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I pneumatici usati non si possono portare in isola ecologica: la legge li fa raccogliere solo dai gommisti. Ecco come si smaltiscono e chi paga.
I pneumatici usati si smaltiscono portandoli a un gommista, non in isola ecologica. È la parte che sorprende quasi tutti: secondo Ecopneus, il consorzio che gestisce la filiera sotto la vigilanza del Ministero dell'Ambiente, i pneumatici fuori uso vanno raccolti esclusivamente presso gli operatori del ricambio autorizzati. Un privato non può conferirli autonomamente a un centro di raccolta comunale.
Tre cose che cambiano la giornata a chi ha quattro gomme in garage:
Qui sotto trovi cosa fare con i pneumatici che hai già in casa, quanto costa davvero lo smaltimento, chi lo paga e cosa dice la norma.
I pneumatici usati si portano a un operatore del ricambio autorizzato, cioè un gommista, un'officina o un centro che si occupa di sostituzione. Secondo le indicazioni di Ecopneus la raccolta avviene solo lì, e questo esclude tre strade che sembrano naturali:
La strada corretta è chiedere al gommista. Se le gomme in garage vengono da una sostituzione fatta altrove, o da un'auto venduta, spiega la situazione: molti operatori le accettano comunque, alcuni chiedono un contributo perché quel ritiro non è coperto dal contributo ambientale che hanno incassato loro.
Lo smaltimento di un pneumatico sostituito dal gommista non si paga a parte, perché è già stato pagato all'acquisto. Il meccanismo è il contributo ambientale: secondo Ecopneus, per gli pneumatici da autovettura vale da 1,80 a 3,70 euro a pneumatico, e varia in base al tipo e al peso.
| Chi lo versa | Quando | Quanto (auto) |
|---|---|---|
| Produttori e importatori | All'immissione sul mercato del ricambio | Da 1,80 a 3,70 € a pneumatico |
Il contributo viene poi ribaltato sul prezzo di vendita, quindi chi lo paga materialmente è l'automobilista, ma non come voce di smaltimento: come parte del prezzo delle gomme nuove. È il motivo per cui un gommista che ti chiede un extra per portare via le vecchie, nel contesto di una sostituzione, sta chiedendo una cosa che hai già saldato.
Il caso diverso è quello dei pneumatici che porti senza comprare nulla. Lì il contributo di quelle gomme è stato incassato da chi te le ha vendute anni fa, non da chi te le ritira oggi, e una richiesta di pagamento ha una sua logica.
La norma di riferimento è l'articolo 228 del D.Lgs. 152/2006, il Testo Unico Ambientale, integrato dal D.M. 11 aprile 2011 n. 82, che definisce cosa sia un pneumatico fuori uso.
Secondo quella definizione, un PFU è un pneumatico rimosso dal suo impiego in qualunque momento della sua vita, di cui il detentore si disfi o abbia l'obbligo di disfarsi, e che non venga ricostruito o riutilizzato. Il punto giuridico è che dal momento in cui viene smontato dal veicolo diventa un rifiuto, con tutto quello che comporta in termini di tracciabilità.
La legge impone a produttori e importatori di gestire ogni anno una quantità di PFU pari ad almeno il 95% di quanto immesso sul mercato del ricambio l'anno precedente. È l'obbligo che finanzia tutta la filiera e la ragione per cui il sistema regge senza costi diretti per chi cambia le gomme.
L'abbandono di rifiuti è sanzionato dall'articolo 255 dello stesso decreto. Gli importi sono stati modificati più volte e vanno verificati sul testo vigente: qui non li riportiamo perché le cifre che circolano nelle guide online sono spesso ferme a versioni superate della norma.
La filiera dei PFU è gestita da consorzi di produttori e importatori, e il principale in Italia è Ecopneus. Secondo quanto il consorzio dichiara, opera sotto la supervisione del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, a cui trasmette una rendicontazione economica e operativa completa, ed è controllato internamente dal Collegio Sindacale e da un Organismo di Vigilanza.
Non è però l'unico sistema. La normativa consente anche altre forme di gestione, consortili o individuali, per i produttori che scelgono di non aderire. Per chi deve smaltire quattro gomme la differenza è nulla: il punto di conferimento resta il gommista.
Un dettaglio utile a chi ha un'attività e non solo un'auto. Il gommista che ritira i PFU ha adempimenti suoi, con registro di carico e scarico e formulario di identificazione del rifiuto. Chi consegna quantitativi importanti dovrebbe accordarsi prima, non presentarsi con un furgone pieno.
I pneumatici abbandonati si segnalano al proprio Comune, che è l'ente competente per la rimozione. Secondo le indicazioni di Ecopneus è la via da seguire per i cumuli lasciati in campagna, ai bordi delle strade o nei terreni incolti.
Esistono anche interventi straordinari. Nelle province di Napoli e Caserta è attivo un protocollo specifico che permette a Ecopneus di effettuare raccolte straordinarie, nato per affrontare l'accumulo storico di quelle aree.
La segnalazione va fatta in modo diverso a seconda di dove sta il cumulo:
Un pneumatico si può riutilizzare solo se non è ancora un rifiuto, cioè se battistrada e struttura sono in condizioni di sicurezza. La differenza fra "usato" e "fuori uso" è proprio questa. Non è un dettaglio linguistico: un pneumatico usato si può rivendere, uno fuori uso no.
Secondo Ecopneus, la gomma riciclata dai PFU trova impiego in quattro filiere:
Il riciclo creativo domestico, quello delle fioriere e delle altalene, è un'altra cosa. È legittimo, ma non è smaltimento: un pneumatico trasformato in fioriera resta a casa tua e prima o poi dovrà comunque prendere la strada del gommista.
Se le gomme che vuoi togliere sono ancora buone e stai valutando la sostituzione per stagionalità, prima di smaltirle conviene capire se conviene tenerle: ne abbiamo scritto in quando sostituire i pneumatici dell'auto e in se le gomme quattro stagioni convengono. Se invece il cambio è quello stagionale, date, strade interessate e sanzioni stanno nella guida all'obbligo delle gomme invernali.
Le domande più frequenti sullo smaltimento dei pneumatici usati sono cinque e riguardano dove portarli, quanto costa e cosa dice la norma.
Dove si buttano i pneumatici usati?
Da un gommista o da un operatore del ricambio autorizzato. Non in isola ecologica, dove un privato non può conferirli.
Il gommista è obbligato a ritirare le gomme vecchie?
Sì, quando effettua la sostituzione deve prendere in carico i pneumatici rimossi e avviarli al recupero.
Quanto costa lo smaltimento?
Nulla in più al momento della sostituzione: è coperto dal contributo ambientale, da 1,80 a 3,70 euro a pneumatico per le auto, già incluso nel prezzo delle gomme nuove.
Posso portare i pneumatici in discarica?
No. I PFU hanno una filiera separata e non seguono il circuito dei rifiuti urbani.
Cosa faccio se trovo pneumatici abbandonati?
Si segnala al Comune. Nelle province di Napoli e Caserta esiste un protocollo che consente raccolte straordinarie.
Normativa e importi del contributo sono quelli pubblicati da Ecopneus e verificati il 3 agosto 2026. Trattandosi di materia che cambia, prima di una pratica importante conviene ricontrollare alla fonte.
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