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Migliori Scarpe Antinfortunistiche: Come Scegliere fra S1P, S3 e S7

Le migliori scarpe antinfortunistiche secondo la EN ISO 20345:2022: cosa cambia fra S1P, S3 e S7, cinque modelli, chi le paga e dove comprarle online.

Tobia Borrata
Tobia Borrata
Aggiornato il 6 settembre 2026 10 min 1 letture

Le scarpe antinfortunistiche sono calzature con puntale resistente a un urto di 200 joule, e la sigla stampata sul fianco dice esattamente da cosa proteggono. Secondo la norma UNI EN ISO 20345:2022+A1:2024 una S1P ferma i chiodi ma non l'acqua, una S3 aggiunge la tomaia idrorepellente, una S7 è impermeabile su tutta la calzatura.

Prima di guardare i modelli servono tre risposte:

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  • In che ambiente lavori, cioè se il pavimento è asciutto, bagnato o all'aperto.
  • Se il rischio di perforazione esiste davvero, ad esempio in edilizia o in officina.
  • Chi paga, perché nei rapporti di lavoro subordinato le calzature sono un dispositivo di protezione individuale a carico dell'azienda.

Qui sotto trovi cinque modelli che coprono i profili più comuni, la tabella completa delle categorie e la ragione per cui la sigla SRC che leggi su tante schede prodotto non esiste più.

Quali sono le migliori scarpe antinfortunistiche?

Le migliori scarpe antinfortunistiche sono quelle che coprono il rischio reale del tuo lavoro senza aggiungere protezioni che pesano e basta. I cinque modelli qui sotto restano fra i più acquistati online e coprono i profili più comuni: U-Power e Diadora Utility per chi cerca marchi specializzati, Sparco per gli ambienti con oli e carburanti, Nasogetch e Hilax nella fascia economica.

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Per ciascuno conta la sigla di categoria più della marca, perché è la sigla a dire cosa la calzatura ha superato in prova. Secondo la EN ISO 20345:2022 tutti e cinque appartengono alla classe S1P, cioè proteggono da urti e perforazione ma non dall'acqua: in un cantiere all'aperto sotto la pioggia servirebbe una S3 o una S7. Nella nostra esperienza è l'errore d'acquisto più frequente, perché la scheda prodotto mette in evidenza il peso e l'estetica e lascia la sigla in fondo.

U-Power RL20036 RedLion Point S1P SRC

U-Power RL20036 RedLion Point S1P SRC scarpa antinfortunistica

La U-Power RL20036 RedLion è una S1P, cioè una calzatura con puntale, tallone chiuso, proprietà antistatiche e lamina antiperforazione, senza però la tomaia idrorepellente. Serve a chi lavora al coperto su fondo asciutto e rischia di calpestare chiodi o schegge metalliche: magazzini, officine, cantieri interni.

La tomaia in nylon tiene il peso attorno ai 250 grammi per scarpa, un valore che si sente dopo otto ore in piedi. La sigla SRC che compare nel nome del modello indica la certificazione secondo la vecchia EN ISO 20345:2011, non un difetto: quelle calzature restano valide come DPI fino alla scadenza del certificato UE del tipo.

Nasogetch Scarpe Antinfortunistiche

Nasogetch scarpe antinfortunistiche uomo e donna

Le scarpe Nasogetch sono antinfortunistiche dall'aspetto sportivo, con puntale da 200 joule e lamina antiperforazione in tessuto aramidico. La fodera in rete ventilata le rende adatte ai mesi caldi, quando il problema principale non è il freddo ma il sudore.

Sono il modello giusto per chi vuole una calzatura leggera per lavori di manutenzione, giardinaggio o consegne. Nella pratica valgono come alternativa economica alle marche specializzate, ma prima di ordinare conviene leggere sulla scheda quale sigla dichiara il produttore, perché l'aspetto da sneaker non dice nulla sulla categoria di protezione.

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Hilax Scarpe Antinfortunistiche Uomo

Hilax scarpe antinfortunistiche uomo leggere con punta in acciaio

Le Hilax montano un puntale in acciaio allargato, una scelta che lascia più spazio alle dita rispetto ai puntali stretti. Il puntale metallico però conduce il freddo e suona ai metal detector, quindi in aeroporto, in ospedale o nelle celle frigorifere conviene un puntale in composito.

La tomaia traspirante e l'intersuola antiperforazione le collocano nella fascia delle S1P leggere. Vanno bene per autisti, magazzinieri e meccanici, cioè per chi cammina molto su superfici regolari e non passa la giornata nel fango.

Diadora Utility Run Net AIRBOX Low S1P SRC

Diadora Utility Run Net AIRBOX Low scarpa antinfortunistica

La Diadora Utility Run Net AIRBOX Low è la scarpa antinfortunistica di un marchio che nasce nello sport e porta nel mondo del lavoro la calzata da running. Anche in questo caso la sigla è S1P: puntale, antistaticità, lamina antiperforazione, nessuna barriera all'acqua.

Il plantare estraibile ai carboni attivi è il dettaglio che la distingue nella fascia, perché permette di sostituirlo con un plantare ortopedico su prescrizione. Secondo l'articolo 77 del D.Lgs. 81/2008 il datore di lavoro deve fornire DPI adeguati, e un lavoratore che usa plantari ha diritto a una calzatura che li accetti.

Sparco Cup S1P

Sparco Cup S1P scarpa antinfortunistica leggera

La Sparco Cup S1P è una calzatura antistatica priva di metallo, con puntale in composito e resistenza agli idrocarburi. L'assenza di parti metalliche risolve i due problemi del puntale in acciaio, cioè il ponte termico verso le dita e il segnale ai controlli di sicurezza.

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È la scelta più sensata per officine, autofficine e ambienti dove si maneggiano oli e carburanti. Ad esempio un gommista che passa dal sollevatore al piazzale trova nella suola resistente agli idrocarburi la differenza fra una scarpa che dura una stagione e una che si sfalda in tre mesi.

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Che cosa significano le sigle S1, S1P, S2 e S3?

Le sigle delle scarpe antinfortunistiche indicano quali protezioni la calzatura ha superato in prova, e si costruiscono per somma: ogni livello contiene tutto quello del precedente. Secondo la EN ISO 20345:2022 lo schema delle calzature di classe I, cioè in pelle o tessuto, è questo:

Sigla Che cosa aggiunge Ambiente tipico
SB Solo il puntale da 200 joule Uso occasionale
S1 Tallone chiuso, assorbimento energia, antistatica Interni asciutti
S1P Resistenza alla perforazione Officine, magazzini
S2 Tomaia idrorepellente Interni umidi, lavaggi
S3 Perforazione più suola con rilievi Edilizia, esterni
S6 S2 impermeabile su tutta la calzatura Esterni bagnati
S7 S3 impermeabile su tutta la calzatura Cantiere sotto la pioggia

Le categorie S4 e S5 esistono ma riguardano la classe II, cioè gli stivali interamente in gomma o polimero, e non le scarpe basse. S6 e S7 sono le due novità introdotte nel 2022 e aggiungono la membrana impermeabile. Le sigle, le prove che ci stanno dietro e i casi in cui la S3 è sprecata sono spiegati nella nostra guida a cosa significa S3 in una scarpa antinfortunistica.

Perché SRA, SRB e SRC non esistono più?

Le vecchie sigle SRA, SRB e SRC sono state eliminate dalla EN ISO 20345:2022, che ha reso la resistenza allo scivolamento un requisito obbligatorio per ogni calzatura di sicurezza. Al loro posto c'è una sola marcatura, SR, che certifica il superamento della prova su ceramica con glicerina.

La conseguenza pratica è che una scheda prodotto con scritto S1P SRC non è sbagliata: descrive una calzatura certificata secondo l'edizione 2011 della norma. Secondo BibLus e i produttori certificati, dal 30 marzo 2023 le nuove calzature immesse sul mercato devono seguire l'edizione 2022, mentre quelle già certificate restano vendibili e utilizzabili fino alla scadenza del certificato UE del tipo, che dura al massimo cinque anni.

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Nella stessa revisione è cambiata anche la marcatura antiperforazione:

  • P indica la lamina metallica tradizionale.
  • PL indica una lamina non metallica provata con un chiodo conico da 4,5 millimetri.
  • PS indica una lamina non metallica provata con un chiodo da 3 millimetri, cioè la prova più severa.

Chi paga le scarpe antinfortunistiche?

Le scarpe antinfortunistiche le paga il datore di lavoro, perché sono un dispositivo di protezione individuale e non un indumento personale. Secondo l'articolo 77 comma 3 del D.Lgs. 81/2008 il datore di lavoro fornisce ai lavoratori DPI conformi ai requisiti dell'articolo 76, e il comma 4 lettera a dello stesso articolo gli impone di mantenerli in efficienza con manutenzione, riparazioni e sostituzioni.

Da quella regola discendono tre conseguenze concrete:

  • Il costo non può essere scaricato sul lavoratore, nemmeno come trattenuta in busta paga.
  • La sostituzione di una scarpa usurata spetta all'azienda, non al dipendente.
  • Il modello va scelto sul rischio valutato in azienda, non sul prezzo più basso del catalogo.

Chi compra scarpe antinfortunistiche di tasca propria è tipicamente un artigiano, un lavoratore autonomo o un hobbista che monta un ponteggio in casa. In quel caso l'acquisto è una spesa personale e la scelta della categoria ricade interamente su di lui.

Come scegliere la taglia delle scarpe antinfortunistiche?

La taglia di una scarpa antinfortunistica va presa mezzo numero più grande di quella abituale, perché il puntale rigido non si adatta al piede come fa la tomaia di una scarpa normale. Il piede inoltre si gonfia durante la giornata, e una calzatura giusta al mattino diventa stretta nel pomeriggio.

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Nella pratica funzionano quattro accorgimenti:

  • Provare le scarpe a fine giornata, quando il piede ha già il volume massimo.
  • Indossare la calza da lavoro vera, non un calzino sottile.
  • Verificare che davanti alle dita resti circa un centimetro di spazio, senza che tocchino il puntale.
  • Alternare due paia, così ognuna asciuga completamente fra un turno e l'altro.

La durata dipende poi dall'uso: un cantiere consuma la suola in pochi mesi, un magazzino la lascia intatta per anni. Il segnale che impone la sostituzione non è il calendario ma lo stato dei rilievi della suola e l'eventuale deformazione del puntale dopo un urto.

Dove comprare scarpe antinfortunistiche online?

I negozi specializzati in antinfortunistica sono il canale migliore per comprare scarpe da lavoro online, perché filtrano il catalogo per categoria di protezione e non solo per taglia e marca. Su un marketplace generalista la sigla S1P o S3 finisce in fondo alla descrizione, mentre qui è un filtro.

Categoria scarpe antinfortunistiche sul negozio online Lineonline, con filtri per marca e taglia

Il riferimento italiano della verticale è Lineonline, che tratta antinfortunistica e DPI come categoria principale e porta a catalogo U-Power, Diadora Utility, Cofra, Base Protection e Puma Safety. I filtri per marca, taglia e tempi di consegna sono la ragione per cui conviene partire da lì invece che da una ricerca generica.

Prima di ordinare vale la pena leggere anche la guida su dove comprare scarpe antinfortunistiche e quella su dove acquistare abbigliamento da lavoro, che completa il corredo. Le altre guide all'acquisto stanno su We Are Blog.

Domande frequenti

Ogni quanto vanno cambiate le scarpe antinfortunistiche?

Le scarpe antinfortunistiche vanno sostituite quando i rilievi della suola sono consumati, quando la tomaia è lacerata o dopo un urto che ha deformato il puntale. Non esiste una scadenza a calendario valida per tutti, perché un cantiere e un magazzino consumano la stessa calzatura a velocità molto diverse. Nel lavoro dipendente la sostituzione spetta al datore di lavoro secondo l'articolo 77 del D.Lgs. 81/2008.

Meglio il puntale in acciaio o in composito?

Il puntale in composito è la scelta giusta per chi passa i controlli con metal detector, lavora al freddo o vuole la calzatura più leggera possibile, perché non conduce la temperatura e non fa suonare i rilevatori. Il puntale in acciaio resta invece più economico e a parità di categoria protegge allo stesso modo, dato che secondo la EN ISO 20345 la prova da 200 joule è identica per entrambi. Ad esempio la Sparco Cup S1P monta un puntale in composito, mentre le Hilax usano l'acciaio: la sigla di categoria è la stessa, cambia il materiale. Il composito conviene quindi in aeroporti, ospedali e celle frigorifere, l'acciaio in officina e in magazzino.

Che differenza c'è fra S1P e S3?

La differenza fra S1P e S3 è la tomaia: entrambe hanno puntale e lamina antiperforazione, ma solo la S3 resiste all'assorbimento e alla penetrazione dell'acqua e monta una suola con rilievi profondi. Ad esempio in un magazzino coperto basta una S1P, mentre in uno scavo all'aperto serve una S3.

Le scarpe antinfortunistiche sono obbligatorie?

Le scarpe antinfortunistiche sono obbligatorie dove la valutazione dei rischi aziendale individua un pericolo per i piedi, come urti, schiacciamenti, perforazioni o scivolamenti. L'obbligo non nasce dalla mansione in astratto ma dal documento di valutazione dei rischi, e il datore di lavoro deve fornire il DPI adeguato secondo l'articolo 77 comma 3 del D.Lgs. 81/2008.

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