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Caldaia in blocco con la spia rossa: cosa controllare prima, come fare il reset, cosa vogliono dire i codici, quando è pericolosa e quando chiamare il tecnico.
Una caldaia in blocco si è fermata da sola perché un sensore ha rilevato qualcosa fuori posto: pressione dell'acqua troppo bassa, fiamma che non si accende, fumi che non escono come dovrebbero, temperatura troppo alta. Il blocco non è il guasto: è la sicurezza che interviene prima che il guasto diventi un pericolo. Di solito lo segnalano una spia rossa accesa o lampeggiante e un codice di errore sul display, e molti lo scoprono alla prima accensione del riscaldamento, dopo mesi di impianto fermo.
Qui sotto trovi cosa fare nell'ordine giusto, come si fa il reset della caldaia in blocco, come leggere i codici, quando il blocco è pericoloso e quando invece serve il tecnico. Prima un'avvertenza che vale per tutto l'articolo: se senti odore di gas non si fa nessuna di queste prove.

Davanti a una caldaia in blocco, cosa fare dipende da cosa vedi. Questa è la sequenza che conviene seguire, dalla verifica più banale alla più seria.
Se la caldaia riparte e resta accesa, il blocco era occasionale. Se si ferma di nuovo dopo poche ore o pochi giorni, il sensore sta segnalando un problema vero, e insistere con il reset non lo risolve.
Le cause della caldaia in blocco si riducono a poche famiglie. La tabella le mette in fila con quello che puoi controllare da solo.
| Causa | Come si riconosce | Cosa puoi fare tu |
|---|---|---|
| Pressione dell'acqua bassa | manometro sotto 1 bar a impianto freddo | ricaricare dal rubinetto di riempimento |
| Mancata accensione | la caldaia prova ad accendersi e poi si ferma | controllare rubinetto del gas e contatore |
| Interruzione del gas | anche i fornelli non si accendono | aspettare che il gas torni, poi reset |
| Condensa o fumi | blocco con gelo o vento forte, caldaia a condensazione | controllare che il tubo della condensa non sia ghiacciato |
| Surriscaldamento | blocco dopo un po' di funzionamento, valvole dei termosifoni chiuse | aprire le valvole, sfiatare l'aria dai termosifoni |
| Blackout o sbalzo di corrente | blocco dopo un temporale o un salto del salvavita | reset; se non riparte, tecnico |
Tutto quello che sta oltre la terza colonna, cioè elettrodo di accensione, valvola del gas, scheda elettronica, pressostato fumi, ventilatore e vaso di espansione, va in mano a un tecnico abilitato: sono componenti della parte gas e della combustione, e lì non si improvvisa.
È il caso più facile. Secondo le indicazioni di Bosch il manometro dovrebbe stare fra 1 e 1,5 bar e non superare mai i 2; Enel indica come minimo 1,2. La lettura va fatta a caldaia spenta e impianto freddo, perché con l'acqua calda la pressione sale da sola, e nelle case su più piani può servire qualcosa in più. Il rubinetto di riempimento è di solito sotto la caldaia: si apre piano, si guarda la lancetta salire e si chiude appena arriva intorno a 1,2-1,5 bar. Poi si fa il reset.
Se la pressione torna a scendere nel giro di qualche giorno, il problema non è il blocco: c'è una perdita nell'impianto, una valvola di sicurezza che gocciola o un vaso di espansione scarico. Diverso è il calo subito dopo aver sfiatato i termosifoni: è normale, perché è uscita aria, e basta ricaricare una volta.
Quando la fiamma non parte, la caldaia ritenta qualche volta e poi si mette in blocco. Su una Vaillant è il codice F28, che compare dopo tre tentativi andati a vuoto; su una Baxi è E133, fiamma non rilevata. Prima di pensare a un guasto conviene controllare le cose banali: rubinetto del gas chiuso dopo un lavoro, contatore sostituito o sigillato, lavori sulla rete della zona. Se il gas manca anche ai fornelli il problema non è la caldaia, e il blocco per interruzione del gas si risolve con un reset appena il gas torna.
Le caldaie a condensazione scaricano acqua da un tubicino che spesso passa all'esterno. Con il gelo l'acqua ghiaccia, il tubo si tappa e la caldaia si blocca: Baxi lo indica fra le cause di diversi suoi codici, E133 compreso. Si risolve scaldando il tubo con panni tiepidi, non con acqua bollente. Il vento forte contro il terminale dei fumi può dare blocchi simili, che spariscono quando cala.
Se invece la caldaia funziona ma alcuni termosifoni restano freddi, il blocco non c'entra: è quasi sempre aria nell'impianto, e la trovi spiegata nella guida sul perché i termosifoni non scaldano.
Il reset della caldaia in blocco si fa con il tasto indicato con R, RESET o con il simbolo di una fiamma barrata, a seconda del modello. Va tenuto premuto qualche secondo, in genere intorno ai cinque: il libretto della tua caldaia dice il tempo esatto. Alcuni modelli più vecchi hanno una manopola da portare sulla posizione di reset per qualche secondo e poi rimettere dove stava.
Due regole contano più del tasto. La prima: il codice si legge prima del reset, perché dopo il display torna normale e l'informazione è persa. La seconda: il reset si prova un paio di volte, non all'infinito. Se la caldaia si riblocca subito, un nuovo tentativo non risolve niente, e nei blocchi di fiamma ogni accensione mancata manda di nuovo gas verso il bruciatore. A quel punto si chiama il tecnico.
Staccare e riattaccare la corrente non sostituisce il tasto: su molti modelli il blocco di sicurezza resta memorizzato anche dopo un'interruzione di corrente e si toglie solo con il reset.
Ogni marca usa codici suoi, e lo stesso numero su due caldaie diverse può voler dire cose diverse. Alcuni esempi documentati dai produttori:
| Marca | Codice | Significato |
|---|---|---|
| Vaillant | F22 | pressione dell'acqua troppo bassa |
| Vaillant | F28 | blocco dopo tre accensioni fallite |
| Baxi | E133 | fiamma non rilevata o gas interrotto |
Per le altre marche, da Immergas a Riello, da Ariston a Beretta, l'elenco completo sta nel libretto d'uso, di solito in una tabella nelle ultime pagine. Se il libretto non c'è più, il manuale si scarica dal sito del produttore cercando il nome del modello, scritto sulla targhetta dietro lo sportello. Meglio diffidare degli elenchi generici che si trovano online: mescolano marche e modelli, e un codice letto sulla tabella sbagliata porta alla soluzione sbagliata.
Il blocco in sé no: è la caldaia che si mette in sicurezza. Una caldaia in blocco non brucia gas e non produce fumi, quindi lasciarla ferma finché arriva il tecnico non è un rischio. Il disagio è un altro: niente riscaldamento e niente acqua calda.
Diventa un pericolo in due casi. Il primo è l'odore di gas: non si accendono e non si spengono luci o interruttori, si chiude il rubinetto generale del gas, si aprono le finestre, si esce e si chiama da fuori il pronto intervento gas del distributore, il cui numero è scritto in bolletta. Il secondo è il blocco ripetuto legato ai fumi: se il problema è nello scarico, quando la caldaia riparte i fumi possono non uscire come dovrebbero. Lì non si insiste con il reset, e un rilevatore di monossido di carbonio vicino alla caldaia è la protezione che resta accesa anche quando nessuno guarda.
Un blocco che si ripete spesso è anche il segno che il controllo periodico è saltato o è vicino: le scadenze le trovi nella guida su ogni quanto va fatta la manutenzione della caldaia.
Il tecnico serve quando il reset non basta. In pratica:
Se la caldaia è in garanzia o ha un contratto di assistenza, conviene chiamare il centro assistenza della marca prima di un tecnico qualunque, per non perdere la copertura. Chi è in affitto avvisi il proprietario prima di far intervenire qualcuno: di norma la piccola manutenzione è dell'inquilino e le riparazioni straordinarie del proprietario. E se la caldaia è vecchia e i blocchi sono continui, prima di pagare l'ennesima riparazione guarda quanto costa una caldaia a condensazione nuova e quali detrazioni restano.
I pezzi della parte gas li monta il tecnico, ma alcune cose si comprano da soli: un ricambio che il tecnico chiede di procurare, un accessorio contro il calcare, un rilevatore da tenere accanto alla caldaia. Questi sono i negozi dove trovarli.
Ricambi per caldaia su ManoMano: termocoppie, ventilatori fumi e apparecchiature di controllo per le marche più diffuse. Serve il codice del ricambio, che sta sul pezzo vecchio o nel libretto, ed è utile anche per confrontare il prezzo del pezzo che ti propone il tecnico.
Accessori per caldaie e scaldabagni su Leroy Merlin: fra gli altri i dosatori di polifosfati, che si montano sull'ingresso dell'acqua fredda e riducono il calcare nel circuito dell'acqua sanitaria.
Rilevatori di gas su ManoMano: rilevatori di metano, GPL e monossido di carbonio da muro, con allarme sonoro, filtrati per categoria.
Rilevatori di monossido su Leroy Merlin: modelli a batteria da fissare o appoggiare vicino alla caldaia, anche nella versione doppia metano e CO.
Con una caldaia in blocco si controlla prima che non ci sia odore di gas, poi si legge il codice sul display, si verifica che il manometro segni fra 1 e 1,5 bar a impianto freddo e che gas e corrente arrivino. Solo dopo si preme il tasto di reset. Se si riblocca subito, si chiama il tecnico.
Si tiene premuto per qualche secondo, in genere circa cinque, il tasto R o RESET, o quello con la fiamma barrata. Su alcuni modelli vecchi si gira la manopola sulla posizione di reset. Il tempo esatto è scritto nel libretto della caldaia.
No, il blocco è la caldaia che si mette in sicurezza: ferma non brucia gas. È pericoloso se c'è odore di gas, e in quel caso si chiude il gas, si aprono le finestre, non si toccano interruttori e si chiama il pronto intervento gas da fuori casa.
La spia rossa indica che è intervenuta una sicurezza. Le cause più comuni sono la pressione dell'acqua sotto 1 bar, la mancata accensione della fiamma, il gas interrotto, lo scarico della condensa ghiacciato e il surriscaldamento. Il codice sul display dice quale.
Non c'è un numero fisso valido per tutte le caldaie, ma un paio di tentativi bastano a capire se il blocco era occasionale. Se la caldaia si riblocca subito, altri reset non risolvono il problema e vanno evitati: serve il tecnico.
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