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Quanto costa aprire una partita IVA nel 2026: i costi per professionisti, artigiani e commercianti

Quanto costa aprire una partita IVA nel 2026: la pratica all'Agenzia delle Entrate è gratuita, ma artigiani e commercianti pagano bollo e diritti camerali, e tutti versano i contributi INPS. Le cifre per i tre profili, un esempio di calcolo per il forfettario, i costi nascosti e le domande più frequenti.

Tobia Borrata
Tobia Borrata
2 novembre 2026 8 min 1 letture

Aprire una partita IVA non costa nulla in sé: la pratica all'Agenzia delle Entrate è gratuita. I soldi se ne vanno altrove: nei diritti di Camera di Commercio se sei artigiano o commerciante, nei contributi INPS, nella PEC e, se non vuoi fare tutto da solo, nel commercialista. Questa guida mette in fila le cifre del 2026 per capire quanto costa aprire una partita IVA nei tre casi più comuni.

Un avvertimento prima dei numeri: gli importi INPS e camerali arrivano da circolari e tabelle riprese da siti specializzati, non dal testo originale di ogni ente, e i diritti camerali cambiano da una Camera all'altra. Prima di versare qualcosa, controlla la cifra sul sito della tua Camera di Commercio e dell'INPS.

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Un portatile aperto su una scrivania di legno, con taccuino, penna, smartphone e una tazzina di caffè
Foto: Free-Photos da Pixabay, CC0, via Wikimedia Commons

Quanto costa aprire una partita IVA: la risposta in breve

La spesa di apertura dipende da cosa fai, non dal regime fiscale. Questi sono gli ordini di grandezza per il 2026, aprendo da soli:

ProfiloCosto di aperturaContributi INPS all'annoCamera di Commercio
Libero professionista (senza cassa)0 €26,07% del redditoNo
Artigianocirca 35,50 € (bollo e diritti)4.521,36 € fissi (sul minimale)circa 53 € l'anno
Commerciantecirca 35,50 € (bollo e diritti)4.611,64 € fissi (sul minimale)circa 53 € l'anno

La differenza vera sta nei contributi: il libero professionista paga in proporzione a quanto guadagna, artigiani e commercianti pagano una quota fissa anche se fatturano poco.

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Aprire la partita IVA da soli è gratis

La dichiarazione di inizio attività si presenta con il modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate. Non ci sono imposte né bolli da pagare per la partita IVA in sé. Puoi inviarlo in quattro modi:

  • online, con i servizi Entratel o Fisconline;
  • via PEC;
  • con raccomandata;
  • di persona, in un ufficio dell'Agenzia.

Il numero di partita IVA viene assegnato di norma entro un giorno circa. Nel modello scegli il codice ATECO e il regime: se hai i requisiti conviene guardare la partita IVA forfettaria, che ha un'imposta sostitutiva al 15% (5% per i primi cinque anni, a certe condizioni).

Un commercialista che si occupa solo dell'apertura chiede in media intorno ai 150 €, ma è una cifra indicativa che arriva da una sola fonte e varia molto da studio a studio.

Artigiani e commercianti: i costi in più

Se la tua attività è artigianale o commerciale, oltre all'Agenzia delle Entrate devi iscriverti al Registro delle Imprese con la ComUnica, che porta con sé anche l'apertura della posizione INPS. Qui compaiono costi che il libero professionista non ha:

  • imposta di bollo: circa 17,50 €;
  • diritti di segreteria: circa 18 € se la pratica è telematica (un po' di più allo sportello);
  • diritto annuale della Camera di Commercio: circa 53 € nella sezione speciale, intorno a 120 € nella sezione ordinaria, da versare con F24 (codice tributo 3850) alla sola Camera in cui sei iscritto.

Gli importi cambiano da Camera a Camera, quindi la tabella sopra è una stima. I liberi professionisti non sono soggetti al diritto camerale.

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I contributi INPS 2026

Per il 2026 il minimale di reddito è 18.808 €. Su quella base i contributi fissi sono 4.521,36 € per gli artigiani e 4.611,64 € per i commercianti, da pagare in quattro rate (scadenze indicative: 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre e 16 febbraio dell'anno dopo). I forfettari possono chiedere lo sconto del 35% sui contributi, con domanda da fare all'INPS. Sui tempi e sul rinnovo annuale della domanda le fonti non sono concordi, quindi verifica sul sito INPS.

Libero professionista: niente quota fissa, ma il 26,07%

Se non hai una cassa di categoria ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. Nel 2026 l'aliquota è del 26,07% (24% se sei già pensionato o assicurato altrove) e si calcola sul reddito, non su un minimale.

Un esempio semplificato, forfettario con coefficiente di redditività al 78%, con 20.000 € di ricavi in un anno:

VoceImporto
Reddito imponibile (20.000 € x 78%)15.600 €
Contributi INPS (26,07%)circa 4.067 €
Imposta sostitutiva al 5%circa 577 €
Imposta sostitutiva al 15%circa 1.730 €

L'imposta è calcolata sul reddito al netto dei contributi versati nello stesso anno. È un conto semplificato: non considera acconti, altre deduzioni né l'eventuale cassa previdenziale. Per i limiti di ricavi e i requisiti del forfettario, vedi la guida sulla partita IVA forfettaria.

I costi che nessuno ti dice all'inizio

  • PEC: serve il domicilio digitale. Si trova da pochi euro fino a circa 60 € l'anno, a seconda del gestore.
  • Firma digitale: da 30 a 70 € circa, serve soprattutto per le pratiche al Registro Imprese. Un libero professionista spesso non ne ha bisogno.
  • Fatturazione elettronica: obbligatoria anche per i forfettari. Molti commercialisti online includono il software nel canone, altrimenti si paga a parte.
  • Commercialista: la voce più pesante nel tempo, perché non è un costo di apertura ma ricorrente. Per capire le cifre, c'è la guida su quanto costa un commercialista.

Dove aprire la partita IVA con un commercialista online

Se non vuoi gestire da solo dichiarazioni, F24 e fatture, un commercialista online costa meno di uno studio tradizionale. Tre servizi pensati per chi ha il forfettario:

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Fiscozen: apertura e gestione della partita IVA con un commercialista dedicato e un'app. Per i liberi professionisti forfettari il piano è 49,90 € al mese IVA inclusa o 499 € l'anno, con contratto di 12 mesi (prezzi da verificare sul sito).

Lieve: servizio dedicato ai forfettari, con apertura della partita IVA e gestione degli adempimenti.

FidoCommercialista: commercialista online con consulenza a distanza per partite IVA individuali.

Per un confronto completo, leggi le migliori alternative a Fiscozen e la guida ai migliori siti di commercialista online.

Domande frequenti

Aprire la partita IVA è gratis?

Sì, la pratica all'Agenzia delle Entrate non ha costi. Artigiani e commercianti pagano però bollo, diritti di segreteria e il diritto annuale alla Camera di Commercio, e tutti pagano i contributi INPS.

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Quanto costa aprire una partita IVA forfettaria?

L'apertura in sé è gratuita: il regime forfettario si sceglie nello stesso modello. Cambiano i costi successivi, cioè contributi INPS, imposta sostitutiva e l'eventuale commercialista.

Serve la PEC per aprire la partita IVA?

Per la partita IVA individuale non è sempre richiesta al momento dell'apertura, ma il domicilio digitale è obbligatorio per chi si iscrive al Registro Imprese e comunque utile per comunicare con la pubblica amministrazione.

Serve un commercialista per aprire la partita IVA?

No, puoi farlo da solo con il modello AA9/12. Il commercialista conviene per scegliere ATECO e regime con criterio e per gestire poi dichiarazioni e fatture.

Quanto tempo ci vuole per avere il numero di partita IVA?

Di solito il numero viene assegnato in circa un giorno dall'invio del modello.

Devo iscrivermi alla Camera di Commercio?

Solo se fai l'artigiano o il commerciante, o eserciti un'attività d'impresa. I liberi professionisti senza albo da iscrivere al Registro Imprese non ne sono soggetti.

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