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OmeTV è la videochat casuale con le app e il filtro paese gratis: si accede con un account social, si preme Start e si parla in video con uno sconosciuto. Come si entra, cosa fanno i pulsanti, cosa è gratis e cosa si paga, le regole, come funzionano i ban, cosa evitare, cosa vede l'altra persona di te e cosa serve, telefono e luce, per non essere saltati.
OmeTV è la videochat casuale che ha preso il posto di Omegle nelle ricerche di chi vuole un'app, non un sito: si sceglie il paese, si preme «Start» o si scorre col dito e si parla in video con una persona a caso, gratis e senza pubblicità. È anche quella con le regole più lunghe e i ban più discussi, e le due cose sono legate. Da quando Omegle ha chiuso, OmeTV e Bazoocam sono i due nomi che restano in piedi, e sono l'opposto l'uno dell'altro: OmeTV chiede un account e ha le app, Bazoocam non chiede niente e vive dal browser.
Qui sotto: cos'è OmeTV e chi c'è dietro, come si entra e perché chiede di accedere con un account social, cosa fanno i pulsanti, cosa si paga e cosa no, le regole e come funzionano i ban, cosa evitare, cosa vede l'altra persona di te, e cosa serve, telefono e luce, per non essere saltati al primo secondo.

OmeTV è una videochat casuale nata come app e poi arrivata sul web: l'indirizzo è ome.tv, e le app sono su Google Play e App Store. La società che la gestisce si chiama Bad Kitty's Dad, LDA, con sede a Corroios, in Portogallo, ed è scritta in fondo alla home. Non è Omegle e non ha niente a che fare con Omegle: nella sua pagina di domande frequenti lo dice in chiaro, anche se il title del sito la presenta come «alternativa a Omegle», perché è la ricerca che porta le persone.
I numeri che si possono verificare sono quelli di Google Play: più di 5 milioni di download, un voto medio di 3,4 su 5 su 11.700 recensioni, classificazione PEGI 18, categoria «Incontri», con acquisti in-app, ultimo aggiornamento il 4 settembre 2026. La home dichiara «centinaia di migliaia di persone online in ogni momento» e indica il venerdì sera e il fine settimana come i momenti di punta: la prima è una dichiarazione del servizio, la seconda coincide con quello che si vede usandola.
Dal 2023 OmeTV non è più solo la roulette: ha aggiunto un social network interno con profili, foto, preferiti, follower e messaggi. La videochat resta il cuore, ma l'app oggi si presenta su Google Play come «Amici e Incontri», e questo spiega alcune scelte, a partire dall'account obbligatorio.
A differenza di Bazoocam, OmeTV chiede di accedere con un account social prima di far partire la videochat. Le domande frequenti del sito citano Facebook e spiegano che il profilo resta nascosto agli altri utenti: l'accesso serve ad avere un profilo, gli amici e, dal lato del servizio, un modo per legare i ban a una persona e non solo a un dispositivo. Non si entra da anonimi, e chi non vuole collegare un account social non usa OmeTV: la stessa pagina delle regole rimanda «ad altre videochat» chi non vuole mostrarsi.
L'età minima è 18 anni, o l'età maggiore prevista dal proprio paese. Le condizioni d'uso lo ripetono in più punti e dicono che i minori non possono usare il servizio nemmeno con il consenso o la supervisione dei genitori. Le stesse condizioni elencano le misure di controllo dell'età: la classificazione negli store, l'età dichiarata, l'età ricavata dall'account social collegato, i segnali forniti dai sistemi operativi e, nei casi dubbi, una verifica tramite un fornitore esterno. Non è un controllo dei documenti all'ingresso, ma è più di quello che dichiara la maggior parte delle videochat casuali, e chi viene ritenuto minorenne viene bloccato.
Dato l'accesso, si sceglie il paese, si imposta il proprio genere e si preme «Start». Da telefono si scorre col dito per passare alla persona successiva, da computer c'è il pulsante. Il permesso alla fotocamera è obbligatorio e, come si vedrà nelle regole, il viso deve restare visibile.
È il filtro che Bazoocam non ha e che su OmeTV è gratuito: si sceglie un paese e la coda mette in contatto solo con chi si collega da lì. Per chi vuole parlare italiano è la differenza tra una conversazione su tre e nove su dieci. Il paese dell'altra persona compare accanto al video, con la bandiera.
All'ingresso OmeTV chiede di indicare il proprio genere. Le domande frequenti spiegano che il dato è privato, non lo vedono gli altri, e serve al servizio per migliorare gli abbinamenti; nella stessa pagina il sito dice di non offrire filtri per genere, nemmeno a pagamento, perché «spesso non rispettano le aspettative», e che selezionare un genere non garantisce niente: l'abbinamento resta casuale. È una scelta dichiarata, e vale la pena saperlo prima di cercare nelle impostazioni un filtro che non c'è.
Accanto al genere c'è la modalità «Couple», per entrare in due davanti alla stessa webcam, con un amico o un'amica. Cambia il modo in cui si viene abbinati e, in pratica, cambia il tono delle conversazioni: in due si viene saltati meno e si parla di più.
Nella chat di testo a lato del video c'è un traduttore integrato, da attivare nelle impostazioni: quello che scrive l'altra persona arriva tradotto e quello che scrivi tu parte tradotto. Per chi non usa il filtro paese è lo strumento che rende utilizzabile la coda mondiale, e OmeTV lo indica come una delle cose che la distinguono dalle altre videochat.
Il pulsante di segnalazione è sempre a un tocco. Quando lo si preme, ai moderatori arrivano uno screenshot del video dell'altra persona e i messaggi che ha mandato: un moderatore guarda la segnalazione e decide se bloccare. In più c'è un sistema automatico che blocca chi riceve più segnalazioni in poco tempo, con dei correttivi dichiarati contro i ban accidentali. Vale in entrambe le direzioni: le segnalazioni possono arrivare anche contro di te, ed è il motivo della sezione sui ban qui sotto.
La videochat è anonima e non tiene traccia delle conversazioni: se si perde una persona, ritrovarla è questione di fortuna, lo dice il sito. Il social network interno serve a questo: si crea un profilo con una foto, si sfogliano gli altri profili, si mette una stella a quelli che piacciono, si seguono, si scrivono messaggi. È una parte separata dalla roulette, e chi vuole solo la videochat può ignorarla.
La videochat è gratuita e senza pubblicità, e non ha limiti di tempo: la pagina «perché OmeTV» dice «nessun abbonamento, nessun costo nascosto» per la chat. Il filtro paese è gratis, la traduzione è gratis, la modalità coppia è gratis. Su questo OmeTV è più generosa di molte concorrenti, che vendono il filtro paese o i «salti».
Quello che si paga è la «VIP Lounge», un abbonamento mensile con 7 giorni di prova, descritto nella scheda su Google Play: riguarda il social network, non la videochat. Dà più messaggi al giorno a nuovi utenti, fino a 30 persone da seguire al giorno, il profilo in cima alla classifica del proprio paese e nei primi posti delle ricerche, e la lista di chi ti ha messo tra i preferiti. Il prezzo non compare nella descrizione dello store, quindi non lo riportiamo: si vede dentro l'app, e cambia con il paese e il sistema operativo. L'abbonamento si disdice dalla sezione abbonamenti di Google Play o dell'App Store, e la politica dei rimborsi del sito dice che di norma non si rimborsano acquisti già fatti.
In pratica: chi usa OmeTV come videochat non ha motivo di pagare. Chi vuole usarla come social, per ritrovare le persone e farsi trovare, valuta la prova gratuita sapendo che dopo i 7 giorni parte l'addebito mensile se non si disdice.
La pagina delle regole di OmeTV è la più lunga tra le videochat casuali, ed è la cosa da leggere prima di entrare, perché i ban arrivano per cose che su altri servizi passano. In sintesi, e senza il dettaglio che il sito elenca punto per punto: si sta vestiti e ci si comporta come in un luogo pubblico; il viso deve restare visibile e non coperto, niente maschere, filtri o avatar; la telecamera non si punta su schermi, foto, scritte o su parti del corpo sotto il petto, anche vestite; niente link, niente pubblicità, niente richieste di seguire o votare qualcosa; niente insulti, gesti volgari o discriminazioni; niente software esterni che modificano il servizio.
Il sito aggiunge una serie di consigli che sono in realtà avvertimenti: non si usa la videochat in bagno, non si lascia il telefono a un'altra persona perché le violazioni fatte dal suo dispositivo sono tue, non si lascia la chat collegata quando ci si allontana, non si risponde a una provocazione con la stessa moneta perché si finisce bloccati anche tu. Due frasi del regolamento valgono più di tutte: «una violazione involontaria è comunque una violazione» e «una violazione breve può portare a un ban». I moderatori giudicano l'atto, non l'intenzione, e la durata non conta.
La durata dei ban non è fissa: le condizioni d'uso dicono che i periodi di limitazione temporanea li decide il servizio e possono cambiare. Nelle recensioni italiane su Google Play il tema più ricorrente è proprio questo, ban ritenuti ingiusti o arrivati senza capire il motivo; alcune recensioni parlano anche di uno sblocco a pagamento, che il sito non documenta nelle sue pagine: lo riportiamo come voce dei recensori, non come regola del servizio. Il voto medio di 3,4 su 5 racconta la stessa cosa.
La nostra lettura è che OmeTV abbia scelto la moderazione dura come tratto distintivo: è quello che la rende usabile da chi vuole conversazioni normali, ed è quello che la rende frustrante per chi finisce bloccato per una svista, per esempio per aver girato la fotocamera posteriore sulla stanza. Le due cose non si separano. Chi entra lo fa sapendo che l'inquadratura va tenuta sul viso, sempre.
La prima cosa da evitare sono le app e i gruppi che usano il nome. Le ricerche «ometv apk», «ometv mod» e «ometv telegram» portano a file e a gruppi che non hanno niente a che fare con il servizio: un APK «modificato» che promette di togliere i ban o di aggiungere filtri è, nel migliore dei casi, un'app che non funziona e, nel peggiore, un modo per installare qualcosa sul telefono. L'app di OmeTV si scarica solo da Google Play e dall'App Store, e i gruppi Telegram con questo nome non sono gestiti dal servizio.
La seconda è la fotocamera posteriore. Da telefono si può passare alla fotocamera dietro, e il regolamento lo permette, ma chiede di non «abusarne» e di non mostrare l'ambiente: è il modo più facile per inquadrare uno schermo, una scritta o qualcosa che viola le regole senza volerlo, e per prendersi un ban. Si resta sulla fotocamera frontale.
La terza vale ovunque: nessun servizio impedisce all'altra persona di registrare lo schermo, quindi non si mostrano documenti, indirizzi, dettagli della casa, e non si scrivono nome e cognome nel profilo. Chi manda un link nei primi secondi va segnalato, e su OmeTV il link è già di per sé una violazione.
OmeTV ha più dati di Bazoocam, perché ha l'account: l'email o il profilo social collegato, il genere dichiarato, e quello che si mette nel profilo del social interno. La scheda su Google Play dichiara che l'app può raccogliere posizione e informazioni personali e condividerne alcune con terze parti, con i dati cifrati in transito. All'altra persona arrivano il video, l'audio, i messaggi e il paese, con la bandiera accanto al video.
Il paese viene dall'indirizzo IP, ed è anche il dato su cui lavora il filtro: chi si collega dall'Italia esce «Italia» e viene messo in coda con chi ha scelto l'Italia. Chi vuole risultare in un altro paese, per esempio per esercitare una lingua entrando nella coda di chi ha scelto la Spagna o la Francia, o chi non vuole che il servizio conosca la propria posizione reale, usa una VPN, che sostituisce l'IP con quello di un server nel paese scelto: Surfshark è tra le più usate per questo perché ha server in oltre cento paesi e l'app per telefono, che è dove OmeTV si usa di più. Va detto che il regolamento vieta i software che «modificano il funzionamento del servizio»: una VPN cambia l'IP, non l'app, ma la scelta e la responsabilità restano di chi la usa.
Il resto è buon senso: un profilo senza nome e cognome, una foto che non sia quella usata altrove, e la webcam del computer coperta quando non serve.
OmeTV è un'app da telefono prima che un sito, e il telefono ha un vantaggio: la fotocamera frontale di un modello di fascia media è migliore della webcam integrata nella maggior parte dei portatili. Il problema non è l'immagine, sono la mano e la luce. Un telefono tenuto in mano per venti minuti balla, stanca e finisce per inquadrare il soffitto, e un'inquadratura che scivola sotto il petto su OmeTV non è solo brutta: è una violazione.
La soluzione è un supporto da scrivania che tenga il telefono all'altezza del viso, con le mani libere e l'inquadratura ferma. La luce viene subito dopo: una piccola luce a clip agganciata al telefono, o una lampada davanti al viso, toglie l'ombra che si ha con la finestra alle spalle, che è il motivo per cui si viene saltati prima ancora di dire ciao. E siccome la videochat tiene accesi schermo, fotocamera e connessione, un'ora su OmeTV consuma la batteria come poche altre cose: una power bank accanto al supporto evita di chiudere a metà conversazione.
La regola della luce è una sola: la fonte deve stare davanti, non dietro. Con la finestra alle spalle la fotocamera espone per la finestra e il viso diventa una sagoma, e su OmeTV un viso poco visibile è anche un problema di regolamento.
Le videochat casuali che funzionano oggi dall'Italia non chiedono le stesse cose. La tabella mette in fila cosa dichiara ciascun servizio su account, filtro paese, costi e app.
| Servizio | Serve un account | Filtro paese | Costo | App |
|---|---|---|---|---|
| OmeTV | sì, con un account social | sì, gratis | gratis, abbonamento solo per il social | Android, iOS |
| Bazoocam | no, facoltativo per la lista amici | no | gratis | nessuna, dal browser |
| Chatroulette | no, facoltativo per i filtri | sì, con account | gratis | Android, iOS |
| Omegle (nuovo) | sì, Google o Apple | a pagamento | filtri a pagamento | nessuna dichiarata |
La lettura della tabella: OmeTV è la scelta di chi vuole un'app, il filtro paese gratis e una moderazione che tiene pulita la coda, e accetta in cambio l'account e il rischio di un ban per una svista. Bazoocam è l'opposto, per chi non vuole dare niente, e Chatroulette sta in mezzo: niente account, ma un selfie all'ingresso e i Quids, la sua valuta interna, per i filtri. Chatrandom è l'altra senza account, con il sito in italiano e le stanze a tema gratis, ma il filtro paese che OmeTV regala lì si paga con Plus. Chi cerca invece una videochat con profili e amicizie fin dall'inizio guarda Azar, e chi vuole restare tra italiani con una community più piccola trova in Ciao Amigos l'altra videochat locale.
Sì, la videochat è gratuita, senza pubblicità e senza limiti di tempo, e il filtro paese e la traduzione sono compresi. L'unica cosa a pagamento è la VIP Lounge, un abbonamento mensile con 7 giorni di prova che riguarda il social network interno, non la videochat.
Sì. OmeTV chiede di accedere con un account social prima di avviare la videochat; le domande frequenti del sito citano Facebook e spiegano che il profilo resta nascosto agli altri utenti. Chi vuole una videochat senza account usa Bazoocam o Chatroulette.
Sì. Le condizioni d'uso fissano l'età minima a 18 anni, o all'età maggiore prevista dal proprio paese, e vietano l'uso ai minori anche con il consenso dei genitori. L'app è classificata PEGI 18 su Google Play e il servizio dichiara controlli dell'età, con una verifica esterna nei casi dubbi.
I motivi più comuni sono il viso non visibile, la fotocamera puntata su uno schermo o sotto il petto, un link inviato in chat o più segnalazioni ricevute in poco tempo, che fanno scattare un blocco automatico. Il regolamento dice che una violazione involontaria o breve conta come le altre. La durata del ban la decide il servizio e non è fissa.
Sì, con il filtro paese, che è gratuito: si sceglie Italia e la coda mette in contatto solo con chi si collega dall'Italia. Il filtro per genere invece non esiste, nemmeno a pagamento: il sito lo dichiara.
Solo da Google Play e dall'App Store, cercando «OmeTV». Gli APK «mod» o «premium gratis» e i gruppi Telegram con questo nome non sono il servizio e vanno evitati. Da computer si usa dal browser su ome.tv.
Nel meccanismo sì: un pulsante e si parla con uno sconosciuto in video. Nel resto no: OmeTV chiede un account, ha le app, il filtro paese gratis, la traduzione e una moderazione dichiarata con ban frequenti, mentre Omegle era anonimo e senza filtri. Il nuovo sito su omegle.com è un altro servizio ancora, con account obbligatorio e filtri a pagamento.
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