da Bici
a partire da
80€
Quanto consuma una stufetta elettrica: 2 kWh l'ora a 2.000 W, 63 centesimi l'ora e 5 euro in otto ore a piena potenza; 9-10 euro al mese per la mezz'ora in bagno, 75 per lo studio in smart working, 137 per un soggiorno tutto il giorno. Le tabelle per potenza e per uso, perché termoventilatore, ceramica, convettore e olio consumano uguale, quanto pesa il termostato, il costo di un kWh di calore contro pellet, metano e pompa di calore, il contatore da 3 kW, 4 stufette in vendita a settembre 2026 e
Una stufetta elettrica da 2.000 W consuma 2 kWh per ogni ora in cui lavora a piena potenza, e con la corrente a 31,63 centesimi al kWh (prezzo di riferimento ARERA del terzo trimestre 2026, tasse incluse) sono 63 centesimi l'ora, 2,53 euro in quattro ore, 5,06 euro in otto. Con il termostato che stacca e riattacca la resistenza, la potenza media scende alla metà o poco più, e una giornata di smart working in uno studio costa 2-3 euro invece di 5. In un mese di uso quotidiano si va dai 9-10 euro della mezz'ora in bagno la mattina ai 75 euro dello studio per otto ore al giorno, fino ai 130-140 di un soggiorno tenuto caldo tutto il giorno solo con la stufetta.
La regola che vale per tutte le stufette elettriche a resistenza, dal termoventilatore da 20 euro al radiatore a olio, è che 1 kWh di corrente diventa 1 kWh di calore, né più né meno: fra i tipi cambia come il calore viene distribuito e quanto in fretta, non quanto costa. È un kWh caro, tre volte il metano e tre o quattro volte il pellet, ed è per questo che la stufetta conviene solo per poche ore e in una stanza sola.
I numeri di questa guida vengono dalle targhe dei modelli in vendita a settembre 2026 e dal prezzo ARERA della corrente, non da un laboratorio: più sotto ci sono le tabelle per potenza, ore e mese, il confronto fra termoventilatore, ceramica, convettore, olio e infrarossi, quanto pesa il termostato, il costo di un kWh di calore contro pellet, metano e pompa di calore, cosa regge il contatore da 3 kW, come misurare il consumo vero, quattro stufette in vendita e i cinque negozi dove comprarle.

Sulla targa di ogni stufetta c'è la potenza in watt, 2.000 W nella maggior parte dei termoventilatori e dei convettori, 1.500 in molti ceramici, 500-800 nei modelli da scrivania. Quella è l'energia che l'apparecchio assorbe in un secondo quando la resistenza è accesa al massimo: in un'ora di lavoro pieno diventa 2.000 wattora, cioè 2 kWh, che è l'unità con cui la bolletta conta e fattura. Il conto è: kWh = watt diviso 1.000 per le ore. Una stufetta da 1.500 W accesa 3 ore consuma 4,5 kWh.
Per passare agli euro si moltiplica per il prezzo del kWh. Il riferimento di questa guida è il prezzo ARERA per i clienti vulnerabili del terzo trimestre 2026, 31,63 centesimi al kWh tutto compreso; chi ha un'offerta del mercato libero trova il suo numero in bolletta, di solito fra 25 e 35 centesimi con le quote fisse spalmate sui consumi. Con 31,63 centesimi, i 4,5 kWh dell'esempio costano 1,42 euro.
Il numero della targa è un massimo, non un consumo: quasi tutte le stufette hanno due livelli di potenza e un termostato, e in una stanza che ha già raggiunto la temperatura la resistenza resta accesa la metà del tempo o meno. Per questo le tabelle qui sotto danno prima il costo a piena potenza, che è il tetto, e poi tre profili reali con il termostato che lavora.
| Potenza di targa | kWh in 1 ora | Costo di 1 ora | 4 ore | 8 ore |
|---|---|---|---|---|
| 500 W (mini da scrivania) | 0,5 | 0,16 euro | 0,63 euro | 1,27 euro |
| 750 W (livello basso) | 0,75 | 0,24 euro | 0,95 euro | 1,90 euro |
| 1.000 W (livello medio) | 1 | 0,32 euro | 1,27 euro | 2,53 euro |
| 1.500 W (ceramica, eco) | 1,5 | 0,47 euro | 1,90 euro | 3,80 euro |
| 2.000 W (termoventilatore, convettore) | 2 | 0,63 euro | 2,53 euro | 5,06 euro |
| 2.500 W (radiatore a olio grande) | 2,5 | 0,79 euro | 3,16 euro | 6,33 euro |
Costo a piena potenza, resistenza sempre accesa, corrente a 31,63 centesimi al kWh. È il caso peggiore, e anche quello reale nella prima mezz'ora, quando la stanza è fredda e il termostato non stacca mai.
Il consumo vero dipende da quante ore la stufetta resta accesa e da quanto lavora il termostato in quelle ore. In una stanza da 15 metri quadrati con la porta chiusa, una stufetta da 2.000 W porta la temperatura da 16 a 20 gradi in 20-30 minuti; da lì in poi la resistenza si accende per 2-3 minuti ogni 5-6, cioè il 40-50% del tempo, di più se la stanza ha una finestra grande o un muro esterno freddo. La potenza media scende quindi a 800-1.200 W, e i conti vanno rifatti su quella.
| Come si usa | Potenza e ore | kWh al giorno | Al mese (30 giorni) | Stagione (5 mesi) |
|---|---|---|---|---|
| Bagno la mattina, stanza fredda | 2.000 W, 30 minuti, termostato mai in pausa | 1 | 30 kWh, 9,49 euro | 150 kWh, 47 euro |
| Camera di notte, livello eco | 1.500 W, 8 ore, resistenza accesa il 40% del tempo | 4,8 | 144 kWh, 45,55 euro | 720 kWh, 228 euro |
| Studio, smart working | 2.000 W, 8 ore, resistenza accesa il 50% del tempo | 8 | 240 kWh, 75,91 euro | 1.200 kWh, 380 euro |
| Soggiorno tutto il giorno | 2.000 W, 12 ore, resistenza accesa il 60% del tempo | 14,4 | 432 kWh, 136,64 euro | 2.160 kWh, 683 euro |
Il profilo del bagno spiega perché la stufetta lì non fa danni in bolletta: mezz'ora a piena potenza sono 32 centesimi, e un termoventilatore IP21 da 25 euro resta la soluzione più economica per scaldare un bagno la mattina, come spiega la guida ai migliori termoventilatori da bagno. Il profilo del soggiorno spiega l'opposto: 137 euro al mese per una stanza sola sono più della bolletta del gas di una casa intera, e da lì in su la stufetta non è più un riscaldamento, è un'emergenza.
Fra i due sta lo studio, il caso più comune dal 2020: 76 euro al mese per non accendere i termosifoni di tutta la casa per una persona sola in una stanza. Se la caldaia è a metano e scalda sette stanze per usarne una, la stufetta vince; se la casa ha un impianto a zone o una pompa di calore, perde. La data in cui il resto del condominio accende i termosifoni sta nella guida a quando si accende il riscaldamento, zona per zona.
Nessuno, a parità di calore prodotto. Tutte le stufette elettriche portatili scaldano con una resistenza, e una resistenza trasforma in calore il 100% della corrente che assorbe: 2.000 W di termoventilatore, 2.000 W di radiatore a olio e 2.000 W di pannello in ceramica producono la stessa quantità di calore e costano gli stessi 63 centesimi l'ora. La frase "a basso consumo" sulla scatola, per una stufetta a resistenza, significa solo che ha un termostato o una potenza più bassa, e vale per tutte.
Quello che cambia è dove va il calore e quanto in fretta arriva. Il termoventilatore soffia aria calda con una ventola: scalda in due minuti la zona davanti alla griglia, fa rumore, e appena si spegne la stanza è fredda come prima. Il ceramico è un termoventilatore con la resistenza in un elemento PTC, che si autoregola e non arroventa: stesso consumo, meno odore di polvere bruciata, e i modelli con motore brushless scendono sotto i 40 decibel. Il termoconvettore scalda l'aria che gli passa dentro per convezione naturale, senza ventola: silenzioso, lento, calore di fondo uniforme. Il radiatore a olio ha inerzia: impiega un quarto d'ora a scaldarsi e continua a scaldare per mezz'ora dopo lo spegnimento, il che in una camera da letto vale un termostato. Gli infrarossi, alogene e al quarzo, non scaldano l'aria ma le cose e le persone che hanno davanti: 800-1.200 W bastano per stare al tavolo sul balcone o in garage, e sono gli unici che convengono in uno spazio grande o aperto.
| Tipo | Potenza tipica | Tempo per sentire il caldo | Rumore | Dove rende | Consumo a parità di calore |
|---|---|---|---|---|---|
| Termoventilatore | 1.000-2.000 W | 1-2 minuti, davanti alla griglia | 40-55 dB | Bagno, uso breve | Uguale |
| Ceramico PTC | 1.500-2.000 W | 1-2 minuti | 34-45 dB | Studio, camera, uso lungo con termostato | Uguale |
| Termoconvettore | 750-2.000 W | 10-15 minuti, tutta la stanza | Nessuno | Stanza chiusa, camera, calore di fondo | Uguale |
| Radiatore a olio | 1.500-2.500 W | 15-20 minuti, poi inerzia | Nessuno | Camera di notte, stanze grandi | Uguale |
| Infrarossi, alogena, quarzo | 400-1.200 W | Subito, solo su chi ha davanti | Nessuno | Balcone, garage, spazi aperti | Uguale per kWh, ma servono meno kWh |
| Pannello radiante a parete | 300-800 W | 20-30 minuti | Nessuno | Bagno, corridoio, integrazione | Uguale |
L'unica eccezione vera è la pompa di calore, che non è una stufetta: un condizionatore in modalità riscaldamento sposta calore dall'esterno invece di produrlo, e con un kWh di corrente ne porta in casa 3-4. Se in stanza c'è già uno split, la stufetta perde sempre, e di molto: i numeri stanno nella guida a quanto consuma un condizionatore.
Fra una stufetta da 20 euro senza termostato e una da 45 con il termostato elettronico, la differenza in bolletta in una stagione è di 100-150 euro nello studio della tabella. Senza termostato la resistenza resta accesa finché qualcuno la spegne, e la stanza passa da fredda a troppo calda, con la finestra che poi si apre per rimediare. Con il termostato meccanico, la manopola con i numeri da 1 a 6, la resistenza stacca quando l'aria vicino all'apparecchio supera la temperatura impostata: rozzo, ma taglia già il 30-40% del tempo di accensione.
Il termostato elettronico con la temperatura in gradi fa meglio per due motivi: la sonda legge la stanza, non la griglia calda, e i modelli con la modalità eco abbassano la potenza da 2.000 a 1.000-1.200 W quando mancano uno o due gradi al traguardo, invece di sparare tutto e staccare. Il produttore che dichiara "fino al 40% in meno" sta contando questo: non consuma meno per produrre lo stesso calore, produce solo il calore che serve. Il timer conta quasi quanto il termostato: una stufetta dimenticata accesa in una stanza vuota per quattro ore costa 2,53 euro, e succede.
Un kWh di calore da stufetta costa 31,6 centesimi, esattamente quanto un kWh di corrente. Lo stesso kWh da una caldaia a metano costa intorno agli 11 centesimi, da una stufa a pellet 8-12 centesimi secondo il prezzo del sacco, da una pompa di calore 8-9. La tabella è la stessa della guida a quanto consuma una stufa a pellet, con le stesse ipotesi, per poter confrontare.
| Fonte | Prezzo dell'energia | Rendimento o COP | Costo per kWh di calore | Per 1.000 kWh di calore |
|---|---|---|---|---|
| Stufetta elettrica, qualunque tipo a resistenza | 31,63 cent/kWh | 100% | 31,6 centesimi | 316 euro |
| Metano, caldaia a condensazione | 1,00 euro/Smc (ipotesi), 9,6 kWh/Smc | 95% sul potere calorifico inferiore | 11,0 centesimi | 110 euro |
| Pellet a 6,50 euro il sacco da 15 kg | 0,43 euro/kg, 4,8 kWh/kg | 90% | 10,0 centesimi | 100 euro |
| Pompa di calore aria-aria, condizionatore | 31,63 cent/kWh | SCOP 3,5-4 | 7,9-9,0 centesimi | 79-90 euro |
I 1.000 kWh dell'ultima colonna sono più o meno quello che una stanza da 15 metri quadrati chiede in una stagione per stare a 20 gradi. Con la stufetta sono 316 euro, con lo split 80-90: la differenza in una stagione paga metà di un condizionatore da 12.000 BTU. Il confronto regge finché si parla di una stanza; per scaldare una casa intera con le stufette elettriche i numeri della tabella precedente moltiplicano per il numero di stanze, e non c'è bolletta che tenga.
La regola spiccia dei termotecnici è 100 W per metro quadrato in una casa italiana media, con soffitti a 2,7 metri e isolamento così così: 2.000 W scaldano fino a 20 metri quadrati, 1.500 W fino a 15, 1.000 W una stanza da 10. In una casa costruita dopo il 2010, o ristrutturata con il cappotto, bastano 60-70 W al metro e la stessa stufetta copre 30 metri quadrati; in una casa degli anni Sessanta con le finestre originali servono 120-150 W al metro e i 2.000 W bastano appena per una camera.
Da questa regola discende la seconda: in una stanza più grande di quanto la stufetta regge, il termostato non stacca mai, il consumo è quello della prima tabella e la stanza non arriva comunque a temperatura. Non è la stufetta "che consuma tanto", è la stanza sbagliata. Le schede dei convettori dichiarano il volume in metri cubi: 60 m³ sono una stanza da 22 metri quadrati con il soffitto a 2,7.
Una stufetta da 2.000 W si prende i due terzi di un contatore domestico da 3 kW, e da sola non fa scattare niente: la potenza disponibile in modo continuo è 3,3 kW, il 10% sopra il contratto. Il problema arriva con il secondo carico: lavatrice in fase di riscaldamento dell'acqua (2.000 W), forno (2.000-2.500 W), asciugacapelli (1.800-2.200 W), piano a induzione, bollitore. Stufetta più uno di questi supera i 4 kW, e il contatore lascia passare lo sforamento solo per un tempo limitato prima di staccare la corrente a tutta la casa.
Le regole pratiche sono tre: stufetta al livello basso, 1.000-1.200 W, mentre gira la lavatrice o il forno; una stufetta per volta, perché due da 2.000 W sono già 4 kW da sole; mai la stufetta su una ciabatta con altri carichi, perché le ciabatte da 10 A reggono 2.300 W in tutto e la stufetta li vuole tutti. Chi ha aumentato la potenza a 4,5 o 6 kW dopo il 2017 ha più margine, e la quota fissa in bolletta lo ricorda ogni mese.
Il modo esatto costa 10-15 euro: una presa con contatore, un misuratore di consumo che si mette fra la spina e la presa a muro, e in una settimana di uso normale dice i kWh reali, con il termostato che lavora, la stanza che è la propria e non quella della tabella. È lo stesso strumento che serve per misurare il consumo della lavatrice e di ogni altro elettrodomestico con la spina. Va scelto un modello da 16 A, 3.680 W: quelli da 10 A con una stufetta da 2.000 W lavorano al limite e si scaldano.
Senza misuratore si fa con il contatore di casa: si legge il totale in kWh sul display, si tiene la stufetta accesa per due ore con tutto il resto spento o nelle condizioni solite, si rilegge. La differenza, meno quello che consumano frigorifero e standby in due ore (0,1-0,2 kWh), è la stufetta. L'etichetta energetica non aiuta: sulle stufette portatili a resistenza non c'è la classe da A a G, perché per legge hanno tutte la stessa efficienza; la scheda tecnica riporta solo la potenza e l'efficienza stagionale, che per un termoventilatore con termostato elettronico si ferma intorno al 36-40% per definizione, non per un difetto.
1. Porta chiusa. È la regola che vale più di tutte le altre insieme: una stufetta scalda una stanza, non un corridoio, e con la porta aperta il termostato non stacca mai. 2. Termostato a 19-20 gradi, non a 6. Ogni grado in più costa il 6-7% in una stanza; la manopola al massimo non scalda più in fretta, scalda solo più a lungo. 3. Livello basso dopo la prima mezz'ora. I 2.000 W servono per portare la stanza a temperatura; per mantenerla bastano 1.000, e la resistenza a metà potenza cicla meno e fa meno rumore.
4. Il timer, sempre. Spegnimento programmato a fine turno di lavoro o mezz'ora dopo essersi addormentati: la stufetta dimenticata è la voce più grossa di consumo inutile. 5. Posizione. Il termoventilatore a terra, sotto la finestra o lungo il muro freddo, con la griglia verso il centro della stanza; il radiatore a olio lontano dalla parete esterna, dove il calore andrebbe dritto nel muro. 6. Spifferi. Un paraspifferi da 5 euro sotto la porta e le guarnizioni della finestra fanno più di un modello nuovo. 7. La persona, non la stanza. Per una scrivania, una stufetta da 500-800 W puntata sulle gambe, o un pannello a infrarossi da 400 W sotto il tavolo, costa un quarto di un termoventilatore che scalda 15 metri quadrati per uno che ne occupa uno.
Conviene per un uso breve e mirato: il bagno la mattina, la stanza degli ospiti due sere l'anno, la casa al mare in un fine settimana di marzo, l'ufficio in casa nelle settimane in cui i termosifoni condominiali sono ancora spenti. In tutti questi casi il costo è di pochi euro e l'alternativa, accendere un impianto intero, costerebbe di più o non esiste. Conviene anche a chi ha una tariffa oraria con la notte a 20 centesimi e una casa ben isolata, per una camera con il radiatore a olio a 1.000 W.
Non conviene come riscaldamento principale, in nessuna stanza usata più di 4-5 ore al giorno per più di un mese: lì i 300-700 euro a stagione di una stanza sola comprano un condizionatore a pompa di calore, che poi d'estate raffresca, o due terzi di una stufa a pellet da 7 kW che scalda tutto il piano. E non conviene mai per scaldare una stanza vuota "così la trovo calda": il calore di una stufetta non si accumula, va tenuto e basta.
Le quattro stufette qui sotto coprono i tipi della tabella, dal termoventilatore da bagno al ceramico silenzioso, dal convettore per la camera al ceramico a parete con il Wi-Fi, e hanno potenza, livelli e termostato leggibili nella scheda del negozio. I prezzi sono quelli letti il 17 settembre 2026 e cambiano: la scheda porta alla pagina del prodotto con il prezzo di oggi. Il criterio è il termostato, che è l'unica cosa che fa consumare meno a parità di potenza, e il rumore, che decide se una stufetta resta accesa otto ore o viene spenta dopo dieci minuti.
De'Longhi HVA 3220, termoventilatore 2.000 W: 29,99 euro su MediaWorld. Due livelli di potenza, termostato regolabile, maniglia, 1,3 chili e protezione IP21 che lo rende utilizzabile in bagno: è il termoventilatore classico, senza elettronica, per la mezz'ora della prima tabella. La scheda MediaWorld lo dà a 29,99 euro contro i 34,99 consigliati, con 78 recensioni e una media di 4,3 su 5. A 2.000 W pieni consuma 63 centesimi l'ora, ma nel bagno resta acceso mezz'ora e costa 32 centesimi al giorno.
Dreo Atom 316, ceramico 1.500 W: 43,99 euro su Amazon. Resistenza PTC in ceramica, motore brushless da 34 decibel dichiarati, termostato elettronico da 5 a 35 gradi a passi di un grado, tre modalità (potenza, eco, sola ventilazione), timer fino a 12 ore, blocco bambini e sensore di inclinazione. È il modello per lo studio della tabella: 1.500 W al massimo, meno in eco, e un termostato che legge la stanza. Su Amazon sta a 43,99 euro contro 49,99 di listino, con oltre 10.000 valutazioni e una media di 4,7 su 5, la più alta dei quattro.
De'Longhi HCM2030, termoconvettore 2.000 W: 49,99 euro su Amazon. Tre livelli, 750, 1.500 e 2.000 W, termostato ambiente con manopola, funzione antigelo che lo accende da solo sotto i 5 gradi, maniglia, 54 centimetri di larghezza per 17,5 di profondità, dichiarato per ambienti fino a 60 metri cubi, cioè una stanza da 20-22 metri quadrati. Nessuna ventola e nessun rumore: è il modello per la camera di notte a 750 W, dove il ciclo del termostato costa 25-30 centesimi in otto ore. Su Amazon a 49,99 euro con oltre 10.000 valutazioni e il 93% positive, media 4,2.
Olimpia Splendid Caldo Sky G Wifi, ceramico a parete 2.000 W: 89,99 euro su MediaWorld. Si fissa al muro, in bagno o in una stanza senza spazio a terra, con resistenza ceramica, due livelli più la sola ventilazione, flap motorizzato, timer, termostato e rilevatore di finestra aperta che stacca la resistenza se la temperatura crolla; il Wi-Fi lo mette nell'app e negli assistenti vocali, per accenderlo dieci minuti prima di entrare in bagno invece di lasciarlo acceso. MediaWorld lo dà a 89,99 euro contro i 94,90 consigliati, 2,3 chili, 11 recensioni con media 4,2.
Le stufette elettriche stanno in tutte le catene di elettronica e nei negozi di bricolage, e il prezzo dello stesso modello cambia di 10-20 euro da un sito all'altro nella stessa settimana. I cinque negozi qui sotto hanno la categoria dedicata con i filtri per tipo, potenza e marca, e la scheda con i dati di questa guida: potenza, livelli, termostato, rumore. La foto è la pagina della categoria come si vede oggi.
PrezziDigitali è il comparatore di prezzi del nostro gruppo: raccoglie i listini dei negozi online italiani di elettronica ed elettrodomestici e mette in fila, modello per modello, chi lo vende e a quanto. Nella sezione stufe e riscaldamento ci sono termoventilatori, termoconvettori e radiatori a olio di De'Longhi, Rowenta, Olimpia Splendid, Philips, Midea, Termozeta, Tristar e Zephir, ognuno con i prezzi dei negozi che lo hanno in catalogo, aggiornati più volte al giorno.
Nella categoria stufe e riscaldamento di PrezziDigitali si cerca per marca e modello, ad esempio "HCM2030" o "Caldo Sky", e si vede in una schermata chi lo ha e a quanto. Non vende niente: il carrello si fa sul negozio scelto. Serve a scegliere il negozio, non la stufetta.
MediaWorld ha la sezione riscaldamento più grande fra le catene di elettronica, quasi 1.500 prodotti fra termoventilatori, termoconvettori, radiatori a olio e stufe a infrarossi, con Argo, De'Longhi, Rowenta, Olimpia Splendid, Dreo, Koenic e Ardes, e i filtri per tipo, potenza, marca e prezzo. La scheda riporta potenza massima, numero di livelli, termostato, timer, peso, rumorosità e tipo di elemento riscaldante, con il prezzo consigliato accanto a quello di vendita e le recensioni dei clienti. Consegna a casa gratuita sopra una soglia bassa e ritiro in negozio gratuito.
Nella categoria riscaldamento di MediaWorld stanno la HVA 3220 e la Caldo Sky di questa guida, e la sezione "Più basso ultimi 30 giorni" nella scheda dice se lo sconto è vero. Le offerte di inizio stagione partono fra fine settembre e ottobre.
Unieuro è la catena italiana con più negozi, e la sezione riscaldamento ha 155 prodotti fra stufette elettriche, convettori e radiatori, con De'Longhi in prima fila, la HCM2030 a 49,99 euro come su Amazon, ed Electroline, il marchio proprio, nella fascia dei 25-30 euro. La scheda dice potenza, tipo, livelli e termostato; il ritiro in negozio in giornata è comodo per una stufetta che serve stasera. Le promozioni di Unieuro girano ogni settimana e il prezzo dello stesso modello va e viene.
Nella categoria riscaldamento di Unieuro il filtro per tipo separa i termoventilatori dai convettori e dai radiatori a olio, e quello per potenza mette da parte i modelli da 2.000 W per chi ha il contatore da 3 kW e una lavatrice che gira.
Euronics ha una sezione stufe elettriche più stretta, 36 prodotti, ma con marchi che gli altri non tengono: Dyson e Philips nella fascia alta, Electrolux e Imetec in mezzo, Olimpia Splendid e DCG sotto i 50 euro. La scheda è essenziale, potenza e tipo, e le recensioni dei clienti mancano quasi sempre: per i dati di targa conviene incrociare con la pagina del produttore. I negozi Euronics sono consorziati e il prezzo online può differire da quello del punto vendita, che ritira e consegna per conto suo.
Nella categoria stufe elettriche di Euronics si ordina per prezzo crescente e si guarda la fascia sotto i 30 euro, dove Euronics ha spesso il termoventilatore da bagno più economico dei cinque.
De'Longhi è il marchio italiano più venduto nelle stufette, e il negozio ufficiale ha la sezione riscaldamento portatile con le serie del catalogo: Capsule Desk e Capsule Desk Loop fra i termoventilatori da scrivania, Vento e SlimStyle fra i convettori, Radia S fra i radiatori a olio, con i modelli in promozione a fianco del prezzo suggerito. La scheda del produttore è quella completa, con potenza per livello, superficie consigliata, rumorosità e dimensioni, e il reso è gratuito. Spedizione gratuita sopra i 49 euro.
Nella sezione riscaldamento portatile di De'Longhi conviene guardare la colonna "Promo": i termoventilatori Capsule in sconto scendono sotto i 25 euro, meno che nelle catene, e le serie a fine ciclo vanno in saldo a ottobre prima dei nuovi modelli.
2 kWh se la resistenza resta accesa tutto il tempo, cioè 63 centesimi con la corrente a 31,63 centesimi al kWh. Con il termostato che stacca in una stanza già calda la potenza media scende a 800-1.200 W e l'ora costa 25-40 centesimi.
A 2.000 W pieni per 8 ore sono 16 kWh e 5,06 euro. Al livello basso da 750-1.000 W con il termostato, come si fa in camera, la notte consuma 3-5 kWh e costa 1-1,50 euro; un radiatore a olio o un convettore a 750 W con il termostato a 18 gradi sta sotto l'euro.
Da 30 kWh (9,49 euro) per mezz'ora al giorno in bagno a 240 kWh (76 euro) per otto ore al giorno in uno studio con il termostato, fino a 430 kWh (137 euro) per un soggiorno tenuto caldo dodici ore al giorno solo con la stufetta.
A parità di watt consumano uguale: sono entrambi resistenze e trasformano in calore il 100% della corrente. Il radiatore a olio ha inerzia e continua a scaldare dopo lo spegnimento, il termoventilatore scalda subito e smette subito: in una camera di notte l'olio cicla meno, in bagno per mezz'ora il termoventilatore costa meno perché non scalda il proprio olio.
Quella con il termostato elettronico, la modalità eco e il timer, di qualunque tipo: non produce calore in più del necessario e non resta accesa per sbaglio. Fra i modelli senza elettronica non c'è differenza. L'unica stufetta che consuma meno per lo stesso calore è la pompa di calore, cioè un condizionatore, che con 1 kWh ne porta in casa 3-4.
Da sola no: 2.000 W stanno dentro i 3,3 kW disponibili. Insieme a lavatrice in riscaldamento, forno, asciugacapelli o piano a induzione supera i 4 kW e il contatore stacca dopo poco. Si tiene la stufetta al livello basso mentre gira un altro carico grosso.
Circa 20 metri quadrati in una casa media (100 W al metro quadrato), fino a 30 in una casa isolata bene, 12-15 in una vecchia con le finestre originali. In una stanza più grande il termostato non stacca mai e la stanza non arriva comunque a temperatura.
Pompa di calore, quanto consuma: uno split da 12.000 BTU assorbe 1 kW a regime e 0,3-0,4 kW in mantenimento, 13-33 cen
Tobia Borrata17 settembre 202629 min
Quanto consuma una stufa a pellet: da 0,6 a 1,9 kg di pellet l'ora per una stufa da 8 kW, 7-9 kg in una giornata di 8
Tobia Borrata17 settembre 202625 min
Quanto consuma il deumidificatore: 200-300 W per un portatile da 10-12 litri, 0,2-0,3 kWh l'ora, 6-10 centesimi al pre
Tobia Borrata15 settembre 202617 min