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Chatrandom è la videochat casuale in italiano che si usa senza account: si sceglie il genere, si preme Inizia e si parla. Come funziona, le quattro sezioni, i filtri per genere e paese che si pagano con Plus e il prezzo che il sito non pubblica, come si paga e si disdice, quanto durano i ban, le regole, cosa evitare, cosa vede l'altra persona e cosa serve per non essere saltati.
Chatrandom è la videochat casuale che, tra quelle rimaste in piedi dopo la chiusura di Omegle, parla italiano: il sito ha una versione in italiano, it.chatrandom.com, il regolamento è tradotto, e la chat si usa senza registrarsi e senza pagare. La parte a pagamento esiste e si chiama Plus: sblocca i filtri per genere e paese, toglie la pubblicità e aggiunge la chat privata, con un prezzo che il sito non scrive da nessuna parte prima di aver creato un account.
Qui sotto: cos'è Chatrandom e chi c'è dietro, come si entra, cosa fanno i pulsanti e le quattro sezioni, cosa è gratis e cosa fa Plus, come si paga e come si disdice, come funzionano segnalazioni e ban e quanto durano, cosa evitare, cosa vede di te l'altra persona e cosa serve, telefono o computer, per non essere saltati al primo secondo.

Chatrandom è nata nel 2011, due anni dopo Chatroulette e Omegle, e la pagina «Su di noi» lo racconta come una scelta: fare la stessa cosa dei due nomi storici, ma con un motore di chat scritto in casa invece che appoggiato a componenti di terzi. Il sito dichiara «milioni di utenti in tutto il mondo» e, nella home italiana, «oltre 32.000 utenti» collegati in quel momento e «oltre venti milioni» di iscritti nel tempo: sono affermazioni del servizio, non numeri verificabili da fuori.
Le condizioni d'uso dicono chi gestisce il servizio: Small World Media LLC, una società con indirizzo a Sheridan, nel Wyoming, la stessa che firma le app negli store. È una differenza rispetto a Chatroulette, che ha una società svizzera con numero di registro, e a Bazoocam, che è francese: qui la sede è un indirizzo americano di quelli usati da molte società registrate nello stato.
I numeri verificabili sono su Google Play: l'app «Chatrandom» ha più di 1 milione di download, classificazione PEGI 18, acquisti in-app, ed è stata aggiornata il 23 giugno 2026 alla versione 5.1.8. Il voto medio è 3,3 su 5 su circa 14.200 recensioni, e la distribuzione dice più della media: quasi 5.600 recensioni da cinque stelle e più di 4.100 da una sola. È il profilo tipico dei servizi di questo genere, chi lo usa senza problemi e chi si è trovato bloccato, e nelle pagine di aiuto del sito la sezione sui ban è tra le più lunghe.
Da computer si apre it.chatrandom.com e si trova subito la finestra della chat. Prima di partire il sito chiede una cosa sola: dichiarare se sei un uomo, una donna o una coppia. Poi si preme «Inizia Chat», e con il clic si conferma di avere almeno 18 anni e di accettare le condizioni d'uso e l'informativa sui cookie; il browser chiede il permesso per webcam e microfono, e si è dentro. Non c'è verifica dell'età al momento dell'ingresso, ma le linee guida della community avvertono che il sito può chiederla dopo, e che gli account sospettati di appartenere a minori vengono chiusi.
La pagina di aiuto è chiara sull'account: «la maggior parte degli utenti può chattare come ospite senza registrarsi». L'account gratuito serve per conservare le impostazioni e la cronologia; l'account Plus, a pagamento, per i filtri. Chi vuole cancellarlo lo fa da «Il mio account», poi «Impostazioni» e «Elimina account», e il sito avverte che la cancellazione è definitiva.
Si può entrare anche senza webcam: le domande frequenti dicono che è possibile usare la sola chat di testo e caricare una foto del profilo, con la nota che accendere la webcam «di solito porta a più incontri e chat più lunghe». È vero, ed è anche la regola non scritta di tutte le videochat casuali: chi entra con la camera spenta viene saltato.
Chatrandom non è una chat sola. La pagina di aiuto elenca quattro sezioni: la Chat Casuale, che abbina con chiunque; la Gay Chat, dedicata agli uomini; la Chat Locale, che collega con persone della tua regione; e le Stanze Chat, spazi a tema in cui si parla per testo e webcam con più persone. Le sezioni sono gratuite, e il sito le indica come il modo per scegliere con chi parlare senza pagare i filtri.
Dentro la chat i comandi sono quelli classici: «Inizia» e «Interrompi» per la webcam, «Avanti» per passare alla persona successiva, il cambio di fotocamera per chi è da telefono, gli interruttori di camera, microfono e audio. C'è anche un pulsante «Indietro» per tornare all'ultima persona incontrata, ma le domande frequenti dicono che funziona solo per gli utenti Plus: per tutti gli altri, chiusa la chat, «quella persona di solito è andata», perché il sito non salva le conversazioni.
Sopra la finestra ci sono due filtri. «Genere» permette di scegliere tra tutti, solo donne, solo uomini e solo coppie. «Paese» apre un elenco di una settantina di paesi, con l'Italia tra questi. I due filtri si vedono anche da ospite, ma la pagina di aiuto è netta: «gli utenti gratuiti vengono abbinati in modo casuale; per i filtri di genere e posizione è necessario un account Plus». È la differenza più grossa rispetto a OmeTV, dove il filtro paese è gratis, e a Chatroulette, dove i filtri si pagano con una valuta interna che si guadagna parlando.
Nelle impostazioni della chat, sotto «Traduzione», si sceglie la lingua in cui leggere i messaggi di testo; da telefono l'app usa la lingua del dispositivo. È la stessa funzione che OmeTV mette in evidenza, e serve nella stessa situazione: la coda italiana è piccola, e senza filtro paese si finisce quasi sempre a parlare con qualcuno che l'italiano non lo sa.
La chat casuale, le quattro sezioni, la chat di testo e la traduzione sono gratuite, e il sito lo ripete in ogni pagina: «nessun pagamento richiesto». Plus, secondo la pagina di aiuto, sblocca i filtri per genere e posizione, un'esperienza senza pubblicità, la chat privata e il pulsante «Indietro». Si attiva da «Il mio account» sul sito o dentro l'app, con gli acquisti in-app di Apple e Google.
Il prezzo non c'è. Abbiamo guardato la home, la pagina dell'app, quella di aiuto, le condizioni d'uso e le norme di fatturazione: nessuna scrive quanto costa Plus, e la finestra della chat si limita a un pulsante «Sblocca tutte le funzionalità» e a un'offerta «speciale» che si apre solo dopo aver creato l'account. La nostra lettura: il prezzo si scopre a carrello, e chi vuole saperlo prima deve registrarsi con l'account gratuito e aprire la pagina di aggiornamento senza confermare niente.
Le norme di fatturazione dicono invece tutto sul come. I pagamenti non passano da Chatrandom ma da due processori esterni, SegPay o Stripe, e l'addebito compare sull'estratto conto «in modo discreto», cioè senza il nome del sito. L'abbonamento si annulla in qualsiasi momento da «Il mio account» (o dalle impostazioni di Apple e Google per gli acquisti in-app) e l'accesso resta attivo fino alla fine del periodo pagato, ma non ci sono rimborsi né crediti per i giorni non usati. Per chi vive nell'Unione europea le condizioni d'uso riconoscono il diritto di recesso entro 14 giorni dall'acquisto, «a meno che tu non abbia iniziato a utilizzare i servizi»: in pratica, se Plus si è usato anche una volta, il recesso salta.
Chatrandom è l'unico dei servizi che abbiamo guardato a scrivere quanto dura un ban. La pagina di aiuto dice che «i ban temporanei di solito durano da 1 ora a 7 giorni» e che «violazioni gravi o ripetute possono comportare un ban permanente». I motivi più comuni elencati dal sito sono comportamento offensivo, molestie, abusi e «sospetta apparizione di minore età». Quando scatta, la finestra della chat mostra una schermata con motivo, durata e un codice identificativo, ed è quella da conservare se si vuole contestare.
Per contestare, il sito dice di contattare il supporto, oppure di aspettare «la revisione automatica»; in alcuni casi la schermata del ban ha un'opzione di ricorso. Non c'è una garanzia di risposta, e le recensioni da una stella su Google Play raccontano soprattutto questo: un blocco arrivato senza spiegazione e nessuno che risponda. La home dichiara «sistemi di moderazione automatizzati e avanzati AI»; la nostra lettura è che il primo filtro lo fa un software, e che il ricorso a una persona esiste ma non è garantito.
La segnalazione si fa con l'icona della bandiera durante la chat: si sceglie il motivo tra un elenco che comprende il genere dichiarato falso, il sospetto di minore età, lo spam e l'attività illegale, e la pagina di aiuto dichiara che «le segnalazioni vengono esaminate tempestivamente». Accanto c'è «Blocca questo utente», che impedisce di essere riabbinati alla stessa persona.
Le regole, nelle linee guida aggiornate al 6 dicembre 2025, sono quelle di tutte le videochat pulite: solo maggiorenni, rispetto, niente insulti o discriminazioni, niente finzioni di identità, niente spam o truffe, e un ambiente che «deve rimanere adatto» a una conversazione normale anche se il servizio è riservato agli adulti. Una regola vale la pena copiarla: è vietato «registrare, distribuire o pubblicare immagini o chat di altri utenti senza il loro consenso esplicito». Vale per chi la infrange, e ricorda a chi entra che dall'altra parte nessuno è obbligato a rispettarla.
La prima cosa da evitare sono le copie. Le ricerche su «chatrandom telegram» portano a bot e gruppi che usano il nome, e i siti che aggiungono una parola o cambiano una lettera sono servizi diversi: l'indirizzo è chatrandom.com, con la versione italiana su it.chatrandom.com, e le app ufficiali sono quelle firmate Small World Media LLC. Anche i link che arrivano nei primi secondi di una chat, soprattutto quelli che promettono «la versione completa», vanno segnalati e non aperti: la pagina di aiuto lo mette tra le regole di sicurezza.
La seconda è il genere dichiarato. Chatrandom chiede all'ingresso se sei uomo, donna o coppia, e chi paga Plus lo fa per filtrare proprio su quello: «genere sbagliato» è uno dei motivi di segnalazione nell'elenco della bandiera, e le segnalazioni portano ai ban. Chi entra come quello che non è viene segnalato in fretta.
La terza vale come dappertutto: niente nome e cognome, niente indirizzo, niente documenti o dettagli della casa in inquadratura, e chiudere la chat appena diventa sgradevole, senza discutere. Il sito lo dice con una frase che vale per tutte le videochat casuali: «tratta ogni chat come se potesse essere registrata».
La pagina di aiuto è precisa: gli altri utenti vedono «solo il tuo genere, la webcam (se abilitata) e la tua regione generale», con la bandiera del paese ricavata dall'indirizzo IP. Non vedono la posizione esatta, l'email o il nome, a meno che non li dica tu. Il sito dichiara di non condividere le informazioni personali; la scheda su Google Play dice che l'app può raccogliere posizione, informazioni personali e altri dati, cifrati in transito, e che si può chiederne la cancellazione.
La bandiera è il dato che si può cambiare. Viene dall'IP, ed è quello su cui lavorano il filtro «Paese» di chi paga Plus e la sezione «Chat Locale». Chi vuole comparire in una coda diversa, per esempio per esercitare l'inglese o lo spagnolo entrando nella regione di chi ha scelto quel paese, o chi non vuole che il servizio conosca la propria posizione reale, usa una VPN, che sostituisce l'IP con quello di un server nel paese scelto: Surfshark è tra le più usate per questo perché ha server in oltre cento paesi e si installa sia sul telefono sia sul computer. Va detto quello che dice il sito: nella pagina di aiuto, tra i rimedi per un video lento o una chat che non si carica, c'è «disabilita qualsiasi VPN o proxy». Una VPN aggiunge un passaggio alla connessione, e su una videochat il passaggio si può sentire: se il video scatta, la prima cosa da provare è cambiare server, scegliendone uno vicino.
Il resto è buon senso: la foto del profilo, se la si carica, non deve essere quella di Instagram, perché una ricerca per immagini la ritrova; e la webcam del portatile si copre quando non serve.
Chatrandom si usa in due modi, dal browser del computer e dall'app, e i consigli che il sito stesso mette in home sono gli stessi che valgono ovunque: «usa una buona illuminazione», «mantieni il viso all'interno dell'inquadratura», «dai una possibilità alle conversazioni prima di cliccare Avanti». Il primo è quello che fa la differenza, perché su una videochat casuale la decisione di restare o passare si prende in un secondo, sulla prima immagine.
Tre cose risolvono i tre problemi più comuni e costano, insieme, meno di un abbonamento. Un anello luminoso con treppiede, con il telefono al centro, mette la luce davanti al viso e tiene l'inquadratura ferma all'altezza degli occhi: da telefono in mano l'immagine balla e la faccia è sempre inquadrata dal basso. Un paio di auricolari con microfono toglie il rientro dell'audio dell'altra persona, che con l'altoparlante del telefono si sente due volte e fa chiudere la chat. E un copriwebcam scorrevole sul portatile chiude la camera quando la chat è finita, senza dover fidarsi di un'icona: il sito stesso ricorda che la piattaforma è «pubblica per natura», e la camera chiusa è l'unica privacy che non dipende da nessuno.
Le quattro videochat casuali che funzionano dall'Italia si somigliano nel pulsante e si distinguono in quello che chiedono e in quello che fanno pagare. La tabella mette in fila cosa dichiara ciascun servizio.
| Servizio | Serve un account | Filtri paese e genere | Cosa si paga | Ban dichiarati |
|---|---|---|---|---|
| Chatrandom | no, facoltativo | solo con Plus | Plus, prezzo non pubblicato | da 1 ora a 7 giorni, poi permanenti |
| Chatroulette | no, ma serve un selfie | sì, con i Quids | pacchetti di Quids da 1,99 $ | automatici, durata non dichiarata |
| OmeTV | sì, con un account social | paese sì, genere no | abbonamento solo per il social interno | durata non dichiarata |
| Bazoocam | no | no | niente | moderazione umana dichiarata |
La lettura della tabella: Chatrandom è la scelta di chi vuole un sito in italiano, senza account, con le sezioni (locale, stanze) al posto dei filtri, e accetta che i filtri veri si paghino a scatola chiusa. Chatroulette dà gli stessi filtri in cambio di un selfie e di una valuta che si guadagna parlando; OmeTV regala il filtro paese ma vuole l'account e ha la moderazione più severa; Bazoocam è la più vicina a quello che era Omegle prima della chiusura, senza chiedere niente e senza dare niente. Chi cerca profili e amicizie fin dall'inizio, più vicino a un social, guarda Azar.
Sì. La chat casuale, le sezioni Gay Chat, Chat Locale e Stanze Chat, la chat di testo e la traduzione sono gratuite e non serve un account. Si paga solo Chatrandom Plus, che sblocca i filtri per genere e paese, toglie la pubblicità e aggiunge la chat privata e il pulsante Indietro.
Sì. Si dichiara se si è uomo, donna o coppia, si preme Inizia Chat confermando di avere 18 anni e si dà il permesso alla webcam. L'account gratuito serve solo per conservare le impostazioni; quello Plus per i filtri.
Il sito non pubblica il prezzo: non compare nella home, nella pagina dell'app, nell'aiuto né nelle norme di fatturazione, e si vede solo dopo aver creato un account. I pagamenti passano da SegPay o Stripe, l'abbonamento si annulla in qualsiasi momento e non ci sono rimborsi per i giorni non usati.
Sì, ma solo con l'account Plus: gli utenti gratuiti vengono abbinati a caso. Senza pagare si può usare la Chat Locale, che collega con persone della propria regione, e le Stanze Chat a tema.
Secondo la pagina di aiuto i ban temporanei durano di solito da 1 ora a 7 giorni; le violazioni gravi o ripetute portano a un ban permanente. La schermata del blocco mostra motivo, durata e un codice, e per contestarlo si scrive al supporto.
Sì, per Android e iOS. Su Google Play l'app Chatrandom ha più di 1 milione di download, classificazione PEGI 18, acquisti in-app e un voto medio di 3,3 su 5 su circa 14.200 recensioni; l'ultimo aggiornamento è del 23 giugno 2026.
Sono servizi diversi. Omegle era una roulette anonima senza filtri e ha chiuso nel 2023; il sito che oggi porta quel nome chiede un account e fa pagare i filtri. Chatrandom non chiede un account, ha una versione in italiano e quattro sezioni gratuite, ma i filtri per genere e paese si pagano con Plus.
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