Cercare una Persona Tramite Foto: Quali Strumenti Funzionano Davvero

Cercare una persona tramite foto significa affidarsi a due famiglie di strumenti che sembrano uguali e non lo sono. La ricerca inversa, cioè Google Lens, TinEye o Yandex, cerca quella immagine: dove è stata pubblicata, in quali versioni, con quali ritagli. Il riconoscimento facciale, cioè servizi come PimEyes, cerca invece quel volto, anche in fotografie completamente diverse.

La distinzione decide il risultato:

  • Se vuoi sapere da dove arriva una foto, ad esempio per capire se un profilo l'ha rubata, serve la ricerca inversa e nella maggior parte dei casi basta Google.
  • Se vuoi trovare altre foto della stessa faccia, serve il riconoscimento facciale, che però è a pagamento per i risultati utili e in Europa si muove su un terreno giuridico delicato.

Come si cerca una persona partendo da una foto?

Cercare una persona a partire da una fotografia richiede un motore di ricerca inversa, cioè un servizio che confronta l'immagine caricata con quelle già indicizzate e restituisce le pagine dove compare. L'operazione dura meno di un minuto e non serve installare nulla.

Il percorso più rapido è quello di Google:

  • In primo luogo si apre Google Immagini dal browser, oppure Google Lens dall'app Google sullo smartphone.
  • Poi si clicca sull'icona della fotocamera e si carica il file, si incolla l'indirizzo dell'immagine o la si trascina nella barra di ricerca.
  • Infine si legge la lista delle pagine che contengono quella foto, partendo dalle date di pubblicazione più vecchie, che sono quelle che di solito indicano l'origine.
Ricerca inversa su Google Immagini per cercare una persona tramite foto

Su smartphone Google Lens permette anche di inquadrare una foto stampata, ad esempio una vecchia stampa di famiglia, senza doverla scansionare.

Qual è la differenza fra ricerca inversa e riconoscimento facciale?

La ricerca inversa confronta l'immagine, il riconoscimento facciale confronta il volto, e da questa differenza tecnica discende tutto il resto. Un motore come TinEye cerca copie e varianti dello stesso file, quindi trova la foto ritagliata, ridimensionata o passata su un altro sito, ma non riconosce la persona ritratta in uno scatto diverso.

Un motore facciale come PimEyes fa l'opposto: estrae le caratteristiche geometriche del viso e le confronta con quelle di miliardi di immagini, quindi restituisce anche fotografie scattate in anni e luoghi diversi. PimEyes dichiara sul proprio sito una precisione di ricerca del 98% e specifica di indicizzare il web aperto, escludendo social network e piattaforme video.

Quest'ultimo punto spiega la delusione più comune. Chi cerca il volto di una persona qualunque immagina di trovarne i profili social, mentre proprio quelli restano fuori dall'indice.

TinEye, motore di ricerca inversa per immagini

Quali strumenti funzionano davvero?

Gli strumenti che restituiscono risultati utili sono cinque. Ognuno è forte su un tipo di ricerca diverso, quindi la scelta va fatta prima, non provandoli a caso. La tabella qui sotto riassume cosa cerca ciascuno.

StrumentoCosa cercaCostoPunto di forza
Google Lens e Google ImmaginiLa stessa immagine e immagini similiGratuitoIndice più grande, riconosce oggetti e luoghi nella foto
TinEyeCopie e versioni modificate dello stesso fileGratuito, piani a pagamento per uso professionaleOrdina i risultati per data, quindi mostra la pubblicazione più vecchia
Yandex ImmaginiImmagini simili e volti similiGratuitoStoricamente il più efficace sui volti fra i motori generalisti
Bing Visual SearchLa stessa immagine e immagini similiGratuitoIntegrato in Windows e in Edge
PimEyesLo stesso volto in fotografie diverseRicerca base gratuita, piani a pagamento per i linkRiconoscimento facciale vero, non somiglianza visiva

Un esempio rende la differenza concreta. Se la foto sospetta è la stessa immagine presa da un altro profilo, la trova Google in pochi secondi. Se invece è uno scatto diverso della stessa persona, l'unico strumento che può agganciarla è un motore facciale, e secondo le dichiarazioni di PimEyes la sua precisione di ricerca è del 98%, con il limite però di non indicizzare i social.

Per la ricerca inversa esiste anche l'estensione TinEye per Chrome, che aggiunge la voce "Search image on TinEye" al menu del tasto destro, e la versione per Opera. Chi cerca alternative al motore di Google le trova nella nostra guida ai migliori motori di ricerca alternativi.

PimEyes o FaceCheck.ID: che differenza c'è?

I due motori facciali più citati si distinguono per una cosa sola, ed è quella che decide se troverai qualcosa: cosa indicizzano. Sono complementari, non alternativi, e sceglierne uno a caso è il motivo per cui molte ricerche tornano vuote.

PimEyesFaceCheck.ID
Social networkEsclusi per dichiarazione del servizioIndicizzati
Registri e cronacaWeb apertoFoto segnaletiche, registri di condannati, persone comparse nelle notizie
Volti di minoriBloccati da algoritmi di rilevamento dell'età dall'ottobre 2023Il servizio dichiara di essere addestrato a non indicizzarli
Modello di pagamentoRicerca base gratuita, link ai risultati a pagamentoA crediti acquistabili

La differenza si vede subito nella pratica. Chi cerca il profilo social di qualcuno su PimEyes non lo trova per costruzione, perché quel servizio dichiara di stare fuori dai social. Chi lo cerca su FaceCheck.ID può trovarlo, ma nello stesso indice ci sono foto segnaletiche e cronaca giudiziaria: qui un falso positivo non è un dettaglio innocuo.

Su questo l'avvertenza più onesta la scrive FaceCheck.ID nelle proprie condizioni: «molte persone senza alcun legame si somigliano; non affidarti mai alla sola ricerca facciale». Secondo le stesse condizioni è vietato usare quei risultati per decisioni su credito al consumo, assunzioni, assicurazioni o selezione di inquilini. Sono i casi in cui uno scambio di persona produce un danno reale.

Conviene usare Yandex per cercare un volto?

Yandex è il motore generalista che molte guide consigliano come scorciatoia gratuita sui volti, e funziona meglio degli altri su questo tipo di ricerca. Va però considerato un aspetto che nessuna di quelle guide segnala. Caricarci la foto di un'altra persona significa trasferire quell'immagine a una società russa, e la Russia non ha una decisione di adeguatezza della Commissione europea. Su una propria foto è una scelta personale. Su quella di qualcun altro è una scelta fatta al posto suo.

Come si capisce se un profilo usa foto rubate?

Un profilo che usa foto rubate si smaschera quasi sempre con la ricerca inversa, perché l'immagine rubata ha una storia precedente che il truffatore non controlla. È il motivo per cui la maggior parte delle persone arriva a questi strumenti: non per curiosità, ma per verificare qualcuno conosciuto online.

Il controllo si fa in quattro passaggi:

  • In primo luogo si salva la foto del profilo e la si carica su Google Immagini.
  • Poi si ripete la ricerca su TinEye ordinando i risultati per data più vecchia.
  • Poi si controlla se la stessa faccia compare su siti di stock photo, su profili con nomi diversi o su articoli di giornale stranieri.
  • Infine si guarda la coerenza: una sola foto che gira su decine di profili con nomi diversi è il segnale più forte che esista.

Nella truffa sentimentale la fotografia è quasi sempre presa da un profilo reale di un'altra persona, spesso un militare, un medico o un modello, e ricompare identica in decine di casi segnalati. Un risultato pulito però non è una garanzia: significa solo che quell'immagine non è stata trovata altrove.

È legale cercare una persona con il riconoscimento facciale?

Il riconoscimento facciale applicato al volto di un'altra persona è un trattamento di dati biometrici, che l'articolo 9 del GDPR colloca fra le categorie particolari di dati e sottopone a un regime più severo di quello dei dati comuni. Non è una questione teorica, perché in Italia esiste un precedente pesante.

Secondo il provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali adottato il 10 febbraio 2022, la società Clearview AI è stata sanzionata per 20 milioni di euro per il monitoraggio biometrico di persone che si trovano sul territorio italiano. L'Autorità ha disposto tre cose:

  • La cancellazione dei dati relativi alle persone che si trovano in Italia.
  • Il divieto di ulteriore raccolta e trattamento tramite il sistema di riconoscimento facciale.
  • La designazione di un rappresentante nel territorio dell'Unione europea.

La banca dati della società era stata costruita raccogliendo volti dai social network con tecniche automatiche di scraping. Per un privato la conseguenza pratica è semplice: cercare l'origine di una fotografia è una cosa, profilare una persona a partire dal suo volto è un'altra. Se il sospetto riguarda un reato il canale corretto è la denuncia alla Polizia Postale, non l'indagine fai da te.

PimEyes, motore di ricerca facciale

Perché la ricerca non trova niente?

Una ricerca che non restituisce risultati non significa che la persona non esista online, ma quasi sempre che l'immagine non è indicizzata. I motori confrontano quello che hanno raccolto, e ciò che sta dietro un login non viene raccolto.

Le cause più frequenti sono quattro:

  • La foto arriva da un profilo privato o da una chat, quindi non è mai stata pubblica.
  • L'immagine è stata modificata pesantemente, ad esempio ritagliata sul solo viso o passata da un filtro, e la firma visiva non corrisponde più.
  • Il social che la ospita blocca l'indicizzazione, come accade per la gran parte dei contenuti di Instagram e Facebook.
  • La risoluzione è troppo bassa, tipicamente uno screenshot di uno screenshot.

In questi casi conviene provare con una seconda immagine della stessa persona, meglio se frontale e nitida, invece di cambiare motore di ricerca.

Come si toglie la propria foto dai motori facciali?

La propria immagine si può far togliere da un motore di ricerca facciale chiedendolo al servizio che la indicizza, non a Google, che indicizza le pagine e non i volti. La sequenza corretta è questa:

  • In primo luogo la procedura di opt out del servizio, che PimEyes e FaceCheck.ID mettono a disposizione per chiedere l'esclusione del proprio volto dai risultati.
  • Poi i diritti previsti dal GDPR, che permettono di chiedere al titolare del trattamento la cancellazione dei dati personali che riguardano l'interessato.
  • Infine la segnalazione al Garante per la protezione dei dati personali, che nel caso Clearview AI ha vietato la raccolta e ordinato la cancellazione dei dati delle persone in Italia.

Il secondo punto merita una precisazione che fa risparmiare soldi. Il diritto alla cancellazione dell'articolo 17 del GDPR si esercita gratuitamente e non richiede nessun abbonamento: se un servizio propone la rimozione del proprio volto solo dentro un piano a pagamento, quella è la sua offerta commerciale, non l'unica strada. La richiesta al titolare del trattamento resta valida a prescindere, e va fatta per iscritto.

Che le autorità europee guardino a questo settore non è un'ipotesi. Nel novembre 2022 l'organizzazione britannica Big Brother Watch ha presentato un reclamo all'autorità del Regno Unito contro PimEyes, e nel dicembre 2022 l'autorità garante tedesca ha aperto un procedimento sullo stesso servizio. Nell'ottobre 2023 PimEyes ha introdotto algoritmi di rilevamento dell'età per bloccare la ricerca di immagini di minori.

Resta un limite pratico da conoscere. La rimozione dall'indice di un motore non cancella la fotografia dal sito che la ospita, ad esempio da un blog o da una testata: per quella serve una richiesta separata al gestore di quel sito.

Domande frequenti

Si può cercare una persona partendo dal nome invece che dalla foto? Sì, ed è la strada più semplice quando il nome è noto. La ricerca per immagine serve proprio nel caso opposto, quando dell'altra persona si ha solo una fotografia.

Google Lens fa riconoscimento facciale? No. Google Lens trova la stessa immagine e immagini visivamente simili, non identifica il volto di una persona qualunque a partire dal viso.

Quale motore funziona meglio sui volti? Fra i motori generalisti e gratuiti, Yandex Immagini è quello che storicamente restituisce più corrispondenze su fotografie di persone. Per il riconoscimento facciale vero e proprio serve un servizio dedicato come PimEyes, con i limiti di legge descritti sopra.

La ricerca inversa funziona anche da smartphone? Sì. Su Android e iOS si usa Google Lens dall'app Google o dalla galleria fotografica, e il risultato è identico a quello che si ottiene da computer.

Pubblicità

Unisciti alla nostra Community!

Ricevi le ultime notizie, guide e tendenze direttamente sul tuo smartphone.