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Quanto consuma un'asciugatrice: 1,2-1,8 kWh a ciclo per una pompa di calore da 8 kg, 38-57 centesimi al prezzo ARERA di 31,63 centesimi al kWh, 3,5-4,5 kWh e 1,10-1,42 euro per una a resistenza, 60-90 euro l'anno con 160 cicli contro 175-225. Le tabelle per tecnologia, programma e cicli l'anno, la scala nuova dell'etichetta dal 2025, cosa fa consumare di più, come misurare il consumo vero, 4 modelli a pompa di calore in vendita a settembre 2026 e i 5 negozi dove comprarli in offerta.
Un'asciugatrice a pompa di calore da 8 kg consuma fra 1,2 e 1,8 kWh per un ciclo cotone a pieno carico, cioè 38-57 centesimi al prezzo di riferimento ARERA del terzo trimestre 2026 (31,63 centesimi al kWh, tasse incluse); un'asciugatrice a condensazione con resistenza elettrica, per lo stesso bucato, ne consuma fra 3,5 e 4,5, cioè 1,10-1,42 euro. Sono 3 cicli la settimana per una famiglia di quattro persone: 160 cicli l'anno, che valgono 60-90 euro di corrente con la pompa di calore e 175-225 euro con la resistenza. La differenza fra le due tecnologie, 110-140 euro l'anno, è il numero da tenere in mano quando si guarda il prezzo d'acquisto.
I numeri di questa guida vengono dalle etichette energetiche e dalle schede dei modelli in vendita a settembre 2026, non da misure di laboratorio: più sotto c'è come si passa dal dato dell'etichetta ai kWh di casa propria, quanto pesano il carico, la centrifuga della lavatrice e il filtro sporco, e come si misura il consumo vero con una presa contatore da 10 euro. Chi ha già letto quanto consuma una lavatrice ritrova lo stesso metodo: prima la potenza, poi l'energia, poi le ore d'uso reali e gli euro.

Sulla targhetta dietro l'asciugatrice c'è la potenza massima assorbita: 2.000-2.700 W per una macchina a condensazione con resistenza, 600-1.000 W per una a pompa di calore. È il picco, non il consumo. Il consumo è energia, si misura in kWh e dipende da quanto a lungo e a che regime la macchina lavora: una resistenza da 2,5 kW che sta accesa per due terzi di un ciclo da 2 ore consuma 3,3 kWh; un compressore da 700 W che gira per 3 ore ne consuma 2,1, e nella pratica meno, perché nella seconda metà del ciclo modula.
La pompa di calore consuma meno per un motivo fisico: non produce il calore con una resistenza, lo sposta. Il compressore raffredda l'aria umida in uscita dal cestello per farne condensare l'acqua e riusa quel calore per riscaldare l'aria che rientra, in un circuito chiuso. Per ogni kWh elettrico rende 2-3 kWh di calore utile. La resistenza rende esattamente 1: ogni kWh di calore è un kWh in bolletta. È lo stesso principio della pompa di calore del condizionatore, e vale la stessa conclusione: costa di più all'acquisto e si ripaga in corrente.
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La tabella confronta il ciclo cotone standard a pieno carico, quello dell'etichetta, su una macchina da 8 kg. I kWh sono le fasce dichiarate dai produttori sui modelli in vendita nel 2026; il costo usa 31,63 centesimi al kWh. Chi è sul mercato libero legge il proprio prezzo in bolletta e rifà la moltiplicazione.
| Tecnologia | Potenza assorbita | Consumo a ciclo (8 kg cotone) | Costo a ciclo | Durata del ciclo |
|---|---|---|---|---|
| Pompa di calore, classe alta | 600-800 W | 1,2-1,5 kWh | 0,38-0,47 euro | 2 h 30 - 3 h 50 |
| Pompa di calore, classe media | 700-1.000 W | 1,5-1,9 kWh | 0,47-0,60 euro | 2 h 30 - 3 h 30 |
| Condensazione con resistenza | 2.000-2.700 W | 3,5-4,5 kWh | 1,10-1,42 euro | 1 h 30 - 2 h 15 |
| Ventilazione (scarico all'esterno) | 2.000-2.500 W | 3,0-4,0 kWh | 0,95-1,27 euro | 1 h 15 - 2 h |
Il ciclo a pompa di calore dura di più perché lavora a temperatura più bassa, 50-60 gradi contro i 70-80 della resistenza: è anche il motivo per cui i capi escono meno stropicciati e le fibre durano di più. Chi ha fretta paga in corrente: i programmi "rapidi" delle macchine a pompa di calore spingono il compressore al massimo e consumano il 20-30% in più per lo stesso bucato.
Un dato che le tabelle di marketing non dicono: i valori sopra sono a pieno carico. Con mezzo carico l'asciugatrice non consuma la metà, consuma il 60-70%, perché una parte dell'energia va a scaldare la macchina stessa e l'aria del circuito, che sono uguali qualunque sia il bucato dentro. Due mezzi carichi costano più di un carico pieno.
La domanda arriva da chi vuole confrontarla con gli altri elettrodomestici, e la risposta onesta è che l'ora non è la misura giusta, perché il ciclo non è costante: nella prima mezz'ora la macchina scalda e assorbe il massimo, nella parte centrale lavora a regime, nell'ultima fase il sensore di umidità riduce la potenza. Fatte le medie sul ciclo intero, un'asciugatrice a pompa di calore consuma 0,45-0,6 kWh per ogni ora di funzionamento, 14-19 centesimi; una a condensazione con resistenza 1,8-2,2 kWh l'ora, 57-70 centesimi.
Il confronto per ora inganna in un altro modo: la pompa di calore lavora 3 ore dove la resistenza ne lavora 2, e chi guarda solo il consumo orario conclude che la differenza si assottiglia. Non si assottiglia: 3 ore a 0,5 kWh fanno 1,5 kWh, 2 ore a 2 kWh fanno 4. Il conto giusto è sempre a ciclo.
L'etichetta energetica europea calcola il consumo annuo su 160 cicli, che sono 3 la settimana: è una famiglia di quattro persone con uso regolare. Chi vive da solo e usa l'asciugatrice per le lenzuola e gli asciugamani sta sotto i 100 cicli; chi ha bambini piccoli o fa sport supera i 250; chi la accende ogni giorno arriva a 365. La tabella ripete il conto per queste quattro situazioni con 1,5 kWh a ciclo per la pompa di calore e 4 kWh per la resistenza.
| Uso | Cicli l'anno | Pompa di calore (1,5 kWh) | Resistenza (4 kWh) | Differenza l'anno |
|---|---|---|---|---|
| Singolo o coppia | 100 | 150 kWh, 47 euro | 400 kWh, 127 euro | 80 euro |
| Famiglia, etichetta | 160 | 240 kWh, 76 euro | 640 kWh, 202 euro | 126 euro |
| Famiglia con bambini | 250 | 375 kWh, 119 euro | 1.000 kWh, 316 euro | 197 euro |
| Tutti i giorni | 365 | 548 kWh, 173 euro | 1.460 kWh, 462 euro | 289 euro |
Con 160 cicli l'anno la pompa di calore recupera 126 euro l'anno: una macchina da 350 euro contro una a condensazione da 250 si ripaga la differenza in meno di un anno. Con 100 cicli ci mette 15 mesi. Non esiste un uso domestico in cui la resistenza costi meno sul totale di cinque anni, e per questo nei cataloghi dei negozi citati in fondo a questa guida la resistenza è rimasta nella fascia sotto i 300 euro e in poche taglie.
Per mettere il numero accanto agli altri elettrodomestici: 240 kWh l'anno sono poco più di quanto consuma un frigorifero combinato di classe media in un anno intero, e la metà di quanto consuma una lavatrice usata tutti i giorni. Un'asciugatrice a resistenza da 640 kWh è invece il singolo elettrodomestico più costoso della casa dopo lo scaldabagno elettrico.
Dal 1° luglio 2025 le asciugatrici hanno l'etichetta rinnovata, con la scala da A a G senza i "più": una macchina che sulla vecchia etichetta era A+++ oggi sta in classe B o C, una A++ in classe D o E. Il dato di consumo non è più annuo ma per 100 cicli, come sulle lavatrici: si legge "144 kWh/100 cicli" e vuol dire 1,44 kWh a ciclo cotone a pieno carico. Nei negozi convivono le due etichette, perché i cataloghi si aggiornano piano: lo Smeg citato più sotto dichiara 144 kWh per 100 cicli in classe E, il Beko di Yeppon dichiara 188 kWh l'anno in classe C, ed è un valore della vecchia scala che va diviso per 160 cicli, 1,18 kWh a ciclo.
Sull'etichetta nuova ci sono altri tre dati che contano quanto la classe. La classe di efficienza di condensazione, da A a G: dice quanta dell'acqua tolta dal bucato finisce nella vaschetta invece che nell'aria della stanza; sotto la classe C la lavanderia si riempie di umidità e, in un appartamento, è un problema di condensa sulle finestre e di muffa. La durata del ciclo in ore e minuti. La classe di rumore, con i decibel: 64 dB è la norma, sotto i 62 si può tenere in bagno con la porta aperta.
Il numero da confrontare fra due macchine è il kWh a ciclo, non la lettera: due modelli in classe C possono differire del 15% di consumo, e un modello in fondo alla classe B consuma quasi quanto uno in cima alla C. Diviso per 100 e moltiplicato per i propri cicli l'anno, il dato dell'etichetta diventa la bolletta.
L'asciugatrice fa evaporare acqua, e la corrente che consuma è proporzionale a quanta acqua trova nel bucato. La variabile più grossa sta nella lavatrice: un bucato di cotone centrifugato a 1.400 giri trattiene il 50% del proprio peso in acqua, a 800 giri ne trattiene il 70%. Su 8 kg di bucato sono 1,6 litri d'acqua in più da far evaporare, cioè il 30-40% di consumo in più nell'asciugatrice. La centrifuga alta costa pochi centesimi in più alla lavatrice e fa risparmiare 15-20 centesimi a ciclo di asciugatura.
Il secondo fattore è il filtro dei pelucchi: si pulisce dopo ogni ciclo, perché un filtro mezzo intasato riduce il flusso d'aria e allunga il ciclo del 10-20%. Sulle macchine a pompa di calore c'è un secondo filtro davanti al condensatore, in basso, che va pulito ogni 10-20 cicli; se non si fa, lo scambiatore si copre di lanugine e il consumo sale del 20-30% senza che la macchina dia alcun errore. È il guasto più comune che i tecnici trovano su asciugatrici "che consumano tanto".
Il terzo è la stanza. Le macchine a pompa di calore lavorano bene fra 15 e 30 gradi: in un garage a 8 gradi il compressore fatica, il ciclo si allunga e il consumo sale; in una lavanderia chiusa di 4 metri quadri la stessa macchina scalda la stanza e rende meno. Le macchine a condensazione con resistenza scaricano nell'aria della stanza 300-500 W di calore e una parte dell'umidità: d'estate in un bagno chiuso si sente.
Il quarto è il programma. Il sensore di umidità, che oggi è su tutte le macchine sopra i 300 euro, ferma il ciclo quando i capi sono asciutti; il programma a tempo va avanti fino allo scadere anche se il bucato è asciutto da 20 minuti. "Pronto stiro" ferma prima e consuma il 10-15% in meno di "Extra asciutto", che è il programma più caro e serve solo per le spugne pesanti.
Una presa con contatore di energia, quelle da 10-15 euro con il display che si mette fra la spina e il muro, misura i kWh di un ciclo intero con la precisione che serve per la bolletta. Si fa un ciclo cotone pieno e si legge il totale alla fine: se il numero è del 30% sopra il kWh a ciclo dell'etichetta, il colpevole è quasi sempre il filtro del condensatore o una centrifuga bassa; se è il doppio, l'asciugatrice ha un sensore di umidità che non legge più e va avanti a tempo.
Chi vuole il costo in un colpo solo moltiplica i kWh letti per il prezzo in bolletta, alla voce "prezzo energia" o "costo medio unitario", che in Italia nel 2026 sta fra 0,25 e 0,35 euro al kWh tasse incluse. Chi ha una tariffa bioraria con la notte più economica del 10-15% ha un vantaggio in più: l'asciugatrice ha la partenza ritardata e lavora bene alle 23.
In ordine di peso: centrifugare a 1.200-1.400 giri in lavatrice; riempire il cestello ai due terzi, non a metà e non fino in cima; pulire il filtro pelucchi a ogni ciclo e il filtro del condensatore ogni 10-20; usare il programma a sensore, mai quello a tempo; scegliere "pronto stiro" per quello che si stira e "asciutto armadio" per il resto, e lasciare "extra asciutto" alle spugne; separare il cotone dal sintetico, perché il sintetico è pronto in metà tempo e, mischiato, costringe la macchina a lavorare per il cotone.
Le palline da asciugatrice, di lana o di gomma, separano i capi e fanno passare più aria: accorciano il ciclo di qualche minuto secondo i produttori che le vendono, e nessuno ha misurato di più: è poco, ma è gratis dopo il primo acquisto. I fogli ammorbidenti non fanno risparmiare niente e lasciano una patina sul sensore di umidità, che poi legge male.
Un'asciugatrice a condensazione con resistenza di 10 anni consuma 4-4,5 kWh a ciclo; con 160 cicli sono 640-720 kWh, 200-230 euro l'anno. Una pompa di calore da 350 euro in classe C consuma 240 kWh, 76 euro. Il risparmio è di 125-150 euro l'anno e il cambio si ripaga in 2 anni e mezzo tenendo conto del prezzo intero, in meno di 2 con un'offerta. Sotto i 100 cicli l'anno il conto si allunga a 4-5 anni e conviene tenere la vecchia finché funziona.
Chi cambia scelga una pompa di calore, e fra le pompe di calore guardi il kWh per 100 cicli e la classe di condensazione più della lettera grande. La guida alla scelta dell'asciugatrice spiega gli altri criteri, dalla capacità alla profondità; la classifica delle marche dice chi fa i compressori più affidabili.
Le quattro macchine qui sotto sono tutte a pompa di calore e hanno la classe energetica leggibile nella scheda del negozio; il kWh è riportato dove il negozio lo pubblica. I prezzi sono quelli letti il 15 settembre 2026 e cambiano: la scheda porta alla pagina del prodotto con il prezzo di oggi. Il criterio è il consumo dichiarato per euro speso, dal modello che consuma meno a quello che costa meno.
Beko BMT481WIIT NX, 8 kg, pompa di calore, classe C, 188 kWh l'anno sulla scheda, efficienza di condensazione 88%, 64 dB: 349,99 euro su Yeppon. È il consumo più basso dei quattro, 1,18 kWh a ciclo cotone sui 160 cicli della vecchia etichetta, 37 centesimi a ciclo e 60 euro l'anno. Motore inverter, 15 programmi, condensazione all'88% che vuol dire quasi niente umidità nella stanza. Il prezzo è in linea con le altre tre a fronte del consumo più basso.
Smeg DT1T08E, 8 kg, pompa di calore, classe E nuova scala, 144 kWh per 100 cicli, condensazione classe C: 369,90 euro su Unieuro. È l'unico dei quattro con il dato già nella forma della nuova etichetta: 1,44 kWh a ciclo, 46 centesimi, 73 euro l'anno con 160 cicli. La classe E sulla scala nuova corrisponde a un A++ della vecchia, e non va letta come una macchina scarsa. È l'unico Smeg dei quattro cataloghi sotto i 400 euro.
Indesit C YD 93D WW IT, 9 kg, pompa di calore, classe D, 64 dB: 379,49 euro su MediaWorld. Il cestello da 9 kg serve a chi asciuga piumoni e lenzuola matrimoniali: le altre tre da 8 kg li fanno stretti. La classe D sulla scala nuova sta fra il Beko e lo Smeg; MediaWorld non pubblica il kWh nella scheda, si legge sull'etichetta in negozio o nel PDF del prodotto sul sito Indesit. È il prezzo più alto dei quattro per la capacità maggiore.
Indesit C YD 92D WW IT, 9 kg, pompa di calore, classe E, condensazione 82%, ciclo eco 3 ore e 49 minuti, 64 dB con classe di rumore B: 337 euro su Euronics. Il prezzo più basso dei quattro e la stessa capacità da 9 kg del fratello maggiore, con una classe in meno e la condensazione all'82%, che in una lavanderia chiusa si sente. Va bene per chi ha lo spazio ventilato e fa meno di 150 cicli l'anno, dove la differenza di consumo con il Beko vale 10-12 euro l'anno.
I cinque negozi qui sotto mostrano la classe energetica fra i filtri della categoria asciugatrici e, tre su quattro, il consumo nella scheda, che è quello che serve per rifare i conti di questa guida sul modello che si sceglie. Il primo è un comparatore, gli altri quattro sono catene e negozi online con consegna al piano e ritiro dell'usato; settembre e ottobre sono i mesi in cui escono i modelli nuovi e i listini di quelli dell'anno prima scendono. La guida ai siti per acquistare asciugatrici confronta anche le condizioni di consegna e garanzia.
PrezziDigitali è un comparatore italiano di prezzi di elettronica ed elettrodomestici: raccoglie i listini di più negozi online e li mette in fila per lo stesso modello, con il prezzo aggiornato e il link al negozio che lo vende. Sulle asciugatrici lo stesso codice passa da 337 a 400 euro fra una catena e l'altra, ed è il posto dove guardare prima di aprire i siti uno a uno.
Nella categoria asciugatrici di PrezziDigitali si cerca per codice modello, ad esempio "BMT481WIIT" o "C YD 93D", e si vede in una schermata chi lo ha e a quanto. Non vende niente: il carrello si fa sul negozio scelto. Serve a scegliere il negozio, non l'asciugatrice.
Unieuro è la catena di elettronica con più punti vendita in Italia e il sito ha il catalogo più largo fra i quattro negozi, con i filtri per classe energetica, capacità, tecnologia e profondità. Nella scheda pubblica il consumo per 100 cicli sui modelli con l'etichetta nuova e la classe di condensazione, che è il dato che gli altri saltano. La consegna al piano e il ritiro dell'usato si scelgono al momento dell'ordine; il ritiro in negozio è gratuito.
Nella categoria asciugatrici di Unieuro conviene ordinare per prezzo crescente dopo aver filtrato "pompa di calore": le prime posizioni senza filtro sono macchine a resistenza da 250 euro che costano il doppio all'anno.
Euronics è un gruppo di negozi indipendenti con un sito unico, e nella scheda prodotto pubblica la tabella tecnica completa dell'etichetta: consumo, efficienza di condensazione, durata del ciclo eco, decibel e classe di rumore, con il confronto fianco a fianco con altri tre modelli. È il negozio dove si trovano i dati per fare i conti di questa guida senza aprire il PDF del produttore.
Nella categoria asciugatrici di Euronics i prezzi sono quelli del sito, e nei punti vendita possono essere diversi: il ritiro in negozio blocca il prezzo online.
MediaWorld ha il catalogo asciugatrici diviso per tecnologia già nei filtri e mette la classe energetica nel titolo di ogni prodotto, che aiuta a scorrere la lista; il consumo in kWh però non è nella scheda, e va cercato nell'etichetta in foto o sul sito del produttore. Sul marketplace vendono anche rivenditori terzi: la scheda dice chi spedisce, e la garanzia segue il venditore.
Nella categoria asciugatrici di MediaWorld le offerte a tempo sono segnalate con il prezzo precedente barrato; per i modelli da 9 kg la scelta è la più larga dei quattro.
Yeppon è un negozio online italiano di elettronica ed elettrodomestici, senza punti vendita, con i prezzi spesso sotto le catene sui modelli di fascia media e la scheda tecnica che riporta il consumo annuo, la capacità, i decibel e le misure nel titolo del prodotto. La consegna delle asciugatrici è a domicilio con corriere; il piano e il ritiro dell'usato si aggiungono come servizio.
Nella collezione asciugabiancheria di Yeppon ci sono Beko, Candy, Hoover, Electrolux e AEG a pompa di calore, con il filtro per classe energetica e la disponibilità aggiornata sulla pagina.
Una a pompa di calore consuma in media 0,45-0,6 kWh per ogni ora di ciclo, 14-19 centesimi al prezzo ARERA di 31,63 centesimi al kWh; una a condensazione con resistenza 1,8-2,2 kWh l'ora, 57-70 centesimi. Il conto giusto è a ciclo: 1,2-1,8 kWh contro 3,5-4,5.
Sulla scala nuova in vigore dal luglio 2025 la classe A è quasi vuota; le migliori pompe di calore in vendita nel 2026 sono in classe B o C e consumano 1,1-1,4 kWh a ciclo cotone da 8 kg, 35-45 centesimi. Un vecchio A+++ della scala precedente corrisponde a una B o C di oggi.
Da 38 a 57 centesimi con la pompa di calore e da 1,10 a 1,42 euro con la resistenza, per 8 kg di cotone a 31,63 centesimi al kWh. Un mezzo carico costa il 60-70% del pieno, non la metà.
A pompa di calore: con 160 cicli l'anno consuma 240 kWh contro 640 e fa risparmiare 126 euro l'anno, che ripagano i 100-150 euro di differenza sul prezzo in meno di un anno e mezzo. La resistenza conviene solo sotto i 50 cicli l'anno.
Con 3 cicli la settimana, 13 al mese, una pompa di calore consuma 16-23 kWh, 5-7 euro; una a resistenza 45-58 kWh, 14-18 euro. Con un ciclo al giorno si sale a 36-54 kWh e 11-17 euro per la pompa di calore.
Nell'ordine: bucato centrifugato sotto i 1.000 giri, filtro del condensatore coperto di lanugine, stanza sotto i 15 gradi, programma a tempo invece che a sensore. Una presa contatore da 10 euro dice di quanto: sopra il 30% è il filtro o la centrifuga, il doppio è il sensore di umidità.
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