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Quanto consuma un condizionatore all'ora, al giorno e al mese: watt, kWh e costo in bolletta per 9000, 12000 e 18000 BTU

Quanto consuma un condizionatore: 0,3-0,5 kWh l'ora per un 9000 BTU inverter a regime, 9-16 centesimi a 31,63 centesimi al kWh, 1,14 euro al giorno con 8 ore e 34 euro al mese. Le tabelle per 9000, 12000, 18000 e 24000 BTU, la notte in sleep, il deumidificatore, il riscaldamento a pompa di calore, il portatile, come leggere SEER e SCOP sull'etichetta, come misurare il consumo vero, 4 monosplit A+++ e A++ in vendita a settembre 2026 e i 5 negozi dove comprarli in offerta.

Tobia Borrata
Tobia Borrata
15 settembre 2026 25 min 3 letture

Un condizionatore monosplit inverter da 9000 BTU consuma fra 0,3 e 0,5 kWh l'ora quando la stanza è a temperatura, e fino a 0,8-0,9 kWh nella prima mezz'ora, quando il compressore gira al massimo: sono 10-16 centesimi l'ora al prezzo di riferimento ARERA del terzo trimestre 2026 (31,63 centesimi al kWh, tasse incluse), 1,14 euro al giorno con 8 ore di funzionamento, 34 euro al mese. Un 12000 BTU sta fra 0,4 e 0,7 kWh l'ora, un 18000 fra 0,6 e 1,0. Sono stime ricavate dalle potenze di targa dei modelli in vendita a settembre 2026, non misure di laboratorio: più sotto c'è come si arriva a questi numeri, come cambiano con la temperatura impostata e come si misura il consumo vero del proprio apparecchio.

Il condizionatore è l'elettrodomestico che più di ogni altro fa il conto da solo: d'inverno non esiste, a luglio pesa più di frigorifero e lavatrice messi insieme. Chi ha già letto quanto consuma un frigorifero o quanto consuma una lavatrice ritrova lo stesso metodo: si distingue la potenza dall'energia, si parte dal dato dell'etichetta, si passa alle ore d'uso reali e si arriva agli euro. La differenza è che qui le ore d'uso le decide il caldo, e l'etichetta dei condizionatori racconta una stagione molto più corta di quella italiana.

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Unità interna di un condizionatore split montata sulla parete di una stanza
Foto: Lee Haywood, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Watt, BTU e kWh: le tre unità che si confondono

Sulla scheda di un condizionatore ci sono tre numeri che sembrano dire la stessa cosa e non la dicono. I BTU (British Thermal Unit per ora) misurano la potenza frigorifera, cioè quanto calore l'apparecchio toglie dalla stanza: 9000 BTU sono 2,64 kW di freddo, 12000 sono 3,52 kW, 18000 sono 5,28 kW e 24000 sono 7,03 kW (un BTU/h vale 0,293 W). I watt di "potenza assorbita" dicono quanta corrente tira il compressore mentre lavora al massimo: per un 9000 BTU sono in genere 700-900 W, per un 12000 fra 1000 e 1200, per un 18000 fra 1500 e 1800. Il rapporto fra i due, freddo prodotto diviso corrente assorbita, è l'efficienza: un buon inverter produce 3,5-4 kW di freddo per ogni kW elettrico.

Il consumo, quello che finisce in bolletta, è la terza unità: i chilowattora (kWh), cioè potenza per tempo. Un compressore che assorbe 800 W per un'ora consuma 0,8 kWh; se nella stessa ora lavora al 40% perché la stanza è già fresca, consuma 0,32 kWh. È il motivo per cui la potenza di targa da sola non dice niente sul costo: dice il massimo che l'apparecchio può tirare, non quanto tira in media. E in un inverter la media è molto sotto il massimo.

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Per scegliere la taglia la regola che usano gli installatori è intorno ai 340 BTU per metro quadro, con soffitti normali e pareti isolate: un 9000 BTU copre fino a 25 metri quadri, un 12000 fino a 35, un 18000 fino a 50, un 24000 fino a 70. Una stanza esposta a ovest con finestre grandi sale di una taglia. Chi sta scegliendo fra le due taglie più comuni trova gli abbinamenti stanza per stanza nella guida ai condizionatori da 9000 BTU; qui interessa il consumo, e sul consumo la taglia sbagliata costa in entrambe le direzioni: troppo piccolo lavora sempre al massimo, troppo grande accende e spegne di continuo.

Quanto consuma un condizionatore all'ora: 9000, 12000, 18000 e 24000 BTU

La tabella parte dalla potenza assorbita di targa dei monosplit inverter in vendita nel 2026 e stima il consumo in un'ora a regime, cioè con la stanza già alla temperatura impostata e il compressore che modula fra il 30 e il 50% del massimo. Nella prima mezz'ora, con la stanza a 30 gradi, il consumo è quello della colonna "assorbimento massimo". Il costo usa 31,63 centesimi al kWh; chi è sul mercato libero legge il proprio prezzo in bolletta e rifà il conto.

TagliaPotenza frigoriferaAssorbimento massimoConsumo l'ora a regimeCosto l'ora a 31,63 c€/kWh
9000 BTU2,5-2,7 kW0,7-0,9 kW0,3-0,5 kWh9-16 cent
12000 BTU3,5 kW1,0-1,2 kW0,4-0,7 kWh13-22 cent
18000 BTU5,0-5,3 kW1,5-1,8 kW0,6-1,0 kWh19-32 cent
24000 BTU7,0 kW2,0-2,4 kW0,8-1,3 kWh25-41 cent

Le forbici sono larghe per un motivo preciso: fra un 9000 BTU in classe A++ con SEER 6,3 e uno in A+++ con SEER 8,8 (due modelli reali, più sotto con la scheda) c'è un 40% di differenza a parità di freddo prodotto. Dentro la stessa classe pesano la temperatura fuori, la temperatura impostata, l'isolamento della stanza e quanto è pulito il filtro. Un 9000 BTU che sta sotto i 0,3 kWh l'ora esiste, in una stanza piccola e ben isolata con il termostato a 26 gradi; uno che ne consuma 0,8 fissi esiste pure, in una mansarda a 22 gradi con il sole sul tetto.

Quanto consuma un condizionatore al giorno, di notte e al mese

Il consumo al giorno è il consumo l'ora per le ore di funzionamento, e le ore sono la variabile che conta più di tutto. La tabella prende un 9000 BTU inverter a 0,45 kWh l'ora di media, che include la partenza a pieno regime e le ore a regime, e fa i conti per quattro abitudini d'uso; per un 12000 BTU si moltiplica per 1,3 circa, per un 18000 per 1,8.

Ore al giorno (9000 BTU)kWh al giornoEuro al giornoEuro al mese (30 giorni)
4 ore (le più calde del pomeriggio)1,8 kWh0,57 €17,08 €
8 ore (pomeriggio e sera, o tutta la notte)3,6 kWh1,14 €34,16 €
12 ore5,4 kWh1,71 €51,24 €
24 ore10,8 kWh3,42 €102,48 €

Tutta la notte, 8 ore con la modalità sleep, costa meno della riga da 8 ore: la funzione alza la temperatura impostata di 1-2 gradi dopo la prima ora o due, il compressore lavora al minimo e fuori la temperatura scende. Un 9000 BTU in sleep sta in genere fra 0,25 e 0,35 kWh l'ora, quindi 2-2,8 kWh a notte, 63-89 centesimi: un mese di notti con il condizionatore acceso costa fra 19 e 27 euro. Con un 12000 BTU in camera da letto, che è quasi sempre una taglia di troppo, si sale a 30-35 euro.

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Il conto della stagione si fa da qui. Chi accende 4 ore al giorno per i 90 giorni fra metà giugno e metà settembre fa 360 ore e 162 kWh, 51 euro; chi lo tiene 8 ore, 720 ore e 324 kWh, 102 euro; una famiglia con due split da 9000 e 12000 accesi 8 ore al giorno arriva a 750 kWh e 237 euro. Sono numeri di un inverter recente in classe A++ o meglio: un apparecchio on/off di 15 anni, che lavora sempre al massimo e stacca solo quando la stanza è fredda, consuma 1,5-2 volte tanto per lo stesso risultato.

L'etichetta energetica: SEER, SCOP e i kWh/annum che non tornano

I condizionatori sono rimasti sulla scala vecchia con i "più": mentre frigoriferi e lavatrici dal 2021 vanno dalla A alla G, sull'etichetta di uno split del 2026 si legge ancora A+++, A++, A+. Le classi si assegnano con due indici stagionali: il SEER per il raffrescamento (A+++ da 8,5 in su, A++ fra 6,1 e 8,5, A+ fra 5,6 e 6,1, A fra 5,1 e 5,6) e lo SCOP per il riscaldamento (A+++ da 5,1, A++ fra 4,6 e 5,1, A+ fra 4,0 e 4,6). Un SEER di 8,8 vuol dire che, sulla stagione standard europea, l'apparecchio ha prodotto 8,8 kWh di freddo per ogni kWh di corrente.

Sotto la classe c'è il consumo annuo in kWh/annum, ed è il numero da leggere con attenzione perché è calcolato su 350 ore di raffrescamento l'anno: potenza di progetto per 350 diviso il SEER. Un 9000 BTU con potenza di progetto 2,7 kW e SEER 8,8 dichiara 2,7 × 350 / 8,8 = 107 kWh; uno con SEER 6,3 e 2,8 kW dichiara 156. Sono numeri giusti e confrontabili fra loro, ma 350 ore sono meno di 4 ore al giorno per tre mesi: chi a Bari o a Bologna lo tiene acceso 8 ore al giorno consuma il doppio dell'etichetta. Il numero serve a confrontare due modelli, non a prevedere la bolletta.

Il riscaldamento ha il suo kWh/annum, molto più alto, perché la stagione standard per il clima "medio" europeo conta 1400 ore: lo stesso 9000 BTU dichiara 744 kWh in riscaldamento contro i 107 del raffrescamento. Non vuol dire che scaldare costa sette volte più che raffreddare: vuol dire che l'etichetta ipotizza quattro volte più ore. Su alcune pagine dei negozi i due numeri si mescolano, o compare un valore che non corrisponde a nessuna delle due formule; quando un kWh/annum non torna con la potenza di progetto e il SEER scritti nella stessa scheda, fa fede l'etichetta stampata dal produttore, non la scheda del negozio.

Inverter o on/off: dove sta la differenza in bolletta

Un condizionatore on/off ha un compressore che conosce due stati: acceso al 100% e spento. Raffredda la stanza sotto la soglia, si ferma, la stanza si scalda, riparte a pieno regime. Ogni ripartenza è la fase più costosa, e la temperatura oscilla di 2-3 gradi. L'inverter regola i giri del compressore fra il 30 e il 100%: parte al massimo, poi scende e resta a girare piano per tenere la temperatura ferma. Sulla prima ora consumano quasi uguale; sulle ore successive l'inverter spende una frazione, ed è lì che si forma la differenza. I produttori dichiarano risparmi fino al 30-40%; la mia lettura, sulle prove dei laboratori dei consumatori, è che in uso reale su sessioni lunghe si sta fra il 20 e il 30%, e che su sessioni da mezz'ora la differenza sparisce.

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Ne segue la regola d'uso più importante di un inverter: non si spegne e riaccende. Uscire per un'ora e spegnere per "risparmiare" costringe l'apparecchio a rifare la fase più costosa al rientro; conviene alzare di 2 gradi e lasciarlo lavorare al minimo. Sull'on/off vale il contrario. Nel 2026 gli on/off nuovi sono praticamente scomparsi dai negozi, restano nei portatili di fascia bassa e negli split installati prima del 2010: se in casa ce n'è uno, il capitolo sul cambio più sotto è per quello.

Deumidificatore, sleep, ventilazione: quanto consumano le modalità

La modalità deumidificatore (la goccia sul telecomando) tiene il compressore al minimo e la ventola bassa: l'aria passa piano sulla batteria fredda, condensa l'umidità e rientra nella stanza poco più fresca. Un 9000 BTU in "dry" consuma in genere 0,2-0,4 kWh l'ora. Consuma meno del raffrescamento perché lavora meno, non perché sia una funzione di risparmio: se fuori ci sono 34 gradi e l'obiettivo è abbassare la temperatura, in deumidificazione l'apparecchio ci mette ore e alla fine ha speso quanto avrebbe speso raffreddando. Ha senso nelle sere umide fra i 26 e i 28 gradi, quando il problema è l'afa e non il caldo, e a quelle condizioni un'ora costa 6-13 centesimi.

La ventilazione (solo ventola, senza compressore) costa 30-60 W, cioè 1-2 centesimi l'ora: muove aria, non la raffredda. Lo standby pesa fra 1 e 3 W: sembra niente, ma su 8760 ore sono 9-26 kWh l'anno, fino a 8 euro per un apparecchio spento da settembre a giugno. L'interruttore sulla linea dello split, o la spina staccata sul portatile, sono soldi facili. La modalità "eco" o "energy saving", presente sui modelli recenti, fa quello che si può fare a mano: limita la potenza massima del compressore e alza di un grado la soglia.

Quanto consuma un condizionatore per riscaldare

In riscaldamento il condizionatore è una pompa di calore: non trasforma corrente in calore come una stufa, sposta calore da fuori a dentro, e per ogni kWh elettrico ne porta in casa 3-4 di calore quando fuori ci sono 7 gradi. Un 9000 BTU con 2,6 kW di potenza termica assorbe 0,7-0,8 kW al massimo, 22-25 centesimi l'ora; una stufa elettrica da 2 kW, che dà meno calore, ne consuma 2 fissi, 63 centesimi l'ora. Per una stanza nelle mezze stagioni, o per la stanza sola che si vuole scaldare senza accendere la caldaia, è la fonte di calore elettrica più economica che c'è.

Il limite è la temperatura esterna. Sotto lo zero il rendimento scende a 2-2,5 e l'apparecchio si ferma ogni tanto per sbrinare la batteria esterna, che è il momento in cui chi lo usa in pianura padana a gennaio dice che "non scalda": consuma di più e scalda meno. Lo SCOP sull'etichetta è calcolato sul clima medio europeo; chi vive in montagna guarda il valore per il clima "freddo", quando il produttore lo pubblica. Per un appartamento intero al posto del metano il conto è un altro articolo; per la stanza singola fra ottobre e aprile, un 9000 BTU acceso 6 ore al giorno consuma intorno a 3 kWh, meno di 1 euro.

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Il condizionatore portatile consuma di più

Un portatile monoblocco da 9000-10000 BTU assorbe 1,0-1,2 kW a pieno regime, più di uno split da 12000, e produce meno freddo: il suo indice di efficienza è intorno a 2,6 contro 3,5-4 di uno split. In più il tubo che butta l'aria calda fuori dalla finestra è pieno di aria presa dalla stanza, che viene rimpiazzata da aria calda che entra dalle fessure; una parte del lavoro si perde per strada, e l'apparecchio non è quasi mai a regime. In pratica un portatile acceso 8 ore fa 6-9 kWh, 1,9-2,8 euro al giorno, per raffreddare una stanza che uno split da 9000 raffredda con 3,6.

Il portatile ha senso dove lo split non si può montare, in affitto senza permesso o in una casa usata due settimane l'anno, e in quei casi il modo per contenere il consumo è tenere il tubo corto e dritto, sigillare la finestra con il kit di tela e non chiedergli più di una stanza. Chi ha bisogno di poco freddo in poco spazio trova le alternative nella guida ai mini condizionatori; i "raffrescatori evaporativi" venduti come condizionatori senza tubo consumano 60-100 W ma non raffreddano l'aria della stanza, la inumidiscono.

Come misurare quanto consuma il tuo condizionatore

Sul portatile e sui pochi split che hanno la spina basta un misuratore di consumo da presa, lo stesso da 10-25 euro che si usa per il frigorifero: si mette fra presa e spina, segna i watt istantanei e accumula i kWh, e dopo una settimana di uso normale si divide per i giorni. Uno split fisso è quasi sempre collegato a una linea dedicata senza spina, e lì le strade sono tre. La prima è il contatore di casa: sui contatori di seconda generazione il pulsante fa scorrere la potenza istantanea; si legge con tutto spento tranne il condizionatore, prima a compressore al massimo e poi dopo mezz'ora. La seconda è l'app: i modelli con Wi-Fi, compresi il Midea e il Samsung qui sotto, mostrano il consumo in kWh per giorno e per mese. La terza è una pinza amperometrica da 20-30 euro sulla linea nel quadro, per chi sa dove mettere le mani.

Il numero da confrontare è il consumo l'ora a regime: sotto i 0,5 kWh per un 9000 BTU è tutto normale; sopra 0,7 fissi, dopo la prima ora, in ordine di probabilità sono il filtro intasato, la temperatura impostata troppo bassa, l'unità esterna al sole o coperta, la carica di gas calata. Il filtro si controlla in un minuto: si apre lo sportello dell'unità interna e si guarda in controluce.

Come far consumare meno il condizionatore: 7 cose che contano

1. La temperatura impostata. È la voce più grossa: fra 22 e 26 gradi la differenza in bolletta è la più grande di tutte. La regola pratica di installatori e produttori è che ogni grado in meno costa il 6-8% in più; non è una misura nostra, ma il senso è chiaro: a 26 gradi con la ventola media si sta bene, a 22 si sta con la felpa e si paga un terzo di più. 2. La differenza con l'esterno. Più di 6-7 gradi sotto la temperatura di fuori il compressore non scende mai di giri. 3. Tapparelle e tende. Il sole che entra da una finestra a ovest vale quanto una stufa accesa: chiudere prima che arrivi costa niente e taglia le ore a pieno regime.

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4. Il filtro. Si lava con acqua ogni 2-4 settimane in estate: sporco, la ventola spinge meno aria sulla batteria e il compressore resta al massimo più a lungo. 5. L'unità esterna. All'ombra, con aria libera davanti e dietro; una unità esterna murata dentro un balcone chiuso o sotto il sole diretto lavora con aria a 45 gradi. 6. Porte chiuse e non spegnere. Un inverter raffredda la stanza che gli si dà e la tiene; aprire la porta sul corridoio raddoppia i metri, spegnere e riaccendere rifà la fase più cara. 7. La taglia giusta e la classe giusta al momento dell'acquisto. Un A+++ con SEER 8,5-8,8 consuma un terzo in meno di un A++ da 6,1 per tutta la vita dell'apparecchio; sui modelli da 9000 e 12000 BTU la differenza di prezzo oggi sta fra 50 e 150 euro, e con 500-700 ore l'anno si ripaga in 3-4 stagioni.

Condizionatore vecchio: quando conviene cambiarlo

Uno split on/off in classe A della scala di prima del 2013 aveva un EER intorno a 3,2; uno di classe C o senza etichetta sta a 2,6-2,8. Con gli anni la carica di gas cala, lo scambiatore si sporca e il rendimento scende ancora. Un 9000 BTU così, acceso 8 ore al giorno d'estate, fa 5-6 kWh al giorno contro i 3,6 di un inverter A++ e i 2,5-3 di un A+++: 40-90 kWh al mese di differenza, 13-28 euro, 40-85 euro a stagione. Un monosplit A+++ da 9000 BTU costa 400-450 euro senza montaggio e 550-750 montato: si ripaga in 5-10 anni con la sola bolletta, che è la vita residua di un apparecchio già vecchio.

Il conto cambia se il vecchio ha bisogno di una ricarica di gas (100-150 euro, e su R22 non si fa più) o se si usa anche in riscaldamento, dove un SCOP di 4,6 contro un COP invernale di 2,5 dimezza il consumo. E cambia con le detrazioni: la sostituzione di un climatizzatore con uno a pompa di calore rientra nel bonus casa, con la percentuale che dipende dall'anno e dalla casa (prima o seconda) e va verificata sul sito dell'Agenzia delle Entrate prima dell'acquisto, non dopo. Chi ha un budget stretto trova i modelli fra i 250 e i 300 euro nella guida ai condizionatori sotto i 300 euro, con l'avvertenza che a quel prezzo la classe è A++ e non A+++.

4 condizionatori a basso consumo in vendita a settembre 2026

I quattro monosplit qui sotto hanno tutti la classe energetica e, dove il negozio la pubblica, il SEER leggibili nella scheda; i prezzi sono quelli letti il 15 settembre 2026, quando la stagione è finita e i listini scendono, e cambiano: la scheda porta alla pagina del prodotto con il prezzo di oggi. Sono tutti senza montaggio, che va aggiunto (150-300 euro per un monosplit con le unità a pochi metri). Il criterio è il consumo per euro speso: il primo è quello che consuma meno in assoluto, l'ultimo quello che costa meno sul listino a parità di classe.

Midea Xtreme Pro 9000 BTU, classe A+++ in raffrescamento e A++ in riscaldamento, SEER 8,8 e SCOP 4,6, 107 kWh l'anno in raffrescamento: 411 euro su MediaWorld. È il SEER più alto dei quattro e vuol dire 34 euro l'anno di corrente sulle 350 ore dell'etichetta, 68 con il doppio delle ore. Wi-Fi di serie e refrigerante R32. Sul marketplace di MediaWorld lo vende ClimaConvenienza, un rivenditore specializzato: la garanzia è quella del venditore, e vale la pena leggere le condizioni di consegna prima di ordinare.

Midea Xtreme Pro 9000 BTU climatizzatore monosplit inverter, classe A+++/A++, SEER 8,8, SCOP 4,6, 107 kWh/anno, Wi-Fi, R32

MediaWorld

Midea Xtreme Pro 9000 BTU climatizzatore monosplit inverter, classe A+++/A++, SEER 8,8, SCOP 4,6, 107 kWh/anno, Wi-Fi, R32

Il SEER piu' alto dei quattro: 8,8, 107 kWh l'anno sull'etichetta, 34 euro di corrente. Venduto sul marketplace da ClimaConvenienza

411,00 € Vedi il prezzo →

Argo Deluxe 12000 BTU, classe A+++ in raffrescamento e A++ in riscaldamento, SEER 8,5 e SCOP 4,6: 277,99 euro da Yeppon. Un 12000 in A+++ sotto i 280 euro è il prezzo che ha fatto entrare questo modello nella lista: per una stanza da 30-35 metri quadri è la taglia giusta, e con SEER 8,5 il consumo calcolato sull'etichetta è intorno a 145 kWh l'anno, 46 euro. Sulla pagina del negozio compare un kWh/annum diverso che non torna con la potenza e il SEER dichiarati: fa fede l'etichetta stampata sul prodotto, come detto sopra. Argo è un marchio italiano con assistenza sul territorio, che sui condizionatori conta.

Argo Deluxe 12000 BTU climatizzatore monosplit inverter, classe A+++/A++, SEER 8,5, SCOP 4,6, R32

Yeppon

Argo Deluxe 12000 BTU climatizzatore monosplit inverter, classe A+++/A++, SEER 8,5, SCOP 4,6, R32

Il prezzo piu' basso dei quattro e l'unico 12000: A+++ con SEER 8,5, circa 145 kWh l'anno, 46 euro di corrente

277,99 € Vedi il prezzo →

Ariston Prios R32 C 25 MUD0 9000 BTU, classe A++ in raffrescamento e A+ in riscaldamento, SEER 6,3 e SCOP 4, 156 kWh l'anno: 399 euro da Euronics. È il modello che serve a capire cosa vale la classe: a parità di taglia consuma il 45% in più del Midea, 49 euro l'anno sulle 350 ore contro 34, e costa 12 euro in meno. Sta in questa lista perché si trova in quasi tutte le catene, perché Ariston ha una rete di assistenza capillare e perché per chi lo accende 3-4 ore al giorno la differenza vale 15 euro a stagione, meno del sovrapprezzo. Per chi lo tiene 8 ore, no: conviene il Midea.

Ariston Prios R32 C 25 MUD0 9000 BTU climatizzatore monosplit inverter, classe A++/A+, SEER 6,3, SCOP 4, 156 kWh/anno, bianco

Euronics

Ariston Prios R32 C 25 MUD0 9000 BTU climatizzatore monosplit inverter, classe A++/A+, SEER 6,3, SCOP 4, 156 kWh/anno, bianco

Il piu' diffuso della fascia: A++ con SEER 6,3, 156 kWh l'anno, 49 euro di corrente. Vale per chi lo accende 3-4 ore al giorno

399,00 € Vedi il prezzo →

Samsung Luzon S2 9000 BTU, classe A++ in raffrescamento e A+ in riscaldamento: 399 euro da Unieuro, contro un listino Samsung di 669,90. Unieuro non pubblica il SEER nella scheda, e Samsung lo tiene nella documentazione tecnica: la classe A++ dice che sta fra 6,1 e 8,5. È il modello con l'ecosistema più completo dei quattro, app SmartThings con il consumo in kWh leggibile dal telefono, e un prezzo che a settembre è 270 euro sotto il listino. Chi lo sceglie compra il marchio e l'app; per il puro consumo il Midea e l'Argo fanno meglio.

Samsung Luzon S2 9000 BTU climatizzatore monosplit inverter, classe A++/A+, Wi-Fi SmartThings, R32

Unieuro

Samsung Luzon S2 9000 BTU climatizzatore monosplit inverter, classe A++/A+, Wi-Fi SmartThings, R32

A++ con app SmartThings che mostra i kWh consumati: 270 euro sotto il listino Samsung di 669,90

399,00 € Vedi il prezzo →

Messi in fila, fra il Midea e l'Ariston passano 49 kWh l'anno sulle ore dell'etichetta e circa 100 sulle ore di un'estate vera: 15-30 euro a stagione, 150-300 euro in dieci anni di vita. È il motivo per cui il SEER si legge prima del prezzo, e per cui un A+++ a 411 euro può costare meno di un A++ a 399.

Dove acquistare un condizionatore in offerta: i 5 negozi

I cinque negozi qui sotto hanno la classe energetica fra i filtri della categoria condizionatori e mostrano SEER o consumo annuo nella scheda, che è il requisito per fare il confronto di questa guida. Il primo è un comparatore, gli altri quattro sono catene e negozi online con consegna a casa; nessuno dei quattro include il montaggio nel prezzo, ma Unieuro, Euronics e MediaWorld lo propongono come servizio a parte al momento dell'ordine. Settembre e ottobre sono i mesi in cui i listini dei condizionatori scendono di più, perché i magazzini si svuotano della stagione appena finita.

PrezziDigitali

La sezione climatizzatori di PrezziDigitali con le offerte dei negozi a confronto

PrezziDigitali è un comparatore italiano di prezzi di elettronica ed elettrodomestici: raccoglie i listini di più negozi online e li mette in fila per lo stesso modello, con il prezzo aggiornato e il link al negozio che lo vende. Sui condizionatori, dove lo stesso codice passa da 399 a 450 euro fra una catena e l'altra e dove i marketplace mescolano venditori diversi, è il posto dove guardare prima di aprire i siti uno a uno.

Nella categoria climatizzatori di PrezziDigitali si cerca per codice modello, ad esempio "Luzon S2 9000" o "Prios R32 C 25", e si vede in una schermata chi lo ha e a quanto. Non vende niente: il carrello si fa sul negozio scelto. Serve a scegliere il negozio, non il condizionatore.

Unieuro

La categoria condizionatori fissi monosplit di Unieuro con i filtri per BTU e classe energetica

Unieuro è una delle catene di elettronica con più punti vendita in Italia e la categoria dei monosplit si filtra per BTU, classe energetica, marca e funzioni come Wi-Fi e pompa di calore. Nella scheda la classe in raffrescamento e in riscaldamento sta accanto al prezzo; il SEER non sempre c'è, e per quello si va sul sito del produttore. È il negozio del Samsung Luzon S2 a 399 euro, e a settembre il listino dei 9000 BTU parte da 249 euro con il marchio proprio Electroline.

Nella sezione condizionatori monosplit di Unieuro conviene mettere il filtro sulla classe A+++ prima di ordinare per prezzo: la lista si accorcia a una decina di modelli e il confronto diventa leggibile. Il servizio di installazione si propone nel carrello, a parte dal prezzo del prodotto.

Euronics

La categoria condizionatori fissi di Euronics con i modelli in offerta

Euronics è un gruppo di negozi indipendenti con un sito unico, e sui condizionatori questo si vede due volte: nei prezzi, perché ogni socio spinge il proprio magazzino di fine stagione, e nel montaggio, perché la rete di negozi fisici ha installatori convenzionati in quasi ogni provincia. L'Ariston Prios a 399 euro di questa guida viene da lì. La scheda riporta classe, SEER, SCOP e i due kWh/annum, che è più di quanto pubblichino le altre catene.

Nella categoria condizionatori fissi di Euronics vale la pena controllare la disponibilità nel negozio vicino: su un monosplit il ritiro in negozio evita le spese di spedizione di un collo da 40 chili e il negozio è lo stesso a cui chiedere il montaggio.

MediaWorld

La categoria condizionatori fissi monosplit di MediaWorld con la griglia dei modelli

MediaWorld è la catena del gruppo MediaMarkt e la sua categoria dei monosplit mescola il magazzino proprio con il marketplace, dove vendono rivenditori specializzati come ClimaConvenienza: è il motivo per cui ci si trova un Midea A+++ a 411 euro che le altre catene non hanno. La scheda mostra classe, SEER e SCOP e i kWh/annum di entrambe le stagioni; sul marketplace il venditore è scritto sotto il prezzo, e conviene guardarlo prima del carrello perché consegna e garanzia sono le sue.

Nella categoria condizionatori fissi mono di MediaWorld il filtro sulla classe energetica sta in alto nella colonna di sinistra, e nella scheda c'è il livello sonoro dell'unità interna in decibel, utile per la camera da letto: sotto i 20 decibel alla velocità minima non si sente.

Yeppon

La collezione climatizzatori di Yeppon con i prezzi in evidenza

Yeppon è un negozio online italiano di elettronica ed elettrodomestici, senza punti vendita, con un listino che sui condizionatori batte spesso le catene: l'Argo Deluxe 12000 A+++ a 277,99 euro viene da lì, e la stessa collezione ha Ariston e Samsung 9000 BTU fra i 300 e i 320 euro. La scheda è essenziale e qualche dato va incrociato con il sito del produttore, come si è visto sopra con il kWh/annum dell'Argo; classe, BTU e SEER però ci sono.

Nella collezione climatizzatori di Yeppon si ordina per prezzo crescente e si guarda la classe nel titolo del prodotto. Non c'è il servizio di montaggio: chi compra qui si organizza con un installatore proprio, e il risparmio sul listino copre in genere la differenza.

Domande frequenti

Quanto consuma un condizionatore in un'ora in euro?

Un monosplit inverter da 9000 BTU costa 9-16 centesimi l'ora a regime e fino a 28 nella prima mezz'ora a pieno carico, al prezzo ARERA di 31,63 centesimi al kWh del terzo trimestre 2026. Un 12000 BTU sta fra 13 e 22 centesimi, un 18000 fra 19 e 32.

Quanto consuma un condizionatore acceso tutta la notte?

Un 9000 BTU in modalità sleep per 8 ore consuma 2-2,8 kWh, cioè 63-89 centesimi a notte e 19-27 euro per un mese di notti. Senza sleep, a 24 gradi fissi, si sale a 3,6 kWh e 1,14 euro. Un 12000 in camera da letto costa 30-35 euro al mese.

Quanto consuma un condizionatore da 12000 BTU?

Assorbe 1,0-1,2 kW al massimo e 0,4-0,7 kWh l'ora a regime, 13-22 centesimi. Con 8 ore al giorno sono 4-5 kWh, 1,30-1,60 euro al giorno e 40-48 euro al mese. Un modello A+++ come l'Argo Deluxe dichiara circa 145 kWh l'anno sulle 350 ore standard dell'etichetta.

La modalità deumidificatore consuma meno?

Sì, 0,2-0,4 kWh l'ora per un 9000 BTU contro 0,3-0,5 in raffrescamento, perché il compressore gira al minimo. Ma raffredda poco: se l'obiettivo è abbassare la temperatura con 34 gradi fuori, ci mette ore e alla fine spende quanto il raffrescamento. Conviene nelle sere umide fra 26 e 28 gradi.

Conviene riscaldare con il condizionatore?

Per una stanza sì: un 9000 BTU a pompa di calore assorbe 0,7-0,8 kW e dà 2,6 kW di calore, 22-25 centesimi l'ora contro i 63 di una stufa elettrica da 2 kW. Il rendimento scende sotto lo zero, quando l'apparecchio si ferma per sbrinare; in pianura a gennaio scalda meno e consuma di più.

Il condizionatore portatile consuma più dello split?

Sì: un monoblocco da 9000-10000 BTU assorbe 1,0-1,2 kW, ha un'efficienza intorno a 2,6 contro 3,5-4 di uno split e perde parte del lavoro dal tubo e dalla finestra. In 8 ore fa 6-9 kWh, 1,9-2,8 euro, contro i 3,6 kWh di uno split da 9000 per la stessa stanza.

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