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Pompa di calore, quanto consuma: kWh all'ora, in un inverno ed euro in bolletta, split e aria-acqua

Pompa di calore, quanto consuma: uno split da 12.000 BTU assorbe 1 kW a regime e 0,3-0,4 kW in mantenimento, 13-33 centesimi l'ora, 28 euro al mese per sei ore al giorno, 740-850 kWh a stagione sull'etichetta; una aria-acqua per 100 mq consuma 750-4.000 kWh in un inverno, 240-1.270 euro secondo isolamento e temperatura dell'acqua. Le tabelle per potenza, giorno, mese e inverno, il COP che cala col freddo e con la mandata, il costo di un kWh di calore contro metano, pellet e stufetta, il contator

Tobia Borrata
Tobia Borrata
17 settembre 2026 29 min 6 letture

Una pompa di calore consuma da un quarto a un terzo del calore che produce: per 3,5-4 kW di calore uno split da 12.000 BTU assorbe intorno a 1 kW a regime e 0,3-0,4 kW quando l'inverter rallenta, cioè 10-33 centesimi l'ora con la corrente a 31,63 centesimi al kWh (prezzo di riferimento ARERA del terzo trimestre 2026, tasse incluse). Una stanza da 20-25 metri quadrati tenuta calda sei ore al giorno costa 25-30 euro al mese; l'etichetta di un 12.000 BTU dichiara 740-850 kWh in una stagione di riscaldamento media, 230-270 euro. Una pompa di calore aria-acqua che scalda tutta la casa consuma 750-4.000 kWh in un inverno, 240-1.270 euro secondo l'isolamento e la temperatura dell'acqua che deve produrre.

La differenza con una stufetta elettrica o una caldaia è tutta nel COP, il rapporto fra il calore reso e la corrente assorbita: 3,5-4,5 con l'aria a 7 gradi, 2-2,5 a meno 10, sotto i 3 se l'acqua deve uscire a 55 gradi per i termosifoni vecchi. Un kWh di calore da pompa di calore costa 8-9 centesimi contro gli 11 del metano, i 10 del pellet e i 31,6 della stufetta, e l'ordine si ribalta solo nelle notti più fredde di una casa mal isolata.

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I numeri di questa guida vengono dalle etichette energetiche dei modelli in vendita a settembre 2026, dalle norme che le producono e dal prezzo ARERA della corrente, non da un laboratorio: sotto ci sono le tabelle per potenza, per giorno e per mese, per inverno intero, il COP che cambia con la temperatura esterna e con quella dell'acqua, il costo di un kWh di calore contro metano, pellet e stufetta, il contatore da 3 kW, l'acqua calda, il fotovoltaico, sette modi per consumare meno, come misurare, quattro pompe di calore aria-aria in vendita e i cinque negozi dove comprarle.

Unità esterna di una pompa di calore aria-acqua installata su un basamento accanto a una casa
Foto: Mueller felix, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

kW resi, kW assorbiti e COP: come si legge il consumo di una pompa di calore

Sulla targa di una pompa di calore ci sono due potenze e vanno lette insieme. La potenza termica resa è il calore che entra in casa: 3,5 kW per uno split da 12.000 BTU (un BTU all'ora vale 0,293 W, quindi 12.000 BTU fanno 3,5 kW), 6-16 kW per una pompa aria-acqua che alimenta termosifoni o pavimento. La potenza elettrica assorbita è quella che passa dal contatore, e vale un quarto o un terzo della prima. Il rapporto fra le due è il COP, coefficient of performance: un COP di 4 vuol dire che ogni kWh di corrente diventa 4 kWh di calore, perché gli altri 3 la macchina li prende dall'aria esterna, che anche a zero gradi contiene calore da spostare.

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Il COP di targa è misurato in una condizione precisa, aria esterna a 7 gradi e stanza a 20 (o acqua di mandata a 35 gradi per le aria-acqua, secondo la norma EN 14511), e non è il numero che si vede in bolletta. Quello si chiama SCOP, seasonal COP, ed è la media pesata di un'intera stagione di riscaldamento con le ore fredde, quelle miti, gli sbrinamenti e i cicli di accensione: sta sull'etichetta energetica ed è più basso del COP, 3,5-4,6 per uno split di fascia media contro un COP nominale di 4-4,5. Per i conti di questa guida usiamo lo SCOP, perché è quello che pesa sull'anno.

L'ultima cosa da sapere è che la potenza assorbita non è fissa. Le pompe di calore vendute oggi sono tutte inverter: il compressore gira alla velocità che serve, e uno split da 12.000 BTU che sulla targa assorbe 1,05 kW a regime nominale scende a 0,3 kW quando la stanza è a temperatura e sale a 1,5-1,7 kW nei primi minuti dopo l'accensione. Il consumo in un'ora, quindi, non è "1 kWh": è la media di quello che l'inverter ha deciso di fare in quell'ora, e in una stanza già calda sta sotto la metà del valore di targa.

Quanto consuma una pompa di calore all'ora, potenza per potenza

La tabella parte dalla potenza termica resa e ricava l'assorbimento a regime con uno SCOP di 3,5, che è il valore di un modello di fascia media in una stagione media; l'ultima colonna è l'assorbimento più basso che l'inverter raggiunge quando mantiene la temperatura, letto sulle targhe dei modelli citati più sotto (lo split Daikin da 12.000 BTU dichiara un minimo di 275 W). Il costo è a 31,63 centesimi al kWh.

Pompa di caloreCalore resoAssorbito a regime (SCOP 3,5)Costo l'ora a regimeAssorbito al minimo dell'inverter
Split 9.000 BTU (una stanza da 15-20 mq)2,5-2,8 kW0,7-0,8 kW22-25 centesimi0,2-0,3 kW
Split 12.000 BTU (una stanza da 20-30 mq)3,5-4,0 kW1,0-1,15 kW32-36 centesimi0,3-0,4 kW
Split 18.000 BTU (un open space da 35-45 mq)5,0-5,5 kW1,4-1,6 kW44-51 centesimi0,4-0,5 kW
Aria-acqua 6 kW (casa nuova da 80-100 mq)6 kW1,7 kW54 centesimi0,5-0,6 kW
Aria-acqua 8 kW (casa ristrutturata da 100-120 mq)8 kW2,3 kW72 centesimi0,6-0,8 kW
Aria-acqua 12 kW (casa anni '70 da 120-150 mq)12 kW3,4 kW1,08 euro0,9-1,1 kW
Aria-acqua 16 kW (casa grande o mal isolata)16 kW4,6 kW1,45 euro1,2-1,5 kW

La colonna "a regime" è quella che si vede nei primi venti-trenta minuti dopo l'accensione, quando la macchina deve portare la stanza o l'acqua dell'impianto alla temperatura chiesta. Dopo, se la casa tiene il calore, l'inverter scende verso l'ultima colonna e ci resta: è il motivo per cui una pompa di calore lasciata accesa a 20 gradi consuma meno di una accesa e spenta tre volte al giorno, e il motivo per cui il consumo orario "vero" di uno split da 12.000 BTU in una stanza normale sta fra 0,4 e 0,7 kWh, 13-22 centesimi, non a 1 kWh.

Quanto consuma in un giorno e in un mese: lo split in una stanza

Per una stanza da 20-25 metri quadrati con uno split da 12.000 BTU, isolamento normale e termostato a 20 gradi, l'assorbimento medio su una giornata di uso sta intorno ai 500 W a regime e ai 350 W nel mantenimento continuo. La tabella usa questi valori e li confronta con una stufetta da 2.000 W con termostato nella stessa stanza, che nella guida a quanto consuma una stufetta elettrica abbiamo misurato intorno a 1 kW medio.

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Uso in una stanza da 20-25 mqkWh al giornoEuro al giornoEuro al mese (30 giorni)La stufetta elettrica nello stesso uso
3 ore la sera1,50,471428-30 euro
6 ore (mattina e sera)3,00,952857-60 euro
8 ore di smart working4,01,273875-80 euro
12 ore, casa abitata di giorno6,01,9057115-120 euro
24 ore a 20 gradi, mantenimento8,42,6680230-240 euro

Il rapporto con la stufetta è di uno a due, non di uno a quattro come direbbe il COP, perché la stufetta nella stessa stanza lavora con il termostato a metà potenza e perché lo split nei primi minuti assorbe più della media. Resta il fatto che una stanza scaldata tutto l'inverno con lo split costa 30-60 euro al mese e con la stufetta il doppio, e che a 24 ore la differenza diventa di tre volte, perché il mantenimento è la condizione in cui l'inverter rende di più. Chi ha uno split in casa e lo usa d'estate trova nella guida a quanto consuma un condizionatore gli stessi conti per il raffrescamento.

Quanto consuma in un inverno intero: la casa scaldata con l'aria-acqua

Per una pompa di calore aria-acqua che sostituisce la caldaia il conto parte dal fabbisogno termico della casa, cioè da quanti kWh di calore servono in una stagione per tenerla a 20 gradi: sta nell'attestato di prestazione energetica (APE) come "energia termica utile per il riscaldamento" e dipende da isolamento, finestre, zona climatica e metri quadrati. La tabella usa tre case da 100 metri quadrati in zona climatica E (Milano, Torino, Bologna) e due SCOP: 4 per un impianto a pavimento o con termosifoni grandi a 35-40 gradi, 3 per termosifoni normali a 50-55 gradi. L'ultima colonna è quanto sarebbe costato lo stesso calore con una caldaia a condensazione a metano, con il gas a 1 euro lo standard metro cubo (ipotesi, il prezzo cambia con il contratto) e 9,6 kWh per metro cubo.

Casa da 100 mq, zona EFabbisogno termicokWh elettrici con SCOP 4Euro con SCOP 4kWh elettrici con SCOP 3Euro con SCOP 3Stesso calore a metano
Nuova o classe A-B, cappotto e triplo vetro3.000 kWh7502371.000316329 Smc, circa 330 euro
Ristrutturata, classe C-D7.000 kWh1.7505532.333738768 Smc, circa 770 euro
Anni '60-'80 senza cappotto, classe F-G12.000 kWh3.0009494.0001.2651.316 Smc, circa 1.320 euro

Il consumo, quindi, va da 750 a 4.000 kWh in un inverno per la stessa metratura, e la bolletta da 240 a 1.270 euro. Le due cose che pesano sono nell'ordine il fabbisogno, cioè quanto la casa disperde, e la temperatura dell'acqua che la pompa deve produrre; la marca della pompa viene dopo. Rispetto al metano il risparmio c'è in tutti e tre i casi con lo SCOP 4 e si assottiglia con lo SCOP 3 nella casa vecchia, dove 1.265 euro contro 1.320 non giustificano da soli la spesa dell'impianto: lì la pompa di calore conviene dopo il cappotto, o con un fotovoltaico, o con i termosifoni sostituiti.

Cosa dice l'etichetta: SCOP, classe e kWh all'anno

L'etichetta energetica di uno split ha due lati, raffrescamento e riscaldamento, e il lato riscaldamento ha fino a tre colonne per tre climi europei: "medio" (Strasburgo), "più caldo" (Atene) e "più freddo" (Helsinki). Per ogni clima l'etichetta dà lo SCOP, la classe e un consumo annuo in kWh, calcolato dalla norma su un numero fisso di ore equivalenti (1.400 per il clima medio) e sulla potenza di progetto della macchina. Due cose da sapere per leggerlo bene.

La prima: il consumo annuo di etichetta è confrontabile fra modelli ma non è la propria bolletta, perché la potenza di progetto la sceglie il costruttore. Il Daikin ATXC35E di questa guida dichiara 737 kWh l'anno in clima medio con SCOP 4,3, l'Haier Flair 852 kWh con SCOP 4,6: l'Haier rende di più per ogni kWh eppure "consuma" di più sull'etichetta, perché la sua potenza di progetto in riscaldamento è più alta (2,8 kW contro 2,3) e la norma lo fa lavorare di più. A parità di calore prodotto vince lo SCOP, non il numero di kWh.

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La seconda: l'Italia, per la norma, sta quasi tutta nel clima "più caldo", e lì i consumi dichiarati sono la metà. Un Samsung Luzon S2 da 12.000 BTU dichiara 805 kWh in clima medio e 357 in clima caldo, un Beko da 12.000 BTU 980 contro 796. Per Milano o Torino il numero giusto sta fra le due colonne; per Roma o Napoli è quello del clima caldo. Le classi vanno da A+++ (SCOP da 5,1 in su) ad A+ (SCOP da 4 a 4,6): fra un A+ e un A+++ la differenza sui 3.000 kWh di calore di una stanza-stagione è di 750 contro 590 kWh elettrici, 50 euro l'anno.

Il freddo fuori fa consumare di più: il COP cambia con la temperatura

Una pompa di calore prende il calore dall'aria esterna, e più l'aria è fredda meno calore c'è da prendere e più il compressore deve lavorare. Il COP scende con la temperatura, e sotto i 5 gradi si aggiungono gli sbrinamenti: l'umidità gela sulla batteria esterna e ogni 40-60 minuti la macchina inverte il ciclo per qualche minuto per sciogliere il ghiaccio, consumando senza scaldare. I valori della tabella sono tipici degli split e delle monoblocco R32 di oggi, con l'aria interna a 20 gradi o l'acqua a 35: le curve precise sono nella scheda tecnica di ogni modello e la scheda va letta prima di comprare, perché fra un modello economico e uno "da clima freddo" a meno 7 gradi c'è un COP di differenza.

Aria esternaCOP tipicoCosto per kWh di caloreCosa succede
+12 gradi (mezza stagione)4,5-5,55,8-7,0 centesimiIl compressore gira al minimo
+7 gradi (condizione di targa)3,8-4,57,0-8,3 centesimiÈ il COP nominale
+2 gradi3,0-3,59,0-10,5 centesimiIniziano gli sbrinamenti
-7 gradi2,3-2,811,3-13,8 centesimiPari al metano; la resa scende del 20-30%
-15 gradi1,8-2,214,4-17,6 centesimiLa resa dimezza, nei modelli non da clima freddo parte la resistenza

Per questo lo SCOP è la media giusta e il COP nominale no: in pianura padana un inverno ha 40-60 giorni sotto i 2 gradi la notte e quasi nessuno sotto i meno 7, quindi la macchina lavora la maggior parte delle ore fra le prime tre righe. In montagna le ultime due righe pesano di più e lo split va scelto fra quelli che dichiarano la potenza resa a meno 15 gradi, non solo a più 7. Il punto in cui la pompa di calore costa quanto il metano è intorno ai meno 5, meno 7 gradi: sono poche notti l'anno, e se la casa è isolata l'inverter ci arriva con margine.

Termosifoni, pavimento o split: la temperatura dell'acqua pesa quanto il freddo

Per una pompa di calore aria-acqua il secondo numero che decide il consumo è la temperatura di mandata, cioè quanto calda deve essere l'acqua che esce verso l'impianto. Un pavimento radiante lavora a 30-35 gradi, un termosifone dimensionato per la caldaia a 60-70. Ogni 10 gradi di mandata in più il COP perde intorno al 20-25%, e la tabella sotto lo mostra con l'aria a 7 gradi.

Impianto e mandataCOP tipico (aria a 7 gradi)Per 10.000 kWh di caloreCosto
Pavimento radiante, 35 gradi4,0-4,52.200-2.500 kWh700-790 euro
Ventilconvettori o termosifoni grandi, 45 gradi3,3-3,82.600-3.000 kWh830-960 euro
Termosifoni normali, 55 gradi2,7-3,23.100-3.700 kWh990-1.170 euro
Termosifoni piccoli o in ghisa, 65 gradi2,2-2,54.000-4.500 kWh1.260-1.420 euro

Lo split aria-aria non ha acqua di mezzo e sta nella prima riga o meglio: scalda direttamente l'aria della stanza, e per questo un 12.000 BTU da 400-600 euro ha uno SCOP più alto di una monoblocco da 8.000. È anche il motivo per cui, in una casa con i termosifoni vecchi, mettere due o tre split nelle stanze vissute e lasciare la caldaia per le altre spesso consuma meno che sostituire la caldaia con una pompa aria-acqua a 55 gradi. Chi passa all'aria-acqua senza rifare i termosifoni deve almeno farli lavorare a 45 gradi, cioè sostituire i più piccoli con modelli più grandi o con ventilconvettori, e impostare la curva climatica: la mandata alta solo nei giorni freddi, 35-40 gradi negli altri.

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Quanto costa un kWh di calore: pompa di calore contro metano, pellet e stufetta

Un kWh di calore da pompa di calore costa 7,9-9 centesimi con lo SCOP fra 3,5 e 4, contro gli 11 del metano in caldaia a condensazione, i 10 del pellet a 6,50 euro il sacco e i 31,6 della stufetta. La tabella è la stessa delle guide a quanto consuma una stufa a pellet e alla stufetta elettrica, con le stesse ipotesi, per poter confrontare.

FontePrezzo dell'energiaRendimento o COPCosto per kWh di calorePer 1.000 kWh di calore
Pompa di calore, SCOP 4 (pavimento o split)31,63 cent/kWh400%7,9 centesimi79 euro
Pompa di calore, SCOP 3,531,63 cent/kWh350%9,0 centesimi90 euro
Pompa di calore, SCOP 2,8 (termosifoni a 55 gradi)31,63 cent/kWh280%11,3 centesimi113 euro
Stufa a pellet, sacco da 15 kg a 6,50 euro43 cent/kg, 4,8 kWh/kg90%10,0 centesimi100 euro
Metano, caldaia a condensazione1,00 euro/Smc (ipotesi), 9,6 kWh/Smc95% sul potere calorifico inferiore11,0 centesimi110 euro
Stufetta elettrica, qualunque tipo a resistenza31,63 cent/kWh100%31,6 centesimi316 euro

La riga da guardare è la terza: con i termosifoni a 55 gradi la pompa di calore costa quanto il metano, e il vantaggio torna solo abbassando la mandata o con la corrente del fotovoltaico. Con la corrente a 25 centesimi (un contratto a prezzo fisso buono, o le fasce serali di un'offerta bioraria) la stessa riga scende a 8,9 centesimi e la pompa torna sotto il gas anche a 55 gradi: il prezzo del kWh conta quanto lo SCOP, e la pompa di calore va abbinata a un contratto di luce scelto per lei.

Contatore da 3 kW: lo split ci sta, l'aria-acqua spesso no

Uno split da 12.000 BTU assorbe al massimo 1,5-1,7 kW per qualche minuto e 1 kW a regime: con il contatore da 3 kW ci sta insieme al frigorifero, alle luci e a un piccolo elettrodomestico, e se si accende la lavatrice nella stessa ora l'inverter, che nel frattempo è sceso a 300-400 W, lascia margine. Due split accesi insieme nei primi venti minuti dopo il rientro arrivano a 3 kW e con il forno acceso il contatore stacca: la soluzione è accenderli a distanza di mezz'ora, o lasciarli in mantenimento.

Una pompa di calore aria-acqua da 8 kW assorbe 2-2,5 kW a regime, 3 nelle giornate fredde, e ha una resistenza elettrica integrativa da 3, 6 o 9 kW che interviene sotto una certa temperatura esterna o quando serve acqua calda in fretta: con il contatore da 3 kW non funziona. Il passaggio a 4,5 o 6 kW si chiede al fornitore e costa in bolletta poche decine di euro l'anno per ogni kW in più di potenza impegnata, meno di una serata a resistenza; per le pompe sopra i 12 kW o con la resistenza da 9 kW si valuta la fornitura trifase. La resistenza è anche la prima cosa da controllare in un impianto che consuma troppo: se parte tutte le notti, la pompa è sottodimensionata o la mandata è impostata troppo alta.

L'acqua calda: quanto consuma la pompa di calore per il bagno e la cucina

Una famiglia di quattro persone usa 150-200 litri di acqua calda al giorno, che a 45 gradi valgono 6-8 kWh di calore, 2.200-2.900 kWh in un anno. Fatti con la resistenza di uno scaldabagno elettrico sono 2.200-2.900 kWh elettrici e 700-920 euro; fatti con la pompa di calore, che sull'acqua calda lavora con un COP più basso del riscaldamento (2,5-3, perché l'acqua deve arrivare a 50-55 gradi) sono 750-1.150 kWh e 240-360 euro. Uno scaldacqua a pompa di calore da 200-250 litri, la macchina piccola che fa solo questo, sta negli stessi numeri e dichiara sull'etichetta 500-700 kWh l'anno per il profilo di carico L, il più vicino a una famiglia.

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Nel conto di una pompa di calore aria-acqua che fa anche l'acqua sanitaria, quindi, l'acqua calda pesa 750-1.150 kWh sull'anno, e a differenza del riscaldamento li pesa anche d'estate: chi confronta le bollette di luglio con quelle dell'anno prima a metano deve ricordarsi che 60-90 kWh al mese sono la doccia, non un difetto della pompa. Il ciclo antilegionella settimanale, che porta l'accumulo a 60-65 gradi con la resistenza, è la parte che costa di più: va lasciato attivo ma programmato di notte o quando il fotovoltaico produce.

Fotovoltaico e pompa di calore: quanto si copre davvero

La pompa di calore consuma soprattutto quando il fotovoltaico produce meno: dicembre e gennaio, la mattina presto e la sera. Un impianto da 3 kW in pianura padana produce in quei due mesi 4-6 kWh al giorno, al Sud 7-9, mentre una casa ristrutturata scaldata a pompa di calore ne consuma 12-20 nella stessa giornata. Senza batteria si autoconsuma il 30-40% di quello che si produce, con una batteria da 5-10 kWh il 60-70%: sull'inverno intero il fotovoltaico copre un quarto o un terzo del consumo della pompa, e la parte grossa del risparmio dell'impianto resta l'estate e le mezze stagioni.

Il modo per far incontrare i due è spostare il consumo nelle ore di sole: alzare la temperatura di casa di un grado a mezzogiorno per lasciarla scendere la sera (il "pre-riscaldamento", che funziona nelle case con massa, pavimento radiante e muri spessi), scaldare l'accumulo dell'acqua sanitaria fra le 11 e le 15, tenere il ciclo antilegionella nello stesso orario. Molte pompe hanno un ingresso "SG ready" o una funzione fotovoltaico che alza da sola il setpoint quando l'inverter dell'impianto segnala eccesso di produzione: vale la pena collegarlo.

Come far consumare meno una pompa di calore: 7 cose che contano

Prima, non accenderla e spegnerla: una pompa di calore consuma meno tenendo la casa a temperatura che riscaldandola da fredda, perché il mantenimento è il regime in cui l'inverter rende di più e la rampa iniziale è quello in cui rende di meno. Con l'aria-acqua si abbassa di 2-3 gradi la notte, non si spegne. Seconda, 20 gradi, non 23: ogni grado in più costa il 6-8% sulla stagione, e con lo split, che scalda l'aria e non le pareti, la sensazione a 20 gradi è già quella di 21-22 con i termosifoni. Terza, la mandata più bassa che scalda, con la curva climatica attiva: è la voce da 20-25% della tabella sopra, e in molti impianti è ancora impostata a 55 gradi fissi dal giorno dell'installazione.

Quarta, i filtri dello split puliti ogni due-tre settimane in stagione: un filtro intasato riduce l'aria che passa, la batteria lavora più calda e il COP perde il 5-10%. Quinta, l'unità esterna libera: 30-50 centimetri d'aria davanti, niente teli, niente foglie, niente neve accumulata sulla griglia, e lo scarico della condensa non ghiacciato. Sesta, la ventola dello split in automatico, non al minimo per il rumore: al minimo l'aria calda ristagna sotto il soffitto e il termostato della macchina, che sta in alto, si spegne prima che la stanza sia calda. Settima, i termosifoni tutti aperti con l'aria-acqua: chiuderne metà per "risparmiare" costringe la pompa a una mandata più alta sugli altri e fa consumare di più, non di meno.

Come misurare il consumo vero della propria pompa di calore

Le pompe aria-acqua hanno quasi tutte un contatore di energia nell'app o nel display, con il calore reso e la corrente assorbita separati: il rapporto fra i due, letto su un mese intero, è lo SCOP reale della propria casa, e se sta sotto 3 con un impianto a pavimento c'è qualcosa da sistemare (mandata, sbrinamenti troppo frequenti, resistenza che parte). Gli split hanno la stessa cosa nelle app dei modelli Wi-Fi, ma con meno precisione.

Per una misura indipendente si usa il contatore 2G: il portale del distributore o l'app del fornitore mostrano i consumi a quarti d'ora, e confrontando una giornata con la pompa accesa e una con la pompa spenta si isola il suo consumo, senza strumenti. Chi vuole il dato in tempo reale mette una pinza amperometrica Wi-Fi (Shelly EM o simili) sul cavo dello split o della pompa nel quadro: costa 40-60 euro, si installa in dieci minuti da un elettricista e dice ora per ora quanto sta assorbendo, cosa che una presa contatore non può fare perché gli split sono quasi sempre collegati direttamente al quadro.

Incentivi 2026: cosa resta

Al momento in cui scriviamo, la sostituzione di una caldaia con una pompa di calore rientra nell'ecobonus con una detrazione in dieci anni del 36% per l'abitazione principale e del 30% per le altre (le aliquote 2026 fissate dalla legge di bilancio 2025, che erano 50% e 36% nel 2025), e nel Conto Termico del GSE, che rimborsa una parte della spesa in uno o due anni ed è alternativo alla detrazione. Il bonus condizionatori per uno split senza lavori di ristrutturazione è la stessa detrazione, sul solo apparecchio in classe almeno A+. Le regole cambiano ogni legge di bilancio: le percentuali e i massimali vanno verificati sui siti di ENEA e del GSE prima di firmare il preventivo, e il preventivo va fatto con la trasmittanza e la mandata scritte, non con "classe A+++".

4 pompe di calore aria-aria in vendita a settembre 2026

I quattro split qui sotto sono tutti da 12.000 BTU, la taglia di una stanza da 20-30 metri quadrati e la più venduta, in pompa di calore con gas R32, e hanno SCOP, classe e consumo annuo leggibili nella scheda del negozio. I prezzi sono quelli letti il 17 settembre 2026, senza installazione, e cambiano: la scheda porta alla pagina del prodotto con il prezzo di oggi. L'installazione da un tecnico certificato F-gas costa 250-500 euro in più ed è obbligatoria per il gas. Il criterio è lo SCOP, perché è il numero che fa la bolletta, e il rumore dell'unità interna, perché uno split che disturba di notte finisce spento.

Hisense Easy Smart 12.000 BTU, modello 2025: 340,77 euro su Amazon. È il modello base con il Wi-Fi integrato e l'app Connect Life, classe A++ in raffrescamento, pompa di calore inverter con R32, timer 24 ore, funzione i-Feel con il sensore di temperatura nel telecomando, modalità sleep e ventola che asciuga la batteria allo spegnimento contro la muffa. Su Amazon sta a 340,77 euro, il 9% sotto il prezzo mediano di 376,50 degli ultimi mesi, con 288 valutazioni e una media di 4,3 su 5. È lo split da mettere nella stanza in cui si sta la sera, per il conto della seconda tabella.

Hisense Easy Smart 12.000 BTU monosplit inverter pompa di calore, classe A++, R32, Wi-Fi integrato con app Connect Life, timer 24 ore, i-Feel, modello 2025

Amazon

Hisense Easy Smart 12.000 BTU monosplit inverter pompa di calore, classe A++, R32, Wi-Fi integrato con app Connect Life, timer 24 ore, i-Feel, modello 2025

Lo split base con il Wi-Fi: 340,77 euro, il 9% sotto il prezzo mediano di 376,50 degli ultimi mesi, 288 valutazioni con media 4,3. Per la stanza in cui si sta la sera

340,77 € Vedi il prezzo →

Olimpia Splendid Aryal S1 E Inverter 12: 359 euro su Amazon. Marca italiana, 3,52 kW in raffrescamento e 3,37 in riscaldamento dichiarati, classe A++ in freddo e A+ in caldo, SEER 7,15, R32, unità interna con potenza sonora di 53 dB(A). Il Wi-Fi non è a bordo: si aggiunge con il kit B1016, venduto a parte. Su Amazon a 359 euro, 119 valutazioni con media 4,6 su 5, la più alta dei quattro, e l'86% di giudizi positivi sul venditore. Rispetto all'Hisense costa 18 euro in più e rinuncia all'app per una scheda tecnica completa e un marchio con l'assistenza in Italia.

Olimpia Splendid Aryal S1 E Inverter 12, monosplit 12.000 BTU, 3,52 kW freddo e 3,37 kW caldo, classe A++/A+, SEER 7,15, R32, 53 dB(A), Wi-Fi ready con kit B1016 a parte

Amazon

Olimpia Splendid Aryal S1 E Inverter 12, monosplit 12.000 BTU, 3,52 kW freddo e 3,37 kW caldo, classe A++/A+, SEER 7,15, R32, 53 dB(A), Wi-Fi ready con kit B1016 a parte

Marca italiana con la scheda tecnica completa: 3,37 kW resi in riscaldamento, A+ in caldo. 359 euro, 119 valutazioni con media 4,6, la piu' alta dei quattro

359,00 € Vedi il prezzo →

Daikin ATXC35E + ARXC35E, kit monosplit 12.000 BTU: 548,90 euro su Unieuro. È la serie d'ingresso Daikin, classe A++ in raffrescamento e A+ in riscaldamento, SEER 6,8 e SCOP 4,3 in clima medio con 737 kWh l'anno dichiarati, assorbimento da 275 W al minimo a 1,74 kW al massimo, unità interna da 26 decibel alla velocità bassa ed esterna da 46. Unieuro lo dà a 548,90 euro contro i 669,90 consigliati, con ritiro in negozio gratuito. Costa 200 euro più dei due sopra e li ripaga con l'affidabilità del compressore, i ricambi e uno SCOP che sull'etichetta è scritto, non dedotto.

Daikin ATXC35E + ARXC35E kit monosplit 12.000 BTU, classe A++/A+, SEER 6,8, SCOP 4,3, 737 kWh/anno in riscaldamento (clima medio), assorbimento 275-1.740 W, 26 dB interna, R32

Unieuro

Daikin ATXC35E + ARXC35E kit monosplit 12.000 BTU, classe A++/A+, SEER 6,8, SCOP 4,3, 737 kWh/anno in riscaldamento (clima medio), assorbimento 275-1.740 W, 26 dB interna, R32

SCOP 4,3 scritto sull'etichetta e 275 W al minimo dell'inverter: 548,90 euro contro 669,90 consigliati, ritiro in negozio gratuito

548,90 € Vedi il prezzo →

Haier Flair 12.000 BTU, kit monosplit: 598,90 euro su Unieuro. È quello che consuma meno per ogni kWh di calore fra i quattro: classe A+++ in raffrescamento e A++ in riscaldamento, SEER 8,5 e SCOP 4,6, 136 kWh l'anno dichiarati in raffrescamento e 852 in riscaldamento in clima medio con una potenza di progetto di 2,8 kW, unità interna da 80,5 centimetri. Unieuro lo vende a 598,90 euro contro i 699,90 consigliati. Rispetto al Daikin, sui 3.000 kWh di calore di una stanza-stagione lo SCOP 4,6 contro 4,3 vale 45 kWh e 14 euro l'anno: si sceglie per la classe e per la potenza in più nelle giornate fredde, non per il rientro.

Haier Flair kit monosplit 12.000 BTU, classe A+++/A++, SEER 8,5, SCOP 4,6, 136 kWh/anno in raffrescamento e 852 in riscaldamento (clima medio), R32, unità interna 80,5 cm

Unieuro

Haier Flair kit monosplit 12.000 BTU, classe A+++/A++, SEER 8,5, SCOP 4,6, 136 kWh/anno in raffrescamento e 852 in riscaldamento (clima medio), R32, unità interna 80,5 cm

Lo SCOP piu' alto dei quattro, 4,6, e la classe A+++ in freddo: 598,90 euro contro 699,90 consigliati. Si sceglie per la potenza nelle giornate fredde, non per il rientro

598,90 € Vedi il prezzo →

Dove acquistare una pompa di calore in offerta: i 5 negozi

Gli split e le monoblocco aria-acqua piccole si comprano online come un elettrodomestico, e i quattro negozi qui sotto più il comparatore li hanno con la scheda tecnica completa, SCOP e classe compresi; l'installazione si organizza a parte con un tecnico certificato, o con il servizio del negozio dove c'è. Le pompe di calore aria-acqua da 8 kW in su, con l'accumulo e l'impianto, si comprano dall'installatore con il progetto, e lì il negozio online serve solo a sapere quanto costa la macchina.

PrezziDigitali

La categoria climatizzatori di PrezziDigitali con i prezzi dei negozi a confronto

PrezziDigitali è il comparatore di prezzi del nostro gruppo: raccoglie i listini dei negozi online italiani di elettronica ed elettrodomestici e mette in fila, modello per modello, chi lo vende e a quanto. Nella sezione climatizzatori ci sono i monosplit e i dual split di Daikin, Samsung, LG, Mitsubishi, Hisense, Haier e Olimpia Splendid, ognuno con i prezzi dei negozi che lo hanno in quel momento, e la guida in testa alla pagina spiega come si dimensiona in BTU sulla stanza.

Nella categoria climatizzatori di PrezziDigitali si cerca per sigla, ad esempio "ATXC35" o "Flair", e si vede in una schermata chi lo ha e a quanto. Non vende niente: il carrello si fa sul negozio scelto. Serve a scegliere il negozio, non lo split.

Unieuro

La categoria condizionatori fissi monosplit di Unieuro con i kit Daikin, Comfeé e Samsung

Unieuro ha 121 monosplit in catalogo a settembre 2026, con Daikin, Samsung, Haier, Beko, Hisense, Comfeé, Bosch ed Electroline, e la scheda più completa fra le catene: la sezione "Specifiche" riporta SEER e SCOP per i tre climi, il consumo annuo in kWh per ciascuno, la potenza assorbita minima e massima, il rumore delle due unità e il peso. Il prezzo consigliato sta accanto a quello di vendita, il ritiro in negozio è gratuito e la consegna a domicilio costa 34,99 euro.

Nella categoria condizionatori fissi monosplit di Unieuro stanno il Daikin e l'Haier di questa guida, e il filtro per classe energetica in riscaldamento è quello da usare per primo. In settembre ci sono i prezzi di fine stagione estiva sui modelli 2025, e l'installazione si può aggiungere come servizio nel carrello.

MediaWorld

La categoria condizionatori fissi monosplit di MediaWorld con i filtri per marca e BTU

MediaWorld ha la categoria dei monosplit con Daikin, Samsung, LG, Hisense, Haier, Mitsubishi Electric e Comfeé, i filtri per BTU, classe, marca e Wi-Fi, e nella scheda il riquadro "Più basso ultimi 30 giorni" che dice se lo sconto è vero. Le specifiche stanno in una sezione a scomparsa con classe, SEER, SCOP, potenza e rumore, e le recensioni dei clienti sono sotto. Consegna a casa e ritiro in negozio gratuiti, con l'installazione proposta al momento dell'acquisto in molte città.

Nella categoria condizionatori fissi monosplit di MediaWorld conviene ordinare per prezzo crescente e filtrare per "A++" o meglio in riscaldamento: i modelli sotto i 300 euro sono quasi tutti A+ in caldo e la differenza si vede sulla bolletta, non sul cartellino.

Euronics

La categoria condizionatori fissi di Euronics con i monosplit in offerta

Euronics ha i condizionatori fissi con Samsung, LG, Hisense, Haier, Daikin e Mitsubishi, i filtri per BTU, classe e marca, e le offerte del volantino che nella stagione di fine estate arrivano sui 12.000 BTU dei marchi grandi. La scheda riporta classe, SEER, SCOP, potenza in kW e rumore, con il ritiro in negozio gratuito nei punti vendita del gruppo.

Nella categoria condizionatori fissi di Euronics vale la pena confrontare il prezzo dei kit con quello di Unieuro e MediaWorld sullo stesso codice: sui Daikin e sui Samsung lo scarto fra le tre catene arriva a 100 euro nella stessa settimana.

Yeppon

La categoria condizionatori fissi di Yeppon con 124 prodotti e i filtri per marca

Yeppon è il negozio online che ha i prezzi più bassi sui monosplit di LG, Samsung, Mitsubishi, Daikin e Argo, con 124 prodotti in categoria e le sottocategorie per marca, per i dual split e per i condizionatori senza unità esterna. La scheda è meno completa di quella di Unieuro, ma riporta classe, BTU e Wi-Fi, e il prezzo barrato accanto a quello di vendita; consegna a casa con corriere e nessun ritiro in negozio.

Nella categoria condizionatori fissi di Yeppon il filtro "Disponibile" va attivato subito, perché una parte del catalogo è su ordinazione: dei 124 prodotti, 70 sono a magazzino a metà settembre.

Domande frequenti

Quanto consuma una pompa di calore in un'ora?

Uno split da 12.000 BTU assorbe intorno a 1 kW a regime e 0,3-0,4 kW quando mantiene la temperatura: 0,4-0,7 kWh in un'ora normale, 13-22 centesimi con la corrente a 31,63 centesimi al kWh. Una pompa aria-acqua da 8 kW assorbe 2-2,5 kW a regime, 65-80 centesimi l'ora, e 0,6-0,8 kW in mantenimento.

Quanto consuma una pompa di calore al giorno e al mese?

Uno split in una stanza da 20-25 mq consuma 3 kWh per sei ore al giorno (95 centesimi, 28 euro al mese) e 8,4 kWh se resta acceso 24 ore a 20 gradi (2,66 euro, 80 euro al mese). Una pompa aria-acqua per una casa da 100 mq ristrutturata consuma 12-20 kWh in una giornata fredda, 4-6 euro, e 150-300 euro nei mesi di dicembre e gennaio.

Quanto consuma una pompa di calore in un inverno per 100 metri quadrati?

Da 750 kWh (240 euro) per una casa in classe A con il pavimento radiante a 4.000 kWh (1.270 euro) per una casa in classe G con i termosifoni a 55 gradi, in zona climatica E. Il numero da cui partire è il fabbisogno termico scritto nell'APE, diviso per lo SCOP dell'impianto.

La pompa di calore consuma meno del metano?

Sì con il pavimento radiante o gli split (7,9-9 centesimi per kWh di calore contro 11 del metano a 1 euro lo standard metro cubo), alla pari con i termosifoni a 55 gradi (11,3 centesimi), e peggio del metano nelle notti sotto i meno 7 gradi. Con la corrente a 25 centesimi o con il fotovoltaico la pompa vince in tutti i casi.

Meglio lasciare la pompa di calore sempre accesa?

Sì, in una casa isolata: il mantenimento a 19-20 gradi è il regime in cui l'inverter consuma meno, e l'accensione da freddo è quello in cui consuma di più. Di notte si abbassa di 2-3 gradi, non si spegne. In una casa che disperde molto e resta vuota di giorno conviene invece spegnere e riaccendere un'ora prima del rientro.

Quanto consuma una pompa di calore a meno 5 gradi?

Con l'aria a meno 5 o meno 7 gradi il COP scende a 2,3-2,8, la resa cala del 20-30% e gli sbrinamenti partono ogni 40-60 minuti: uno split da 12.000 BTU assorbe 1,3-1,5 kW per rendere 3 kW, e un kWh di calore costa 11-14 centesimi, quanto il metano. I modelli "da clima freddo" dichiarano la resa a meno 15 gradi e vanno scelti in montagna.

Serve aumentare la potenza del contatore per una pompa di calore?

Per uno o due split no: un 12.000 BTU assorbe al massimo 1,7 kW e sta nei 3 kW. Per una pompa aria-acqua sì: da 8 kW assorbe 2-3 kW e ha una resistenza integrativa da 3-9 kW, quindi si passa a 4,5 o 6 kW, che costano in bolletta poche decine di euro l'anno per kW in più. Sopra i 12 kW si valuta il trifase.

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