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Temperatura ideale in casa: 20 gradi di giorno nelle stanze in cui si vive, 18 in camera e di notte, 22-24 in bagno solo quando si usa, 25-27 d'estate. Il limite del DPR 74/2013, cosa cambia con neonati e anziani, il 7% di gas in meno per ogni grado, perché a 20 gradi si ha freddo lo stesso e con cosa si tiene ferma la temperatura.
La temperatura ideale in casa d'inverno è 20 gradi nelle stanze dove si vive di giorno e 18 in camera da letto la notte, con l'umidità tra il 40 e il 60%. Sono anche i numeri della legge: il DPR 74 del 2013 fissa il limite a 20 gradi, con 2 di tolleranza, per le case riscaldate. Sopra i 21 si paga e basta, perché ogni grado in più vale circa il 7% di combustibile in più secondo le stime ENEA; sotto i 18 per molte ore, l'Organizzazione Mondiale della Sanità dice che la casa comincia a fare male, prima ai bambini piccoli e agli anziani.
Qui sotto trovi i gradi stanza per stanza, di giorno e di notte, cosa cambia con un neonato, un anziano o una persona malata in casa, la temperatura giusta d'estate con il condizionatore, quanto si risparmia davvero abbassando di un grado, perché a 20 gradi si può avere freddo lo stesso e con quali strumenti si tiene la temperatura ferma senza stare sul termostato tutto il giorno.

Il numero che mettono d'accordo medici, legge e bolletta è 20 gradi nelle ore in cui si sta svegli a casa. Non è una media: è la temperatura dell'aria misurata a un metro e mezzo da terra, lontano dal termosifone e dalla finestra, nella stanza dove si passa più tempo. Di notte si scende, perché il corpo dorme meglio al fresco e perché otto ore a 18 invece che a 20 sono il risparmio più facile dell'inverno.
La tabella riassume i valori da tenere come riferimento. Sono gradi di comfort per adulti in salute vestiti da casa, maglione compreso: con una persona fragile in casa si alzano, come spiegato più sotto.
| Stanza | Di giorno | Di notte | Perché |
|---|---|---|---|
| Soggiorno, studio | 20-21 °C | 16-18 °C | Si sta fermi seduti per ore, serve il valore pieno |
| Camera da letto | 18 °C | 16-18 °C | Sotto il piumone il corpo scalda da sé, il fresco aiuta il sonno |
| Cucina | 18-19 °C | 16 °C | Fornelli e forno aggiungono calore mentre si usa |
| Bagno | 22-24 °C solo quando si usa | 18 °C | Si esce bagnati dalla doccia, 20 gradi sembrano 15 |
| Corridoio, ingresso | 16-18 °C | 16 °C | Ci si passa, non ci si ferma |
| Stanze chiuse o vuote | 14-16 °C | 14-16 °C | Mai sotto, per non far condensare l'umidità sui muri |
Il valore delle stanze vuote non è un refuso: una stanza spenta del tutto in un appartamento riscaldato diventa la parete fredda su cui si posa l'umidità delle altre, e la muffa compare lì. La spiegazione è nell'articolo sulla condensa sulle finestre, che è lo stesso fenomeno visto sul vetro.
Il DPR 74/2013 è la norma che regola gli impianti termici: fissa in 20 gradi, più 2 di tolleranza, la temperatura massima negli edifici residenziali durante il riscaldamento invernale, e in 18 più 2 quella delle attività industriali e artigianali. Il limite vale per le medie delle stanze riscaldate, e nei condomini con l'impianto centralizzato è l'amministratore a dover far regolare la caldaia di conseguenza. In casa propria con l'impianto autonomo nessuno viene a misurare, ma il numero resta il riferimento tecnico su cui sono progettati impianti e termosifoni.
Nell'inverno 2022-2023, con il decreto del Ministero della Transizione Ecologica di ottobre 2022, il limite era stato abbassato di un grado a 19, con un'ora in meno di accensione al giorno e quindici giorni in meno di stagione: era una misura legata alla crisi del gas, valida per quella sola stagione. Oggi è tornato in vigore il DPR 74, con i suoi 20 gradi.
Lo stesso decreto divide l'Italia in sei zone climatiche, dalla A alla F, e per ciascuna fissa da che giorno e per quante ore al giorno si può accendere: le date e gli orari comune per comune sono nell'articolo su quando si accende il riscaldamento.
È la stanza che decide la bolletta, perché è quella in cui si sta più ore seduti e fermi, e stando fermi il corpo produce meno calore. Qui 20 gradi sono il minimo per stare in maglione senza sentire freddo alle mani, 21 il valore da tenere se c'è qualcuno che lavora alla scrivania tutto il giorno. Sopra i 21 l'aria si asciuga, la gola si secca e si comincia a sentire caldo in testa e freddo ai piedi: è il segno che si è andati oltre.
Per dormire bene la temperatura della stanza va tenuta bassa, perché il corpo abbassa da sé la propria temperatura interna per addormentarsi e una stanza calda glielo impedisce. 16-18 gradi con un piumone adatto sono il valore in cui la maggior parte delle persone dorme meglio; sopra i 20 ci si sveglia sudati e con la bocca secca. Il termosifone in camera si tiene al minimo o chiuso del tutto, e si apre la finestra cinque minuti prima di andare a letto.
Il bagno è l'eccezione, perché si esce bagnati dalla doccia e l'acqua che evapora dalla pelle toglie calore: a 20 gradi si batte i denti. Si tiene a 22-24 gradi nella mezz'ora in cui si usa, con lo scaldasalviette o il termosifone aperto al massimo mezz'ora prima, e si riporta a 18 per il resto del giorno. Tenerlo a 24 tutto il giorno costa quanto scaldare una stanza in più.
In cucina fornelli, forno e frigorifero scaldano la stanza da soli mentre si cucina, e ci si muove. 18-19 gradi bastano, e il termosifone si può tenere un gradino sotto quello del soggiorno. Se la cucina è aperta sul soggiorno, vale il valore del soggiorno e il termosifone della cucina va regolato uguale, altrimenti i due si litigano l'aria.
Dove si passa e non ci si ferma bastano 16-18 gradi. Le stanze chiuse si tengono a 14-16 e non sotto, con la porta chiusa: così non rubano calore alle stanze vive e non diventano il punto freddo in cui condensa l'umidità. Chiuderle del tutto per risparmiare è il modo più comune di trovarsi la muffa dietro l'armadio a marzo.
I 20 gradi sono per adulti sani. L'Organizzazione Mondiale della Sanità, nelle linee guida su casa e salute del 2018, indica 18 gradi come temperatura minima sotto cui una casa diventa un rischio per la salute nei climi temperati e freddi, e precisa che per le persone più fragili può servire di più.
Neonati e bambini piccoli: la stanza in cui dorme un neonato va tenuta tra 18 e 20 gradi, non di più, perché il bambino non sa regolare la temperatura come un adulto e il surriscaldamento è uno dei fattori di rischio della morte in culla indicati dalle linee guida pediatriche. Il neonato si copre con un sacco nanna adatto alla stagione, non con la stanza calda. Il test è toccargli il collo o la pancia: caldi e asciutti vanno bene, sudati vuol dire troppo.
Anziani: con l'età il corpo sente meno il freddo e lo regola peggio, e sotto i 20 gradi per molte ore salgono la pressione e il rischio di infarto e ictus. Con una persona anziana in casa il soggiorno si tiene a 20-21 anche di sera e la camera non scende sotto i 18. Lo stesso vale per chi è malato, convalescente o si muove poco.
Chi lavora da casa: otto ore seduti davanti a uno schermo sono la condizione in cui si sente più freddo, perché non ci si muove. Qui 21 gradi nella sola stanza in cui si lavora costano meno di 20 in tutta la casa: si chiude la porta e si regola il termosifone di quella stanza.
D'estate il riferimento cambia: il DPR 74 fissa il limite in 26 gradi, con 2 di tolleranza, cioè non si raffredda sotto i 24. Per il comfort la temperatura giusta con il condizionatore acceso è 25-27 gradi, con l'umidità sotto il 60%, e la regola che conta più dei gradi è la differenza con l'esterno: non più di 6-7 gradi, altrimenti ogni uscita e ogni rientro sono uno sbalzo che il corpo paga con il mal di gola.
Con 34 gradi fuori, il condizionatore a 27 e la funzione deumidificazione accesa fanno sentire più fresco che 23 gradi con l'aria umida, e consumano una frazione: i numeri sono nell'articolo su quanto consuma un condizionatore. Di notte si imposta a 26-27 con il timer o la modalità notturna, che alza di un grado dopo un'ora.
La stima che ENEA ripete da anni nei suoi vademecum è che ogni grado in meno sul termostato taglia di circa il 7% il consumo di combustibile per il riscaldamento. È una media: la casa coibentata male perde di più e risparmia di più per ogni grado, quella in classe A perde poco in ogni caso. Il meccanismo è semplice: la casa disperde calore in proporzione alla differenza tra dentro e fuori, e con 5 gradi fuori passare da 22 a 21 dentro riduce quella differenza di un diciassettesimo.
In pratica, chi tiene la casa a 22 e la porta a 20 risparmia circa il 14% di gas della stagione, e chi aggiunge la notte a 17 invece che a 20 risparmia ancora. Per una casa che spende 1.200 euro di gas l'anno in riscaldamento, i due gradi in meno valgono circa 170 euro, a parità di prezzo del gas. Il numero preciso di casa tua lo dà il confronto tra le bollette di due inverni: il consumo in metri cubi, non la cifra in euro, che dipende dal prezzo.
L'altro risparmio è nelle ore: scaldare a 20 solo quando si è a casa e lasciare 17 quando si è fuori per otto ore, invece di tenere 20 tutto il giorno. Riscaldare una casa fredda non costa più che mantenerla calda, a meno di impianti a pavimento e muri molto spessi, che hanno un'inerzia lunga e vanno trattati a parte: con quelli si abbassa di poco e si lascia acceso.
Il termometro dice 20 e si ha freddo: succede, e quasi mai è colpa del termometro. La sensazione di caldo dipende dalla temperatura dell'aria, ma anche dall'umidità, dalla temperatura delle pareti e dall'aria che si muove. Umidità: con l'aria al 70% i 20 gradi sembrano 18, perché l'aria umida porta via calore dalla pelle più in fretta; con l'aria al 30%, dopo settimane di riscaldamento, sembrano 21 ma si secca la gola. I valori giusti e come misurarli sono nell'articolo sull'umidità in casa ideale.
Pareti fredde: il corpo scambia calore per irraggiamento con le superfici intorno. Seduti accanto a un muro esterno non coibentato a 14 gradi o a una finestra con il vetro singolo si sente freddo anche con l'aria a 21, e si finisce per alzare il termostato a 23 per compensare. Costa meno spostare il divano, mettere una tenda pesante e sigillare gli spifferi.
Aria che si muove: uno spiffero da una finestra chiusa male o dalla cassetta della tapparella crea una corrente fredda alle caviglie che fa percepire 2-3 gradi in meno. Si trova con una candela accesa passata lungo gli infissi in una giornata di vento e si chiude con le guarnizioni adesive, che costano pochi euro a rotolo.
E poi c'è l'impianto che non arriva ai 20 gradi: i termosifoni tiepidi in alto sono aria da sfiatare, quelli freddi in basso sono fango, la caldaia che va e viene è da controllare. L'articolo sulla manutenzione della caldaia dice cosa si controlla da soli e cosa spetta al tecnico.
Il termometro da solo non basta: serve qualcosa che spenga e accenda la caldaia per raggiungere e tenere il valore scelto. Il termostato semplice ha una manopola e un contatto: a 20 stacca, sotto riattacca, sempre, giorno e notte. Il cronotermostato aggiunge l'orologio: 20 dalle 6 alle 8 e dalle 17 alle 23, 17 nel resto del giorno, 16 di notte, con un programma diverso nel fine settimana. È il salto che vale di più, perché toglie dal padrone di casa il compito di ricordarsi di abbassare.
Il termostato smart fa lo stesso dal telefono e aggiunge due cose utili: la geolocalizzazione, che abbassa quando l'ultimo esce di casa e rialza quando il primo torna, e lo storico dei consumi, che fa vedere dove si spende. I prezzi letti il 3 ottobre 2026 vanno dai 45,99 euro di un cronotermostato Wi-Fi senza marca agli 85 euro del Plikc Neve PRO e ai 149 euro del BTicino Smarther2 con Netatmo, da incasso. Il reparto termostati e cronotermostati di Leroy Merlin li ha divisi per tipo, a parete o da incasso, a batteria o a 230 volt, e si sceglie in base alla scatola che c'è già sul muro.
Con i termosifoni, il pezzo che permette di avere 21 in soggiorno e 18 in camera con la stessa caldaia è la valvola termostatica: una testa con i numeri da 1 a 5 che chiude il termosifone quando la stanza arriva al valore scelto. Nei condomini con il centralizzato è obbligatoria dal 2017 insieme ai contabilizzatori, nelle case con l'autonomo si monta al posto della manopola in venti minuti per termosifone. Il 3 vale circa 20 gradi, il 2 circa 16: in camera si lascia su 2, in soggiorno su 3, in bagno su 4 nella mezz'ora della doccia.
Chi scalda con una pompa di calore o con il condizionatore in modalità riscaldamento ragiona al contrario: la macchina rende di più a temperatura costante, e abbassare e rialzare di 4 gradi ogni giorno costa più che tenere 19-20 fissi. Lo stesso per il riscaldamento a pavimento, che impiega ore a reagire. Chi integra una stanza con una stufa elettrica la usa per i 2 gradi che mancano in una stanza sola, non per scaldare la casa.
Termometro, cronotermostato e valvole termostatiche si trovano in qualunque negozio di bricolage. I prezzi delle schede qui sopra sono quelli letti su Amazon il 3 ottobre 2026; i due negozi qui sotto hanno il reparto completo con i filtri per tipo di attacco e di alimentazione.
ManoMano: 239 termostati e cronotermostati, dai meccanici a manopola da pochi euro ai Wi-Fi compatibili con Alexa e Google, con la ricerca che si restringe per incasso, parete, batteria o 230 volt.
Leroy Merlin: il reparto termostati, cronotermostati e valvole termostatiche, con le teste Caleffi e Giacomini da montare sui termosifoni e il ritiro in negozio per chi vuole finire il lavoro nel fine settimana.
20 gradi nelle stanze in cui si vive di giorno, 18 in camera da letto, 16-18 di notte in tutta la casa. È anche il limite del DPR 74/2013, che fissa 20 gradi con 2 di tolleranza. Con neonati, anziani o persone malate in casa si tengono 20-21 anche di sera e la camera non scende sotto i 18.
È la stima media di ENEA: circa il 7% di combustibile in meno per ogni grado in meno sul termostato, per un intero inverno. In una casa coibentata male il risparmio è maggiore, in una in classe A minore. Il numero di casa tua lo dà il confronto dei metri cubi di gas tra due inverni.
Con caldaia e termosifoni conviene abbassare a 16-17 gradi quando si è fuori e di notte, non spegnere: la casa non si raffredda del tutto, non condensa l'umidità sui muri e si riscalda in fretta al rientro. Con pompa di calore, condizionatore o riscaldamento a pavimento si lascia una temperatura quasi costante, perché rendono di più così.
Tra 18 e 20 gradi, con il bambino coperto da un sacco nanna adatto alla stagione. Il surriscaldamento è uno dei fattori di rischio indicati dalle linee guida pediatriche sulla morte in culla: la stanza calda non protegge, il sacco nanna sì. Il collo del bambino caldo e asciutto dice che va bene, sudato dice che fa troppo caldo.
Per l'umidità alta, che fa sembrare 20 gradi come 18, per le pareti o le finestre fredde accanto a cui si sta seduti, o per uno spiffero alle caviglie. Prima di alzare il termostato si misura l'umidità con un igrometro, si sigillano gli infissi e si sposta il divano dal muro esterno: costano meno di un grado in più tutto l'inverno.
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