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Quanto consuma una stufa a pellet: da 0,6 a 1,9 kg di pellet l'ora per una stufa da 8 kW, 7-9 kg in una giornata di 8 ore, 3-4 euro al giorno a 6,50 euro il sacco, 80-120 sacchi a stagione per una casa da 100 metri quadrati, più 40-60 euro di corrente. Le tabelle per potenza, il costo di un kWh di calore contro metano, stufetta elettrica e pompa di calore, l'etichetta e le stelle, cosa fa consumare di più, come misurare, 4 stufe in vendita a settembre 2026 e i 5 negozi dove comprarle.
Una stufa a pellet da 8 kW consuma fra 0,6 e 1,9 kg di pellet l'ora, a seconda della potenza a cui lavora: al minimo, quando mantiene la temperatura, brucia mezzo chilo; al massimo, nella mezz'ora dopo l'accensione, quasi due. In una giornata tipica di 8 ore, con la stufa che dopo la prima ora modula fra il 40 e il 60%, se ne vanno 7-9 kg, cioè mezzo sacco da 15 kg abbondante: a 6,50 euro il sacco sono 3-4 euro al giorno, 450-600 euro per una stagione di 150 giorni. La corrente è la voce che si dimentica: fra ventilatori, coclea e resistenza di accensione la stufa assorbe 60-150 W in marcia, 130-190 kWh a stagione, 40-60 euro al prezzo di riferimento ARERA del terzo trimestre 2026 (31,63 centesimi al kWh, tasse incluse).
I numeri di questa guida vengono dalle schede tecniche dei modelli in vendita a settembre 2026 e dal potere calorifico del pellet certificato ENplus A1, non da un laboratorio: più sotto c'è come si passa dalla potenza in kW ai chili di pellet, come si calcola il costo di un kWh di calore a pellet contro quello del metano, della stufetta elettrica e della pompa di calore, quanto pesano la qualità del pellet, la pulizia del braciere e le accensioni ripetute, e come si contano i sacchi di una stagione senza fidarsi della memoria. Chi ha già letto quanto consuma un condizionatore ritrova lo stesso metodo: prima la potenza, poi l'energia, poi le ore vere e gli euro.

Sulla scheda di una stufa a pellet ci sono due potenze: quella nominale, o termica utile, e quella al minimo. Un modello "da 8 kW" rende 8 kW di calore alla stanza quando lavora al massimo e 2,5-3 kW quando lavora al minimo; fra i due estremi la scheda elettronica modula in cinque o sei livelli, dosando il pellet con la coclea e l'aria con il ventilatore dei fumi. Quel numero non è un consumo: è quanto calore esce, non quanto pellet entra. Per passare dall'uno all'altro servono due dati che stanno sempre in scheda, il rendimento e il consumo orario di pellet al minimo e al massimo.
Il ponte fra i due è il pellet stesso. Un chilo di pellet certificato ENplus A1 contiene almeno 4,6 kWh di energia, in pratica 4,8-4,9 kWh per un prodotto di abete secco con umidità sotto l'8%. Una stufa con rendimento del 90% ne trasforma in calore utile 4,3-4,4. Il conto è quindi: chili l'ora = potenza in kW diviso (4,8 × rendimento). Per 8 kW al 90% fa 8 / 4,32 = 1,85 kg l'ora; per 2,5 kW al minimo fa 0,58. Sono esattamente i numeri che le schede dei costruttori dichiarano come "consumo min/max", e quando una scheda ne dichiara di più bassi a parità di potenza, o il rendimento è più alto o il numero è ottimista.
Il kWh elettrico entra in gioco due volte. La prima è la corrente che la stufa consuma per funzionare, di cui si parla più sotto: è una frazione piccola ma non nulla. La seconda è il confronto: per capire se il pellet conviene si mette il costo di un kWh di calore a pellet accanto a quello di un kWh di calore dal metano, da una resistenza elettrica e da una pompa di calore. Il pellet vince sulla resistenza sempre, sulla pompa di calore quasi mai, sul metano dipende dai prezzi del momento.
La tabella dà il consumo orario in chili e in euro per le quattro taglie più vendute, al minimo, a metà regime e alla potenza nominale, con rendimento del 90% e pellet a 6,50 euro il sacco da 15 kg (43 centesimi al chilo). Chi lo paga 5 euro toglie il 23%, chi lo paga 7,50 aggiunge il 15%: il prezzo del pellet è il moltiplicatore di tutto quello che segue.
| Stufa | Al minimo | A metà regime | Alla potenza nominale | Sacco da 15 kg dura |
|---|---|---|---|---|
| 6 kW (min 2,2 kW) | 0,5 kg/h, 22 cent | 0,9 kg/h, 39 cent | 1,4 kg/h, 60 cent | 11-30 ore |
| 8 kW (min 2,5 kW) | 0,6 kg/h, 26 cent | 1,2 kg/h, 52 cent | 1,85 kg/h, 80 cent | 8-25 ore |
| 10 kW (min 3 kW) | 0,7 kg/h, 30 cent | 1,5 kg/h, 65 cent | 2,3 kg/h, 1,00 euro | 6,5-21 ore |
| 12 kW (min 3,5 kW) | 0,8 kg/h, 35 cent | 1,8 kg/h, 78 cent | 2,8 kg/h, 1,20 euro | 5,5-19 ore |
La colonna che conta è quella di mezzo. Nessuna stufa lavora otto ore alla potenza nominale: ci sta la prima mezz'ora, quando la stanza è fredda, e poi scende. Con un termostato ambiente impostato a 20 gradi, una stufa da 8 kW in un soggiorno di 30 metri quadrati passa il 70% del tempo fra il minimo e la metà, e la media di giornata si ferma intorno a 1-1,1 kg l'ora. È il motivo per cui la domanda "quanto consuma una stufa a pellet" ha una risposta diversa in scheda e in casa: la scheda dice 1,85 kg l'ora, la casa dice 8 kg al giorno.
La riga dei 12 kW serve anche come avvertimento. Una stufa sovradimensionata non consuma di meno perché "lavora al minimo": il minimo di una 12 kW è 3,5 kW, più della metà della potenza di una 6 kW, e in una stanza piccola la stufa arriva a temperatura, si spegne, si riaccende, e ogni accensione costa 5-10 minuti di resistenza elettrica da 300-400 W più una dose extra di pellet bruciato male. La potenza giusta si calcola dal volume: 30-35 W per metro cubo in una casa degli anni Settanta senza cappotto, 20-25 in una casa isolata. Un soggiorno di 30 metri quadrati per 2,7 metri di altezza sono 81 metri cubi: bastano 2,5-3 kW, e la stufa da 6 kW è già larga.
Una stufa a pellet ha una spina, e la spina lavora. Dentro ci sono tre utenze: la resistenza di accensione, la coclea che porta il pellet dal serbatoio al braciere e due ventilatori, quello dei fumi e quello dell'aria calda. La resistenza è quella che assorbe di più, 300-450 W, ma sta accesa 5-10 minuti per ogni avvio: 0,04-0,07 kWh a accensione, 1-2 centesimi. Coclea e ventilatori insieme assorbono 60-150 W a seconda del livello, con la ventilazione al massimo che pesa più di tutto; in standby con il display acceso restano 2-5 W.
In una giornata di 8 ore con un'accensione: 0,05 kWh per avviare più 8 ore a 100-120 W, cioè 0,85-1 kWh, 27-32 centesimi. Su 150 giorni sono 130-150 kWh, 40-50 euro. Chi accende e spegne tre volte al giorno, o tiene la ventilazione al massimo perché la stufa è in un locale grande, arriva a 190-220 kWh e 60-70 euro. Non è una cifra che cambia la scelta, ma è la ragione per cui la stufa a pellet non funziona durante un blackout e per cui vale la pena guardare la potenza elettrica in scheda quando due modelli hanno lo stesso prezzo: fra 80 W e 150 W a regime la differenza in una stagione è 20 euro.
Il confronto giusto non è fra bollette ma fra il costo di un kWh di calore consegnato alla stanza. Per il pellet si divide il prezzo al chilo per i kWh utili che quel chilo rende; per la corrente si usa il prezzo ARERA e per la pompa di calore lo si divide per il coefficiente stagionale; per il metano il prezzo cambia con il contratto e qui si usa 1 euro allo standard metro cubo come ipotesi di lavoro, da sostituire con quello letto in bolletta. Il pellet a 6,50 euro il sacco è l'ipotesi centrale, con 5 e 7,50 euro come estremi visti nel 2026: il prezzo medio nazionale del sacco ENplus A1 era 7,14 euro ad aprile 2026 e sotto i 5 euro dai fornitori locali fra maggio e agosto, come racconta la guida ai siti per acquistare pellet online.
| Fonte | Prezzo dell'energia | Rendimento o COP | Costo per kWh di calore | Per 5.000 kWh a stagione |
|---|---|---|---|---|
| Pellet a 5,00 euro il sacco | 0,33 euro/kg, 4,8 kWh/kg | 90% | 7,7 centesimi | 385 euro |
| Pellet a 6,50 euro il sacco | 0,43 euro/kg | 90% | 10,0 centesimi | 500 euro |
| Pellet a 7,50 euro il sacco | 0,50 euro/kg | 90% | 11,6 centesimi | 580 euro |
| Metano, caldaia a condensazione | 1,00 euro/Smc (ipotesi), 9,6 kWh/Smc | 95% sul potere calorifico inferiore | 11,0 centesimi | 550 euro |
| Stufetta elettrica, termoconvettore | 31,63 cent/kWh | 100% | 31,6 centesimi | 1.580 euro |
| Pompa di calore aria-aria, condizionatore | 31,63 cent/kWh | SCOP 3,5-4 | 7,9-9,0 centesimi | 395-450 euro |
Tre cose si vedono dalla tabella. Il pellet costa un terzo della resistenza elettrica: chi scalda una stanza con una stufetta elettrica per più di due ore al giorno spende di più di chi ha una stufa a pellet, anche contando i 40-60 euro di corrente della stufa. Il pellet e il metano sono vicini, e chi vince dipende dal prezzo del gas nel proprio contratto e da quello del pellet al momento dell'acquisto: a 5 euro il sacco il pellet vince netto, a 7,50 perde. La pompa di calore costa come il pellet buono o meno, con il vantaggio di non avere sacchi da portare e ceneri da svuotare, e lo svantaggio di rendere meno sotto zero, dove il pellet rende uguale.
La stagione si conta in giorni per ore per chili l'ora. Il numero di giorni dipende dalla zona climatica: 120 giorni in zona C (Napoli, Bari), 150-170 in zona D ed E (Roma, Bologna, Milano), oltre 180 in zona F (montagna). Le ore dipendono da cosa fa la stufa: integra un altro impianto per 4-5 ore la sera, o è il riscaldamento principale per 8-12 ore. I chili l'ora dipendono dalla potenza media, che per una stufa dimensionata bene sta fra il 40 e il 60% della nominale.
| Uso | Stufa | Ore al giorno | Pellet al giorno | Stagione (150 giorni) | Spesa a 6,50 euro il sacco |
|---|---|---|---|---|---|
| Integrazione serale, appartamento 70 mq | 6 kW | 5 | 4-5 kg | 600-750 kg, 40-50 sacchi | 260-325 euro |
| Riscaldamento principale, casa 100 mq | 8-10 kW | 8-10 | 8-12 kg | 1.200-1.800 kg, 80-120 sacchi | 520-780 euro |
| Casa 140 mq, stufa canalizzata | 12-15 kW | 10-12 | 14-20 kg | 2.100-3.000 kg, 140-200 sacchi | 910-1.300 euro |
Il numero che tutti cercano è la riga di mezzo: una casa da 100 metri quadrati riscaldata con la stufa a pellet come impianto principale consuma 12-18 quintali a stagione, cioè un bancale e mezzo o due (il bancale standard è di 70 sacchi, 1.050 kg). A questo si aggiungono i 40-60 euro di corrente e, ogni anno, la pulizia della canna fumaria e il controllo del tecnico, 100-150 euro, che nel confronto con il metano vanno messi accanto alla manutenzione della caldaia. Chi compra il pellet a bancale d'estate paga il sacco 1,50-2 euro meno che a novembre, e su due bancali la differenza è di 200-280 euro: è la voce singola più grossa su cui si può intervenire senza toccare la stufa.
Dal 2018 le stufe a pellet hanno l'etichetta energetica europea, con una scala da A++ a G costruita sull'indice di efficienza stagionale. Quasi tutte le stufe a pellet in vendita sono A+ o A++, e la differenza fra le due vale il 5-8% di pellet a parità di calore reso: su 100 sacchi sono 5-8 sacchi, 30-50 euro l'anno. L'etichetta dice anche la potenza nominale e, in una riga sotto, l'efficienza energetica stagionale in percentuale, che è il numero da confrontare fra due modelli, non il rendimento "fino al 94%" scritto in grande sul cartellino.
In Italia si aggiunge la classificazione ambientale del decreto 186 del 2017, da 1 a 5 stelle, che misura le emissioni e non il consumo, ma che nella pratica seleziona anche il rendimento: per le 5 stelle serve almeno il 90% e per le 4 almeno l'87%. Le stelle contano per due motivi concreti. Le regioni della pianura padana (Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna) vietano l'installazione di generatori a biomassa sotto le 4 stelle, in alcuni casi sotto le 5, e vietano l'uso di quelli vecchi sotto le 3 nei giorni di allerta smog. E gli incentivi del Conto Termico, nella versione in vigore dal dicembre 2025, rimborsano una parte della spesa a chi sostituisce un generatore a biomassa vecchio con uno a 5 stelle, con condizioni che cambiano fra comuni metanizzati e non: le regole aggiornate sono sul sito del GSE e vanno lette prima dell'acquisto, non dopo.
La prima causa è il pellet. Un sacco senza certificazione, con umidità al 12% e segatura di legno misto, rende il 10-15% in meno di un ENplus A1, sporca il braciere in due giorni e lascia il doppio di cenere: la stufa compensa aumentando la portata di pellet per tenere la temperatura, e il sacco da 5 euro finisce per costare come quello da 6. Il secondo è il braciere sporco: la crosta di cenere e incombusti ostruisce i fori dell'aria, la fiamma diventa lunga e scura, il pellet brucia a metà e il rendimento cala di 10-20 punti. Un braciere si svuota ogni giorno in due minuti; una stufa che ha "cominciato a consumare di più" nove volte su dieci ha il braciere o lo scambiatore sporchi.
La terza causa è la ventilazione: l'aria calda spinta al massimo consuma più corrente e, in una stanza aperta sulle scale, manda il calore al piano di sopra mentre il termostato del soggiorno chiede ancora potenza. La quarta sono le accensioni: una stufa accesa e spenta quattro volte al giorno spende in resistenza e in pellet della fase di avvio, dove la combustione è incompleta, l'equivalente di un'ora di funzionamento al minimo. La quinta è la canna fumaria: un tiraggio sbagliato, troppo o troppo poco, cambia la combustione e la stufa lo compensa con il pellet. La sesta è la casa stessa: la stufa dà i suoi 8 kW, e se gli infissi ne lasciano uscire 4 la stufa non consuma "troppo", la casa consuma troppo.
Il metodo che non sbaglia è contare i sacchi. Si segna la data di apertura di un bancale e quella in cui finisce, si contano i giorni e si divide: 70 sacchi in 60 giorni sono 1,17 sacchi al giorno, 17,5 kg. Chi vuole il dato in ore usa il contaore della stufa, presente in quasi tutti i menu di servizio: chili totali diviso ore di funzionamento dà i chili l'ora medi reali, e il confronto con la tabella sopra dice subito se la stufa lavora al livello che ci si aspetta o se qualcosa (pellet, braciere, tiraggio) la sta facendo consumare di più.
Per la corrente basta una presa contatore da 10-15 euro fra la spina della stufa e la parete: mostra i watt istantanei e i kWh cumulati. Si legge dopo una settimana e si moltiplica per le settimane di stagione. Una stufa che segna 250-300 W a regime, invece dei 100-150 di scheda, ha un ventilatore che sta lavorando male o una resistenza che non si spegne: è un guasto da far vedere, non un consumo da accettare.
1. Pellet certificato ENplus A1 o DINplus, in sacchi con il numero di certificazione stampato, comprato a bancale fra maggio e agosto: è la voce che vale di più, 20-30% fra il prezzo estivo e quello di novembre. 2. Braciere svuotato ogni giorno, scambiatore pulito ogni settimana con la leva o la spazzola, pulizia completa a fine stagione: mantiene il rendimento di targa. 3. Termostato ambiente e cronotermostato al posto della potenza fissa: la stufa modula invece di andare e venire, e ogni accensione evitata è pellet risparmiato. 4. Potenza scelta dal volume della stanza, non dal prezzo: una stufa giusta lavora a metà regime, una troppo grande lavora al minimo e si spegne, una troppo piccola sta al massimo tutto il giorno e consuma come una grande.
5. Ventilazione al livello medio, non al massimo, e porte chiuse verso gli ambienti che non si vogliono scaldare; se la casa è su due piani, una stufa canalizzata con le bocchette nelle stanze scelte consuma meno di una ventilata che spinge l'aria calda su per le scale. 6. Canna fumaria pulita una volta l'anno e tiraggio controllato dal tecnico alla prima installazione: la stufa compensa un tiraggio sbagliato con pellet, sempre. 7. Non spegnere per un'ora: se si esce per poco, il minimo con termostato a 17-18 gradi costa meno della riaccensione, sia in pellet sia in corrente.
Una stufa a pellet degli anni 2008-2014 ha un rendimento dichiarato dell'80-85% e reale, dopo dieci stagioni, spesso sotto l'80%; una stufa nuova a 5 stelle sta al 90-93%. La differenza, 10-12 punti, vale il 12-15% di pellet: su 100 sacchi sono 12-15 sacchi, 80-100 euro l'anno a 6,50 euro il sacco. Da sola non ripaga una stufa da 1.000-1.500 euro prima di dieci o quindici anni. Cambiano il conto tre cose: la stufa vecchia è a 2 o 3 stelle e nella propria regione non si può più usare nei giorni di allerta o non si può più usare affatto; la scheda elettronica o il ventilatore fumi si sono rotti e la riparazione costa 300-400 euro; il Conto Termico o la detrazione fiscale sulla sostituzione coprono una parte del prezzo.
Nel primo caso la scelta non è economica, è obbligata. Nel secondo si somma la riparazione al risparmio di pellet e il rientro scende a 4-6 anni. Nel terzo, con un incentivo che copre il 30-50% del prezzo, una stufa da 1.200 euro ne costa 600-850 e i 100 euro l'anno di pellet risparmiato più i 20 di corrente la ripagano in 5-7 anni. Chi ha una stufa a 4 stelle in buono stato con un rendimento oltre l'87%, invece, non ha nessun motivo economico per cambiarla: un braciere pulito e un sacco di pellet migliore fanno la stessa differenza a costo zero.
Le quattro stufe qui sotto coprono le taglie della tabella dei consumi, dai 7 kW per un soggiorno ai 15 kW per una casa intera, e hanno potenza, rendimento e consumo orario leggibili nella scheda del negozio. I prezzi sono quelli letti il 17 settembre 2026 e cambiano: la scheda porta alla pagina del prodotto con il prezzo di oggi. Il criterio è il costo per kW di potenza utile, con le stelle ambientali e il minimo di potenza come discriminante a parità di prezzo: il minimo dice in quale stanza la stufa modula invece di spegnersi.
Punto Fuoco Mirella, 7 kW, ventilata, 5 stelle, classe A+: 699 euro su Leroy Merlin. La scheda dichiara resa del 91%, consumo da 0,7 a 1,8 kg l'ora, superficie indicativa 50-100 metri quadrati e due uscite d'aria; la tramoggia è piccola, 8 kg, cioè mezzo sacco, e va ricaricata ogni sera se la stufa lavora tutto il giorno. In cambio è profonda 30 centimetri: è la stufa per il soggiorno di un appartamento dove una stufa normale, profonda 50, non ci sta. Le 5 stelle la fanno installare senza pensieri in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna.
Stufe a Pellet Italia California, 8 kW, ventilata, 4 stelle: 689 euro su Amazon. Potenza utile da 3,4 a 8,2 kW, efficienza 91%, consumo minimo 0,94 kg l'ora, serbatoio da 15 kg (un sacco esatto) con 20 ore di autonomia al minimo, assorbimento elettrico dichiarato 150-360 W, 34 dB, programmazione giornaliera e settimanale, 80 kg, costruita in Italia con garanzia di 24 mesi. Il minimo di 3,4 kW è più alto di quello della Mirella, quindi in una stanza piccola modula meno: è la taglia per 60-70 metri quadrati, non per un soggiorno da 20.
Punto Fuoco Elsa, 9,5 kW, ventilata, 5 stelle, classe A+: 720 euro su Leroy Merlin. Per 21 euro più della Mirella dà 2,5 kW in più, ed è la taglia di una casa da 80-100 metri quadrati aperta, o di un soggiorno grande con la cucina in comunicazione. Una sola uscita d'aria, 43 centimetri di larghezza per 92 di altezza e 47 di profondità, garanzia del produttore di 2 anni. La scheda non pubblica il consumo orario: con la formula di questa guida, a 9,5 kW e rendimento del 90%, sono 2,2 kg l'ora al massimo e circa 0,7 al minimo. Costa 76 euro al kW, il rapporto migliore fra le quattro.
Stufe a Pellet Italia Colorado, 15 kW, ventilata, 4 stelle: 1.299 euro su Amazon. Potenza utile da 5,5 a 14,5 kW, efficienza 92%, consumo minimo 1,55 kg l'ora, serbatoio da 23 kg con 30 ore di autonomia al minimo, 115 kg, superficie dichiarata fino a 140 metri quadrati. È la stufa per chi vuole scaldare una casa intera aperta con un generatore solo, e i numeri dicono anche a chi non serve: il suo minimo, 5,5 kW, è quasi la potenza nominale della Mirella, e in un soggiorno normale accende e spegne tutto il giorno. Alla potenza nominale brucia 3,3 kg l'ora, 1,40 euro, e lo fa per una casa doppia.
I cinque negozi qui sotto mostrano in scheda la potenza nominale e al minimo, il rendimento e il consumo orario di pellet, cioè i dati che servono per rifare i conti di questa guida sul modello che si sceglie; tre su cinque filtrano anche per stelle ambientali. Il primo è un comparatore, gli altri quattro sono catene di bricolage e negozi online con consegna a domicilio della stufa, che pesa 80-150 kg e non si ritira in auto. Settembre e ottobre sono i mesi delle promozioni di inizio stagione, e i prezzi risalgono a novembre insieme a quelli del pellet. La guida ai siti per comprare stufe a pellet in offerta confronta anche installazione, garanzia e servizio di messa in funzione.
PrezziDigitali è un comparatore italiano di prezzi di elettronica ed elettrodomestici: raccoglie i listini di più negozi online e li mette in fila per lo stesso modello, con il prezzo aggiornato e il link al negozio che lo vende. Sulle stufe a pellet il prezzo di listino del costruttore è alto e ogni catena fa lo sconto suo, quindi lo stesso modello cambia di 100-200 euro fra un negozio e l'altro: è il posto dove guardare prima di aprire i siti uno a uno.
Nella categoria stufe a pellet di PrezziDigitali si cerca per marca e modello, ad esempio "Punto Fuoco Elsa" o "Ecofire Milù", e si vede in una schermata chi lo ha e a quanto. Non vende niente: il carrello si fa sul negozio scelto. Serve a scegliere il negozio, non la stufa.
Eurobrico è la catena di bricolage del Nord-Est e il sito ha una sezione stufe a pellet fornita, con Invicta, Punto Fuoco, Canadian Stove e Caris, dalle ventilate da 4-5 kW slim alle canalizzate da 12 kW, e i filtri per potenza, canalizzazione e classe ambientale. Nella scheda pubblica potenza minima e massima, rendimento, consumo orario e capacità del serbatoio, tutti i dati di questa guida. Consegna a domicilio della stufa e ritiro in negozio gratuito.
La categoria stufe a pellet di Eurobrico si ordina per prezzo e si filtra per stelle, che è il filtro da usare per primo se si installa in pianura padana. Le promozioni di inizio stagione partono a settembre e il sito vende anche il pellet a bancale, con lo stesso indirizzo di consegna.
Leroy Merlin ha una cinquantina di negozi in Italia e una sezione stufe a pellet larga, con il marchio proprio Equation e Punto Fuoco nella fascia dei 700-1.000 euro e Invicta, La Nordica, Cadel e Palazzetti sopra. La scheda mostra potenza nominale, resa, consumo minimo e massimo di pellet, capacità della tramoggia, classe energetica, stelle ambientali e superficie indicativa, e la tabella di confronto mette fianco a fianco i modelli simili: è il negozio con la scheda più completa fra i cinque. Consegna a domicilio con scarico al piano terra, montaggio e installazione a pagamento con i tecnici convenzionati, ritiro in negozio gratuito.
Nella categoria stufe a pellet di Leroy Merlin stanno le Mirella e le Elsa di questa guida, e il filtro "canalizzabile" separa le stufe per una stanza da quelle per una casa. Il pellet in sacchi e a bancale è nella stessa sezione riscaldamento.
ManoMano è il marketplace europeo del bricolage e del giardinaggio: non ha negozi, e sulle stufe a pellet raccoglie i cataloghi di decine di venditori italiani ed europei, oltre 500 prodotti, con Punto Fuoco e Qlima nella fascia dei 700-1.000 euro e La Nordica, Ravelli, Piazzetta e Palazzetti sopra. È il posto con il prezzo più basso più spesso, con due cose da controllare nella scheda: chi vende e da dove spedisce, perché la stufa arriva su bancale e i tempi cambiano da 3 giorni a 3 settimane.
Nella categoria stufe a pellet di ManoMano i filtri per potenza e per "canalizzata" funzionano, quello per stelle no: la classificazione ambientale va letta nella scheda o nella foto dell'etichetta, e se non c'è si chiede al venditore prima di ordinare.
Yeppon è un negozio online italiano di elettronica ed elettrodomestici, senza punti vendita, che sulle stufe a pellet tiene 178 prodotti, meno delle catene, con Cola, La Nordica Extraflame e Punto Fuoco e prezzi spesso sotto le catene sui modelli da 6-8 kW. Spedisce con corriere su bancale, e il servizio clienti risponde al telefono, che con un oggetto da 100 kg è un dettaglio che pesa.
Nella collezione stufe a pellet di Yeppon si ordina per prezzo e si guarda la scheda tecnica in fondo alla pagina, dove stanno potenza minima e massima e consumo orario. Le offerte sono a scadenza e il prezzo barrato è quello di listino del costruttore.
Da 0,5 a 2,8 kg secondo la potenza a cui lavora: una stufa da 8 kW brucia 0,6 kg al minimo, 1,2 a metà regime e 1,85 alla potenza nominale, con pellet ENplus A1 da 4,8 kWh/kg e rendimento del 90%. A 6,50 euro il sacco sono 26, 52 e 80 centesimi l'ora.
Una stufa da 8 kW accesa 8 ore, con termostato e dopo la prima ora a metà regime, consuma 7-9 kg di pellet, cioè mezzo sacco abbondante, 3-4 euro; più circa 1 kWh di corrente, 30 centesimi. Con 12 ore e una casa poco isolata si arriva a 12-15 kg.
Per integrare il riscaldamento 5 ore la sera bastano 40-50 sacchi (600-750 kg); per riscaldare una casa da 100 metri quadrati come impianto principale servono 80-120 sacchi (12-18 quintali), cioè un bancale e mezzo o due; una casa da 140 metri quadrati con stufa canalizzata arriva a 140-200 sacchi.
Da 60 a 150 W in marcia, per coclea e ventilatori, più 300-450 W per 5-10 minuti a ogni accensione. In una giornata di 8 ore sono 0,85-1 kWh, 27-32 centesimi; in una stagione di 150 giorni 130-190 kWh, 40-60 euro al prezzo ARERA di 31,63 centesimi al kWh.
Dipende dai due prezzi. Con il pellet a 6,50 euro il sacco un kWh di calore costa 10 centesimi, con una caldaia a condensazione e metano a 1 euro al metro cubo costa 11: sono pari. A 5 euro il sacco il pellet costa 7,7 centesimi e vince netto; a 7,50 costa 11,6 e perde. Il pellet vince sempre sulla stufetta elettrica, che costa 31,6 centesimi al kWh.
Circa 10 centesimi con pellet a 6,50 euro il sacco da 15 kg (43 centesimi al chilo, 4,8 kWh/kg, rendimento 90%); 7,7 centesimi a 5 euro il sacco e 11,6 a 7,50. La pompa di calore con SCOP 3,5-4 costa 8-9 centesimi, la resistenza elettrica 31,6.
Per 100 metri quadrati con soffitti da 2,7 metri, 270 metri cubi, servono 8-10 kW in una casa senza isolamento (30-35 W al metro cubo) e 6-7 kW in una casa isolata (20-25 W al metro cubo). Una stufa più grande non consuma meno: lavora al minimo, si spegne e si riaccende, e ogni accensione costa pellet e corrente.
Pompa di calore, quanto consuma: uno split da 12.000 BTU assorbe 1 kW a regime e 0,3-0,4 kW in mantenimento, 13-33 cen
Tobia Borrata17 settembre 202629 min
Quanto consuma una stufetta elettrica: 2 kWh l'ora a 2.000 W, 63 centesimi l'ora e 5 euro in otto ore a piena potenza;
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