Una badante convivente assunta in regola costa alla famiglia circa 1.610 euro al mese, non i 1.193,84 euro dello stipendio minimo. La differenza sono contributi INPS, tredicesima e TFR: voci che non compaiono in busta paga ma che la famiglia paga comunque, e che quasi nessun preventivo telefonico mette per iscritto.
Il conto qui sotto parte dai minimi del CCNL sul lavoro domestico in vigore dal 1° gennaio 2026 e dagli importi contributivi della circolare INPS n. 9 del 3 febbraio 2026. Sono tabelle pubbliche: chiunque ti dia un numero diverso sta usando altri parametri, e ha l'onere di dirti quali.
Quanto costa davvero una badante convivente al mese?
Il livello contrattuale di riferimento per l'assistenza a una persona non autosufficiente è il CS, quello che il contratto chiama assistente a persone non autosufficienti senza formazione specifica.
| Voce | Importo mensile | Da dove viene |
|---|---|---|
| Retribuzione minima livello CS convivente | 1.193,84 € | Tabella CCNL dal 01/01/2026 |
| Contributi INPS a carico del datore | 217,62 € | 234 ore medie × 0,93 €/ora |
| Tredicesima accantonata | 99,49 € | Una mensilità divisa per 12 |
| TFR accantonato | 95,80 € | Retribuzione annua ÷ 13,5, mensilizzata |
| Totale a carico della famiglia | 1.606,75 € |
A questo si aggiungono vitto e alloggio, che la famiglia fornisce in natura e che quindi non escono dal conto corrente ma restano un costo reale della casa.
Perché le ore sono 234 e non 160
Il CCNL fissa per il convivente un orario massimo di 54 ore settimanali, distribuite su cinque giorni e mezzo. Su base annua fanno 234 ore medie al mese, ed è su quelle che si calcolano i contributi, non sulle 40 ore di un impiego d'ufficio.
Sopra le 24 ore settimanali l'INPS applica un'unica fascia contributiva agevolata: 1,24 euro l'ora complessivi, di cui 0,31 trattenuti in busta al lavoratore e 0,93 a carico della famiglia. Sotto le 24 ore il meccanismo cambia e diventa più caro all'ora, da 1,70 a 2,34 euro secondo la paga oraria.
Quanto costa una badante a ore invece che convivente?
Per il non convivente si ragiona a paga oraria. Il minimo CCNL 2026 per il livello CS è 8,30 euro l'ora, che diventano 9,97 euro per il livello DS, cioè l'assistente in possesso di formazione specifica.
| Livello non convivente | Paga oraria minima 2026 |
|---|---|
| B | 7,01 € |
| BS | 7,45 € |
| C | 7,86 € |
| CS | 8,30 € |
| D | 9,57 € |
| DS | 9,97 € |
Su un impegno di 20 ore settimanali al livello CS: 8,30 × 20 × 52 ÷ 12 fa 719,33 euro al mese di retribuzione, più i contributi della fascia sotto le 24 ore, più i ratei di tredicesima e TFR.
Sotto le 24 ore settimanali il costo orario dei contributi sale, quindi due badanti a ore costano più di una convivente a parità di ore complessive. È il motivo per cui molte famiglie che partono con due mezze giornate finiscono per passare alla convivenza.
Che cosa cambia se la badante mangia e dorme in casa?
Il contratto prevede un'indennità sostitutiva di vitto e alloggio che si paga solo quando la famiglia non li fornisce. Gli importi giornalieri 2026 sono:
- Colazione e pranzo: 2,33 euro
- Cena: 2,33 euro
- Alloggio: 2,00 euro
- Totale: 6,66 euro al giorno
Sono cifre convenzionali, non il costo vero della spesa: servono a quantificare in busta paga una cosa che di solito si dà in natura. Su 26 giorni fanno circa 173 euro al mese, e vanno versati in denaro se la persona torna a casa propria a dormire o si paga i pasti.
Quali sono i livelli e come si sceglie quello giusto
Sbagliare livello è l'errore che costa di più, perché una volta impostato il contratto la differenza si trascina per anni.
| Livello convivente | Minimo mensile 2026 | Quando si usa |
|---|---|---|
| BS | 1.053,39 € | Collaboratrice generica convivente |
| CS | 1.193,84 € | Assistenza a persona non autosufficiente, senza formazione |
| CS Super | 1.372,91 € | Assistenza con mansioni più qualificate |
| DS | 1.474,73 € + 207,69 € di indennità | Assistente con formazione specifica certificata |
Il salto da CS a DS vale oltre 480 euro al mese fra minimo e indennità: si giustifica con un titolo, non con l'esperienza dichiarata a voce.
Quando si versano i contributi e come
I contributi al lavoro domestico si pagano trimestralmente, non ogni mese. Le scadenze del 2026 sono il 10 aprile, il 10 luglio, il 10 novembre e il 10 gennaio 2027 per l'ultimo trimestre.
Dal 2026 l'INPS non spedisce più i bollettini cartacei alla maggior parte dei datori di lavoro: si paga con PagoPA, dal portale dei pagamenti INPS, dall'app INPS Mobile o da IO.
Il fatto che l'uscita sia trimestrale è la trappola contabile più comune: chi ragiona sul mensile si trova quattro volte l'anno un addebito da circa 870 euro e lo vive come una sorpresa, quando invece era già nel conto.
Costa meno con una cooperativa?
Con la cooperativa la famiglia non assume: compra un servizio, e la cooperativa è il datore di lavoro. Il prezzo esposto è quindi già comprensivo di contributi, sostituzioni durante ferie e malattia, e copertura assicurativa.
Il confronto onesto non è fra la tariffa della cooperativa e lo stipendio netto della badante, ma fra la tariffa della cooperativa e i 1.610 euro del conto completo qui sopra. Fatto così, la differenza si assottiglia parecchio, e quello che compri in più è la continuità: se la persona si ammala, il problema è della cooperativa.
Domande frequenti
Quanto costa una badante h24?
Non esiste un contratto h24: il CCNL vieta di superare le 54 ore settimanali e impone 11 ore di riposo consecutivo al giorno e un riposo settimanale di 36 ore. Un'assistenza continuativa reale richiede due persone, quindi due contratti, quindi circa il doppio del conto sopra.
La badante ha diritto alle ferie?
Sì, 26 giorni lavorativi all'anno retribuiti, indipendentemente dal livello e dal fatto che sia convivente o meno.
Le spese per la badante si possono detrarre?
Le spese per addetti all'assistenza personale in caso di non autosufficienza danno diritto a una detrazione IRPEF del 19% su un massimo di 2.100 euro annui, e solo se il reddito complessivo non supera 40.000 euro. I contributi previdenziali versati sono invece deducibili fino a 1.549,37 euro, secondo le regole pubblicate dall'Agenzia delle Entrate. Sono limiti bassi rispetto alla spesa reale: coprono una frazione del costo, non il costo.
Serve un contratto scritto?
Sì. Senza comunicazione di assunzione all'INPS il rapporto è irregolare, e in caso di infortunio o di controllo le conseguenze economiche superano di molto il risparmio sui contributi.
Fonti
- Tabelle retributive CCNL lavoro domestico in vigore dal 1° gennaio 2026, pubblicate da Assindatcolf
- Circolare INPS n. 9 del 3 febbraio 2026, importi contributivi per il lavoro domestico
- CCNL sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico, rinnovo del 28 ottobre 2025
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