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Quanto consuma un forno elettrico: 0,67-0,99 kWh a cottura sui modelli recenti, 21-31 centesimi a 31,63 centesimi al kWh; a 250 gradi il doppio, un forno vecchio oltre 2 kWh. Watt e kWh, la tabella a cottura e al mese, statico contro ventilato, forno contro fornetto, l'etichetta A+++-D, come misurare il consumo vero con un contatore da presa, 4 forni economici a basso consumo e i 5 negozi dove comprarli.
Un forno elettrico da incasso di quelli in vendita oggi fra 180 e 230 euro consuma fra 0,67 e 0,99 kWh a cottura: sono i valori dichiarati sull'etichetta energetica per un ciclo con carico standard, e a 31,63 centesimi al kWh (prezzo di riferimento ARERA del terzo trimestre 2026, tasse incluse) fanno fra 21 e 31 centesimi ogni volta che lo accendi. Chi lo usa tre volte a settimana spende fra 35 e 50 euro l'anno; chi ci cuoce ogni giorno fra 80 e 115. Sono i numeri di partenza: il resto della guida spiega da dove escono, cosa cambia fra statico e ventilato, fra 180 e 250 gradi, fra forno e fornetto, e come si misura il consumo vero con un contatore da presa.
Il forno è l'elettrodomestico con la potenza più alta in cucina, 2.400-2.800 W su un incasso da 60 centimetri, ma resta acceso poco: per questo pesa in bolletta meno del frigorifero, che assorbe 100 W ma per 24 ore al giorno. Chi ha già letto quanto consuma un frigorifero o quanto consuma una lavatrice ritrova qui lo stesso metodo: si parte dal dato dell'etichetta, si passa al ciclo e al mese, si chiude col prezzo del kWh.

Sulla targhetta del forno c'è la potenza in watt: 2.790 W sull'Electrolux di questa guida, 2.400 W sul Beko. È il massimo che il forno può assorbire quando resistenza superiore, inferiore e ventola sono tutte accese insieme, cioè nei primi minuti di preriscaldamento. Non è quello che consuma in un'ora di cottura, perché raggiunta la temperatura il termostato stacca le resistenze e le riaccende a intermittenza: a 180 gradi in un forno ben isolato stanno accese meno della metà del tempo.
Il consumo si misura in kWh, chilowattora: potenza per tempo. Un forno da 2.500 W che stesse acceso a piena potenza per un'ora farebbe 2,5 kWh; in pratica, fra preriscaldamento e cicli del termostato, un'ora a 180 gradi sta intorno a 1 kWh, e i valori dell'etichetta, misurati con un carico standard in laboratorio, dicono 0,67-0,99 kWh per ciclo sui modelli economici del 2026. Quanto consuma un forno elettrico dipende quindi da tre cose: quanto è isolato, a che temperatura lo porti e per quanto tempo, non dai watt sulla targhetta.
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Il dato da cui partire è il consumo per ciclo scritto sull'etichetta energetica, in kWh: c'è un valore per la modalità convenzionale (statico, resistenze sopra e sotto) e uno per la ventilata. Per il costo la tabella usa 31,63 centesimi al kWh, il prezzo di riferimento fissato da ARERA per i clienti in maggior tutela nel terzo trimestre 2026, tasse comprese; chi è sul mercato libero legge il proprio prezzo in bolletta e rifà la moltiplicazione, il metodo non cambia. Le due colonne mensili sono per chi accende il forno due volte a settimana e per chi lo accende quasi ogni giorno.
| Consumo a cottura | Costo a cottura | Al mese, 8 cotture | Al mese, 20 cotture |
|---|---|---|---|
| 0,5 kWh | 0,16 € | 4 kWh, 1,27 € | 10 kWh, 3,16 € |
| 0,7 kWh | 0,22 € | 5,6 kWh, 1,77 € | 14 kWh, 4,43 € |
| 0,9 kWh | 0,28 € | 7,2 kWh, 2,28 € | 18 kWh, 5,69 € |
| 1,0 kWh | 0,32 € | 8 kWh, 2,53 € | 20 kWh, 6,33 € |
| 1,5 kWh | 0,47 € | 12 kWh, 3,80 € | 30 kWh, 9,49 € |
| 2,0 kWh | 0,63 € | 16 kWh, 5,06 € | 40 kWh, 12,65 € |
| 2,5 kWh | 0,79 € | 20 kWh, 6,33 € | 50 kWh, 15,82 € |
Le righe da 0,7 e 0,9 kWh sono i consumi dichiarati, ventilato e convenzionale, dei forni in vendita a settembre 2026 fra 179 e 224 euro che trovi più sotto con la scheda: una teglia di lasagne o un pollo a 180 gradi per un'ora. Le righe da 1,5 e 2 kWh sono una cottura lunga, un arrosto da due ore o il pane, oppure una a 250 gradi con la porta aperta più volte. La riga da 2,5 kWh è il forno vecchio di 20 anni con la guarnizione della porta consumata, che per tenere i 180 gradi lascia le resistenze accese quasi sempre. In un anno, a tre cotture a settimana, un forno recente fa 105-140 kWh, cioè 33-44 euro; uno vecchio e mal isolato arriva a 250-300 kWh, 80-95 euro.
Il ventilato consuma meno, e sull'etichetta si vede: l'Electrolux dichiara 0,89 kWh in convenzionale e 0,68 in ventilato, il Koenic 0,99 contro 0,67, cioè fra il 24 e il 32 per cento in meno. La ventola muove l'aria calda e la porta a contatto con il cibo da tutti i lati, quindi la stessa cottura riesce con 15-20 gradi in meno e in meno tempo. Meno gradi e meno minuti vuol dire meno cicli della resistenza.
Il convenzionale resta la scelta per i lievitati delicati e per le cotture dove serve il calore dal basso, la pizza e le crostate; per tutto il resto il ventilato è la modalità da usare per default se l'obiettivo è la bolletta. Il grill è un caso a parte: la resistenza superiore lavora da sola a piena potenza per tutta la durata, quindi 15 minuti di grill a 2.000 W sono 0,5 kWh, quanto una cottura ventilata intera.
Il termostato non sceglie una potenza, sceglie quanto tenere accese le resistenze. A 180 gradi, dopo il preriscaldamento, in un forno recente restano accese meno di metà del tempo; a 250 gradi la dispersione verso la cucina cresce con la differenza di temperatura, e le resistenze stanno accese per una frazione più lunga. Per questo un'ora a 250 gradi costa in kWh circa il doppio di un'ora a 180, ed è il motivo per cui la pizza in casa, che vuole il massimo per 10-15 minuti, pesa più di quanto sembri: non per i minuti di cottura, ma per il preriscaldamento lungo che serve ad arrivarci.
Il preriscaldamento è la parte più costosa di ogni accensione. Un forno da 2.500 W che impiega 10 minuti ad arrivare a 180 gradi ha già consumato 0,4 kWh, cioè 13 centesimi, prima che il cibo entri; per i 250 gradi servono 15-18 minuti, 0,6-0,75 kWh. Le due regole che ne seguono: si infila la teglia appena il forno suona, non dieci minuti dopo, e per le cotture lunghe sopra i 40 minuti si può partire a forno freddo, perché il cibo assorbe il calore della salita invece di sprecarlo.
Un fornetto elettrico da appoggio ha in genere 1.000-2.000 W di potenza e 20-40 litri di volume, contro i 65-72 litri di un incasso: scalda un terzo dell'aria, quindi arriva in temperatura in 3-5 minuti invece di 10-15 e per una singola porzione consuma meno. Trenta minuti a 1.500 W con il termostato che stacca sono intorno a 0,4-0,5 kWh, 13-16 centesimi: per riscaldare una pizza, gratinare due fette di pane o cuocere una teglia piccola è la scelta giusta.
Il fornetto perde quando il carico cresce: la coibentazione è sottile, le pareti scottano e a 200 gradi le resistenze restano accese quasi sempre. Una teglia da 4 persone in un fornetto da 30 litri ci mette più tempo che in un forno grande e finisce per consumare quanto lui, con il risultato meno uniforme. La regola pratica: sotto le due porzioni il fornetto, sopra il forno. Chi ha già un fornetto e si chiede quanto consuma un fornetto elettrico rispetto all'incasso trova la risposta con il contatore da presa di cui parliamo più avanti, perché sui fornetti l'etichetta energetica non c'è.
I forni hanno ancora la vecchia etichetta, con le classi da A+++ a D: la nuova scala A-G, introdotta dal 2021 per frigoriferi, lavatrici e lavastoviglie, per i forni non è ancora arrivata, e i negozi la chiamano "scala legacy". Sull'etichetta ci sono il consumo per ciclo in kWh in modalità convenzionale e in modalità ventilata, il volume in litri e la classe, che è calcolata sul consumo rapportato al volume: per questo un forno da 72 litri in classe A può consumare più di uno da 65 litri in A+, e il numero da confrontare è quello in kWh, non la lettera.
I forni economici del 2026 stanno in classe A o A+, con 0,67-0,99 kWh per ciclo: la differenza fra i due gradini vale 0,1-0,2 kWh a cottura, 3-6 centesimi, cioè 5-10 euro l'anno per chi cucina tre volte a settimana. Un A++ o A+++ costa 150-300 euro in più e scende sotto 0,6 kWh: la differenza si ripaga in bolletta solo con un uso quotidiano, e va scelto per l'isolamento e la qualità della cottura più che per il risparmio. La classe non dice niente sulla pirolisi, che è un ciclo a parte.
Un forno di 15-20 anni consuma di più per due ragioni: la guarnizione della porta si indurisce e lascia passare aria calda, e il vetro della porta, spesso singolo o doppio dove i modelli nuovi sono tripli, disperde verso la cucina. Il segno è la porta che scotta e la cucina che si scalda. Sostituire la guarnizione costa 15-30 euro e si fa a mano in dieci minuti; è il primo intervento da fare prima di pensare al forno nuovo. Sotto i 100 kWh l'anno di differenza, un forno nuovo da 200 euro si ripaga in più di sei anni: si cambia perché è rotto, non per la bolletta.
Aprire la porta durante la cottura fa scendere la temperatura di 25-50 gradi ogni volta e il forno riparte a piena potenza per recuperarli: tre aperture in un'ora possono valere 0,2-0,3 kWh in più. Si guarda dal vetro con la luce accesa. La pirolisi, dove c'è, è il ciclo più costoso che il forno sa fare: 1,5-3 ore a circa 500 gradi con le resistenze accese quasi di continuo, cioè fino a 4-5 kWh, 1,30-1,60 euro, per una pulizia. Va usata quando serve, non a calendario, e subito dopo una cottura, quando il forno è già caldo.
L'unico modo per sapere quanto consuma il tuo forno, e non quello del laboratorio, è un misuratore di consumo da presa: si infila fra la presa a muro e la spina, mostra i watt istantanei e accumula i kWh. Costa fra 10 e 25 euro; un modello con schermo leggibile e portata da 16 A è il KETOTEK misuratore di consumi elettrici 16 A, ma qualunque contatore da presa con la funzione kWh va bene, a patto che regga 3.000 W e 16 ampere: i modelli da 10 A non vanno messi su un forno. Attenzione anche alla spina: molti incassi sono collegati direttamente al quadro senza presa, e lì il contatore da presa non si può usare.
La misura si fa su una cottura tipica, per esempio una teglia a 180 gradi ventilato per un'ora, preriscaldamento compreso: si azzera il contatore, si accende, si legge a fine cottura. Un forno recente da 60-70 litri dovrebbe stare fra 0,7 e 1,1 kWh; oltre 1,5 kWh per la stessa cottura c'è una dispersione, e in ordine di probabilità sono la guarnizione, il vetro della porta o il termostato che stacca in ritardo. La stessa misura ripetuta con il fornetto dice, per la tua cucina e le tue porzioni, quale dei due conviene accendere.
Preriscaldare solo quando serve, cioè per i lievitati, la pizza e le cotture brevi; per arrosti, verdure e cotture sopra i 40 minuti si parte a freddo. Usare il ventilato con 15-20 gradi in meno rispetto alla ricetta scritta per lo statico. Non aprire la porta: la luce interna serve a quello. Cuocere più teglie insieme, su due livelli, quando il forno è ventilato: il costo del preriscaldamento si divide.
Spegnere 5-10 minuti prima della fine: un forno chiuso perde pochi gradi e finisce la cottura con il calore accumulato. Tenere pulito il vetro e controllare la guarnizione una volta l'anno, passando la mano lungo il bordo della porta a forno acceso: se esce aria calda, si cambia. Usare le teglie scure e in metallo, che assorbono il calore, invece di quelle in vetro chiaro che lo riflettono e allungano i tempi. Nessuna di queste cose da sola cambia la bolletta; insieme valgono il 20-30 per cento su un uso frequente.
I quattro modelli qui sotto stanno sotto i 225 euro e hanno il consumo per ciclo dichiarato leggibile sulla pagina del negozio; i prezzi sono quelli letti il 18 settembre 2026 e cambiano, la scheda porta alla pagina del prodotto dove c'è quello di oggi. Sono tutti da incasso da 60 centimetri, la taglia standard delle cucine componibili, con il ventilato. Il criterio è stato il consumo dichiarato in rapporto al prezzo, non il prezzo più basso da solo.
Electrolux EOH2H044K, 68 litri, classe A+, 0,89 kWh convenzionale e 0,68 ventilato: 224,00 euro da Unieuro. Il consumo ventilato più basso dei quattro insieme al Koenic, con la classe più alta, 2.790 W di potenza e un listino da 449,90 che spiega la differenza con gli altri: porta con vetro interno estraibile per la pulizia, griglie cromate, cottura multilivello. Il modello da prendere se il forno si usa tutti i giorni, perché i 21 centesimi a cottura in ventilato sono il valore migliore della fascia.
Beko BBIE11100B, 72 litri, classe A, 6 funzioni, 0,88 kWh a ciclo: 184,00 euro da Euronics. Il più capiente del gruppo nel prezzo più basso fra i quattro marchi noti: 72 litri sono una teglia in più rispetto ai 65-68 degli altri, e il consumo dichiarato di 0,88 kWh è in linea con la classe A. Nero, con manopole, senza display: la scelta per chi vuole il forno grande a meno di 190 euro e usa il ventilato senza programmi.
Koenic KBO 312-4, 65 litri, classe A+, 0,99 kWh convenzionale e 0,67 ventilato: 219,99 euro da MediaWorld. Il marchio proprio di MediaWorld: in ventilato consuma quanto l'Electrolux, 0,67 kWh, ma in convenzionale è il più alto dei quattro, quindi è un forno da usare ventilato. 59,5 x 59,5 x 55,5 centimetri, entra in ogni colonna standard. Vale il prezzo se la garanzia del negozio conta più del marchio sulla porta.
Beko BBIE14100X Multi6, 72 litri, classe A, 0,88 kWh convenzionale e 0,81 ventilato: 178,99 euro da Yeppon. Il prezzo più basso dei quattro, con la finitura inox e il sistema HidroClean per la pulizia a vapore, 2.400 W di potenza. In ventilato consuma 0,13-0,14 kWh in più per ciclo rispetto all'Electrolux e al Koenic, cioè 4 centesimi a cottura: a tre cotture a settimana sono 6-7 euro l'anno, che contro 41-45 euro di differenza sul prezzo si pareggiano in sei anni. Per un uso non quotidiano è il migliore rapporto fra prezzo e consumo del gruppo.
Messi in fila, fra il modello che consuma meno in ventilato e quello che consuma di più la differenza è 0,14 kWh a cottura: 4 centesimi, 7 euro l'anno a tre cotture a settimana, 22 euro a una al giorno. È il motivo per cui su un forno economico il consumo si guarda dopo il volume e la modalità di cottura, non prima: la differenza in bolletta fra un A e un A+ di questa fascia si vede solo con un uso quotidiano.
I 5 negozi qui sotto hanno tutti la classe energetica fra i filtri della categoria forni e mostrano il consumo per ciclo nella scheda del prodotto: è il requisito che li ha fatti entrare in questa lista, perché senza quel dato il confronto di questa guida non si può fare. Il primo è un comparatore, gli altri quattro sono catene con consegna, installazione e ritiro dell'usato.
PrezziDigitali è un comparatore italiano di prezzi di elettronica ed elettrodomestici: raccoglie i listini di più negozi online e li mette in fila per lo stesso modello, con il prezzo aggiornato e il link al negozio che lo vende. Per un forno da incasso, dove lo stesso codice può costare 30-50 euro di differenza fra una catena e l'altra, è il posto dove guardare prima di aprire i siti uno a uno.
Nella categoria forni da incasso di PrezziDigitali, con 957 modelli a settembre 2026, si cerca per codice modello, ad esempio "BBIE14100X", e si vede in una schermata chi lo ha e a quanto. Non vende niente: il carrello si fa sul negozio scelto. Serve a scegliere il negozio, non il forno.
Unieuro è una delle catene di elettronica con più punti vendita in Italia, e il sito è la vetrina di quel magazzino: la categoria forni da incasso, 205 modelli disponibili a settembre 2026, si filtra per marca, prezzo, classe energetica e tipo di pulizia. Nella scheda del prodotto il consumo per ciclo sta fra le specifiche insieme alla potenza in watt, un dato che molti negozi non riportano. È il negozio dell'Electrolux in classe A+ di questa guida.
Nella sezione forni da incasso di Unieuro conviene ordinare per prezzo crescente dopo aver messo il filtro sulla classe A+: escono i modelli dove il rapporto fra prezzo e consumo è migliore. L'installazione e il ritiro del vecchio (RAEE) si aggiungono come servizi al momento dell'ordine.
Euronics è un gruppo di negozi indipendenti sotto un'insegna unica, con il sito che vende per tutta la catena: la categoria forni da incasso conta 209 prodotti a settembre 2026, con i filtri per classe energetica, volume, tipo di pulizia e marca. Nella scheda il consumo per ciclo e la classe stanno nella tabella delle caratteristiche. È il negozio del Beko da 72 litri a 184 euro di questa guida.
Nella categoria forni da incasso di Euronics il filtro da mettere per primo è il volume, 65 litri o più, e poi la classe: sotto i 200 euro escono i modelli di Beko, Candy e Hisense. Il ritiro in negozio è gratuito dove il punto vendita aderisce.
MediaWorld ha la categoria forni da incasso più grande fra le catene, 808 prodotti a settembre 2026, con il marchio proprio Koenic accanto a Electrolux, Bosch, Samsung e Whirlpool. I filtri coprono classe energetica, volume, funzione pirolitica e vapore; nella scheda il consumo per ciclo in convenzionale e ventilato è in due righe separate, il modo giusto di leggerlo.
Nella sezione forni da incasso di MediaWorld il Koenic in A+ a 219,99 euro è il modello di questa guida; il ritiro in negozio e l'installazione con smontaggio del vecchio forno si scelgono nel carrello.
Yeppon è un negozio online italiano, senza punti vendita, che tiene i prezzi più bassi delle catene su elettrodomestici e clima: la categoria forni elettrici conta 315 prodotti a settembre 2026, incasso e libera installazione insieme, con i filtri per disponibilità, marca, prezzo e classe. Nella scheda il consumo convenzionale e ventilato è nella tabella tecnica insieme alla potenza in watt. È il negozio del Beko inox a 178,99 euro, il prezzo più basso di questa guida.
Nella categoria forni elettrici di Yeppon conviene mettere il filtro "disponibile" prima di ordinare per prezzo, perché 55 dei 315 modelli sono esauriti. La consegna al piano e il ritiro del vecchio si scelgono nel carrello.
Un forno da incasso recente, a 180 gradi ventilato, consuma fra 0,7 e 1 kWh in un'ora, preriscaldamento compreso: 22-32 centesimi a 31,63 centesimi al kWh, il prezzo di riferimento ARERA del terzo trimestre 2026. A 250 gradi si arriva a 1,5-2 kWh; un forno vecchio con la guarnizione consumata supera i 2 kWh anche a 180.
Fra 2.000 e 3.000 W per un incasso da 60 centimetri: 2.400 W il Beko BBIE14100X, 2.790 W l'Electrolux EOH2H044K. È la potenza massima, assorbita solo nel preriscaldamento; a temperatura raggiunta il termostato tiene le resistenze accese meno di metà del tempo, quindi in un'ora il forno consuma circa 1 kWh, non 2,5.
Per una porzione il fornetto: 1.000-2.000 W e 20-40 litri, arriva in temperatura in 3-5 minuti e in mezz'ora consuma 0,4-0,5 kWh. Per una teglia da 4 persone il forno grande: nel fornetto la cottura è più lunga, le pareti disperdono e il consumo finisce per essere uguale con un risultato meno uniforme.
Sì, del 24-32 per cento sui modelli di questa guida: l'Electrolux EOH2H044K dichiara 0,89 kWh in convenzionale e 0,68 in ventilato, il Koenic KBO 312-4 0,99 contro 0,67. La ventola porta il calore sul cibo da tutti i lati, quindi si cuoce con 15-20 gradi in meno e in meno tempo.
Un ciclo di pirolisi dura 1,5-3 ore a circa 500 gradi con le resistenze accese quasi di continuo: fino a 4-5 kWh, cioè 1,30-1,60 euro, quanto quattro o cinque cotture normali. Conviene farla subito dopo una cottura, a forno già caldo, e solo quando lo sporco lo richiede.
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