il compressore senza che il latte duri di più. Un termometro da frigorifero da 3 euro dice se la manopola su "3" corrisponde davvero a 4 gradi. 2. Lo spazio dietro. Il calore tolto dall'interno esce dal condensatore, la griglia posteriore: servono 5-10 centimetri liberi dal muro e la griglia va spolverata 1-2 volte l'anno. Un frigorifero incastrato che non riesce a smaltire il calore gira di più.
3. La posizione in cucina. Accanto al forno, alla lavastoviglie o sotto una finestra al sole, la parete del frigorifero riceve calore che poi deve buttare fuori. Non sempre si può spostare, ma se si sta progettando la cucina è il momento di pensarci. 4. La brina. Nei congelatori statici va tolta quando supera i 3-5 millimetri: fa da coperta sulle pareti e il freddo fatica a passare. I no frost non ne hanno bisogno. 5. Niente cibo caldo. Una pentola di sugo appena fatto costringe il compressore a smaltire tutto quel calore: si lascia raffreddare fuori e si copre, così non porta nemmeno umidità che diventa brina.
6. La guarnizione. Il test è un foglio di carta chiuso nella porta: se scivola via senza resistenza, in quel punto entra aria. Le guarnizioni si puliscono con acqua tiepida e si cambiano quando sono crepate; costano 20-50 euro e si montano in casa. 7. Pieno, ma con aria che gira. Un frigorifero pieno tiene la temperatura meglio di uno vuoto, perché il cibo freddo fa da massa; uno stipato fino a bloccare l'aria fra i ripiani, no. E la porta: aperta il tempo di prendere quello che serve, non per decidere cosa mangiare.
I quattro modelli qui sotto stanno sotto i 260 euro e hanno il consumo annuo dichiarato leggibile sulla pagina del negozio; i prezzi sono quelli letti il 14 settembre 2026 e cambiano, la scheda porta alla pagina del prodotto dove c'è quello di oggi. Il criterio è stato il costo totale: prezzo di acquisto più consumo negli anni, non il prezzo più basso da solo. Sono tutti a libera installazione; chi ha bisogno di un incasso o di più litri trova la guida su come scegliere il miglior frigorifero.
Electroline FDATME209WH, doppia porta 206 litri, classe D, 137 kWh l'anno: 249,90 euro da Unieuro. È il consumo più basso del gruppo e l'unico in classe D sotto i 250 euro: 43,33 euro l'anno di corrente. 169 litri di frigorifero e 37 di congelatore in 143 centimetri di altezza e 55 di larghezza, quindi entra anche dove un combinato non ci sta. Marchio proprio di Unieuro, il che spiega il prezzo per quella classe.
Beko RDSO206K40WN, doppia porta 206 litri, classe E, 172 kWh l'anno: 229,00 euro da Euronics. Stessi litri dell'Electroline e 21 euro in meno, ma 35 kWh in più l'anno, cioè 11 euro: dopo 2 anni i due si pareggiano e da lì il Beko costa di più. Vale la scelta se il budget è fisso a 230 euro o se il frigorifero va in una seconda casa dove sta acceso pochi mesi.
Candy CCG1L314EW, combinato 157 litri, classe E, 189 kWh l'anno: 239,00 euro da MediaWorld. Il combinato più compatto: 144 centimetri di altezza per 47 di larghezza, 39 decibel, congelatore in basso. Consuma più dei due doppia porta pur essendo più piccolo, per via del congelatore più grande: 59,78 euro l'anno. Per un monolocale o un ufficio dove servono i cassetti del congelatore in uno spazio da 50 centimetri.
Candy CCG3L517ES City Combi, combinato 262 litri, classe E, 214 kWh l'anno: 256,99 euro da Yeppon. Il più grande dei quattro, 176 centimetri, con compressore inverter e sistema Low Frost che riduce la brina nel congelatore. 67,69 euro l'anno di corrente; è il modello per una famiglia di 3-4 persone che vuole spendere meno di 260 euro, e i 214 kWh sono un valore normale per questa taglia in classe E.
Messi in fila, la differenza fra il primo e l'ultimo è 77 kWh l'anno, 24 euro: in 10 anni di vita, 240 euro, quasi il prezzo di un frigorifero. È il motivo per cui la classe D vale i 20 euro in più quando i litri bastano; e il motivo per cui, su un frigorifero grande, conviene leggere il numero sull'etichetta prima del prezzo.
I 5 negozi qui sotto hanno tutti la classe energetica fra i filtri della categoria frigoriferi e mostrano il consumo annuo nella scheda del prodotto: è il requisito che li ha fatti entrare in questa lista, perché senza quel dato il confronto di questa guida non si può fare. Il primo è un comparatore, gli altri quattro sono catene con consegna e ritiro dell'usato.
PrezziDigitali è un comparatore italiano di prezzi di elettronica ed elettrodomestici: raccoglie i listini di più negozi online e li mette in fila per lo stesso modello, con il prezzo aggiornato e il link al negozio che lo vende. Per un frigorifero, dove lo stesso codice può costare 40-60 euro di differenza fra una catena e l'altra, è il posto dove guardare prima di aprire i siti uno a uno.
Nella categoria frigoriferi di PrezziDigitali si cerca per codice modello, ad esempio "RDSO206K40WN", e si vede in una schermata chi lo ha e a quanto. Non vende niente: il carrello si fa sul negozio scelto. Serve a scegliere il negozio, non il frigorifero.
Unieuro è una delle catene di elettronica con più punti vendita in Italia, e il sito è la vetrina di quel magazzino: la categoria frigoriferi si filtra per tipologia, classe energetica, altezza e larghezza, i quattro parametri che servono davvero. Nella scheda del prodotto il consumo annuo in kWh sta fra le specifiche, con la classe in evidenza accanto al prezzo. È il negozio dell'Electroline in classe D di questa guida: marchio proprio, quindi si trova solo lì.
Nella sezione frigoriferi di Unieuro conviene ordinare per prezzo crescente dopo aver messo il filtro sulla classe D: escono i modelli dove il rapporto fra prezzo e consumo è migliore. Il ritiro del vecchio (RAEE) si aggiunge come servizio al momento dell'ordine.
Euronics è un gruppo di negozi indipendenti con un sito unico, e questo si vede nei prezzi: sullo stesso modello capita di trovare l'offerta più bassa del giorno, perché ogni socio spinge il proprio magazzino. Il Beko da 229 euro di questa guida viene da lì. La scheda prodotto riporta la classe e il consumo annuo, e nella categoria si filtra per classe energetica e capacità.
Nella categoria frigoriferi di Euronics vale la pena controllare la disponibilità nel negozio vicino: sui grandi elettrodomestici il ritiro in punto vendita evita i 49 euro della consegna al piano, e il socio locale a volte ha un prezzo diverso da quello online.
MediaWorld è la catena del gruppo MediaMarkt e ha una categoria frigoriferi con i filtri per classe energetica, rumorosità in decibel e tipo di sbrinamento. La scheda del prodotto mostra il consumo in kWh l'anno accanto alla classe, ed è dove abbiamo letto i 189 kWh del Candy compatto.
Nella categoria frigoriferi di MediaWorld il filtro sui decibel è utile a chi ha il frigorifero in soggiorno, e il ritiro in negozio è gratuito, mentre consegna e ritiro dell'usato si aggiungono nel carrello. Le offerte a tempo cambiano ogni settimana: il prezzo di un modello si ricontrolla il giorno dell'acquisto.
Yeppon è un negozio online italiano di elettronica ed elettrodomestici, senza punti vendita, con un listino che spesso batte le catene sui modelli di fascia bassa: il Candy combinato da 262 litri a 256,99 euro viene da lì. La scheda prodotto è essenziale ma riporta classe, consumo annuo e dimensioni; è meglio incrociare il codice modello con il sito del produttore per le specifiche complete.
Nella collezione frigoriferi di Yeppon si ordina per prezzo e si guarda la classe nel titolo del prodotto. Prima di ordinare conviene leggere tempi e costi di consegna al piano, che su un frigorifero da 176 centimetri non sono un dettaglio.
Un frigorifero recente da 137-214 kWh l'anno costa fra 12 e 19 centesimi al giorno a 31,63 centesimi al kWh, il prezzo di riferimento ARERA del terzo trimestre 2026. Uno vecchio da 400 kWh arriva a 35 centesimi al giorno.
Fra 80 e 150 W mentre il compressore gira, con una punta più alta per 1-2 secondi allo spunto. Il compressore però lavora solo una parte della giornata, quindi la potenza sulla targhetta non dice quanto consuma: quello lo dicono i kWh l'anno sull'etichetta energetica.
Da nuovo dichiarava 300-350 kWh l'anno per 300 litri; con guarnizioni consumate e brina può stare fra 350 e 400 kWh, cioè 110-127 euro l'anno. Un misuratore da presa lasciato 7 giorni dà il numero vero; sopra i 300 kWh un modello nuovo da 230 euro si ripaga in 4 anni.
Dipende dai litri: la classe è relativa al volume. Un doppia porta da 206 litri in E dichiara 172 kWh l'anno, 54 euro; un combinato da 262 litri in E ne dichiara 214, 68 euro. Si confronta il numero in kWh sull'etichetta, non la lettera.
Di notte no: il cibo si scalda e il compressore recupera al mattino consumando quello che ha risparmiato, con il rischio in più per gli alimenti. In vacanza, oltre le 2 settimane, sì: si svuota, si sbrina, si pulisce e si lascia la porta socchiusa per evitare la muffa.
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