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Chatroulette è la videochat casuale originale, nata nel 2009, e nel 2026 funziona in un altro modo: si entra senza account, si scatta un selfie, si sceglie l'altra persona dalla foto e si parte solo se la scelta è reciproca. Come funziona oggi, cosa sono i Quids e quando si pagano, i filtri per paese e lingua, le app, la moderazione automatica, le regole, cosa evitare e cosa serve per essere scelti.
Chatroulette è il nome che ha inventato il genere: nel 2009 ha messo insieme una webcam e un pulsante «Next» e ha creato la videochat casuale, quella che poi Omegle, Bazoocam e OmeTV hanno copiato. Nel 2026 esiste ancora, ha lo stesso indirizzo, chatroulette.com, ma non funziona più come allora: prima di parlare con qualcuno si vede la sua foto, si sceglie, e si parte solo se anche l'altra persona accetta. In mezzo ci sono i filtri per paese, genere e lingua, una valuta interna che si chiama Quids e una moderazione automatica che fa lo screening del video.
Qui sotto: cos'è Chatroulette oggi e chi c'è dietro, come si entra senza account ma con un selfie, come funziona l'abbinamento a foto, cosa sono i Quids e cosa costa comprarli, le regole e i ban, cosa evitare, cosa vede l'altra persona di te e cosa serve, webcam, cuffie e luce, per non essere scartati prima ancora di collegarsi.

Chatroulette è nata a fine 2009 da un'idea di uno studente russo di 17 anni, Andrey Ternovskiy, ed è diventata in pochi mesi un fenomeno mondiale: si apriva la pagina, si dava il permesso alla webcam e si finiva davanti a uno sconosciuto qualsiasi, con un pulsante per passare al successivo. Il meccanismo era così semplice che tutti lo hanno rifatto, e il nome è diventato il termine generico: ancora oggi si dice «una chatroulette» per indicare qualunque videochat casuale, e infatti Bazoocam si presenta come «la chatroulette italiana».
Il sito oggi è gestito da CR Services AG, una società con sede a Zugo, in Svizzera, che compare nelle condizioni d'uso con il numero di registrazione. La home si definisce «la videochat casuale gratuita originale» e dichiara «milioni di utenti», «più di 190 paesi» e «moderazione 24 ore su 24»: sono affermazioni del servizio, non numeri verificabili da fuori. Quelli verificabili sono su Google Play: l'app «Chatroulette Random Video Chat» ha più di 1 milione di download, un voto medio di 3,1 su 5 su circa 1.440 recensioni, classificazione PEGI 18 e acquisti in-app, con l'ultimo aggiornamento il 9 aprile 2026. Su iPhone l'app si chiama «CR Video Chat».
La versione attuale del sito non ha più molto in comune con quella del 2010, se non il nome e il pulsante «Start». Le domande frequenti spiegano il cambio più grosso: «ti vengono mostrate le foto dei possibili partner di chat; se entrambi accettate di collegarvi, la videochat parte». Non è più una roulette in senso stretto, ed è il primo motivo per cui chi ci torna dopo anni la trova diversa.
La home ripete più volte «nessuna registrazione richiesta», e in effetti si può entrare senza creare un account: si apre chatroulette.com, si preme «Start», si accettano le condizioni d'uso confermando di avere almeno 18 anni e si dà il permesso a webcam e microfono. La schermata di ingresso ricorda le due regole base, niente molestie o minacce e niente contenuti fuori posto, e avverte che le violazioni «possono portare a un accesso limitato».
Quello che serve, anche senza account, è una foto del viso. L'abbinamento funziona a foto, e la home lo dice in chiaro: «un buon selfie è importante per ottenere abbinamenti». Il sito chiede di scattarla sul momento con la webcam, e nelle domande frequenti spiega che per cambiarla si clicca sulla foto attuale e se ne scatta una nuova: non si carica un file dal computer. Chi entra senza foto, o con la stanza al buio, non viene scelto da nessuno.
L'account esiste ed è facoltativo: serve per conservare i Quids, le impostazioni dei dispositivi e le preferenze di abbinamento, e le domande frequenti spiegano come cancellarlo dal menu del profilo, con la nota che la cancellazione è definitiva. Le condizioni d'uso fissano l'età minima a 18 anni e vietano ai minori sia l'uso sia la registrazione; la home aggiunge «solo adulti, tolleranza zero».
Sopra il pulsante «Start» c'è un pannello con quattro voci. «Meet» sceglie tra tutti gli utenti e i «Top Users». «Gender» è il filtro per genere, impostato su «tutti» di default. «From» è il paese, impostato su «ovunque». «Language» è la lingua, con l'inglese preimpostato e la possibilità di aggiungerne altre. Sono gli stessi filtri che su altri servizi si pagano con un abbonamento: qui si pagano, quando si pagano, con i Quids, di cui parliamo più sotto.
Il filtro paese ha un dettaglio utile che gli altri non hanno: mostra l'elenco dei paesi in cui ci sono utenti collegati in quel momento, e l'Italia è tra quelli citati in home. Serve a non impostare un filtro su una coda vuota: se l'Italia non compare nella lista, in quel momento non c'è nessuno, e si allarga a tutti i paesi o si torna più tardi.
Premuto «Start», invece del video di uno sconosciuto compaiono le foto di chi è disponibile con le tue preferenze. Si sceglie una persona; se anche lei sceglie te, la videochat parte. Il sito lo racconta come un vantaggio, «scegli con chi vuoi parlare», ed è vero che filtra molto di quello che rendeva pesante la vecchia Chatroulette. Il rovescio è il tempo: una roulette collega in due secondi, una scelta reciproca può lasciare ad aspettare, soprattutto con il filtro paese stretto.
Il pulsante di segnalazione si usa durante la chat o subito dopo, e le domande frequenti dicono che il team di moderazione rivede tutte le segnalazioni. Da telefono si passa dalla fotocamera frontale a quella posteriore con il pulsante in alto a sinistra durante la chat. Nell'app c'è anche la chat di solo testo, «se non hai voglia di parlare», ed è il motivo delle ricerche su «chatroulette text»: esiste, ma è nell'app, non nel sito.
I Quids sono la moneta di Chatroulette. Le domande frequenti li descrivono come «valuta interna gratuita»: si guadagnano parlando, quando un altro utente ti sceglie e con un bonus di benvenuto, e si spendono per le ricerche e per le funzioni «premium come i filtri». I numeri sono nella home e nella scheda dell'app: +15 Quids all'ingresso, fino a +50 per ogni conversazione, +3 quando uno sconosciuto ti sceglie, e una ricerca costa 1 Quid. Chi parla davvero, invece di saltare, ne accumula più di quanti ne spende.
Il punto in cui i Quids diventano soldi è duplice. Il primo sono i «Top Users», gli utenti più richiesti della community: per parlarci si usa il filtro apposito e si spendono Quids. Il secondo sono i pacchetti: la scheda su Google Play dichiara «pacchetti Quids a partire da 1,99 dollari». Le condizioni d'uso aggiungono due cose da sapere prima di comprare: tutti i pagamenti sono in dollari americani, e «tutte le vendite sono definitive, non viene emesso alcun rimborso».
La nostra lettura: per chi usa Chatroulette come videochat normale i Quids non sono un costo, perché il saldo cresce da solo con le conversazioni. Diventano un costo per chi vuole saltare in fretta, cercare molto o parlare con i profili più richiesti, ed è un modello diverso dall'abbonamento mensile di OmeTV o dai filtri a pagamento del nuovo Omegle: si paga a consumo, e la home può dire «gratis» senza mentire.
Chatroulette è stata per anni l'esempio di come una videochat casuale va a finire senza controllo, e la versione attuale è costruita intorno a questo. La home descrive il sistema in tre righe: «campioni del video vengono analizzati da sistemi di moderazione automatica», «le possibili violazioni possono portare a un ban automatico o a una revisione da parte del team di moderazione», e «18+, tolleranza zero». In pratica il software guarda fotogrammi della tua webcam mentre sei collegato, e decide da solo o passa la palla a una persona.
La pagina delle regole è più corta di quella di OmeTV e rimanda per il dettaglio alla policy di uso accettabile. In sintesi: rispetto per gli altri, senza bullismo, insulti o discriminazioni; niente contenuti non adatti a un luogo pubblico, «soprattutto nell'area della chat casuale»; niente finzioni di identità; niente account falsi, spam o pubblicità; niente attività illegali; niente tentativi di aggirare le misure di sicurezza; niente uso commerciale; e l'invito a segnalare quello che viola le regole. La schermata d'ingresso riassume tutto in due righe e avverte dell'«accesso limitato».
Sulla durata dei ban il sito non dà numeri, e nella scheda su Google Play il voto medio di 3,1 su 5 racconta la stessa cosa delle recensioni di OmeTV: una parte degli utenti si è trovata bloccata senza capire perché. Con uno screening automatico del video succede anche per una inquadratura sbagliata, e non c'è una pagina che dica come chiedere una revisione. Chi entra tiene il viso in camera, la stanza illuminata e la fotocamera ferma.
La prima cosa sono i «Chatroulette» che non sono Chatroulette. Le ricerche «chatroulette telegram» portano a bot e gruppi che usano il nome per fare un'altra cosa; i siti che aggiungono una parola al nome, o che lo scrivono con un refuso, sono servizi diversi, spesso molto meno controllati, e non hanno niente a che fare con chatroulette.com. Il sito ufficiale ha una domanda frequente proprio su questo: «Chatroulette o Chat Roulette?», e la risposta è che il nome è uno, tutto attaccato, e il resto sono errori di scrittura che portano altrove.
La seconda è la foto. Il selfie che si scatta all'ingresso è quello che gli altri vedono prima di scegliere, quindi va fatto con il viso in luce e niente altro: non lo schermo, non una foto di qualcun altro, non un'immagine presa da internet. Le regole vietano di fingersi un'altra persona, e la moderazione automatica guarda anche quello.
La terza vale come su ogni videochat: nessuno impedisce all'altra persona di registrare lo schermo. Niente documenti, indirizzi o dettagli della casa in inquadratura, niente nome e cognome nel profilo, e chi manda un link nei primi secondi va segnalato. E i Quids si comprano, se proprio, dentro il sito o le app ufficiali: chi li vende altrove sta vendendo qualcos'altro.
Senza account, Chatroulette ha di te la foto scattata all'ingresso, il video e l'audio della chat, i campioni video che passa alla moderazione e l'indirizzo IP. La scheda su Google Play dichiara che l'app può raccogliere informazioni personali e dati sull'attività, senza condividerli con terze parti, con i dati cifrati in transito; la descrizione dello store dice che «le chat sono anonime». All'altra persona arrivano la foto, il video, l'audio, i messaggi e il paese da cui ti colleghi.
Il paese viene dall'indirizzo IP, ed è il dato su cui lavora il filtro «From». Chi vuole comparire nella coda di un altro paese, per esempio per esercitare l'inglese o lo spagnolo entrando tra chi ha scelto il Regno Unito o la Spagna, o chi non vuole che il servizio conosca la propria posizione reale, usa una VPN, che sostituisce l'IP con quello di un server nel paese scelto: Surfshark è tra le più usate per questo perché ha server in oltre cento paesi e si installa sia sul computer, dove Chatroulette si usa di più, sia sul telefono. Le condizioni d'uso vietano di aggirare «le misure di sicurezza» del servizio: una VPN cambia l'IP, non il sito, ma la scelta e la responsabilità restano di chi la usa.
Il resto è buon senso: il selfie dell'ingresso non deve essere la stessa foto del profilo Instagram, perché una ricerca per immagini la ritrova, e la webcam del portatile si copre quando non serve.
A differenza di OmeTV, che vive sul telefono, Chatroulette è rimasta un servizio da computer, e il computer ha un problema che il telefono non ha: la webcam integrata nei portatili è quasi sempre mediocre, inquadra dal basso e con poca luce restituisce un'immagine sgranata. Su un servizio in cui la gente ti sceglie dalla foto, e dove un software guarda il tuo video per decidere se sei a posto, l'immagine non è un dettaglio: è la differenza tra essere scelti e restare in coda.
Le tre cose che cambiano il risultato costano meno di un abbonamento mensile a qualunque videochat. Una webcam esterna Full HD, agganciata sopra lo schermo, inquadra il viso dritto e a fuoco. Un paio di cuffie con microfono toglie l'eco della stanza e il rientro dell'audio dell'altra persona, che con le casse del portatile è la prima cosa che fa chiudere una conversazione. E una lampada da scrivania davanti al viso, con la luce regolabile da calda a fredda, risolve il problema che nessuna webcam risolve da sola: la finestra alle spalle, che trasforma il viso in una sagoma scura.
La regola della luce vale anche per il selfie dell'ingresso: si scatta con la lampada accesa e davanti, non con la finestra dietro. È la stessa foto che gli altri vedono prima di scegliere, e nessuno sceglie una sagoma.
Le quattro videochat casuali che funzionano oggi dall'Italia chiedono cose diverse e fanno pagare cose diverse. La tabella mette in fila cosa dichiara ciascun servizio.
| Servizio | Serve un account | Filtro paese | Cosa si paga | App |
|---|---|---|---|---|
| Chatroulette | no, facoltativo | sì, con lista di chi è online | Quids a consumo, pacchetti da 1,99 $ | Android, iOS |
| OmeTV | sì, con un account social | sì, gratis | abbonamento solo per il social interno | Android, iOS |
| Bazoocam | no, facoltativo per la lista amici | no | niente | nessuna, dal browser |
| Omegle (nuovo) | sì, Google o Apple | a pagamento | filtri con abbonamento | nessuna dichiarata |
La lettura della tabella: Chatroulette è la scelta di chi vuole scegliere con chi parlare, dalla foto, e vuole i filtri senza un abbonamento, accettando l'attesa dell'abbinamento reciproco. OmeTV è la roulette vera, con il filtro paese gratis e una moderazione più severa; Bazoocam è la più vicina a quello che era Omegle prima della chiusura, senza account e senza filtri; Chatrandom è quella in italiano, senza account e con le sezioni a tema gratis, ma i filtri per genere e paese si pagano con Plus. Chi cerca invece profili e amicizie fin dall'inizio, più vicino a un social, guarda Azar.
Sì. Il sito chatroulette.com è attivo, gestito da CR Services AG con sede in Svizzera, e ha le app per Android e iOS aggiornate nel 2026. È cambiato il funzionamento: oggi si sceglie l'altra persona dalla foto e la videochat parte solo se la scelta è reciproca.
Sì, la videochat è gratuita e non serve un account. La valuta interna, i Quids, si guadagna parlando: +15 all'ingresso, fino a +50 per conversazione, +3 quando qualcuno ti sceglie, mentre una ricerca costa 1 Quid. I pacchetti di Quids a pagamento partono da 1,99 dollari e non sono rimborsabili.
No. Si entra premendo Start, confermando di avere 18 anni e dando il permesso alla webcam. Serve però scattare un selfie con la webcam, perché l'abbinamento funziona a foto. L'account è facoltativo e serve a conservare Quids e preferenze.
Sono la valuta interna del sito, dichiarata gratuita. Si guadagnano con le conversazioni e quando un altro utente ti sceglie, e si spendono per le ricerche, per i filtri e per parlare con i «Top Users», gli utenti più richiesti. Si possono anche comprare, in dollari, dentro il sito e le app.
Il nome del servizio è Chatroulette, in una parola sola, e il sito è chatroulette.com. «Chat roulette» staccato è diventato il termine generico per qualunque videochat casuale, e le grafie con refusi portano spesso a siti che non c'entrano niente con l'originale.
Sono due cose diverse. Omegle era una roulette anonima senza filtri e ha chiuso nel 2023; il sito che oggi porta quel nome chiede un account e fa pagare i filtri. Chatroulette non chiede un account, ha i filtri per paese, genere e lingua pagati con i Quids e un abbinamento a foto con scelta reciproca, con una moderazione automatica del video.
Ha le app ufficiali su Google Play, «Chatroulette Random Video Chat», e sull'App Store, «CR Video Chat», entrambe classificate per maggiorenni. Non ha bot o gruppi Telegram: quelli che usano il nome sono servizi di altri e vanno evitati.
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