I 5 Migliori Microfoni USB per Podcast, YouTube e Streaming

Un microfono USB è un microfono con la scheda audio già dentro: il convertitore che trasforma il suono in dati digitali sta nel corpo del microfono, e il cavo va direttamente nel computer. È la differenza che lo separa da un microfono da studio, il quale ha bisogno di un'interfaccia esterna e di un cavo XLR per funzionare.

Da quella differenza discende tutto il resto: costa meno, si installa senza driver, e in cambio non lo puoi aggiornare a pezzi. Qui cosa guardare prima di comprarne uno, e cinque modelli dal più economico all'unico pensato per lo streaming professionale.

Cosa guardare in un microfono USB?

Le voci che decidono la qualità della registrazione sono quattro, e la marca non è fra queste.

Il diagramma polare. È la direzione da cui il microfono raccoglie il suono. Per parlare davanti a un computer serve un cardioide, che prende quello che ha davanti e attenua i lati e il retro: in una stanza normale è ciò che tiene fuori l'eco e il rumore della tastiera. Le modalità omnidirezionale e bidirezionale servono per registrare più persone attorno al microfono, e in una stanza non trattata peggiorano il risultato.

La frequenza di campionamento e la profondità di bit. Il valore di riferimento oggi è 24 bit a 96 kHz. Sopra quella soglia il guadagno è teorico, sotto i 16 bit e 44,1 kHz si sente.

L'uscita cuffie sul microfono. È la funzione più sottovalutata dell'elenco. Permette di ascoltare la propria voce mentre si registra senza il ritardo che il computer introduce, ed è l'unico modo per accorgersi subito di una distorsione invece che in fase di montaggio.

Il supporto. Il treppiede da tavolo che arriva in confezione trasmette al microfono ogni colpo dato alla scrivania. Un braccio snodato con sospensione elastica costa poco e risolve un problema che nessuna elaborazione successiva toglie.

TONOR, il punto di ingresso

Il TONOR è il microfono con cui si comincia quando non si sa ancora se la cosa durerà. È un condensatore cardioide con treppiede, filtro anti-pop e cavo USB in confezione, e funziona senza installare niente su Windows e macOS.

TONOR, microfono USB a condensatore cardioide

Quello che non ha è l'uscita cuffie per il monitoraggio diretto, e su una registrazione lunga si paga. Per una riunione, una lezione a distanza o le prime puntate di un podcast la differenza rispetto al microfono del portatile è comunque enorme. Sta su Amazon.

COCONISE ME6S, quello con le luci

Il COCONISE ME6S è un microfono USB pensato per chi riprende sé stesso mentre parla: l'illuminazione RGB integrata nel corpo esiste per stare in inquadratura, non per il suono.

COCONISE ME6S, microfono USB con illuminazione RGB

Sul lato audio è un cardioide con controllo del guadagno e uscita cuffie sul corpo, quindi il monitoraggio diretto c'è. È la scelta per uno streamer che deve anche apparire bene, ed è una ragione legittima: nessuno guarda una diretta al buio. Sta su Amazon.

Zealsound K66

Lo Zealsound K66 è un microfono a condensatore che supporta la registrazione stereo, e in confezione arriva con il braccio a forbice, la sospensione elastica e il filtro anti-pop. È l'unico dei cinque che risolve in scatola il problema del supporto di cui abbiamo parlato sopra.

Zealsound K66, microfono a condensatore USB

Il braccio si fissa al bordo della scrivania con un morsetto e tiene il microfono davanti alla bocca invece che a trenta centimetri più in basso: è la singola modifica che migliora di più una registrazione casalinga, prima di qualunque intervento sul software. Sta su Amazon.

Movo UM700

Il Movo UM700 è il modello che introduce i diagrammi polari selezionabili: cardioide, omnidirezionale, bidirezionale e stereo, scelti con una manopola sul corpo. È il microfono da prendere se prevedi di registrare anche più persone attorno allo stesso tavolo.

Movo UM700, microfono USB da tavolo

Ha uscita cuffie con monitoraggio in tempo reale, controllo del guadagno e pulsante di silenziamento fisico, che in una diretta vale più di quanto sembri. Ad esempio un colpo di tosse si toglie con un dito invece che con un menu. Sta su Amazon.

Elgato Wave:3

L'Elgato Wave:3 è il solo dei cinque costruito attorno allo streaming, e la ragione non è il microfono: è il software. Wave Link, incluso, gestisce nove canali audio separati — voce, gioco, musica, chat, avvisi — e ne manda due mix diversi, uno alle tue cuffie e uno agli spettatori.

Elgato Wave:3, microfono a condensatore per streaming

Sul lato hardware è un cardioide 24 bit a 96 kHz con un circuito antidistorsione che interviene quando alzi la voce di colpo, invece di lasciar saturare il segnale. È la spesa più alta della lista e ha senso solo se trasmetti davvero; per registrare e basta, gli altri quattro fanno lo stesso lavoro. Sta su Amazon.

Un microfono USB non va collegato a una scheda audio

Questa pagina lo consigliava, ed era sbagliato. Un microfono USB contiene già il proprio convertitore e va collegato direttamente al computer. Un'interfaccia audio esterna accetta ingressi XLR o jack, non USB: non solo non serve, non è nemmeno collegabile.

La scheda audio esterna serve nel caso opposto, cioè quando scegli un microfono da studio con uscita XLR. Quella strada costa di più ma si aggiorna a pezzi, e permette di usare due microfoni insieme. Se è la direzione che ti interessa, la fascia utile è coperta in le migliori schede audio sotto i 200 euro.

Dopo la registrazione

Il microfono decide quanto sono buoni i dati di partenza, ma il risultato finale si costruisce dopo. Per tagliare le pause, togliere il rumore di fondo e portare il volume medio allo standard richiesto dalle piattaforme serve un editor, e la selezione con la differenza fra gratuiti e a pagamento sta in programmi editing audio.

Chi oltre alla voce registra anche musica ha bisogno di un programma multitraccia invece di un editor: quel lato è in i migliori software DAW gratuiti.

Domande frequenti

Quanto conviene spendere per un microfono USB?

La curva del miglioramento è ripida all'inizio e piatta dopo. Il salto grosso è fra il microfono integrato nel portatile e un qualunque condensatore USB da fascia d'ingresso: lì la differenza la sente chiunque. Da quel punto in poi, salire di prezzo compra funzioni — diagrammi polari multipli, monitoraggio diretto, software di mixaggio — più che qualità del suono. Ad esempio l'Elgato Wave:3 costa parecchio più del TONOR, e la differenza sta quasi tutta in Wave Link.

Serve il filtro anti-pop?

Serve, e costa pochi euro. Le consonanti occlusive come la P e la B producono un soffio d'aria che il microfono registra come un colpo sordo, e quel difetto in fase di montaggio non si toglie: si può solo attenuare peggiorando la voce. Il filtro lo elimina all'origine. In alternativa basta parlare leggermente di lato invece che frontalmente al microfono.

Un microfono USB funziona su tablet e telefono?

Su iPad e iPhone con porta USB-C funziona quasi sempre in modo diretto; sui modelli con connettore Lightning serve l'adattatore Apple con ingresso di alimentazione, perché un microfono a condensatore consuma più di quanto la porta fornisca da sola. Su Android il supporto dipende dal telefono: serve la funzione USB OTG e un cavo adattatore, e alcune app di registrazione ignorano comunque il microfono esterno.

Meglio un microfono USB o uno XLR con scheda audio?

Il microfono USB conviene a chi registra una voce sola e vuole partire subito: costa meno, non richiede altri acquisti e la qualità è più che sufficiente per podcast, streaming e riunioni. Lo XLR con interfaccia esterna conviene a chi prevede di crescere, perché microfono, preamplificatore e convertitore si sostituiscono uno alla volta e si possono usare due sorgenti insieme. È una scelta sul percorso, non sulla qualità del singolo pezzo.

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