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Quanto Costa una Badante al Mese Tutto Compreso: il Conto Completo 2026

Una badante convivente in regola costa circa 1.610 euro al mese: 1.193,84 di stipendio CCNL più contributi, tredicesima e TFR. Ecco il conto voce per voce.

Tobia Borrata
Tobia Borrata
11 agosto 2026 6 min 11 letture

Una badante convivente assunta in regola costa alla famiglia circa 1.610 euro al mese, non i 1.193,84 euro dello stipendio minimo. La differenza sono contributi INPS, tredicesima e TFR: voci che non compaiono in busta paga ma che la famiglia paga comunque, e che quasi nessun preventivo telefonico mette per iscritto.

Il conto qui sotto parte dai minimi del CCNL sul lavoro domestico in vigore dal 1° gennaio 2026 e dagli importi contributivi della circolare INPS n. 9 del 3 febbraio 2026. Sono tabelle pubbliche: chiunque ti dia un numero diverso sta usando altri parametri, e ha l'onere di dirti quali.

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Quanto costa davvero una badante convivente al mese?

Il livello contrattuale di riferimento per l'assistenza a una persona non autosufficiente è il CS, quello che il contratto chiama assistente a persone non autosufficienti senza formazione specifica.

Voce Importo mensile Da dove viene
Retribuzione minima livello CS convivente 1.193,84 € Tabella CCNL dal 01/01/2026
Contributi INPS a carico del datore 217,62 € 234 ore medie × 0,93 €/ora
Tredicesima accantonata 99,49 € Una mensilità divisa per 12
TFR accantonato 95,80 € Retribuzione annua ÷ 13,5, mensilizzata
Totale a carico della famiglia 1.606,75 €

A questo si aggiungono vitto e alloggio, che la famiglia fornisce in natura e che quindi non escono dal conto corrente ma restano un costo reale della casa.

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Perché le ore sono 234 e non 160

Il CCNL fissa per il convivente un orario massimo di 54 ore settimanali, distribuite su cinque giorni e mezzo. Su base annua fanno 234 ore medie al mese, ed è su quelle che si calcolano i contributi, non sulle 40 ore di un impiego d'ufficio.

Sopra le 24 ore settimanali l'INPS applica un'unica fascia contributiva agevolata: 1,24 euro l'ora complessivi, di cui 0,31 trattenuti in busta al lavoratore e 0,93 a carico della famiglia. Sotto le 24 ore il meccanismo cambia e diventa più caro all'ora, da 1,70 a 2,34 euro secondo la paga oraria.

Quanto costa una badante a ore invece che convivente?

Per il non convivente si ragiona a paga oraria. Il minimo CCNL 2026 per il livello CS è 8,30 euro l'ora, che diventano 9,97 euro per il livello DS, cioè l'assistente in possesso di formazione specifica.

Livello non convivente Paga oraria minima 2026
B 7,01 €
BS 7,45 €
C 7,86 €
CS 8,30 €
D 9,57 €
DS 9,97 €

Su un impegno di 20 ore settimanali al livello CS: 8,30 × 20 × 52 ÷ 12 fa 719,33 euro al mese di retribuzione, più i contributi della fascia sotto le 24 ore, più i ratei di tredicesima e TFR.

Sotto le 24 ore settimanali il costo orario dei contributi sale, quindi due badanti a ore costano più di una convivente a parità di ore complessive. È il motivo per cui molte famiglie che partono con due mezze giornate finiscono per passare alla convivenza.

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Che cosa cambia se la badante mangia e dorme in casa?

Il contratto prevede un'indennità sostitutiva di vitto e alloggio che si paga solo quando la famiglia non li fornisce. Gli importi giornalieri 2026 sono:

  • Colazione e pranzo: 2,33 euro
  • Cena: 2,33 euro
  • Alloggio: 2,00 euro
  • Totale: 6,66 euro al giorno

Sono cifre convenzionali, non il costo vero della spesa: servono a quantificare in busta paga una cosa che di solito si dà in natura. Su 26 giorni fanno circa 173 euro al mese, e vanno versati in denaro se la persona torna a casa propria a dormire o si paga i pasti.

Quali sono i livelli e come si sceglie quello giusto

Sbagliare livello è l'errore che costa di più, perché una volta impostato il contratto la differenza si trascina per anni.

Livello convivente Minimo mensile 2026 Quando si usa
BS 1.053,39 € Collaboratrice generica convivente
CS 1.193,84 € Assistenza a persona non autosufficiente, senza formazione
CS Super 1.372,91 € Assistenza con mansioni più qualificate
DS 1.474,73 € + 207,69 € di indennità Assistente con formazione specifica certificata

Il salto da CS a DS vale oltre 480 euro al mese fra minimo e indennità: si giustifica con un titolo, non con l'esperienza dichiarata a voce.

Quando si versano i contributi e come

I contributi al lavoro domestico si pagano trimestralmente, non ogni mese. Le scadenze del 2026 sono il 10 aprile, il 10 luglio, il 10 novembre e il 10 gennaio 2027 per l'ultimo trimestre.

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Dal 2026 l'INPS non spedisce più i bollettini cartacei alla maggior parte dei datori di lavoro: si paga con PagoPA, dal portale dei pagamenti INPS, dall'app INPS Mobile o da IO.

Il fatto che l'uscita sia trimestrale è la trappola contabile più comune: chi ragiona sul mensile si trova quattro volte l'anno un addebito da circa 870 euro e lo vive come una sorpresa, quando invece era già nel conto.

Costa meno con una cooperativa?

Con la cooperativa la famiglia non assume: compra un servizio, e la cooperativa è il datore di lavoro. Il prezzo esposto è quindi già comprensivo di contributi, sostituzioni durante ferie e malattia, e copertura assicurativa.

Il confronto onesto non è fra la tariffa della cooperativa e lo stipendio netto della badante, ma fra la tariffa della cooperativa e i 1.610 euro del conto completo qui sopra. Fatto così, la differenza si assottiglia parecchio, e quello che compri in più è la continuità: se la persona si ammala, il problema è della cooperativa.

Domande frequenti

Quanto costa una badante h24?

Non esiste un contratto h24: il CCNL vieta di superare le 54 ore settimanali e impone 11 ore di riposo consecutivo al giorno e un riposo settimanale di 36 ore. Un'assistenza continuativa reale richiede due persone, quindi due contratti, quindi circa il doppio del conto sopra.

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La badante ha diritto alle ferie?

Sì, 26 giorni lavorativi all'anno retribuiti, indipendentemente dal livello e dal fatto che sia convivente o meno.

Le spese per la badante si possono detrarre?

Le spese per addetti all'assistenza personale in caso di non autosufficienza danno diritto a una detrazione IRPEF del 19% su un massimo di 2.100 euro annui, e solo se il reddito complessivo non supera 40.000 euro. I contributi previdenziali versati sono invece deducibili fino a 1.549,37 euro, secondo le regole pubblicate dall'Agenzia delle Entrate. Sono limiti bassi rispetto alla spesa reale: coprono una frazione del costo, non il costo.

Serve un contratto scritto?

Sì. Senza comunicazione di assunzione all'INPS il rapporto è irregolare, e in caso di infortunio o di controllo le conseguenze economiche superano di molto il risparmio sui contributi.

Fonti

  • Tabelle retributive CCNL lavoro domestico in vigore dal 1° gennaio 2026, pubblicate da Assindatcolf
  • Circolare INPS n. 9 del 3 febbraio 2026, importi contributivi per il lavoro domestico
  • CCNL sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico, rinnovo del 28 ottobre 2025
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