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Stufa elettrica a basso consumo: una da 2.000 W costa 63 centesimi l'ora, una da 600 W 19. Quale tipo consuma meno, i conti per giorno, mese e stagione, 40 e 100 mq, bagno, contatore da 3 kW, il confronto con metano e pompa di calore, 4 modelli e i negozi.
Una stufa elettrica a basso consumo, nel senso in cui la intende chi la cerca, non esiste: ogni stufa elettrica a resistenza trasforma 1 kWh di corrente in 1 kWh di calore, dal termoventilatore da 18 euro al radiatore a olio da 100. Con la corrente a 31,63 centesimi al kWh (prezzo di riferimento ARERA per i clienti vulnerabili, terzo trimestre 2026, tasse incluse) una stufa da 2.000 W costa 63 centesimi per ogni ora a piena potenza, una da 600 W ne costa 19. A far consumare meno sono tre cose: una potenza più bassa per scaldare una persona invece di una stanza, un termostato che stacca la resistenza quando la stanza è calda, e un timer che la spegne quando nessuno c'è.
Detta così sembra una delusione, ma è la parte utile: la differenza fra una stufa che in una stagione costa 90 euro e una che ne costa 380 non sta nella tecnologia scritta sulla scatola, sta nella potenza scelta e in come viene usata. Questa guida mette in fila i conti per potenza, per ore e per mese, i tipi di stufa con il loro uso giusto, le stufe elettriche davvero parche (carbonio e infrarossi per la persona, convettore in modalità eco, radiatore a olio con termostato), cosa si può scaldare con 40 e con 100 metri quadrati, il bagno, il termosifone elettrico, il confronto con metano, pellet e pompa di calore, il contatore da 3 kW, quattro modelli in vendita e i negozi dove comprarli.

Sulle scatole si legge "basso consumo", "risparmio energetico fino al 40%", "eco". Nessuna di queste frasi dice che la stufa produce più calore con la stessa corrente: una resistenza elettrica ha un rendimento del 100% per definizione, e i watt che entrano escono tutti come calore. Il risparmio promesso viene sempre da una di queste tre cose: la stufa lavora a una potenza più bassa, il termostato elettronico la tiene accesa meno tempo, oppure scalda la persona con i raggi infrarossi invece di scaldare tutta l'aria della stanza.
Dal 2018 le stufe elettriche vendute in Europa devono rispettare il regolamento Ecodesign (UE) 2015/1188 sugli apparecchi per il riscaldamento d'ambiente locale, che misura una "efficienza stagionale" e premia proprio il controllo: termostato elettronico, timer settimanale, sensore di finestra aperta, rilevatore di presenza. Per questo i modelli con la sola manopola da 1 a 6 sono quasi spariti dai negozi. Il numero che conta per la bolletta, però, resta la potenza di targa moltiplicata per le ore in cui la resistenza è davvero accesa.
Il conto si fa così: kWh = watt diviso 1.000 per le ore, poi per il prezzo del kWh. Una stufa da 1.500 W accesa 3 ore consuma 4,5 kWh, che a 31,63 centesimi costano 1,42 euro. Chi ha un'offerta del mercato libero trova il proprio prezzo in bolletta, di solito fra 25 e 35 centesimi al kWh con le quote fisse spalmate sui consumi.
| Potenza | Che stufa è | Costo di 1 ora | 4 ore | 8 ore |
|---|---|---|---|---|
| 400 W | Pannello a infrarossi da scrivania, carbonio al minimo | 0,13 euro | 0,51 euro | 1,01 euro |
| 600 W | Stufa al carbonio o al quarzo, livello pieno | 0,19 euro | 0,76 euro | 1,52 euro |
| 750-800 W | Convettore o radiatore al livello basso | 0,24-0,25 euro | 0,95-1,01 euro | 1,90-2,02 euro |
| 1.500 W | Ceramico PTC, radiatore a olio medio | 0,47 euro | 1,90 euro | 3,80 euro |
| 2.000 W | Termoventilatore, termoconvettore, radiatore grande | 0,63 euro | 2,53 euro | 5,06 euro |
Sono costi a resistenza sempre accesa, cioè il tetto. Nella prima mezz'ora, con la stanza fredda, il termostato non stacca mai e il tetto è anche il consumo vero; dopo, in una stanza da 15 metri quadrati con la porta chiusa, la resistenza di una stufa da 2.000 W resta accesa il 40-50% del tempo, e la potenza media scende a 800-1.200 W.
I quattro profili qui sotto sono quelli che coprono quasi tutti gli usi reali, con il termostato che lavora e una stagione di cinque mesi, da novembre a marzo.
| Uso | Potenza e ore | kWh al giorno | Al mese | In 5 mesi |
|---|---|---|---|---|
| Bagno la mattina | 2.000 W, 30 minuti, sempre accesa | 1 | 9,49 euro | 47 euro |
| Scrivania, stufa al carbonio | 600 W, 8 ore, sempre accesa | 4,8 | 45,55 euro | 228 euro |
| Camera di notte, livello eco | 1.500 W, 8 ore, accesa il 40% del tempo | 4,8 | 45,55 euro | 228 euro |
| Studio in smart working | 2.000 W, 8 ore, accesa il 50% del tempo | 8 | 75,91 euro | 380 euro |
La riga della scrivania è quella che sorprende: una stufa al carbonio da 600 W costa quanto un convettore da 1.500 W con il termostato, perché non si ferma mai, non avendo una temperatura da raggiungere. Conviene solo se al posto suo ci sarebbe un termoventilatore da 2.000 W che scalda 15 metri quadrati per una persona sola: lì si risparmiano 30 euro al mese. Se invece la stanza va scaldata comunque, il convettore con il termostato fa la stessa spesa e scalda tutto.
A parità di calore prodotto consumano uguale. Cambia dove va il calore e quanto in fretta arriva, e da questo dipende quante ore la stufa resta accesa, che è la vera variabile della bolletta.
| Tipo | Potenza tipica | Quando si sente il caldo | Rumore | Dove rende |
|---|---|---|---|---|
| Termoventilatore | 1.000-2.000 W | 1-2 minuti, davanti alla griglia | 40-55 dB | Bagno, uso breve |
| Ceramico PTC | 1.500-2.000 W | 1-2 minuti | 34-45 dB | Studio, uso lungo con termostato |
| Termoconvettore | 750-2.000 W | 10-15 minuti, tutta la stanza | Nessuno o quasi | Camera, stanza chiusa |
| Radiatore a olio | 800-2.500 W | 15-20 minuti, poi inerzia | Nessuno | Camera di notte, stanze grandi |
| Carbonio, quarzo, alogena | 400-1.200 W | Subito, solo su chi ha davanti | Nessuno | Scrivania, veranda, garage |
Il termoventilatore scalda subito la zona davanti alla griglia e smette appena si spegne: è il tipo giusto per mezz'ora in bagno, quello sbagliato per otto ore di studio. Il ceramico PTC è un termoventilatore con la resistenza che si autoregola: stesso consumo, meno odore di polvere bruciata, più silenzio. Il termoconvettore scalda l'aria per convezione naturale, senza ventola o con una ventola turbo che si può spegnere, e dà un calore di fondo uniforme. Il radiatore a olio impiega un quarto d'ora a partire ma continua a scaldare per mezz'ora dopo lo stacco del termostato, e per questo cicla meno. Le stufe al carbonio e al quarzo non scaldano l'aria: scaldano le cose e le persone che hanno davanti, e fuori dal loro cono il calore non arriva.
Se lo scopo è spendere poco, la scelta dipende da cosa va scaldato. Per una persona seduta alla scrivania la stufa più economica è quella a infrarossi al carbonio da 300-600 W puntata sulle gambe: 10-19 centesimi l'ora contro i 63 di un termoventilatore che scalda tutta la stanza per una persona che ne occupa un metro quadrato. Per una camera da letto di notte è il radiatore a olio, o il convettore, al livello basso da 750-1.000 W con il termostato a 18 gradi: in otto ore consuma 3-4 kWh, meno di 1,30 euro.
Per uno studio usato tutto il giorno serve un apparecchio con il termostato elettronico in gradi, che legge la temperatura della stanza e non della griglia, e una modalità eco che abbassa la potenza quando mancano uno o due gradi. È quello che i produttori chiamano "risparmio fino al 40%": non un kWh più economico, ma meno ore di resistenza al massimo. Il timer completa il quadro, perché una stufa da 2.000 W dimenticata accesa quattro ore in una stanza vuota costa 2,53 euro, e succede più spesso di quanto si pensi.
La regola spiccia dei termotecnici è 100 W per metro quadrato in una casa italiana media, con soffitti a 2,7 metri e isolamento così così: 60-70 W in una casa costruita dopo il 2010 o con il cappotto, 120-150 W in una casa degli anni Sessanta con le finestre originali. Un open space da 40 metri quadrati chiede quindi circa 4.000 W: due stufe da 2.000 W, che accese insieme superano da sole i 3,3 kW disponibili con un contatore domestico da 3 kW.
Il costo segue: 4.000 W accesi il 50% del tempo per 8 ore sono 16 kWh al giorno, 5,06 euro, circa 152 euro al mese. Per 100 metri quadrati i conti smettono di avere senso: servono intorno ai 10 kW, cioè cinque stufe e un contratto da 10 kW, e 10 ore al giorno al 50% sono 50 kWh, 15,82 euro al giorno, 475 euro al mese. La stessa casa scaldata con una pompa di calore da SCOP 3,5 chiederebbe 14,3 kWh al giorno, 4,52 euro. Tradotto: nessuna stufa elettrica, a basso consumo o no, scalda 40 o 100 metri quadrati in modo sensato; lo fanno un impianto, una pompa di calore o una stufa a legna o a pellet.
Il bagno è il caso in cui la stufa elettrica funziona meglio: stanza piccola, uso breve, nessun bisogno di tenere il caldo per ore. Un termoventilatore da 2.000 W acceso mezz'ora la mattina consuma 1 kWh, 32 centesimi al giorno, 9,49 euro al mese. Serve un apparecchio con il grado di protezione IP21 o superiore, che protegge dagli spruzzi, e va tenuto fuori dalla zona della doccia e della vasca come prescrive la norma sugli impianti elettrici nei bagni.
Il termoventilatore da parete con il timer è la soluzione più ordinata, perché libera il pavimento e si accende da solo dieci minuti prima della sveglia. Il termoarredo elettrico, lo scaldasalviette, consuma meno perché lavora a 300-700 W, ma scalda la stanza lentamente: 500 W per due ore al giorno sono 1 kWh, gli stessi 32 centesimi, con in più gli asciugamani caldi. I modelli più venduti stanno nella guida ai migliori termoventilatori da bagno.
Chi cerca "termosifone elettrico" di solito intende uno di tre apparecchi: il radiatore a olio con le ruote, il termosifone elettrico a parete con fluido termovettore, o lo scaldasalviette. Tutti e tre sono resistenze, e i conti sono quelli della prima tabella: un radiatore a olio da 1.500 W acceso di notte per 8 ore con il termostato che lo tiene acceso il 40% del tempo consuma 4,8 kWh, 1,52 euro a notte, 45 euro al mese.
Il vantaggio del termosifone elettrico è l'inerzia: la massa d'olio o di alluminio accumula calore e lo rilascia dopo che la resistenza si è spenta, per cui il termostato stacca più a lungo e la temperatura resta più costante. In una camera da letto questo vale più di qualunque promessa sulla scatola. Lo svantaggio è la partenza lenta: per scaldare in fretta un ambiente freddo il termoventilatore arriva prima, poi conviene lasciare lavorare l'olio.
Un kWh di calore da stufa elettrica costa esattamente quanto un kWh di corrente, 31,6 centesimi. La tabella lo confronta con le altre fonti, con le stesse ipotesi della guida a quanto consuma una stufa a pellet.
| Fonte | Prezzo dell'energia | Rendimento | Costo per kWh di calore | Per 1.000 kWh |
|---|---|---|---|---|
| Stufa elettrica a resistenza | 31,63 cent/kWh | 100% | 31,6 centesimi | 316 euro |
| Metano, caldaia a condensazione | 1,00 euro/Smc (ipotesi) | 95% | 11,0 centesimi | 110 euro |
| Pellet, sacco da 15 kg a 6,50 euro | 0,43 euro/kg | 90% | 10,0 centesimi | 100 euro |
| Pompa di calore aria-aria | 31,63 cent/kWh | SCOP 3,5-4 | 7,9-9,0 centesimi | 79-90 euro |
I 1.000 kWh dell'ultima colonna sono più o meno quello che una stanza da 15 metri quadrati chiede in una stagione per stare a 20 gradi. Se nella stanza c'è già uno split, la stufa elettrica perde sempre: con un kWh di corrente il condizionatore in modalità caldo ne porta in casa 3-4, come spiegano le guide a quanto consuma un condizionatore e al condizionatore per riscaldare.
Una stufa da 2.000 W si prende i due terzi di un contatore da 3 kW e da sola non fa scattare niente: la potenza disponibile in modo continuo è 3,3 kW. Il problema arriva con il secondo carico: lavatrice in fase di riscaldamento, forno, asciugacapelli, piano a induzione, bollitore. Stufa più uno di questi supera i 4 kW, e il contatore tollera lo sforamento solo per un tempo limitato prima di staccare.
Le regole pratiche sono tre: stufa al livello basso mentre gira la lavatrice o il forno; una stufa per volta, perché due da 2.000 W sono già 4 kW; mai la stufa su una ciabatta con altri carichi, perché le ciabatte da 10 A reggono 2.300 W in tutto. Qui una stufa da 600-1.000 W ha un vantaggio concreto, che non si legge in bolletta ma si sente quando la corrente non salta.
Il modo esatto costa 10-15 euro: una presa con misuratore di consumo, da mettere fra la spina e la presa a muro, che in una settimana di uso normale dice i kWh veri, con il termostato che lavora nella propria stanza. Va scelta da 16 A, 3.680 W: quelle da 10 A con una stufa da 2.000 W lavorano al limite. Senza misuratore si legge il contatore di casa prima e dopo due ore di stufa, con il resto nelle condizioni solite, e si toglie quello che consumano frigorifero e standby, 0,1-0,2 kWh.
La prima è la porta chiusa: una stufa scalda una stanza, non un corridoio, e con la porta aperta il termostato non stacca mai. La seconda è il termostato a 19-20 gradi e non al massimo, perché ogni grado in più costa il 6-7%. La terza è il livello basso dopo la prima mezz'ora: i 2.000 W servono per portare la stanza a temperatura, per mantenerla ne bastano 1.000.
La quarta è il timer, sempre, a fine turno di lavoro o mezz'ora dopo essersi addormentati. La quinta è la posizione: il termoventilatore a terra lungo il muro freddo con la griglia verso il centro, il radiatore lontano dalla parete esterna. La sesta sono gli spifferi: un paraspifferi da 5 euro sotto la porta fa più di un modello nuovo. La settima è scaldare la persona e non la stanza quando si è da soli: una stufa al carbonio da 600 W sotto la scrivania costa un terzo di un termoventilatore acceso per la stessa persona.
I quattro modelli qui sotto coprono i quattro usi di questa guida: un radiatore a olio per la stanza in cui si sta ore, un termoconvettore economico, un termoventilatore ceramico per il bagno o lo studio e una stufa al carbonio per scaldare una persona. I prezzi sono stati letti sulle schede dei negozi il 30 settembre 2026.
Olimpia Splendid Caldorad S1 9, radiatore a olio da 2.000 W: 76,90 euro da Euronics. Nove elementi, tre livelli di potenza (800, 1.200 e 2.000 W), termostato, funzione antigelo, ruote piroettanti e avvolgicavo secondo la scheda Euronics. Al livello da 800 W costa 25 centesimi l'ora, e con il termostato che stacca in una stanza chiusa è il più parco dei quattro sulle serate lunghe.
De'Longhi HSX2320F, termoconvettore: 49,99 euro da MediaWorld. Il prezzo consigliato è 79,99 euro. Ha la ventilazione turbo, un ventilatore laterale che spinge l'aria calda anche nella parte bassa della stanza: scalda più in fretta di un convettore semplice e poi, con il termostato, lavora a intermittenza. È la scelta economica per una camera o un soggiorno piccolo.
Dreo Atom 416, termoventilatore ceramico da 1.500 W: 64,99 euro da Unieuro. Elemento ceramico PTC, protezioni contro surriscaldamento e ribaltamento. A 1.500 W costa 47 centesimi l'ora a piena potenza, ma scalda un bagno o uno studio in pochi minuti: è l'apparecchio per gli usi brevi, la doccia della mattina o l'ora alla scrivania.
Argo Sting, stufa a infrarossi in fibra di carbonio da 600 W: 32,99 euro da Yeppon. Due livelli, 300 e 600 W, per ambienti fino a 20 metri cubi secondo la scheda. Al massimo costa 19 centesimi l'ora, al minimo 9: non scalda una stanza, scalda chi le sta davanti, ed è il modo più economico di stare al caldo da soli alla scrivania.
MediaWorld è la catena di elettronica ed elettrodomestici con più negozi in Italia. Sul sito la sezione riscaldamento conta 1.756 prodotti a fine settembre 2026, divisi fra termoventilatori, stufe e scaldabagni; solo 89 sono venduti e spediti da MediaWorld, gli altri da venditori del marketplace. È il negozio del De'Longhi HSX2320F a 49,99 euro di questa guida.
Nella sezione riscaldamento di MediaWorld conviene spuntare il filtro «venduto e spedito da MediaWorld» se si vuole il reso in negozio, e poi scegliere la sottocategoria: stufe per olio, convettori e infrarossi, termoventilatori per gli apparecchi da bagno.
Euronics è una rete di negozi di elettronica presente in tutta Italia, con vendita online e ritiro in punto vendita. La categoria stufe elettriche, sotto trattamento aria, ha 36 prodotti a fine settembre 2026 e i filtri che contano per questa guida: funzione antigelo, sicurezza antiribaltamento, timer e volume riscaldabile. È il negozio del Caldorad S1 9 a 76,90 euro.
Nelle stufe elettriche di Euronics il filtro sul volume riscaldabile aiuta a non comprare una stufa troppo grande per la stanza: più potenza del necessario non scalda meglio, fa solo staccare prima il termostato.
Yeppon è un negozio online italiano di elettronica ed elettrodomestici, senza punti vendita fisici. La ricerca «stufa elettrica» restituisce oltre mille risultati, con dentro di tutto: stufe al quarzo, convettori, caminetti elettrici ad effetto fiamma e la Argo Sting in fibra di carbonio, che su Yeppon costa 32,99 euro.
Fra le stufe elettriche di Yeppon conviene filtrare per categoria e poi per marca, perché la ricerca mescola anche accessori e ricambi. I caminetti elettrici hanno quasi tutti una resistenza da 2.000 W: l'effetto fiamma è scenografia, il consumo è quello di un termoventilatore.
PrezziDigitali è un comparatore italiano di prezzi di elettronica ed elettrodomestici: raccoglie i listini di più negozi online e li mette in fila per lo stesso modello. La categoria stufe e riscaldamento ha 843 modelli a fine settembre 2026, con il filtro per tipo, marca e negozio.
Nella categoria stufe e riscaldamento di PrezziDigitali il De'Longhi HSX2320F compare con sei negozi a confronto. Il comparatore non copre tutti i negozi: MediaWorld, per esempio, lo vendeva a un prezzo più basso del migliore in elenco. Serve per farsi un'idea del prezzo giusto, poi si controlla anche sulle catene.
A parità di calore consumano tutte uguale, perché sono resistenze con rendimento del 100%. Consuma meno quella con potenza più bassa adatta allo spazio (300-600 W al carbonio per una persona, 750-1.000 W per una camera) e con termostato elettronico, modalità eco e timer, che la tengono accesa solo quando serve.
2 kWh a piena potenza, 63 centesimi con la corrente a 31,63 centesimi al kWh. Con il termostato che stacca in una stanza già calda la potenza media scende a 800-1.200 W e l'ora costa 25-40 centesimi.
Consuma poco all'ora, 13-19 centesimi per 400-600 W, ma resta accesa sempre perché non ha una temperatura da raggiungere. Conviene per scaldare una persona ferma davanti, non una stanza.
Tecnicamente servono circa 10 kW, cioè cinque stufe e un contratto di potenza molto più alto dei 3 kW domestici; il costo arriva a circa 475 euro al mese per 10 ore al giorno. Una pompa di calore scalda la stessa casa con meno di un terzo della corrente.
A parità di watt uguale. Il radiatore a olio ha inerzia e cicla meno in una stanza chiusa per ore, il termoventilatore scalda subito e costa meno per usi brevi come il bagno la mattina.
Da sola no: 2.000 W stanno nei 3,3 kW disponibili. Insieme a lavatrice, forno, asciugacapelli o induzione supera i 4 kW e il contatore stacca dopo poco. Si tiene la stufa al livello basso mentre gira un altro carico grosso.
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