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Bazoocam è la videochat casuale in italiano che non chiede nessun account: si dà il permesso alla webcam e si parla con uno sconosciuto. Come si entra, cosa fanno i pulsanti, i giochi, la geolocalizzazione, la moderazione con più di 40 persone e il ban di 20 giorni, cosa evitare, cosa vede l'altra persona di te e cosa serve, webcam e luce, per non essere saltati.
Bazoocam è la videochat casuale che si presenta da sola come «la chatroulette italiana»: si apre la pagina, si dà il permesso alla webcam e si parla in video con una persona scelta a caso, senza creare un account e senza pagare niente. Da quando Omegle ha chiuso, è il servizio che più gli somiglia nel funzionamento, con una differenza che pesa: ha una versione in italiano, una moderazione dichiarata e qualche strumento in più, dai giochi alla lista amici.
Qui sotto: come si entra e cosa chiede davvero, cosa fanno i pulsanti uno per uno, le regole e come funziona la moderazione, cosa evitare, cosa vede l'altra persona di te e come limitarlo, e cosa serve dal lato tuo, webcam e luce, per non essere saltati al primo secondo.

Bazoocam è un sito, non un'app: l'indirizzo è bazoocam.org e la home esiste in una dozzina di lingue, italiano compreso, oltre a inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, russo, turco, giapponese, indonesiano, olandese e una versione per l'Africa francofona. La versione italiana non è una traduzione a metà: i testi, le regole e i messaggi del servizio sono in italiano, e la coda di chi aspetta un interlocutore è la stessa per tutti.
Il nome «chatroulette» è diventato un termine generico per dire «videochat con sconosciuti a caso», come Omegle in altri paesi. Bazoocam lo usa nel senso generico: non è Chatroulette, il sito nato nel 2009, e in fondo alla pagina dichiara un partenariato con un altro servizio dello stesso tipo, Roulettechat. La nota di copyright in home è ferma al 2019, ma il sito è attivo e la coda di persone collegate lo dimostra.
Il meccanismo è quello classico: si vede l'altra persona nel riquadro grande e se stessi in quello piccolo, si scrive nella chat di testo a lato se il microfono non basta, e quando la conversazione finisce si passa alla successiva. Non ci sono filtri per paese o per lingua: capita di parlare con chi è in Italia e capita di finire con chi non parla italiano, e la coda comune con le altre lingue è il motivo.
Per chattare non serve nessun account. Si apre la home, si clicca sul pulsante di avvio e il browser chiede il permesso a webcam e microfono: dato quello, si è in coda. Non ci sono email da confermare, numeri di telefono, login con Google o Apple. È la stessa esperienza del vecchio Omegle, ed è la ragione per cui chi cerca un'alternativa senza registrazione finisce qui.
L'unica condizione dichiarata è l'età: la home dice in chiaro che per entrare bisogna avere 18 anni o più. Non c'è un controllo dei documenti all'ingresso, come su nessuna videochat gratuita, quindi la regola si regge sulla dichiarazione dell'utente e sulla moderazione. È una regola da prendere sul serio: il servizio è pensato per adulti, non è adatto ai minori, e un genitore che trova bazoocam.org nella cronologia di un figlio non deve leggerlo come un sito per ragazzi.
Bazoocam è pensato per il video: il primo messaggio che si incontra è «Autorizza la videocamera e il microfono nel browser», e non c'è una modalità separata di sola chat testuale come quella che offriva Omegle. La chat di testo esiste, ma sta accanto al video, per scrivere quando il microfono non basta.
Il pulsante principale è «Avanti»: chiude la conversazione in corso e mette in coda per la successiva. Si può anche cliccare direttamente sul video dell'altra persona per passare oltre, che è il gesto che tutti imparano nei primi trenta secondi. Non c'è un limite dichiarato al numero di «Avanti», e non c'è un contatore giornaliero come sui servizi che vendono i «salti» in abbonamento.
Accanto al video dell'altra persona compaiono un punteggio associato a quell'utente e il pulsante per segnalarla. Il punteggio è l'unico segnale sulla reputazione di chi si ha davanti, e la segnalazione è il gesto che alimenta la moderazione: chi vede qualcosa che viola le regole segnala e passa avanti, senza dover discutere.
Prima di entrare si può scrivere uno stato, una riga di testo che l'altra persona vede accanto al video. Serve a dire in anticipo cosa si cerca: «parlo solo italiano», «cerco qualcuno con cui esercitare l'inglese», «solo chiacchiere». È un dettaglio, ma sposta la qualità delle conversazioni: chi scrive uno stato chiaro viene saltato meno da chi cerca la stessa cosa, e salta prima chi cerca altro.
Sotto il video c'è una casella con la dicitura «autorizzo Bazoocam a indicare approssimativamente la città in cui mi trovo». È disattivata di partenza e resta una scelta: se la si spunta, accanto al proprio video compare la città ricavata dall'indirizzo IP, e nella prova che abbiamo fatto la città indicata era quella giusta. Serve a chi cerca persone vicine, per esempio per parlare in dialetto o trovare qualcuno della stessa zona, ma vale la pena sapere che quel dato lo vede chiunque passi. Chi non vuole mostrarlo lascia la casella vuota, e più sotto c'è cosa fare se non si vuole che nemmeno l'IP racconti la città.
È la cosa che Bazoocam ha e le altre videochat casuali non hanno: durante la conversazione si può aprire un gioco a due e giocarlo con la persona collegata, con il video che resta acceso. Ci sono Tetris, il Tris e Forza 4. Sembra una trovata, e in parte lo è, ma risolve il problema principale di questi siti: i primi secondi imbarazzati in cui nessuno sa cosa dire. Una partita a Forza 4 dà un motivo per restare, e le conversazioni che partono da un gioco durano di più di quelle che partono da «ciao, di dove sei».
L'account non serve per chattare, ma esiste, e serve a una cosa sola: la lista amici, per ritrovare una persona con cui si è parlato invece di perderla al primo «Avanti». Per crearlo si inseriscono un'email e un'immagine del profilo, che è obbligatoria, e il sito chiede una verifica dell'età per usare l'account. Nei testi del servizio compare il riferimento a un codice di tre cifre sul retro di una carta, quindi la nostra lettura è che il controllo passi da una carta di pagamento, come fanno altri servizi riservati ai maggiorenni in Europa: non lo abbiamo completato, e per usare Bazoocam senza account non serve.
La regola pratica è semplice: si prova senza account, e si apre l'account solo se dopo un po' di conversazioni ci si accorge di voler ritrovare qualcuno. Chi non vuole dare un'email e un'immagine a un sito di videochat può usare tutto il resto senza darle.
La home dichiara che il sito è «moderato costantemente da più di 40 persone». Sono persone, non solo un filtro automatico, almeno stando a quello che il sito dichiara, e lo scrive in home come argomento di vendita, perché la differenza tra una videochat casuale usabile e una da chiudere subito sta tutta lì. Non abbiamo modo di verificare il numero, che è una dichiarazione del servizio, ma il fatto che il pulsante di segnalazione sia sempre a un clic e che le regole siano scritte in italiano dice che il tema è preso sul serio.
La sanzione dichiarata per chi viola le regole è un ban di 20 giorni. Le regole sono quelle che ci si aspetta: ci si comporta e ci si veste come davanti a uno sconosciuto per strada, niente comportamenti molesti, niente minori. Il sito dichiara anche di collaborare con le autorità nei casi gravi, e questo è il pezzo che spesso si dimentica: dietro una videochat anonima ci sono un indirizzo IP e un orario, e nei casi in cui la legge entra in gioco un servizio che coopera li consegna.
Un dettaglio tecnico che aiuta a capire come reggono i ban: la pagina carica una libreria di riconoscimento del browser, FingerprintJS, che serve a identificare un dispositivo anche senza cookie. La nostra lettura è che sia il modo con cui un ban di 20 giorni resiste a chi cancella i cookie o apre una finestra in incognito. Non è dichiarato in home, è quello che si vede guardando cosa carica la pagina.
La prima cosa da sapere è che in home c'è un pulsante, accanto a quelli del servizio, che porta fuori da Bazoocam: apre un sito di incontri esterno, a pagamento, che non ha niente a che fare con la videochat gratuita. Non è nascosto, ma è disegnato come gli altri pulsanti e chi entra di fretta lo clicca pensando di scegliere un filtro. Su Bazoocam non ci sono filtri: se una pagina chiede di pagare o di iscriversi per «vedere solo» un certo tipo di persone, non è più Bazoocam.
La seconda è il nome. Come è successo a Omegle dopo la chiusura, un servizio conosciuto attira siti con un nome simile, una lettera in più, un'estensione diversa, che copiano la grafica e vivono di pubblicità o di abbonamenti. L'indirizzo vero è bazoocam.org: qualunque altra cosa che si presenti come «il nuovo Bazoocam», «Bazoocam senza limiti» o «Bazoocam italiana ufficiale» va trattata con la stessa diffidenza dei cloni di Omegle, e la guida su Omegle e i suoi cloni spiega come riconoscerli.
La terza è quello che si dice e si mostra. Vale su Bazoocam come su qualunque videochat: nessun servizio impedisce all'altra persona di registrare lo schermo. Niente documenti, niente indirizzo, niente dettagli della casa che si vedono dalla finestra, niente nome e cognome nello stato. E niente link: chi manda un link in chat nei primi secondi, quasi sempre, sta portando verso un sito esterno che chiede una carta.
Senza account, Bazoocam non sa chi sei: non ha un'email, non ha un nome, non ha un telefono. Quello che ha è quello che ha qualunque sito che si apre, cioè l'indirizzo IP, il browser e il dispositivo, più l'impronta del browser di cui sopra. All'altra persona arrivano il video, l'audio, lo stato che hai scritto e, se hai spuntato la casella, la città.
L'IP è il punto delicato, perché è quello da cui viene fuori la città anche senza che tu la dichiari: la casella della geolocalizzazione è una scelta, ma il dato esiste comunque, e la prova con la città indicata giusta lo conferma. Chi non vuole che un sito di videochat conosca la città da cui si collega usa una VPN, che sostituisce l'IP di casa con quello di un server in un'altra città o in un altro paese: Surfshark è tra le più usate per questo, perché ha server italiani e quindi permette di risultare in un'altra città italiana invece che all'estero, cosa che conta su un sito senza filtri di paese dove finire «in Germania» vuol dire ricevere solo interlocutori tedeschi.
Il resto è buon senso: si usa una finestra del browser dedicata, si chiude la webcam quando si finisce, e se la webcam è quella integrata nel portatile si tiene un copri-webcam sopra quando non serve. Non perché Bazoocam accenda la webcam da solo, cosa che un sito non può fare senza il permesso del browser, ma perché il permesso dato una volta resta memorizzato, ed è più semplice avere una tendina fisica che ricordarsi di revocarlo.
Bazoocam non dichiara nessuna app, né per Android né per iOS. Chi trova un'app con questo nome negli store non sta scaricando il servizio di bazoocam.org, e vale la regola dei cloni. Da telefono si usa dal browser, Chrome o Safari, aprendo lo stesso indirizzo: il sito riconosce lo schermo piccolo, chiede il permesso alla fotocamera e funziona, con i due riquadri video uno sopra l'altro invece che affiancati.
Le differenze rispetto al computer sono due. La prima è la fotocamera: quella frontale di un telefono di fascia media è migliore della webcam integrata nella maggior parte dei portatili, quindi l'immagine che arriva all'altra persona è spesso più pulita da telefono. La seconda è la stabilità: tenere il telefono in mano per venti minuti stanca e l'inquadratura balla, e un supporto da tavolo risolve. I giochi funzionano anche da telefono, ma il Tetris su uno schermo da sei pollici, con il video sopra, è meno comodo.
Su una videochat casuale la decisione di restare o passare oltre si prende in un secondo, e si prende sull'immagine. Un video buio e sgranato viene saltato prima ancora che si dica «ciao». Non serve attrezzatura da streamer: servono una webcam che faccia il Full HD e una luce che arrivi sul viso da davanti.
La webcam integrata nei portatili è la parte peggiore del computer, quasi sempre a 720p e con un sensore che al buio produce grana. Una webcam esterna a 1080p a fuoco fisso, agganciata sopra il monitor, cambia l'immagine più di qualunque altro acquisto sotto i 30 euro, e per un sito come Bazoocam vale la pena sceglierne una con la tendina della privacy integrata, che copre l'obiettivo con un gesto quando non serve. Chi ha già una webcam senza tendina risolve con un copri-webcam adesivo scorrevole, che costa pochi euro e si applica sopra l'obiettivo del portatile o della webcam esterna. La luce viene subito dopo: una piccola luce da scrivania davanti al viso, anche una ring light da 13 centimetri, elimina il viso in ombra che si ha con la finestra alle spalle.
La regola della luce è una sola: la fonte di luce deve stare davanti, non dietro. Con la finestra alle spalle la webcam espone per la finestra e il viso diventa una sagoma. Basta girare la scrivania, o spostare il portatile, e la differenza è più grande di quella tra una webcam da 20 euro e una da 80.
Le videochat casuali che funzionano oggi dall'Italia non chiedono tutte le stesse cose. La tabella mette in fila cosa dichiara ciascun servizio in home su account, costi, moderazione e app.
| Servizio | Serve un account | Costo | Moderazione dichiarata | App |
|---|---|---|---|---|
| Bazoocam | no, facoltativo per la lista amici | gratis | più di 40 persone, ban di 20 giorni | nessuna, dal browser |
| Chatroulette | no, facoltativo per i filtri | gratis | automatica più umana, 24 ore su 24 | Android, iOS |
| OmeTV | sì, con un account social | gratis, senza pubblicità | moderatori 24/7 sulle segnalazioni | Android, iOS |
| Omegle (nuovo) | sì, Google o Apple | filtri a pagamento | non dichiarata in home | nessuna dichiarata |
La lettura della tabella: Bazoocam è l'unico dei quattro che unisce nessun account, nessun costo e una moderazione umana dichiarata con un numero. Chatroulette è la seconda scelta per chi vuole i filtri di paese, che Bazoocam non ha, e OmeTV li dà gratis in cambio di un account e di una moderazione molto più severa; Chatrandom ha il sito in italiano e non chiede l'account, ma i filtri si pagano con l'abbonamento Plus. Chi cerca invece una videochat con profili e amicizie, più vicina a un social, guarda Azar, e chi vuole restare tra italiani con una community più piccola trova in Ciao Amigos l'altra videochat locale.
Sì. La videochat, i giochi, lo stato e la geolocalizzazione sono gratuiti e non ci sono filtri a pagamento. L'account, facoltativo, serve solo alla lista amici. L'unica cosa a pagamento raggiungibile dalla home è un sito di incontri esterno, che non fa parte di Bazoocam.
No. Si entra dando il permesso alla webcam, senza email, telefono o login social. L'account esiste ma serve solo a salvare gli amici, e per crearlo servono un'email, un'immagine del profilo e una verifica dell'età.
Sì, la home dichiara che per entrare bisogna avere 18 anni o più. Non c'è un controllo dei documenti all'ingresso, come su nessuna videochat gratuita, ma la regola vale e il servizio non è adatto ai minori.
Solo se si spunta la casella «autorizzo Bazoocam a indicare approssimativamente la città in cui mi trovo», che di partenza è vuota. La città viene ricavata dall'indirizzo IP, quindi esiste anche senza la casella: chi non vuole che il sito la conosca usa una VPN con server italiani.
No, il sito non dichiara nessuna app. Da telefono si usa dal browser, aprendo bazoocam.org: chiede il permesso alla fotocamera e funziona con i due video uno sopra l'altro. Le app con questo nome negli store non sono il servizio ufficiale.
Il sito dichiara una moderazione con più di 40 persone che guarda le segnalazioni, e la sanzione per chi viola le regole è un ban di 20 giorni. La pagina usa anche un riconoscimento del browser che, secondo la nostra lettura, fa reggere il ban anche a chi cancella i cookie.
Per il funzionamento sì: nessun account, nessun costo, un pulsante e si parla con uno sconosciuto. Rispetto a Omegle ha la versione italiana, i giochi e una moderazione dichiarata; non ha la chat solo testo. Il nuovo sito su omegle.com chiede invece un account e vende i filtri.
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