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Quanto costa aprire una partita IVA nel 2026: la pratica all'Agenzia delle Entrate è gratuita, ma artigiani e commercianti pagano bollo e diritti camerali, e tutti versano i contributi INPS. Le cifre per i tre profili, un esempio di calcolo per il forfettario, i costi nascosti e le domande più frequenti.
Aprire una partita IVA non costa nulla in sé: la pratica all'Agenzia delle Entrate è gratuita. I soldi se ne vanno altrove: nei diritti di Camera di Commercio se sei artigiano o commerciante, nei contributi INPS, nella PEC e, se non vuoi fare tutto da solo, nel commercialista. Questa guida mette in fila le cifre del 2026 per capire quanto costa aprire una partita IVA nei tre casi più comuni.
Un avvertimento prima dei numeri: gli importi INPS e camerali arrivano da circolari e tabelle riprese da siti specializzati, non dal testo originale di ogni ente, e i diritti camerali cambiano da una Camera all'altra. Prima di versare qualcosa, controlla la cifra sul sito della tua Camera di Commercio e dell'INPS.

La spesa di apertura dipende da cosa fai, non dal regime fiscale. Questi sono gli ordini di grandezza per il 2026, aprendo da soli:
| Profilo | Costo di apertura | Contributi INPS all'anno | Camera di Commercio |
|---|---|---|---|
| Libero professionista (senza cassa) | 0 € | 26,07% del reddito | No |
| Artigiano | circa 35,50 € (bollo e diritti) | 4.521,36 € fissi (sul minimale) | circa 53 € l'anno |
| Commerciante | circa 35,50 € (bollo e diritti) | 4.611,64 € fissi (sul minimale) | circa 53 € l'anno |
La differenza vera sta nei contributi: il libero professionista paga in proporzione a quanto guadagna, artigiani e commercianti pagano una quota fissa anche se fatturano poco.
La dichiarazione di inizio attività si presenta con il modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate. Non ci sono imposte né bolli da pagare per la partita IVA in sé. Puoi inviarlo in quattro modi:
Il numero di partita IVA viene assegnato di norma entro un giorno circa. Nel modello scegli il codice ATECO e il regime: se hai i requisiti conviene guardare la partita IVA forfettaria, che ha un'imposta sostitutiva al 15% (5% per i primi cinque anni, a certe condizioni).
Un commercialista che si occupa solo dell'apertura chiede in media intorno ai 150 €, ma è una cifra indicativa che arriva da una sola fonte e varia molto da studio a studio.
Se la tua attività è artigianale o commerciale, oltre all'Agenzia delle Entrate devi iscriverti al Registro delle Imprese con la ComUnica, che porta con sé anche l'apertura della posizione INPS. Qui compaiono costi che il libero professionista non ha:
Gli importi cambiano da Camera a Camera, quindi la tabella sopra è una stima. I liberi professionisti non sono soggetti al diritto camerale.
Per il 2026 il minimale di reddito è 18.808 €. Su quella base i contributi fissi sono 4.521,36 € per gli artigiani e 4.611,64 € per i commercianti, da pagare in quattro rate (scadenze indicative: 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre e 16 febbraio dell'anno dopo). I forfettari possono chiedere lo sconto del 35% sui contributi, con domanda da fare all'INPS. Sui tempi e sul rinnovo annuale della domanda le fonti non sono concordi, quindi verifica sul sito INPS.
Se non hai una cassa di categoria ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. Nel 2026 l'aliquota è del 26,07% (24% se sei già pensionato o assicurato altrove) e si calcola sul reddito, non su un minimale.
Un esempio semplificato, forfettario con coefficiente di redditività al 78%, con 20.000 € di ricavi in un anno:
| Voce | Importo |
|---|---|
| Reddito imponibile (20.000 € x 78%) | 15.600 € |
| Contributi INPS (26,07%) | circa 4.067 € |
| Imposta sostitutiva al 5% | circa 577 € |
| Imposta sostitutiva al 15% | circa 1.730 € |
L'imposta è calcolata sul reddito al netto dei contributi versati nello stesso anno. È un conto semplificato: non considera acconti, altre deduzioni né l'eventuale cassa previdenziale. Per i limiti di ricavi e i requisiti del forfettario, vedi la guida sulla partita IVA forfettaria.
Se non vuoi gestire da solo dichiarazioni, F24 e fatture, un commercialista online costa meno di uno studio tradizionale. Tre servizi pensati per chi ha il forfettario:
Fiscozen: apertura e gestione della partita IVA con un commercialista dedicato e un'app. Per i liberi professionisti forfettari il piano è 49,90 € al mese IVA inclusa o 499 € l'anno, con contratto di 12 mesi (prezzi da verificare sul sito).
Lieve: servizio dedicato ai forfettari, con apertura della partita IVA e gestione degli adempimenti.
FidoCommercialista: commercialista online con consulenza a distanza per partite IVA individuali.
Per un confronto completo, leggi le migliori alternative a Fiscozen e la guida ai migliori siti di commercialista online.
Sì, la pratica all'Agenzia delle Entrate non ha costi. Artigiani e commercianti pagano però bollo, diritti di segreteria e il diritto annuale alla Camera di Commercio, e tutti pagano i contributi INPS.
L'apertura in sé è gratuita: il regime forfettario si sceglie nello stesso modello. Cambiano i costi successivi, cioè contributi INPS, imposta sostitutiva e l'eventuale commercialista.
Per la partita IVA individuale non è sempre richiesta al momento dell'apertura, ma il domicilio digitale è obbligatorio per chi si iscrive al Registro Imprese e comunque utile per comunicare con la pubblica amministrazione.
No, puoi farlo da solo con il modello AA9/12. Il commercialista conviene per scegliere ATECO e regime con criterio e per gestire poi dichiarazioni e fatture.
Di solito il numero viene assegnato in circa un giorno dall'invio del modello.
Solo se fai l'artigiano o il commerciante, o eserciti un'attività d'impresa. I liberi professionisti senza albo da iscrivere al Registro Imprese non ne sono soggetti.
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