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Il limite legale del battistrada, come si legge la data di produzione sul fianco della gomma e perché uno pneumatico può essere da cambiare pur essendo a norma.
Uno pneumatico si cambia per due ragioni indipendenti fra loro: perché è consumato o perché è vecchio. La prima ha un limite di legge preciso, 1,60 mm di battistrada; la seconda no, ed è quella che quasi nessuno controlla.
I tre parametri da verificare sono questi:
Qui sotto trovi come si controlla ciascuno, cosa si rischia e dove comprare le gomme nuove.
Il limite di legge è 1,60 mm di profondità degli intagli principali per autoveicoli, filoveicoli e rimorchi, secondo l'art. 237 del Regolamento di esecuzione del Codice della Strada. Per i motoveicoli il minimo scende a 1,00 mm e per i ciclomotori a 0,50 mm.
| Veicolo | Battistrada minimo |
|---|---|
| Autoveicoli, filoveicoli, rimorchi | 1,60 mm |
| Motoveicoli | 1,00 mm |
| Ciclomotori | 0,50 mm |
Circolare oltre il limite comporta una sanzione da 87 a 344 euro e la decurtazione di 2 punti dalla patente, secondo l'art. 79 comma 4 del Codice della Strada. La verifica si fa a occhio con gli indicatori di usura, cioè i rilievi presenti dentro gli intagli: quando il battistrada arriva al loro livello, la gomma è al minimo. Ad esempio uno pneumatico a 1,7 mm è ancora legale ma su acqua ha già perso gran parte della capacità di drenaggio.
La data di produzione è nel codice DOT stampato sul fianco della gomma, nelle ultime quattro cifre: le prime due indicano la settimana da 01 a 52 e le ultime due l'anno. È l'unico modo di sapere quanti anni ha davvero una gomma, e non coincide con la data di acquisto.
La lettura è immediata una volta capito lo schema:
Ad esempio uno pneumatico marcato DOT 2621 è stato prodotto nella ventiseiesima settimana del 2021. Nella nostra esperienza è il controllo da fare anche in fase di acquisto, perché un treno di gomme "nuove" può essere rimasto in magazzino per anni prima di essere venduto.
Non esiste un limite di legge sull'età di uno pneumatico, ma esistono due soglie tecniche indicate dai costruttori e vanno tenute distinte. La prima riguarda il prodotto mai montato, la seconda la gomma in uso.
Le due soglie sono queste:
Attenzione a non trasformare queste indicazioni in obblighi: una gomma di undici anni con battistrada sopra 1,60 mm non è fuorilegge, semplicemente ha una mescola invecchiata che ha perso elasticità. Ad esempio su un'auto usata poco, tipica seconda macchina, il battistrada resta alto per anni mentre la gomma invecchia comunque: è il caso in cui il DOT conta più del consumo.
Lo stato di uno pneumatico si valuta anche su segnali visibili che non hanno nulla a che vedere con la profondità degli intagli. Sono difetti che rendono la gomma da sostituire subito, indipendentemente da quanto battistrada resta.
I segnali che impongono la sostituzione sono tre:
L'usura irregolare è anche una diagnosi: consumo al centro significa pressione troppo alta, consumo sulle due spalle esterne significa pressione troppo bassa, consumo su un solo lato indica un problema di assetto. Cambiare le gomme senza correggere la causa porta a ripetere lo stesso consumo sul treno nuovo, e il controllo della pressione degli pneumatici è il primo passaggio da fare.
Cambiare solo due pneumatici è possibile e diffuso, ma la regola sulla posizione è quella che quasi tutti sbagliano: le gomme nuove vanno montate sull'asse posteriore, anche su un'auto a trazione anteriore. Il posteriore che perde aderenza prima dell'anteriore produce un sovrasterzo difficile da correggere.
Le condizioni per farlo in sicurezza sono queste:
Ad esempio montare due invernali davanti e lasciare due estive dietro è la combinazione peggiore possibile, perché crea due assi con comportamenti diversi sulla stessa superficie. Le regole del periodo invernale stanno nella guida sull'obbligo delle gomme invernali, mentre il confronto con la soluzione unica è nella pagina sulle gomme 4 stagioni.
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